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Un caso inquietante: Napoli, scontro tra soldati e immigrati

(Cristina Zagaria per www.repubblica.it) – Napoli, scontro tra soldati e immigrati a due passi dalla stazione centrale. Ore 19, via Firenze, angolo via Torino, una pattuglia di militari impegnati nell’operazione “Strade sicure” ferma un immigrato e scatta la rivolta. Tutto documentato in un video.

Due minuti e tre secondi di violenza urbana. Due minuti e tre secondi di paura. Nella prima scena del video si vede un uomo a terra (secondo alcuni testimoni una persona con problemi psichici o sotto l’effetto dell’alcol) e i militari che lo controllano. Sullo sfondo un negozio senza insegna. Forse una kebabberia o internet point, spiegano i residenti. La scena non appare violenta. Da quello che si vede dal video i militari stanno chiedendo qualcosa all’uomo e cercano di alzarlo. Alcuni extracomunitari si avvicinano dal lato destro, ma vengono allontanati. Gli uomini in divisa sono cinque e sono armati. Un altro gruppo tenta di avvicinarsi dalla parte sinistra. I militari, mantenendo la calma, cercano di arginarli, si muovono piano, ostentano sicurezza. Ma in pochi secondi gli assalitori diventano troppi.

Le divise, i mitra, la camionetta non sembrano rappresentare un limite. Non c’è un limite. Ed è il caos. Un gruppo di giovani extracomunitari cerca di sottrarre il fermato ai soldati. La tensione è altissima. Urla. Fischi. Spintoni. La telecamera inquadra la scena come in un film, dall’alto.

Il video scorre. Sono passati solo trenta secondi e i militari sono accerchiati da almeno 30 persone.   Ci sono anche due rapide colluttazioni tra un extracomunitario e un uomo in divisa. Poi un giovane con una maglietta verde interviene e dice qualcosa. Il fermato viene portato via da alcuni connazionali.  La folla si disperde. La pattuglia si compatta e blocca di nuovo l’uomo. Non è finita. Ancora nelle ultime scene gli immigrati continuano ad arrivare, seguono i militari a bordo strada e si avvicinano. C’è un’altra  breve colluttazione. Qualcuno grida: “Non picchiarlo”. II suono dei clacson delle auto aumenta lo stress.

A un minuto e quaranta si forma un nuovo pericoloso assembramento. Ai balconi si vedono solo grandi antenne paraboliche. Qualcuno spia, ma rimane nascosto. Nessuno è affacciato. I due minuti e zero tre sono finiti. Il video di due minuti e tre secondi viene postato sui social network dal Comitato Vasto a tarda sera ed è subito condiviso da molti e commentato. I cittadini che vivono in questo quartiere si sono riuniti e hanno creato una pagina Facebook, per scambiarsi informazioni, per sentirsi “sicuri”, per non sentirsi soli.

Su Facebook vengono postati anche altri filmati ripresi con i cellulari con l’arrivo di Polizia, Finanza e Carabinieri subito dopo. In strada c’è tutto il quartiere: i napoletani e i migranti. C’è anche il 118 che porta via l’uomo che all’inizio del video era a terra. Secondo la versione di diversi residenti “uno spacciatore ubriaco”. Ma le forze dell’ordine stanno verificando la sua posizione.

L’ambulanza si allontana a sirene spiegate, seguita dalla camionetta dell’esercito tra i fischi dei migranti che sono diventati sempre di più e non lasciano la strada. La notizia si diffonde nella notte. Nella didascalia del filmato si legge: “Siamo stanchi, non possiamo vivere in questa condizione di pericolo costante”.

Il post viene subito rilanciato da un consigliere della IV Municipalità: Alessandro Gallo: “Quartiere Vicaria (zona via Firenze), i militari dell'”#OperazioneStradeSicure”, a seguito di un fermo vengono caricati dai nuovi padroni del Vasto!”. “Faccio quella strada tutti i giorni -dice Gallo- La tensione è molto alta ogni giorno, oggi è successo, però, qualcosa di gravissimo con l’esercito circondato. Bisogna intervenire”.

“Abbiamo firmato una petizione che trovate sulla nostra pagina Facebook – spiegano i cittadini del Comitato Vasto – I problemi qui sono tanti e sono quotidiani.  Questi immigrati sono abbandonati a loro stessi. E noi ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Un destino paradossalmente comune. Oggi vedere l’esercito accerchiato ci ha fatto paura. Se neanche loro possono, aiutarci chi difende noi e le nostre famiglie? E chi aiuta questi ragazzi che vengono da Paesi lontani e non hanno un lavoro, una guida, uno scopo? Passano le loro giornate per strada e a volte basta poco per trasformare un controllo di routine in una rivolta. Sono saltate tutte le regole”.

“La quarta municipalità, storicamente dedita all’accoglienza sta pagando un conto molto salato – commenta Alessandro Gallo –  anche se sono migranti e vengono da paesi in guerra dopo tutto il calvario che hanno vissuto non possono essere inseriti in società senza un percorso specifico che tuteli loro in primis e poi noi che li accogliamo”.

A Napoli, le pattuglie dell’Esercito sono state inviate dal ministero dell’Interno per contribuire a contrastare la criminalità. I militari sono presenti nei quartieri caldi come la Sanità e lungo gli itinerari turistici.

Via Firenze, dove è stato girato il video, è a pochi passi dalla Stazione centrale in una Napoli che vive una stagione di rinascita turistica. In questa zona c’è una forte presenza di migranti e una questione da tempo irrisolta da parte dell’amministrazione comunale per il mercato etnico.

Alcuni comitati antirazzisti, dopo la pubblicazione del video, sempre sui social postano delle foto con il commento: “Dopo pochi attimi concitati i militari non hanno esitato a picchiare il migrante con calci e schiaffi come testimoniato da alcuni video e foto raccolte al momento dell’accaduto dalle persone presenti”. E sulle bacheche Facebook i commenti si dividono, diventando, al di là della cronaca, propaganda pro o contro gli immigrati.

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