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La teoria della relatività dei leccaculo

(Marco Gaiazzi – glistatigenerali.com) – Ne ha parlato proprio Matteo Renzi ovvero di quella straordinaria categoria di essere umani che finisce sotto il nome “Leccaculi”. E da qui prendo le mosse per esporvi la mia teoria della relatività dei Leccaculo.

Il genio di Einstein intuì, capovolgendo la fisica newtoniana, che spazio e tempo non sono elementi assoluti ma relativi al contesto nel quale vengono osservati, piegati, anche in senso fisico non solo filosofico, dalla velocità.

Sto leggendo “Come io vedo il mondo” del grande fisico. E ad un dato momento ho avuto anche io la mia intuizione dopo aver, galileianamente, osservato la realtà empirica di alcuni fatti in questi giorni.

Anche i leccaculo sono soggetti alle leggi della fisica einsteinina.

Sono veloci e anzi tendono per natura alla velocità della luce perché più veloci sono più gli effetti fisici sono visibili all’essere umano.

Piegano lo spazio e il tempo a loro piacimento. E Modellano la massa dei culi che vanno a riverire, con un dispendio di energie più che compensato dalla energia prodotta come risultato.

Sfruttando la velocità, le masse dei culi da leccare si riducono, permettendo loro leccate non solo più rapide ma soprattutto quantitativamente più numerose. Il leccaculo è tale in più galassie contemporaneamente. Si adattano al contesto in modo fulmineo, con precisone atomica.

Non solo, tendono alla velocità della luce al fine di rallentare il corso del tempo, nella tensione di allungare di fatto la loro vita professionale rispetto a chi è rimasto sulla terra, nel più classico paradosso dei gemelli: mentre tu ti vedi invecchiare allo specchio a vista d’occhio sotto i colpi faticosi di una carriera che speri onesta e sincera, loro sembrano ringiovanire! Fateci caso.

I leccaculo inoltre sfruttano anche le intuizioni sulle onde elettromagnetiche della cosiddetta teoria della relatività generale. In sostanza riescono a modificare il percorso della loro luce propria, di cui ciascuno più o meno brilla, in modo da apparire all’occhio dell’osservatore sempre e comunque, anche se coperti da altro corpo celeste. Il leccaculo insomma si fa notare sempre, anche quando non è oggetto di osservazione diretta.

Tutto questo mi fa sostenere che i leccaculo rispondono perfettamente alla formula E=mc2 ovvero:

l’Energia prodotta dallo sfregamento culi-lingue è uguale alla Massa impiegata per leccare i Culi moltiplicata per i culi leccati al quadrato.

Si vede bene come l’elemento discriminante sia dato da “c2”, laddove più sono i culi leccati (al quadrato) più si sprigiona energia.

Se ne deduce che il leccaculo si autorigenera energeticamente tanti più culi lecca.

Resta una ultima considerazione. La luce diversamente da tutti gli altri fattori è assoluta. Viaggia sempre a 300.000 km/s. E’ un dato immodificabile.

Domande: quanto tempo ci metteranno i proprietari dei culi a riconoscere i loro leccaculo? Ma soprattutto, mi sovviene un dubbio: non sarà che a tutti piace essere un po’ leccati e alla velocità della luce? E Renzi forse, con questa ultima risposta, potrebbe dare un contributo all’evoluzione della mia teoria.

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