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Peppino Caldarola: “Sinistra, ricordi quando ti dannavi l’anima per aiutare chi stava male?”

Corre la convinzione opportunista che coi migranti si perdono voti così come con i rom e con gli immigrati clandestini. Così, per guadagnare un pugno di voti, bisogna fare i cattivi e dimenticare il socialismo.

 

(Peppino Caldarola – lettera43.it) – Le cronache recenti ci hanno raccontato di 50 ragazzi (avete letto bene: 50) buttati a mare dai trafficanti e probabilmente annegati. Abbiamo visto le immagini degli ignobili campi libici dove ritornano quelli che Minniti e Salvini non vogliono far sbarcare qui. Non c’è un solo magistrato, di quelli che “eroicamente” si stanno battendo contro questi ragazzi, che sia riuscito a dimostrare che c’è denaro in cambio di salvezza.

Le Ong che sono in mare vengono indicate come organizzazioni pericolose nel Paese delle mafie. Un prete che riceve le telefonate dei suoi connazionali che gli chiedono di essere aiutati è indagato. Ma che dovrebbero fare un prete, un ragazzo su una barca, un uomo delle forze dell’ordine se qualcuno li chiama per non morire?

GLI INTELLETTUALI TACCIONO. Ripeto: è un passaggio scandaloso per lo spirito pubblico. Gli intellettuali tacciono perché i più noti di loro si sono rifiutati di ospitare questa povera gente accanto alle loro dimore di vacanze. Nella sinistra, in tutta la sinistra, corre la convinzione opportunista che coi migranti si perdono voti così come con i rom e con gli immigrati clandestini. Nella scelta fra socialismo o barbarie, non c’è più traccia di socialismo.

Resta la Chiesa, neppure tutta, resta il gesto eroico di chi guida la Fondazione per la Shoa a Milano che accoglie gli immigrati sollevando la critica feroce di un non- ebreo di destra sulle pagine del giornale del giovane Cerasa, che stimo ma che mai una volta trovo dalla parte dei più poveri. Nessuna nostalgia del passato, ma ho in mente un tempo in cui a sinistra ci si dannava l’anima per dare aiuto a chi stava male.

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