Cronaca/Interno/Politica

Stimata per i primi d’ottobre l’invasione massiva finale

(di Ruggiero Capone – opinione.it) – A maggio 2017 faceva capolino sui tavoli del governo un documento alquanto riservato: secondo certi ora (in pieno agosto) turberebbe i sonni del ministro dell’Interno. Il dossier, redatto dall’intelligence tedesca, parla dei sei milioni di migranti che le organizzazioni non governative (Ong) dell’intero pianeta sarebbero pronte a far sbarcare sulle coste di Spagna, Italia e Portogallo. Un vero e proprio atto di guerra delle Ong al Vecchio Continente. Attualmente la bomba umana starebbe attendendo nei maggiori centri di raccolta nordafricani: lì verrebbero rifocillati, muniti di telefoni cellulari che permettano più connessioni, soprattutto istruiti sul cosa fare una volta sbarcati in Europa. A formarli ci sarebbe personale delle Ong con perfetta conoscenza di lingue e dialetti di Nigeria, Guinea, Costa d’Avorio e Gambia.

Le inchieste delle procure siciliane stanno dimostrando come le Ong facciano tutto questo per soldi, anche se loro si giustificano con la profezia di Zygmunt Bauman: «Se l’Europa non accoglierà nei prossimi trent’anni almeno altri 30 milioni di immigrati – aveva profetizzato il grande sociologo Zygmunt Bauman nel 2011 – il vecchio continente andrà incontro a un calo demografico che provocherà il crollo della civiltà europea».

Ora è il momento d’appurare chi finanzi le Ong e, soprattutto, come facciano ad organizzare i viaggi dal centro Africa fin sulle coste mediterranee, dove le navi delle stesse “organizzazioni non governative” imbarcano i migranti per le rotte europee.

Per usare le parole del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri Gratteri. «dobbiamo andare in Africa a capire chi organizza questi viaggi. Capisco che queste cose richiedono sudore e pericolo. Lì c’è la guerra, ma i nostri agenti sono pagati per questo, è il loro mestiere, che non può essere solo controllare il centro storico di Roma».

Illuminante l’esempio e le dichiarazioni fornite dalla Procura di Trapani “i migranti sono stati consegnati alla nave Iuventa dagli scafisti”: quindi viene ipotizzato il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” nei confronti dei membri dell’Ong tedesca Jugend Rettet, armatori della nave Iuventa. Quest’ultima è stata posta sotto sequestro dalla procura di Trapani, ed oggi è ormeggiata nel porto di Lampedusa. Il procuratore aggiunto di Trapani, Ambrogio Cartosio, ha voglia d’andare fino infondo alla vicenda. Intanto l’Ong tedesca Jugend Rettet risulterebbe secondo fonti britanniche nella lista delle oltre cinquanta Ong finanziate dalla multinazionale che fa capo a George Soros. Quest’ultimo, sempre secondo indiscrezioni britanniche, avrebbe preventivato di piegare finanziariamente l’Europa mediterranea investendo circa un miliardo di dollari sui flussi migratori: in parole povere sponsorizzando la migrazione di massa. La stessa magistratura londinese starebbe indagando sulle attività del “finanziere filantropo”, riuscendo ad appurare solo le responsabilità delle Ong, senza per altro scoprire tutti i collegamenti con Soros. Intanto i beninformati ci dicono che la fondazione filantropica di Soros avrebbe da anni finanziato studi di fattibilità per portare a compimento il “piano Kalergi” in Europa: ovvero l’invasione per favorire il rimescolamento. Di certo sappiamo che, il premier italiano Gentiloni ha ricevuto Soros con la dignità che s’usa con i capi di stato, ed i contenti del loro lungo colloquio rimangono sconosciuti al popolo italiano.

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