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“Dei diritti e dei doveri”: di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Secondo certe cronache e commenti su giornali, tv e social, pare che l’Italia sia il nuovo Terzo Reich che, nella sua capitale ma non solo, perseguita i migranti e addirittura i rifugiati per il colore della loro pelle. Secondo altre, si direbbe che l’altroieri a Roma non sia successo niente di strano: un normale sgombero che ristabilisce, pur tardivamente, la legalità violata. La verità non è nessuna delle due e non sta neppure “nel mezzo” (come dicono i paraculi). Ma – come sempre più spesso avviene in questa società isterica e impazzita – procede a zigzag: tipico andamento di un Paese che ha perso il senso non solo dell’orientamento, ma anche dello Stato. E, le rare volte in cui lo Stato appare, non lo riconosce. Partiamo dai fatti – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 26 agosto 2017, dal titolo “Dei diritti e dei doveri”.

Nel 2013 circa 500 migranti etiopi, eritrei e sudanesi, al seguito di una ventina di romani dei centri sociali e dei “movimenti per il diritto alla casa”, occupano con la forza un palazzo di 11 piani e 32 mila metri quadri su piazza Indipendenza, a due passi dalla stazione Termini, di proprietà di un fondo pensioni di ex bancari del San Paolo di Torino e di altre aziende. E mettono in fuga con le spicce i vigilanti che lo sorvegliano, proprio alla vigilia della sua trasformazione in centro direzione e poi in grande albergo. La giunta Marino e l’allora prefetto Pecoraro non fanno nulla, come racconta Franco Bechis su Libero. Del resto gli abusivi a Roma occupano più di 100 case e alle “autorità” va bene così, per non ritrovarsi per strada altre migliaia di senzatetto incazzati neri.

Il 1° dicembre 2015, inizio del Giubileo, la polizia entra nello stabile per censire gli occupanti e ne conta 556: molti sono richiedenti asilo, altri hanno già lo status di rifugiati, altri ancora sono clandestini senza documenti (condotti in Questura fra urli e strepiti per l’identificazione). Uscita la polizia, entrano i Vigili del fuoco per i controlli di sicurezza, ma gli occupanti minacciosi li costringono alla fuga dopo aver ispezionato un quarto dello stabile. Quanto basta perché i pompieri spediscano un’allarmante relazione al prefetto Gabrielli, al commissario Tronca e alla Questura: “Reale ed elevato rischio di incendio-esplosione” dello stabile per la “mancanza di estintori” e “la presenza di decine di bombole di gas gpl e numerose stufe elettriche utilizzate per il riscaldamento degli uffici adibiti ad abitazione”, dunque è “necessario procedere con lo sgombero dell’edificio e la bonifica dello stesso dalle sostanze infiammabili presenti”. Che fanno Tronca, Gabrielli & C.? Niente. Intanto i pensionati del San Paolo vedono volatilizzarsi il loro investimento.

Il loro fondo pensioni perde 5 milioni di mancata rendita e ne spende 2 per le bollette di acqua e luce (che devono continuare a pagare perché le tremebonde “autorità” non osano neppure staccare le utenze). Sul tetto, in compenso, sorgono almeno una decina di antenne paraboliche per apparecchi tv (chissà chi li paga, con relativi abbonamenti). Nel marzo 2016 la polizia torna nel palazzo, per arrestare cinque scafisti eritrei che, travestiti da profughi, partecipano festosi all’occupazione. E in seguito scattano altri arresti per traffico di droga e sfruttamento della prostituzione (pare sia una specialità dell’ottavo piano). Intanto il Tribunale accoglie la denuncia dei proprietari dell’immobile e ne ordina lo sgombero. Solo che, dopo quasi quattro anni di occupazione, nessuno sa più chi siano gli occupanti. E ogni tentativo dei servizi sociali di censirli sortisce il solito effetto: minacce, violenze, rappresentanti dello Stato in fuga. In presenza dell’ordinanza del giudice, la Prefettura è costretta finalmente ad agire e sei giorni fa sgombera il palazzo con circa 400 occupanti, che finalmente possono essere censiti: quasi tutti stranieri; in gran parte (ma non tutti) con lo status di rifugiato; non tutti privi di alternative abitative; un centinaio di fascia “debole” (minori, donne e anziani), che infatti – diversamente dagli altri, portati fuori – vengono lasciati nel palazzo, al primo piano, in attesa di una sistemazione. Che non è facile trovare: a Roma – specie dopo Mafia Capitale, o come diavolo si chiama ora – l’accoglienza era in mano al malaffare (Salvatore Buzzi: “Il traffico di droga rende meno dei migranti”); e il Comune è senza soldi né strutture (ma, quando la sindaca Raggi osò farlo notare, le fu risposto che era una razzista e che nella Capitale i migranti sono ancora pochi).

In ogni caso i proprietari dell’immobile liberato offrono agli ex occupanti villette a schiera nel Reatino di loro proprietà in comodato gratuito per sei mesi. E il Campidoglio, tra i soliti ritardi e rimpalli con la Regione altrettanto lenta e pasticciona, sistema 50 soggetti fragili (su un centinaio) in case-famiglia, centri di assistenza, strutture della rete Sprar (sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati). Ma almeno altri 70, aizzati dai movimenti per la casa e da un prete eritreo, rifiutano quelle soluzioni e invocano una “sistemazione unitaria”. Cioè pretendono di decidere dove andare e con chi. Intanto, dei 300 occupanti espulsi dallo stabile, la metà si allontana e si disperde per la città, mentre gli altri restano in piazza Indipendenza, accampandosi nei giardini insieme ai membri dei “comitati”. E lanciando sassi e bottiglie contro i netturbini dell’Ama che tentano di pulire la piazza. Di qui il secondo sgombero dell’altroieri, accompagnato da lanci di sassi, bombole piene di gas e bottiglie incendiarie dal primo piano sulle forze dell’ordine, che rispondono con cariche e getti d’acqua dagli idranti. Un funzionario sbrocca: “Devono sparire, se tirano qualcosa spaccategli un braccio”. Ma per fortuna sono solo parole (ovviamente da punire): niente violenze gratuite della Polizia.

Morale (anche un po’ banale) a zigzag. 1) Non si occupano le case altrui e chi le occupa va sgomberato, specie in presenza di un’ordinanza del Tribunale, che solo in una Repubblica delle banane può restare inevasa. 2) Posto che il sopruso è l’occupazione e non lo sgombero, la polizia deve usare metodi democratici (“spezziamogli le braccia” non si dice e nemmeno si pensa). Ma, se qualcuno resiste, l’uso della forza non è fascismo: è legalità. 3) Lo status di rifugiato non dà alcun diritto a chi lo ottiene di violare le leggi del Paese che l’ha accolto. 4) Il Paese che l’ha accolto deve trattarlo come tutti gli altri cittadini: né peggio né meglio. Stessi diritti, stessi doveri. 5) Casa e lavoro sono un diritto, ma anche un miraggio, e non solo per i rifugiati, ma anche per milioni di italiani. Salvo i soggetti deboli, che rientrano giustamente nell’assistenza pubblica, i rifugiati autosufficienti devono cercarsi un lavoro e, per la casa, mettersi in fila nelle graduatorie pubbliche insieme agli italiani, senza che nessuno sorpassi nessuno.

6) Se il Comune trova una sistemazione a un rifugiato, il rifugiato ci va; o, se rifiuta, perde il diritto di protestare perché non gli trovano una sistemazione. 7) I veri colpevoli di quanto è accaduto sono le “autorità” che hanno permesso l’occupazione abusiva di oltre 100 edifici a Roma, incoraggiando altri a fare altrettanto e fingendo di non vedere le condizioni disumane di bambini, donne e anziani. Perciò la piantino di nascondersi dietro gli scudi della polizia e il parafulmine della Raggi-causa-di-tutti-i-mali. 8) Roma ha 4 milioni di abitanti e gli occupanti abusivi (italiani e stranieri) sono poche migliaia: è tanto difficile mettere attorno un tavolo Comune, Regione e Governo per stilare e soprattutto finanziare un piano di sgomberi e ricollocamenti (almeno per le fasce deboli), sfruttando i tanti edifici inutilizzati (case sfitte, ex caserme, ex ospedali ecc.) e varando un serio piano nazionale di edilizia popolare?

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

20 thoughts on ““Dei diritti e dei doveri”: di Marco Travaglio

  1. Dei diritti, dei doveri… e del buonismo (di comodo e di vergogna). Ciò che fa notizia non sono tanto le condizioni inumane in cui sono stati “costretti” centinaia di abbandonati, ma la frase “fascista” lanciata da un capo della polizia per istigare i suoi alla “violenza” contro “inermi” occupanti di proprietà altrui; in effetti certe frasi si rendono necessarie per tenere su di morale i tanti giovani in divisa che non hanno certo tanti stimoli per svolgere un lavoro ingrato. Detto questo, solo banalità e niente di nuovo, leggendo l’articolo di Marco Travaglio mi viene in mente una frase di Peppone rivolta a Don Camillo: “Monsignore i comunisti siamo noi”; che c’entra questo con l’articolo? Non ci vuole molta fantasia per trasferire lo scritto di Travaglio nella prima pagina di Libero che appunto potrebbe lamentare un intrusione nelle proprie idee.

    • Travaglio ha semplicemente riportato i fatti. E i fatti hanno sempre la stessa faccia e cambiare il modo di vederli e raccontarli si chiama “disinformazione” cosa che il caro Libero avvolte fa, così come altri giornali.
      E piantiamola di usare il termine “buonismo” come un insulto! Viviamo nel periodo in cui termini dal significato positivo vengono raffigurati come negativi e vengono successivamente usati come un insulto. E questo deve far riflettere molto…

      • Il buonismo come insulto? No, qui siamo di fronte ad un complice menefreghismo sistemico che ha lasciato a chi vuole e anche a chi non vuole di farsi beffa delle regole di uno Stato, ostaggio di incoscienti amministratori. Dei campi Rom, delle occupazioni abusive, del degrado generato da esseri umani ignorati volontariamente, lasciando a loro stessi l’impossibile capacità di risolvere i propri problemi, l’Italia ne piena, ma che ne sarà delle migliaia, se non milioni di migranti, stufi di un piatto di minestra e di un letto su cui dormire? Sono venuti in Italia per vivere non per essere inutili; che cosa riserva loro per il futuro il buonismo?

      • buonismo s. m. [der. di buono]. – Ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza, educazione, civiltà e benevolenza verso altre persone e/o civiltà.
        Questa è la descrizione dettagliata del significato veritiero del termine “buonismo”. Ti sembra la descrizione di qualcosa di pericoloso o negativo? A me non mi sembra proprio.

      • buonismo s. m. [der. di buono]. – Ostentazione di buoni sentimenti…

        ostentazióne s. f. [dal lat. ostentatio -onis]. – L’atto, il fatto di ostentare, di mettere esageratamente o affettatamente in mostra: o. di ricchezze, di bravura, di disprezzo, di modestia. In usi assol., atteggiamento di chi agisce in modo da farsi notare, o esagera intenzionalmente, per determinati fini, la manifestazione esterna dei proprî sentimenti, reali o finti: guarda tutti, con o., dall’alto in basso; tutto ciò che fa, lo fa per o.; quella sua aria di superuomo non è altro che stupida o.; la carità va fatta senza o.; bisogna essere generosi nell’animo, evitando l’ostentazione.
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  2. Buonismo ipocrita, di chi fa affari con soldi pubblici, con la gestione-sfruttamento dei disgraziati e con gli italiani costretti a pagare tasse che alimentano il malaffare nella gestione dei migranti economici(95%)e dei profughi(5%) facendo passare il tutto per solidarietà e carità. Questo stato è oramai allo sbando e non è più in grado di garantire la legalità, distrutto dal pd & c. e dai loro affiliati.

  3. Marco Travaglio è un grande giOrnalista,uno dei più seri. Lo seguo da diverso tempo ma sono nuovo nel rispondere su questo format. Viviamo in un paese con una politica senza regole ed ammiro Virginia Raggi proprio perché svolge il suo lavoro correttamente ed onestamente. Purtroppo sappiamo bene che coloro che in Italia svolgono con onestà le proprie mansioni sono spesso oggetto di critiche. Mi auguro che le cose possano cambiare.

  4. Claudioop ma dove hai vissuto negli ultimi 20 anni governati da forza itia lega e meloni.di tutto questo si da sempre la colpa al pd.ma governano dal 2013 o sbaglio.colpa del pd see tasse sono alte, ma le tasse che stiamo pagando le avevano messe la destra,le acise sulla benzina le aveva messe tremonti a causa dei terremoni cosa non fatta dal pd,tutto quello che non funziona e colpa del pd,forse dovremmo rinfrescarci la memoria di come abbiamo vissuto il ventennio con la destra,e perché berlusconi lasciò il governo nel 2011 non vi ricordate

  5. E questi sono fatti !
    Le parole, parole, parole…….. le porta via il vento, ed io sono troppo stanco.
    Non sopporto più l’ipocrisia dilagante di tutti i politici, che spudoratamente la raccontano a un popolo pecorone e non reagisce come dovrebbe ( rivoluzione ? presa di Roma ? ) o è stato comprato nel suo piccolo e perciò accetta tutto.
    Hanno smesso di vergognarsi !
    Da non confondere con la politica, ormai diventata Utopia
    I perché non fanno o hanno fatto male, non si contano più.
    E i consigli che elargiscono a chi deve campare con poco, ma veramente poco? Fanno venire un magone che non va giù.
    Al Parlamento Europeo prendono circa 45.000 € AL MESEEEEEE.!
    La punizione per essere stati INDAGATI o altro.
    E il POPOLO pecorone niente.
    Chi non svolge o non è capace a fare il lavoro per il quale è pagato profumatamente, deve lasciare il posto ad un’ altra persona e così via ……
    Questi sono fatti !
    …………….Ma si và all’infinito………

  6. Ma tra omissioni importanti nel raccontare i fatti (le mancanze del comune di Roma, la delibera regionale da 197 milioni per l’emergenza abitativa, i 40 milioni messi a disposizione al comune guidato da Virginia Raggi dalla regione Lazio a Giugno proprio per risolvere questo problema, la denuncia in procura per omissione dei doveri d’ufficio, le mancanze da parte dello stato in questo contesto di fragilità sociale, ect )… ma davvero Travaglio ha scritto considerazioni del genere ? Sempre meno credibile ai miei occhi, al pari di chi vuole portare l’acqua al “proprio” mulino.

    La questione seppur nella sua complessità era semplice. Prima si trovano soluzioni alterative e poi si procede. Invece di aggiungere illegalità all’illegalità nella quale si gettano le PERSONE. Solo che il Comune di Roma a guida della sindaca Raggi ha detto sempre NO alle soluzioni alternative da trovare prima dello sgombero , per poi accettare di gestire la cosa come Emergenza, naturalmente per chiari tornaconti politici ed elettorali sulla pelle dei più deboli. E in piena emergenza ,proprio il comune che ha la competenza, è sparito, lasciando le PERSONE dormire per strada per ben 5 giorni, in assenza delle minime condizioni di vita, di igiene e sicurezza, sotto u sole cocente, comportamento per il quale mi auguro arrivi una meritata denuncia in procura.

    Qualcuno dica a Travaglio che la Legalità è il rispetto delle leggi da parte di tutti e non a corrente alterna, lo stato e le istituzioni in testa. Perché spesso sono proprio loro con le loro mancanze, inefficienze e illegalità (il non rispetto dell leggi) a gettare le persone ( vedi le fasce più deboli e fragili ) nell’illegalità , ma anche nelle grinfie di malavita quando non a quelle di personaggi raccapriccianti . Quante sono le persone alle quali spetta la casa popolare e sono costretti a fare gli occupanti abusivi a Roma ? Perché il comune, in piena emergenza abitativa, quando da le licenze per le costruzioni, non richiede un tot di alloggi popolari, come avviene in molti altri paesi? In modo che non si creano ghetti e il comune ne ha sempre più alloggi a disposizione. E poi che fine hanno fatto i 700 Non Aventi Diritto che occupano le case popolari anche se non idonei poiché hanno case intestate e macchine di una certa cilindrata? Furono scovati nel 2015 dalle verifiche volute da Ignazio Marino, e ricordo che fu emesso l’ordine di sgombero per dare quelle case a chi ne aveva davvero bisogno e diritto,ma poi che fine hanno fatto ?? Con la caduta di Marino non si è saputo più nulla, probabilmente tutto fermo, come il resto.

    Travaglio tutto questo non lo scrive ?…. Come mai ??

  7. Trascrizione integrale sui fatti di Roma

    “Dottore questi ci stendono, vede quanti sono? Noi siamo solo in dieci e loro hanno bombole di gas e sampietrini… ”
    Ragazzi lo dobbiamo fare, ce lo hanno ordinato e non possiamo tirarci indietro. Quando saremo li in mezzo, saremo soli, noi dieci contro loro cento. Il primo obiettivo è portare a casa la nostra pelle e quella del nostro fratello nel casco accanto. Allora se iniziano a lanciare di tutto spezzategli le braccia ma portate la pelle a casa….”

  8. Egregio direttore
    Degli articoli così ne scrive a bizzeffe Salusti sul “giornale”, i lettori del “fatto..” (o quelli come me) non ne sentivamo la necessità.
    Avrei molto piacere se mi facesse la cortesia di interrompere il mio abbonamento già da oggi. Non ne sento la necessità di aspettare la sua scadenza. Basta con le battute e le frasi ad effetto per raccontare delle palle.

  9. Spezzategli le braccia… Ecco la frase incriminata per la quale molti si sono indignati. Di seguito il testo “sbobinato” dalla discussione registrata. Solo dopo aver letto, ditemi se siete arrabbiati per quanto detto o per il modo infame ed in malafede con cui i professionisti della disinformazione nascondono la verità.

    “Dottore questi ci stendono, vede quanti sono? Noi siamo solo in dieci e loro hanno bombole di gas e sampietrini… ”
    Ragazzi lo dobbiamo fare, ce lo hanno ordinato e non possiamo tirarci indietro. Quando saremo li in mezzo, saremo soli, noi dieci contro loro cento. Il primo obiettivo è portare a casa la nostra pelle e quella del nostro fratello nel casco accanto. Allora se iniziano a lanciare di tutto spezzategli le braccia ma portate la pelle a casa….”

    Sinistroidi radicalcatolicalschik…… sarebbe da spara prima a voi e poi a sta gente che dopo 15 anni resta serenamente con lo stato di profugo….tanto paga papa’ pantalone !

  10. L’errore è stato acettare un numero di glandestini spropositato da parte di governi abusivi,glandestini,perche i migranti avente diritto a chiedere azilo politico saranno si e nò il 10%.Parliamoci chiaro,baldi giovanotti che in salute e ben pasciuti, scendono dalle carette del mare con cuffie e telefonini da €600 e più,non scappano dalla guerra e dalla fame,vengono in Italia perchè è il paese del ben godi,e pensare di potergli dere un’alloggio in case popolari, che migliaia se non milioni di Italiani aspettano da anni,era impensabile,ormai siamo sull’orlo di una guerra civile,una guerra fra poveri come ha detto qualcuno,ma penso inevitabile.

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