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Un esercito di giudici col doppio lavoro: 1.240 incarichi extragiudiziari solo quest’anno. Seminari e lezioni di lusso: così la toga arrotonda

(di Carmine Gazzanni – lanotiziagiornale.it) – La dottoressa Giuseppina Luciana Barreca è uno dei consiglieri di Corte di Cassazione. Ruolo prestigioso, ci mancherebbe. Ed è proprio per questo che il magistrato, dall’8 maggio scorso, ha tenuto un corso di lezioni di diritto processuale per la Giuffrè Editore. Lezioni ovviamente retribuite. E bene: per 24 ore di lavoro la Barreca ha portato a casa tremila euro. E c’è chi fa anche meglio. Come Ernestino Bruschetta, anche lui consigliere in Cassazione: per 16 ore di lezione, tenute per la Wolters Kluwer e condensate in otto giorni, il giudice ha portato a casa 2.800 euro. Niente, però, in confronto a Giuseppe Bronzini (anche lui in Cassazione): per dieci ore di lezione all’università telematica Leonardo Da Vinci ha ricevuto 4.100 euro. Retribuzioni niente male, anche più alte (e in alcuni casi non di poco) di un normale lavoratore, e che ovviamente si aggiungono a stipendi già di per sé stellari. Questo è il motivo, d’altronde, per cui la grana degli incarichi extragiudiziari, puntualmente, fa la sua comparsa nelle stanze del Csm. È lecito che i magistrati vengano autorizzati a svolgere incarichi fuori dal proprio ruolo togato, anche per conto di privati? È una domanda che tanti si pongono, specie tra i membri laici del Consiglio superiore della magistratura. Ma, caso strano, non si arriva mai ad una risposta chiara. Eppure il problema resta. Dall’ultimo elenco, consultato dal nostro giornale, nell’ultimo anno (novembre 2016 – novembre 2017) la lista conta ben 1.240 nomi. Ma d’altronde il “buon esempio” arriva direttamente dal primo presidente della Corte di Cassazione. Giovanni Canzio il 9 ottobre ha cominciato un corso all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano che terminerà a maggio 2018 per cui riceverà 4.300 euro.

Chi commissiona – Come abbiamo visto, abbondano i corsi universitari. Ma ad incaricare i nostri giudici sono anche gli archivi notarili, gli ordini professionali, i ministeri, fino ad arrivare a Regioni, Province e Asl. Fin qui, si potrebbe dire, c’è poco da contestare. Il punto, però, è che molto spesso, come detto, gli incarichi che accettano i magistrati sono conferiti da privati. Ed è proprio qui che molti temono possano nascere potenziali conflitti d’interesse. Tra i vari committenti spuntano vari atenei privati (dalla Luiss alla Bocconi fino alla Kore di Enna, ideato dall’ex parlamentare Vladimiro Crisafulli); società attive nell’editoria giuridica, come la Altalex Consulting o la Giuffrè Editore; sindacati come la Anaao Assomed, che raccoglie i medici dirigenti; oppure la Fedir, la Federazione Dirigenti, che – per dire – ha conferito un incarico da un’ora al giudice di Cassazione Marco Dell’Utri, pagandolo 500 euro. Infine multinazionali, come la Wolters Kluwer, che si occupa di formazione professionale. L’esempio è quello del giudice Paolo Scognamiglio: tre incarichi ricevuti dalla Wolters dal novembre 2015, per un totale di 78 ore e un compenso di oltre 15mila euro. Ma non è tutto. Perché ad occuparsi di formazione professionale è anche la Paradigma spa e anche qui gli incarichi abbondano. Ovviamente lautamente pagati. Come quello conferito a Francesco Buffa: “relazione di un’ora di Diritto del lavoro”. Compenso: 800 euro.

Tutti assenti – Ma attenzione. Perché c’è chi, nell’ultimo triennio, ha collezionato qualcosa in più rispetto a qualche incarico sporadico. Anche qui i casi abbondano. Antonio Scarcella, anche lui magistrato in Cassazione, negli ultimi mesi ha goduto di un solo incarico all’università di Firenze, ma nell’ultimo triennio na ha avuti ben 26. Nulla in confronto ai 33 del dottor Giovanni Fanticini (a maggio ha ricevuto 2.400 euro per 14 ore di lezione con la Wolters) e ai 37 di Paolo Sordi, oggi presidente del tribunale di Frosinone. Ma il recordmen assoluto è lui, Giovanni Russo, procuratore antimafia a Roma: 43 incarichi negli ultimi tre anni.

Tw: @CarmineGazzanni

One thought on “Un esercito di giudici col doppio lavoro: 1.240 incarichi extragiudiziari solo quest’anno. Seminari e lezioni di lusso: così la toga arrotonda

  1. È lecito che i magistrati vengano autorizzati a svolgere incarichi fuori dal proprio ruolo togato, anche per conto di privati?
    Anche per le consulenze agli enti pubblici?
    Siamo certi che la dea Dike figlia di Zeus, sotto la cui egida amministrano la giustizia lorsignori, abbia gli occhi bendati quando deve decidere dei ricorsi proposti dalla parte debole del paese (lavoratori, pensionati, precari, disoccupati, ecc.) contro la parte forte (“prenditori”, “magnager”, amministratori aguzzini magari raccomandati, corrotti e corruttori, ecc., capaci di piegare le leggi a proprio dileggio) che può promettere posti di lavoro e altre utilità come pure le consulenze…?

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