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“Onesto? Peggio per te”: editoriale di Marco Travaglio

(pressreader.com) – di Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano del 11 febbraio – Leggendo le cronache politiche dei giornaloni, torna in mente una cosa che ripete spesso Massimo Fini. E cioè che i 5Stelle, da quando sono nati, si trovano di fronte un blocco di potere talmente enorme e granitico che dovrebbe indurli a rinunciare a un bel po’ delle loro regole “etiche”. Perché, se le rispettano soltanto loro, finiscono col costringersi a combattere con una o addirittura due mani legate dietro la schiena, avvantaggiando gli avversari che non sono pochi (anzi sono tutti gli altri). È una posizione pragmatica, machiavellica, che ho sempre respinto. Ma che in questa campagna elettorale trova argomenti ogni giorno più forti. Prendiamo il caso dei due (o più, chi lo sa) parlamentari dei 5Stelle che non hanno restituito, come da regolamento interno, la parte di stipendio legata ai rimborsi per attività politiche in sovrappiù rispetto alle spese effettive e rendicontate.
O il caso simile di uno o più europarlamentari accusati di aver usato per attività politiche in Italia i fondi destinati a quelle in Europa. Tutti gli altri partiti non hanno di questi problemi, perché incassano tutto, senza andare troppo per il sottile. I 5Stelle invece crocifiggono chi non segue le regole interne, fino a deferirli ai probiviri per farli espellere e a far loro firmare l’impegno a lasciare il Parlamento una volta eletti.

Così sui giornali e in tv si parla dei programmi e delle proposte dei partiti e delle beghe interne dei 5Stelle, amplificate con titoloni terrificanti che fanno pensare a chissà quali scandali e ruberie (che naturalmente non esistono). E i grillini che rispettano le leggi dello Stato ma non il codice interno (cioè fanno molto meno di tutti gli eletti di tutti i partiti), diventano “impresentabili” molto più dei politicanti che violano pure il Codice penale. Con l’effetto paradossale che l’unica forza politica che si taglia lo stipendio per finanziare nuove imprese finisce sputtanata, mentre i partiti imbottiti di soldi pubblici le fanno la morale. Siccome poi solo il M5S ha deciso di non candidare neppure un indagato (salvo reati di opinione), mentre gli altri rivendicano le candidature di inquisiti, imputati e financo pregiudicati, il paradosso raddoppia: i giornali non parlano quasi mai dei 76 “impresentabili” veri, per motivi penali di FI, Pd, Lega, Lorenzin & C.; ma parlano ogni giorno dei falsi “impresentabili” dei 5Stelle, che non hanno procedimenti in corso, ma semplicemente si sono tenuti tutta la diaria (come previsto dalla legge). Risultato: chi legge i giornali o ascolta i tg, si fa l’idea che il M5S sia pieno di impresentabili e tutti gli altri no, mentre è vero l’opposto.

L’altroieri, la comica finale. Berlusconi annuncia una querela a Di Maio perché ha ricordato il suo ruolo nella creazione del Cara di Mineo, gran serbatoio di appalti truccati e ruberie di ex berlusconiani poi passati con Alfano e Renzi; e una a Di Battista perché, nella piazza di Arcore davanti alla sua villa, ha letto brani della sentenza della Cassazione che ha condannato Marcello Dell’Utri a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. In particolare i passaggi sul patto siglato da B. con Cosa Nostra nel 1974 a Milano, in un incontro con Dell’Utri, Vittorio Mangano e i boss Stefano Bontate, Mimmo Teresi e Francesco Di Carlo. E quelli sui suoi versamenti di denaro ai boss dal 1974 al ’92 (l’anno delle stragi).

Siccome Di Battista è un ragazzo di buon cuore, ha evitato di rammentare che Berlusconi e Dell’Utri sono indagati dalla Procura di Firenze per concorso nelle stragi politico-mafiose del 1993 a Roma, Firenze e Milano. La doppia querela provocherà una doppia iscrizione di Di Maio e Di Battista nel registro degli indagati, che naturalmente finirà su tutte le prime pagine e i tg trasformando in “impresentabili” i due volti più noti del M5S, per mano di un pregiudicato pluriprescritto, plurimputato, interdetto, ineleggibile, amico e finanziatore di mafiosi e corruttore seriale, definito da una sentenza definitiva “delinquente naturale”. Dopodiché i giudici non potranno che archiviare tutto perché i due hanno detto la verità, ma nessuno se ne accorgerà.

Del resto, alzi la mano chi ha sentito dire in un tg o in un talk show che il leader del centrodestra favorito alle elezioni è indagato per strage.

Di lui si parla solo a proposito delle sue posizioni su tasse, immigrazione, Europa, Salvini, alleanze. Invece, quando si parla di Virginia Raggi, è sempre per commentare il suo processo per una frase sulla nomina di un dirigente comunale e domandare se non dovrebbe dimettersi da sindaco della Capitale per cotanto crimine. È la domanda che si sente rivolgere più di frequente Roberta Lombardi, candidata del M5S a governatore del Lazio, mentre il suo competitor Nicola Zingaretti viene interpellato sulle sue proposte per il secondo mandato in Regione. Non certo per l’indagine della Procura di Roma a suo carico per falsa testimonianza al processo Mafia Capitale. Inchiesta che lo vede coindagato con Micaela Campana, membro della direzione Pd, nota per le affettuose telefonate con Salvatore Buzzi (“bacio grande capo”), per la condanna dell’ex marito Daniele Ozzimo e per i 39 “non ricordo” al processo.

L’esuberante deputata è ricandidata a Roma (e dove se no) in un posto sicuro e troneggia nei manifesti con la scritta “Vota i diritti, scegli il Pd”. Infatti ha appena chiuso una causa di lavoro pagando 16 mila euro all’ex portaborse che fece lavorare a tempo pieno per tre anni con un contrattino precario di co.co.co.

Quindi no, i 5Stelle devono resistere alla tentazione di fare come gli altri. Ma devono anche sapere che lo fanno a loro rischio e pericolo. Questa diversità, in Italia, non fa guadagnare voti. Anzi, potrebbe persino farne perdere.

6 thoughts on ““Onesto? Peggio per te”: editoriale di Marco Travaglio

  1. Infatti è così che riescono a convincere gli astenuti che “tanto son tutti uguali”.
    Ieri in tv, in un talk politico, sentivo gente blaterare su “la tanto decantata onestà dei grillini”. In pratica non spiegavano che i 25 MLN sono soldi loro ai quali hanno rinunciato, ma parlavano solo di “soldi mancanti” quasi come se fossero tasse non pagate. Solo in Italia una cretinata del genere (lo 0,96% di differenza) diventa notizia da tg per infangare chi ha donato 25 MLN dei propri stipendi e ha rinunciato a 45 MLN di finanziamento pubblico.

  2. Vorrei essere una campana stonata e scovare i lati contestabili del suo articolo…..purtroppo debbo essere pienamente “intonata”!Mi fa rabbia dover pagare il canone per una disinformazione continua. I giornaloni posso, volontariamente, ignorarli.

  3. Chi vota Berlusconi sa benissimo chi è, inutile ripeterlo un giorno sì e l’altro pure. Il problema sono quelli che votano Pd oppure non votano, facendo il gioco del partito unico dell’impunità: il Renzusconi.

    • Salve, vorrei deludere quanti credono che la gente conosca berlusconi,alcuni pensano che abbia vinto il processo contro de benedetti sul caso mondadori…….il resto ve lo lascio immaginare!

  4. Ha ragione Marco Travaglio. I grillini, sinio a prova contraria, sono persone oneste anche se con grosse pecche politico-governative. Devono capacitarsi a mettere in pratica il consiglio di un ” fesso” che,a pizzico, rispondeva strappando la carne dall’osso del nemico; perchè, bisogna ricordarlo, i 5 stelle non hanno avversari politici, hanno nemici della peggior specie delinquenziale.

  5. “Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo bisogno di più gente onesta”. (Benedetto Croce)
    Pensate per un’attimo se, nella beneaugurante ipotesi, il Movimento Cinque Stelle riuscisse a governare, per una legislatura il Bel Paese, seguendo il pensiero di Benedetto Croce, la fine che farebbero i precedenti “specchiati” personaggi che hanno riempito le tasche degli italiani di cambiali per un ammontare, al momento, di €. 2.461.705.700,00 (41.028.428,34 per ogni cittadino). Non ci voglio pensare……. troppa grazia……

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