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“Ma mi faccia il piacere”: di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano 12 febbraio 2018) – Miracoli. “Ogni mattina obbligo mio marito Maurizio a prendere due compresse di vitamina C” (Armina Gasparri, moglie del deputato di Forza Italia, il Giornale, citato da nonleggerlo.it, 8.2). Ma niente da fare. Mai provato con l’acqua di Lourdes?

Vie d’uscita. “Per Dell’Utri l’unica via d’uscita è la grazia di Mattarella” (Piero Sansonetti, Il Dubbio, 7.2). O la lima.

Il festival della canzone. “Se anche io non venissi ricordato come imprenditore o per le cose che ho fatto, sarò ricordato come autore musicale. Con il maestro Apicella abbiamo composto 130 canzoni, di cui 50 in dialetto napoletano, 7 di queste inserite nell’archivio storico della canzone storica napoletana. Mi dispiace che alcune di queste non vengano passate in radio, perché le abbiamo scritte io e Apicella” (Silvio Berlusconi, presidente FI, Agorà, Rai3, 4.2). “Ruby ter, chiesto il processo per Berlusconi e Apicella anche a Roma. Il leader di Forza Italia è accusato di corruzione, mentre sul cantautore pesa pure l’accusa di falsa testimonianza” (lastampa.it, 7.2). Cantare va bene, ma senza esagerare.

Senti chi parla/1. “Renzi contro M5S: programma copiato” (Corriere della sera, 8.2). Lui, quando ha copiato quello di Berlusconi, almeno ha detto a Verdini di cambiare le parole.

Movimento 5Penne. “Tra gli sperperi di Di Maio pure 6mila euro per le penne” (il Giornale, 5.2). Gli hanno detto: “Scrivi centomila volte ‘se il fossi’…”.

Esodo e controesodo. “Gli immigrati clandestini sono una bomba sociale, mandarne via 600 mila” (Silvio Berlusconi, 4.2). Più o meno gli stessi 600mila irregolari che regolarizzò con la mega-sanatoria della Bossi-Fini nel 2002. Basta andarli a cercare uno per uno.

Minnitadamus. “Traini, l’attentatore di Macerata, l’avevo visto all’orizzonte dieci mesi fa, quando poi abbiamo cambiato la politica dell’immigrazione” (Marco Minniti, ministro Pd dell’Interno, la Repubblica, 8.2). Non poteva avvertire Pamela?

I supercompetenti. “I nostri candidati non sono semplicemente persone competenti, ma super competenti! Sono cittadini che hanno una storia, che hanno portato avanti delle battaglie per il loro territorio” (Luigi Di Maio, candidato premier M5S, 29.1).
“Signor Dessì, può farci capire esattamente cosa le ha fatto firmare Luigi Di Maio per ‘rinunciare alla candidatura e in ogni caso all’elezione alla carica di senatore’, come ha scritto sulla sua pagina Facebook il leader M5S Luigi Di Maio?”. “Non posso farlo capire, perché non l’ho capito neanche io” (Emanuele Dessì, discusso candidato del Movimento 5Stelle nel lazio che su Facebook diceva di avere picchiato dei romeni, postava foto con Domenico Spada e confessa di vivere in una casa popolare a 7,9 euro al mese, il Messaggero, 5.2). Senza parole.

Senti chi parla/2. “Otto anni dopo la notizia dell’assoluzione di Bertolaso, come sempre, finirà in un box a pagina ottanta sugli stessi giornali che lo hanno infangato per anni a pagina uno” (rag. Claudio Cerasa, Il Foglio, 9.2). Infatti gli infangatori de il Fatto quotidiano la notizia dell’assoluzione di Bertolaso l’hanno messa a pagina uno, mentre i garantisti de il Foglio del rag. Cerasa l’hanno confinata a pagina quattro, ma solo perchè di pagine ne ha quattro.

Ultime istruzioni. “Attenzione, dunque: stare troppo in presenza in una situazione di populismo anarchico è il peggio del peggio del peggio. Evitiamolo, per favore” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 11.2). Aspetta che mo’ me lo segno.

Il titolo della settimana/1. “Follie giudiziarie. Stai a vedere che alla fine il nigeriano la fa franca. Ha fatto a pezzi Pamela, ma per i giudici non l’ha uccisa” (il Giornale, 7.2). Essendo la ragazza già morta, il nigeriano che ne sconciato orrendamente il corpo risponde di vilipendio e occultamento di cadavere. Ma per il Giornale va condannato per omicidio: è il “lodo Sallusti-Maramaldo”, detto anche “tu uccidi un uomo morto”.

Il titolo della settimana/2. “Per i giudici Dell’Utri deve morire in carcere” (Libero, 7.2). Questo invece è il “lodo Feltri-Lapalisse”, in onore di quel tale che sorprendentemente, un quarto d’ora prima di morire, era ancora vivo.

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