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“Promemoria”: editoriale di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – da Il Fatto Quotidiano del 15 aprile 2018) – Non sappiamo se sia vero ciò che scrive il Corriere della Sera, e cioè i vertici dei 5Stelle sono “irritati” dalle ultime esternazioni di Alessandro Di Battista su Berlusconi (“è il male assoluto, finanziava la mafia che fece le stragi, non andremo mai con lui o con FI”) e su Salvini (“al Quirinale pareva Dudù: Berlusconi parlava e lui muoveva la bocca. Spero che abbia il coraggio di staccarsi, ma forse non può farlo, forse ci sono cose che non sappiamo…”). Ma, se fosse vero, sarebbe bizzarro, visto che l’ex deputato M5S non ha fatto altro che ribadire la linea del Movimento: accordo col Pd o con la Lega, mai con FI. Se proprio volessero smentire qualcuno, i vertici M5S dovrebbero farlo col neodeputato Emilio Carelli, ex giornalista del Tg5 e poi di Sky, protagonista di un’incauta intervista al Messaggero in cui diceva, a proposito di B.: “Qui non si tratta di avere una pregiudiziale su una persona”. Parole curiose, in bocca a un esponente di punta degli stessi 5Stelle (l’altra sera parlava nei tg a nome loro) che alla vigilia delle elezioni, davanti alla villa di Arcore, diedero pubblica lettura della sentenza Dell’Utri sul patto stipulato nel 1974 da B. con Cosa Nostra, da lui finanziata fino al 1992. In che senso Carelli smentisce “pregiudiziali” sulla “persona” di un tipaccio del genere? Un movimento che voglia cambiare le cose e farla finita con gli inciuci destra-sinistra che hanno ingrassato il Delinquente e la sua banda e ora li tengono in vita artificialmente deve partire proprio dalla pregiudiziale su quella persona.

Una pregiudiziale che con la politica e i programmi non c’entra un bel nulla: è una pregiudiziale penale, morale, antropologica. Nel senso che con B. non si parla, punto. E non perché, come dice Carelli con voce flautata, “il discorso su Berlusconi riguarda il passato, riguarda una forza politica che ha già avuto l’opportunità di governare questo Paese negli ultimi venti anni e lo ha fatto in diverse occasioni però ha fatto tante promesse e non le ha mai mantenute. Secondo noi stare con Berlusconi è guardare al passato. E noi vogliamo guardare al futuro”. Forse che il problema di B. non sono i conflitti d’interessi, i monopoli televisivi ed editoriali, le 60 leggi vergogna, l’editto bulgaro contro Biagi, Luttazzi, Santoro & C., le missioni di guerra in Iraq, Afghanistan e Libia, i disastri in materia di giustizia, immigrazione, economia, scuola, sanità, lavoro, fisco e cultura, le sentenze di condanna o di prescrizione per reati gravissimi, le compravendite di politici, parlamentari, finanzieri, magistrati, testimoni e donne a volontà, ma le promesse non mantenute? E quali, poi?

Davvero, se B. avesse mantenuto tutte le promesse, tipo la riforma presidenziale, la separazione delle carriere dei magistrati, il controllo del governo sulle procure o la segregazione dei pm “matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana” in manicomio, oggi il M5S potrebbe dialogare con lui? E per far che? Carelli ha poi aggiunto: “Sono stato un dipendente di Mediaset e non ho nessun problema a dirlo: non mi sembra che all’interno del Movimento ci sia intenzione di attaccare Mediaset”. Ma un ex dipendente Mediaset dovrebbe astenersi dal pronunciare giudizi sulla sua azienda: sia per un elementare conflitto d’interessi quantomeno affettivo, sia perché sappiamo benissimo che cosa intende Mediaset per “attacchi”: quelle poche norme di minima civiltà e decenza che l’Italia attende da 35 anni. Cioè dal 1984-’85, quando Bettino Craxi varò due “decreti Berlusconi” (i primi di una lunga serie) per neutralizzare le ordinanze di tre pretori che imponevano alla Fininvest il rispetto delle leggi; poi nel ’90 impose la Mammì, presunta legge antitrust talmente anti da consacrare tale e quale il trust di Canale5, Rete4 e Italia1. Intanto B. lo ricompensava con 23 miliardi di lire di finanziamenti in nero estero su estero e con lo scippo della Mondadori a De Benedetti (con i giornali Repubblica, Panorama, Espresso ed Epoca, spine nel fianco di Bettino e di tutto il Caf), grazie a una sentenza comprata da Previti con soldi suoi.

Siccome nel ’94 la Consulta bocciò la Mammì per palese incostituzionalità e impose alla Fininvest di rinunciare a una tv in chiaro (Rete4), provvide poi il centrosinistra a lasciare tutto com’era grazie all’apposita proroga concessa dal ministro Maccanico. E siccome la Consulta dichiarò incostituzionale anche quella, ci pensò poi B. col decreto salva-Rete4 e con la legge Gasparri. Una legge orrenda che il centrosinistra si guardò sempre bene dall’abrogare. Anzi, nel 2015 Renzi riuscì addirittura a peggiorarla infeudando vieppiù la Rai al governo, con l’ennesima “riforma” salva-Mediaset. Dunque imporre una legge antitrust (sulle reti in chiaro e sulla pubblicità) e una seria normativa sul conflitto d’interessi, che proibisca agli azionisti di giornali e tv di fare politica, oltre a liberare finalmente la Rai dal servaggio governativo perché faccia una vera concorrenza al Biscione, sarebbe il minimo sindacale di un governo almeno decente. E questo, se non andiamo errati, diceva il programma elettorale dei 5Stelle. A che titolo Carelli prende impegni in senso contrario, ammainando una bandiera storica del Movimento, nato nelle piazze del V-Day proprio raccogliendo firme per cancellare la Gasparri? La svolta governista di Di Maio va benissimo: chi rappresenta ormai un terzo dei votanti non può stare all’opposizione in eterno. E per governare, in un sistema parlamentare e proporzionale, è giusto fare compromessi. Ma non con tutti e non su tutto. Un governo Di Maio che facesse le stesse cose di chi l’ha preceduto sarebbe inutile. Anzi dannoso, perché frustrerebbe anche l’ultima speranza degli italiani di cambiare qualcosa.

22 thoughts on ““Promemoria”: editoriale di Marco Travaglio

  1. Doppio gioco. Emilio Carelli è un infiltrato, breve corso di addestramento tenuto da Betulla con il supporto dell’Elefantino.
    Diba provvedi con sollecitudine. Prima spina nel fianco del M5S (il lupo perde il pelo ma non il vizio)

  2. É vero che aprir bocca e dargli fiato non è cosa buona e giusta, soprattutto quando non si parla solo a proprio nome, come nel caso citato. E vero pure è che un governo a 5stelle non dovrebbe ricalcare vecchi schemi, credo comunque mai lo farebbe. Temo però che al governo non andranno Di Maio e Company ma al solito B, stavolta con l’appoggio dell’amato figlioccio che muove le fila del pd e dell’altro burattino che parlava mentre il B.urattinaio da di lato lo manovrava gesticolando ed annuendo a ricalcar chi comandava e poi dopo averlo congedato come pure la Meloni, con i giornalisti interveniva nel suo stile…credo abbia ragione Di Battista a dire che qualcosa impedisce a Salvini di ribellarsi al suo padrone, B non è tipo da fare alleanze con chi non può manovrare e controllare, è per questo che ce l’ha tanto con i 5Stelle.

  3. Editoriale di Travaglio di una chiarezza e di una correttezza logica esemplare. Effettivamente a che titolo parla Carelli, ultimissima ruota del carro? Come esordio il suo è veramente pessimo. Non vorrei arrivare a chiamarlo infiltrato ma certo l’avventatezza con cui parla a titolo esclusivamente personale non depone a suo favore.

  4. Ammesso e non concesso che el B abbia ottenuto/fatto tutte queste porcherie: le ha fatte perchè la SINISTRA TUTTA le ha lasciate fare in combutta con e senza/a favore di lui !!! Quella stessa sinistra che adesso il nostro marcolino VUOLE portare prostrandosi e leccandole il culo, perchè i numeri sono risicati, nuovamente al governo col MS !!!! Quella sinistra che gli elettori han bocciato premiandoli/dimezzandoli del 17% invece che del sopra 40% di tempo fa…
    Marcolino esci da quel corpo , te ne prego….

    • Ammesso e non concesso…..elimina il non concesso, Travaglio parla di fatti conclamati stabiliti dalla magistratura.

    • «adesso il nostro marcolino VUOLE portare prostrandosi e leccandole il culo»

      Ma di cosa parli? Travaglio si è sempre riferito ad un accordo con un pd derenzizzato. Che poi renzi sia ancora e sarà sempre il padrone del pd, è un altro discorso. Quando mai travaglio si è prostrato e ha leccato il culo alla sinistra? Ammesso che il pd sia di sinistra.

    • I fatti afferiti a b. sono notori, sono la storia dell’italia degli ultimi 20 anni..la nostra storia purtroppo

  5. Chi vuole combattere la mafia non può fare compromessi con chi ha pagato cosa nostra.
    Chi vuole combattere la corruzione non può fare compromessi con chi corrompe da quando è nato!

    La definizione più “sintetica” di berlusconi la diede bossi dopo che fece cadere il suo primo governo: “berlusconi ha fatto i soldi grazia a cosa nostra, P2 e craxi”.
    Molti leghisti la pensano ancora così. Salvini invece, a prescindere da cosa pensa, sa bene che cosa è capitato a gianfranco fini.

  6. Stanno lavorando per il governissimo, cioè Pd + Fi + Lega, già dalla sera del 5 marzo.
    Il problema è che salvini qualche giorno fà ha detto: “Io al governo con Renzi e la Boschi no… Per correttezza nei confronti degli italiani, io voglio smontare tutte le loro riforme”
    Come se ne esce? Con maroni pres. del consiglio, un min. della giustizia gradito a berlusconi (quindi va bene anche uno del pd), minniti che rimane all’interno (i leghisti non si scandalizzeranno per uno che è considerato “di destra”) mentre renzi, la boschi ecc. (il giglio magico) stanno nell’ombra, dando l’illusione di essere fuori dai giochi. Per completare l’opera, piazzeranno agli altri ministeri qualche “giovane” o “faccia pulita” per infinocchiare i gonzi e fargli credere che questo governo porterà un rinnovamento. Esattamente come anno fatto nel 2013 con la lorenzin, la de girolamo, la madia… tutte nullità messe apposta per nascondere il marciume. Stavolta potrebbe essere il turno di richetti, giorgetti, la serracchiani o la bernini. O addirittura tajani!
    Bisognerà vedere se gli elettori del M5S se ne renderanno conto, quindi alle amministrative di giugno correranno a votare per i candidati pentastellati. Oppure faranno gli stupidi e, proprio come 5 anni fà, resteranno a casa facendogli perdere consenso. Legittimando quindi il governissimo e spianando un’autostrada ai manganellatori di professione, i quali godranno in maniera spasmodica (immagino i titoli entusiasti di libero, il giornale e il foglio) e ricominceranno con le solite stronzate: “la protesta non paga” , “gli elettori hanno punito l’intransigenza”, “non si può dire sempre no” eccetera. Intanto il titolo mediaset vola in borsa…

      • In questo sistema politico consolidato tra il dire e il fare ci son di mezzo le poltrone…hai ragione. É poi Salvini disse pure “mai più con Berlusconi”…fin che non gli è servito.

  7. Il viraggio di salvini avverrà entro le prossime 72 ore quando si subdorerà il nome fatto dal quirinale..vedremo un quadrato diventare cerchio con la velocità della luce

    • Salvini+Berlusconi+Renziani+Meloni…il cerchio quadra e i giochi sono fatti… già dal 5 marzo però… quanto mi vorrei sbagliare!

      • La meloni è superflua. Se ci stà bene, altrimenti ciao. Dove và la meloni da sola?
        Cmq lo schema sarà Lega+Berlusconi+Pd, ai renziani converrà stare dietro le quinte.

  8. Se salvini si allea con il m5s bene, se si fà il governo lega+fi+pd ancora meglio così alle prox elezioni prendiamo più del 50%..a noi và bene in ogni caso

  9. Ah. Ora è giusto fare compromessi. Mi sembra che fino a ieri dicevate il contrario. Come su tante altre cose, d’altronde. Buffone prezzolato.

  10. Ragazzi andate su “matteo salvini twitter” e leggete i commenti postati su ogni suo tweet..è incredibile, sono tutti suoi elettori (così dichiarano) che dicono: “molla il nano”, “molla il putt..iere”, “alleati con di maio”..pazzesco è un plebiscito

    • Spero di sbagliarmi. Devono trovare argomenti (e persone) credibili per fare ingoiare il rospo agli elettori leghisti. Gli altri mandano giù tutto senza problemi, basta ricordare quanto accadde nel 2013. E’ un dejà-vu.

  11. Le due fasi di salvini: fase 1) entro martedì dirà “ho fatto tutto il possibile per conciliare centrodestra e ms5, ma mon é stato possibile e ho deciso di lasciare b. e allearmi con il ms5 a patto che di maio rinunci alla premiership”..fase 2) entro giovedì dirà “poichè sono un politico responsabile accetto alleanza ms5-lega con di maio come premier

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