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Le vere vittime di Mafiaset

Forza Italia non nasce solo per servire Mediaset e il suo padrone, ma nasce anche per servire gli interessi della mafia. Lo spiegano bene i giudici di Palermo. Da tempo la mafia tentava di entrare in politica direttamente con un proprio partito e grazie a Berlusconi e Dell’Utri coronano il loro sogno. Un patto tra due diavoli che ha premiato soprattutto il tre volte Presidente del Consiglio Berlusconi e la sua azienda che godono entrambi di discreta salute. I soci mafiosi di Berlusconi sono invece quasi tutti morti in galera, il suo numero due Dell’Utri è stato di nuovo condannato con tutti gli altri protagonisti della trattativa mentre Berlusconi – come al solito – si è salvato dai processi perché ha mandando avanti gli altri a fare il lavoro sporco, quanto a Mediaset è fuori dal rischio bancarotta degli anni novanta. Il patto tra Berlusconi e la mafia quindi – spiega il pm Nino Di Matteo – non è stato solo economico ma anche politico. E qui si apre un mondo. Le vittime della diavoleria di Berlusconi spaziano negli ultimi venticinque anni della nostra storia. Tra loro la Repubblica italiana che grazie a Berlusconi ha permesso alla volontà mafiosa di arrivare fino ai suoi vertici. Ma si sa, gli uomini passano, le istituzioni restano e ci penserà il tempo a curare certe ferite. Altre vittime sono i milioni di cittadini che hanno votato per anni Berlusconi senza sapere che insieme a lui votavano i programmi dei mafiosi e gente che si impegnava a realizzarli. Ma votare delle persone perbene è sempre stato un lusso in Italia e di mafiosi sui banchi del Parlamento ne sono passati di tutti i colori. Altre vittime della trattativa stato-mafia sono tutti quei politici che col Berlusconi politicamente mafioso hanno cooperato. Gli alleati della destra post fascista e dei resti del mondo ex democristiano e della Lega che si sono uniti a lui nel Popolo della Libertà. Una libertà “condizionata” venne definita allora e che evidentemente non puzzava di mafia almeno per loro. Ma tra le vittime politiche di questa vicenda spicca certamente Renzi. I processi sulla trattativa si trascinano da anni, che le origini di Mafiaset male odorassero lo si sa dagli albori della vicenda Berlusconi (il patto economico con Cosa Nostra è del 1974, quello politico del 1992/94), eppure Renzi prima si è recato ad Arcore, poi ha invitato Berlusconi nella sede le Pd al Nazareno, poi con lui ci ha governato trascinandosi dietro quello che restava del centrosinistra italiano. Un intuito politico suicida che la sentenza di Palermo condisce di una spregiudicatezza indegna. Eppure i gerarchi renziani tengono ancora oggi ostaggio il Pd, vedremo quanto reggeranno. Morto un Pd se ne farà un altro. Ma a ben guardare, le vere vittime di Mafiaset sono altre. Sono tutti quei cittadini, quegli amministratori, quei politici, quei giornalisti che ancora oggi sostengono Berlusconi e Forza Italia e hanno sempre rigettano ogni accusa di mafiosità rilegandole ad infamie dei soliti nemici politici. Donne e uomini che dal comune di provincia fino al centro di Roma si sono spese per Berlusconi e Forza Italia. Donne e uomini che hanno fatto anni ed anni di campagne elettorali, di manifestazioni e che hanno amministrato e che hanno lavorato e ancora lo fanno ad ogni livello, gente che ci ha messo la faccia per una vita intera ed oggi scopre che il suo leader supremo e il suo partito sono stati fondati con la mafia e per la mafia e a dirlo non sono i soliti nemici ma un Tribunale della Repubblica italiana. Un colpo durissimo, poverini. Un tradimento ignobile. Una diavoleria. E la reazione sarà come al solito duplice. Lo zoccolo duro – come avviene dal 1994 – si trincererà dietro l’ormai celeberrima giustizia politicizzata o il fatto che bisognerà attendere l’ultimo grado di giudizio. Si tratta di fanatici o di gente seduta su qualche poltrona d’orata che pur di salvarsi il sederino è disposta anche a svendere la propria coscienza seguendo il suo capo fino al bunker. Ma molti che sostengono Forza Italia e Berlusconi più da lontano, dovranno ammettere di essere stati clamorosamente sfruttati per fini ignobili e anche se non è facile, ammettere di essere le vere vittime di Mafiaset e rielaborare gli ultimi venticinque anni di storia del nostro paese.

Tommaso Merlo

 

www.tommasomerlo.com

6 thoughts on “Le vere vittime di Mafiaset

  1. Saranno tutti dei Scajola, non c’è dubbio, tutto avveniva ed è avvenuto a loro insaputa. Immaginate il Topino di Orbetello i 23 miliardi a Ghino di Tacco, Re Giorgio sistemazione prole, il Barbiere di Gallipoli patto della crostata yacht bicamerale, per sintetizzare, le bayadere e coloro che hanno riconosciuto la nipote di Mubarak.
    E poi è non per ultimo il Bischero di Rignano, la (le) cena elegante
    il patto del Nazzareno (ricordate la Cyber Security).
    E ora ivitatelo-i alla TV che ci insegna come dobbiamo stare al mondo.
    Dimenticavo, ora lo sanno.

  2. MI E’ PIACIUTO ABBASTANZA IL SUO ARTICOLO , MOLTO CHIARO, SEMPLICE NELLA FORMA, E SINTETICO, E VOLEVO PUBBLICARLO SUL MIO PROFILO FB. MA SE NON CORREGGE ,AL PIU’ PRESTO QUEL “POLTRONA D’ ORATA” . NON LO FARO’, PER EVITARE DI RIDICOLIZZARLA E RIDICOLIZZARMI.SAPRA’ BENE, PENSO, CHE QUANDO SI TOCCANO “TASTI” COSI’ DELICATI , IL “NEMICO” SI ATTACCA AD OGNI COSA, IN PRIMIS ALL’USO SCRRETTO DELLA LINGUA ITALIANA.

    • Rosaria non potresti pubblicare sul tuo profilo la parola corretta senza voler mostrare la tua superiorità culturale?

  3. Per tutti coloro che cantavano a squarciagola, “meno male che Silvio c’è”gli possa prendere…niente è stata solo gente labile di mente,ci sarà sempre,per seguire il prossimo Salvatore

  4. Bell’articolo.Dimentica però un’importante gruppo di vittime.Tutti quegli imprenditori che hanno votato Berlusconi credendo nella costante panzana dell’abbassamento delle tasse credendo nell’imprenditore che avrebbe finalmente fatto qualcosa per gli imprenditori.E invece hanno dovuto assistere all’avanzamento della mafia al nord,hanno iniziato a pagare il pizzo,hanno perso lavori perché destinati ad aziende in mano di questo o di quel trafficante amico di questo o di quel politico e soprattutto non hanno mai visto le tasse scendere perché io paese era paralazzita in mano ad un gruppo di politici troppo impegnati a pteoccuparsi di salvarsi il culo.Questo non dovrebbe mai essere dimenticato

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