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Repubblica in campo: “Un ventriloquo a Palazzo Chigi”

(Mario Calabresi per la Repubblica) – Sta per nascere un soggetto strano, mai visto: un governo politico con un premier tecnico. Un presidente del Consiglio che sarà chiamato a realizzare un programma che non ha scritto con una squadra che non ha scelto.

Ieri pomeriggio i leader della nuova maggioranza di governo hanno indicato il nome dell’ esecutore del contratto che hanno firmato. Non si può non chiedersi con quale forza e convinzione potrà illustrare alle Camere qualcosa che non è farina del suo sacco e che margini di manovra potrà avere chi si trova chiuso tra Salvini e Di Maio.

Il prescelto poi non ha alcuna esperienza politica o di gestione. Di nessun livello. Non è mai stato parlamentare o sindaco, nemmeno consigliere comunale. Il più noto tecnico degli ultimi anni, Mario Monti, veniva dall’ università ma era stato commissario europeo. Proviamo invece a immaginare Giuseppe Conte al G7 in Canada o ai vertici europei: cosa potrà dire o decidere senza consultare gli azionisti della coalizione?

Perché le situazioni in cui un premier si trova a guidare la politica di un paese sono molte e spesso improvvise. Ci diranno che basta attenersi al contratto approvato dal popolo, unica fonte di legittimità. Ma la realtà quotidiana porrà sfide che quel patto ambiguo e nebuloso nemmeno ha immaginato.

Il rischio che l’ Italia venga rappresentata da un premier a sovranità limitata è forte e reale. Ricordate Ambra Angiolini che nella tv degli Anni ’90 riceveva nell’ auricolare indicazioni sul da farsi? Aveva la fortuna di dover ascoltare solo Gianni Boncompagni, non la doppia voce di Di Maio e Salvini.

One thought on “Repubblica in campo: “Un ventriloquo a Palazzo Chigi”

  1. Gentile Signor Calabresi, Lei stara’ pure facendo il suo lavoro , per il suo editore, ma sarebbe ora di cambiare ottica professionale e non dimenticare mai di salvare la propria dignita’ intellettuale, la serieta’ che impedisce ad un professionista del suo calibro di riferirsi , nelle sue considerazioni, ad un senso di realta’ e di lealta’ non verso il suo datore di lavoro ma nei confronti della sua integrita’ di giudizio. Andava benissimo Renzi , ragazzotto di provincia senza numeri o doti particolari, se non la capacita di parlarsi addosso per ore, ma certo…è stato alla Provincia e al Comune di Firenze, dove ha lasciato grossi buchi nel bilancio, ma non ho mai sentito abbia fatto cose che non fossero meno che mediocri. Non parliamo poi di cosa ha fatto a questo paese. Ecco, sia almeno così professionale da sospendere il giudizio su chi , in fondo, vi risulta molto scomodo. Può non piacervi ma non fatevi piacere solo il PD , tra poco , per colpa loro/vostra che non l’avete mai pungolata con qualche critica, non ci sara’ più. Ho votato tutta la vita per il PD ma ora è diventato un giocattolo in mano ai bambini. Trovi il coraggio di sorvegliare e criticare chiunque.

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