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La violenza di Saviano

(Tommaso Merlo) – Sono settimane ormai che Saviano insulta violentemente il nuovo governo. Lo fa con toni aspri e duri. Toni che raramente si ascoltano dagli scrittori che vivendo di parole, le conoscono e tendono ad usarle con cautela. Quelle di Saviano sono invece dei veri e propri sfoghi isterici, delle sparate acide indirizzate tra l’altro a singoli membri del governo. Odio puro. Oggi tocca a Toninelli, il nuovo ministro dei trasporti che Saviano insulta brutalmente “manifestando il suo più profondo disprezzo, umano e politico, per questa caricatura di ministro”. Già, addirittura “disprezzo umano”. Una violenza verbale davvero sorprendente soprattutto se confrontata con il cupo piagnisteo a cui Saviano ci aveva abituati nei suoi eterni monologhi televisivi. Saviano è libero di pensarla come vuole e di scrivere e dire quello che crede. Ma le sue esternazioni sono così violente da far venire il dubbio che nascondino qualcosa. La sua, infatti, più che critica politica sembra una vera e propria provocazione verso il governo gialloverde. Come se volesse scatenare una reazione e sperasse che il governo prenda provvedimenti contro lui in modo da immolarsi – questa volta politicamente – ancora una volta a vittima sacrificale. Un ruolo che da anni consente a Saviano il privilegio di salire sui migliori pulpiti nazionali a predicare il suo sapere alle umili genti. Come un saccente oracolo del bene, come un paladino dei buoni e dei giusti che però – per strano gioco del destino – la pensano tutti politicamente come lui. Gli altri sono tutti impestati e collusi coi criminali e “umanamente disprezzabili”. Un misto tra delirio di onnipotenza da moralizzatore professionista ed arroganza tipica della tenace tribù dei Comunisti col Rolex ancora molto attiva nel Belpaese. Ora, potrebbe trattarsi solo di questioni personali del signor Roberto che volente o meno si ritrova incastrato in una vitaccia solitaria e ha bisogno di scaricare le sue frustrazioni personali sugli altri. Debolezza molto comune tra noi umani e oggi esplosa con orde di haters che spopolano sui social media. Saviano sarebbe un hater addirittura capibile visto la sua vita sotto scorta e un hater il cui odio viene amplificato dai suoi “compagni” che comandano nella stampa. Che la sua eccedenza di bile sia dovuta invece a ragioni più biecamente materiali, sembrerebbe da escludere. Certo, si sa, vendere libri è dura, ci riescono solo i personaggi famosi che si sbattono per stare al centro della scena e far marketing. Ma Saviano spopola in televisione da anni e pubblica coi migliori editori, per lui il vil denaro non dovrebbe essere un problema. Ma allora cosa lo spinge a tanta veemenza? Ha paura? Vuole negoziare la sua moderazione con rinnovate garanzie di protezione e di lustro pubblico col nuovo governo? In tal caso una bella telefonata risolverebbe tutto. O forse Saviano vuole tentare la carriera politica? In tal caso non esiti. Fassino gli direbbe “fonda un partito e vediamo quanti voti prendi”. Una vera garanzia di successo. Se invece non se la sentisse di fare il Lenin de noialtri potrebbe sempre aggregarsi alla galassia comunista che sventolerebbe festosamente i Rolex per un personaggio famoso come lui. Coi tempi che corrono anche uno zero virgola qualcosa in più è oro colato da quelle parti. Se invece certe malizie sono infondate e la foga rabbiosa di Saviano fosse dovuta solo alla politica contingente sull’immigrazione clandestina, beh, che il signor Roberto si dia una bella calmata. Da scrittore dovrebbe sapere che non c’è idiozia peggiore che combattere una presunta violenza con altra violenza. Da cittadino dovrebbe invece sapere che non è perché hai scritto libri sulla Camorra e vivi sotto scorta che la tua opinione vale più di quella degli altri in democrazia. Gli italiani – che a Saviano piaccia o meno – hanno liberamente scelto questa classe dirigente che lui definisce “politicamente ed umanamente disprezzabile”. E si dà il caso che ne siano soddisfatti fino ad ora, compreso del lavoro del ministro Toninelli. Se Saviano non intende contenere i suoi sproloqui violenti e il suo odio per rispetto della maggioranza degli italiani, lo faccia almeno per sé stesso. Tutta la violenza che sta vomitando fuori, rischia solo di sommergerlo.

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10 thoughts on “La violenza di Saviano

  1. saviano ha detto che toninelli è un burattino nelle mani di salvini, sfido tmerlo a dire che è vero il contrario; toninelli non solo è un ministro inutile, è anche dannoso a sé stesso e al movimento che rappresenta (sic), anzi non sembra neanche un ministro, sembra una persona messa lì non si sa per quale motivo a rappresentare il nulla; ricorda quella battuta che circolava tra gli inglesi e poi è stata ripresa da fortebraccio: si aprì la porta e non entrò nessuno era toninelli; ed anche se dovesse scendere da un taxi scenderebbe lo stesso nessuno (ahi ho commesso un errore, i grillini non prendono il taxi, vanno a piedi, così con questi risparmi possono realizzare immediatamente il reddito di cittadinanza) il suo sguardo è quasi sempre rapito nel nulla e fino a qui nulla di grave, perché ciò può al massimo compromettere se stessi; la gravità dei suoi comportamenti sta nell’assenza del dire e del fare, lui non dice nulla non fa nulla, agendo così crede di fare una mossa astuta perché tanto c’è il suo papà salvini a dire e fare tutto; anche quando la competenza è la sua ( i porti) si fa anticipare da papà salvini che fa la sua dichiarazione spiazzando il buon toninelli che, per non stare zitto, perchè non ha nulla da dire, dice che ha ragione salvini, bel modo di essere un politico. Tmerlo questo te lo sei mai chiesto? perchè non lo scrivi? se sei un giornalista onesto intellettualmente, dovresti scriverlo, non credi? o sei un giornalista finto anche tu, che scrivi solo quello che fa comodo al tuo movimento di riferimento? Non ti sembra? nell’incertezza la miglior fuga è autocensurarsi e randellare una persona che ogni giorno rischia la sua vita per avere detto e fatto contro la camorra tutto quello che era possibile dire e fare, mentre tu dalla tranquillità e dalla serenità della tua scrivania grillina, costruita col legno della casaleggio & associati, puoi randellare anche chi dovresti onorare e stimare; tutto il resto che hai scritto è un piagnisteo falso e ipocrita, tipico di chi guarda il dito e non la luna; molto meglio e autoconsolatorio per il grillino tmerlo usare la retorica verbale del populismo spicciolo e da 4 soldi (saccente oracolo del bene – sventolare festosamente i rolex – comunisti col rolex – saviano incastrato in una vitaccia solitaria – compagni che comandano nella stampa) che può pagare nel mondo autorefenenziale degli arrabbiati contro tutto e tutti ma non nella società italiana; sveglia tmerlo non c’è bisogno di avere per forza un nemico nella vita per potersi realizzare.

  2. Sono più che d’accordo.
    Una cosa: voglio sperare che “che nascondino” sia un refuso, non un errore. Mi raccomando: “che nascondAno”.

  3. Saviano è sempre stato sopravvalutato. Oggi è un caso controverso per molti motivi. Si lamenta, tra le altre cose, l’emulazione delle azioni criminali narrate dallo scrittore, poi incautamente trasposte in “film” o serie televisive. In ogni caso, due parole da chi ne sa un pochino più di me. E anche un pochino più di qualcun altro.
    “Anch’io sono stato minacciato dai Lo Russo, ma ho sempre rifiutato la scorta per poter stare in mezzo alla mia gente. Non mi sento di chiedere tanto a Saviano, però deve sapere una cosa: il suo gioco è ormai scoperto. E noi abbiamo bisogno di testimoni, non di maestri, veri o falsi che siano.
    Non so se Saviano sia passato qualche volta per Scampia; certamente non ha trascorso nemmeno mezza giornata in questi luoghi, altrimenti ci saremmo incontrati o almeno i miei parrocchiani me lo avrebbero riferito. Qui lo scrittore anticamorra lo hanno visto solo in tv. Ciò significa che si può scrivere di camorra senza conoscere concretamente il fenomeno: bastano le carte passate da avvocati e magistrati da cui ricavare storie per editori modaioli e reti tv in cerca di nuovi mercati. Solo così si spiega il fenomeno perché, a dirla tutta, Saviano mi sembra un modesto scrittore. E questo, sul piano pratico, oltre a gonfiare a dismisura il portafoglio di Saviano, non salverà una sola vita”.

  4. Un altro Comunista col Rolex utile alla causa giallo-verde nel vedere aumentare ulteriormente il proprio consenso popolare elettorale.

    Venghino signori, Venghino… c’è ancora posto

  5. Quanta bile rabbiosa x un merlo piccolo piccolo. Il bue che dà del cornuto all’asino. Invidia e pochezza intellettuale.

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