Cronaca/Interno/Politica

Ultimo regalo di Gentiloni: aumento agli ambasciatori

L’accordo. Da 2.000 a 9.500 euro in più all’anno per tutti i 958 diplomatici. E i bonus di risultato ora vengono pagati in anticipo. Allo Stato costerà 5 milioni

 

(di Marco Franchi – il Fatto Quotidiano 22.07.2018) – Ci sono cose che non cambiano e questa è una di quelle. Dal prossimo 26 luglio, le buste paga dei nostri ambasciatori – “probabilmente i meglio pagati al mondo”, secondo l’economista ed ex consigliere di Palazzo Chigi per la spending review Roberto Perotti –saranno ancora più pingui. Aumenterà infatti lo stipendio cosiddetto “tabellare”, quello su cui si pagano i contributi e si calcola la pensione: dai 2.000 ai 9.500 euro lordi in più all’anno. Aumenterà (anche se non per tutti) la “retribuzione di posizione”, con un salto di ben 23.889 euro per il segretario generale Elisabetta Belloni che passerà da 131 a 155 mila euro (e sommando i vari aumenti sfonderà il vecchio tetto dei 240 mila euro per gli stipendi pubblici: arriverà a quota 266.800).

NOVITÀ anche sul fronte degli scatti automatici annuali (banditi da tutto il pubblico impiego con la riforma Madia: per i diplomatici vengono reintrodotti) e sulle ricche prebende della cosiddetta “retribuzione di risultato”, una voce che nel corso del 2017 ha riguardato 440 diplomatici su 958 e ha fatto staccare assegni-premio considerevoli, dagli 8.444 euro e 96 centesimi (per un semplice “Funzionario addetto a Ufficio”) fino ai 53.909 per un “Direttore generale e posizioni equiparate”, con un importo totale di 8 milioni e spiccioli: d’ora in poi potranno venire erogate anche in anticipo “tramite acconti”, salvo “verifica conclusiva” dell’effettivo raggiungimento dei risultati ed eventuale “recupero a consuntivo” dei soldini intascati.

Sono questi i punti-chiave dell’accordo sindacale firmato il 3 maggio scorso dal sindacato unico delle feluche (SINDMAE) e dalla delegazione di parte pubblica. Approvato il 16 maggio, senza nessuna pubblicità, dal vecchio Consiglio dei ministri, e munito delle firme di Paolo Gentiloni, Angelino Alfano, Marianna Madia e Pier Carlo Padoan, l’accordo è poi partito da Palazzo Chigi ed è giunto al Quirinale, dove Sergio Mattarella l’ha recepito il 24 maggio.

Il 26 luglio comincerà l’incasso. E senza nemmeno muoversi da Roma, come accade a quasi la metà dei nostri diplomatici: solo 509 su 958 fanno diplomazia all’estero. Ben 63 sono distaccati presso altre amministrazioni pubbliche, con la Farnesina che copre l’eventuale differenza in busta paga. Altri 386 sono variamente impegnati al ministero sia in ruoli apicali (segretario generale, capi di gabinetto, direttori generali e relativi vice, capi ufficio) sia in incarichi più ricchi di fantasia come il coordinatore del Mare, dello Spazio, dell’Energia o del l’Ambiente, tutti con lo stipendio da vicedirettore generale. Non c’è controllo di presenza e di orario, oltretutto: l’accordo continua a garantire tale privilegio.

C’È DA STUPIRSI se all’ultimo concorso di cui il MAECI ha reso noti i dati, quello del 2016 – la Farnesina, infatti, non ha il blocco del turn over e sforna nuovi diplomatici ogni anno – si sono presentati in 4.697 per 33 posti? Lo stipendio d’ingresso è sui 5 mila euro lordi al mese, ma già dopo dodici mesi, da caposezione, si arriva a 80 mila euro e poi da capoufficio a 189 mila. Il tutto senza mettere piede fuori dal ministero e, spesso, senza avere nulla da fare: “Il Mae è strapieno di direttori generali, direttori centrali, vicedirettori generali, centrali, vicari, previcari, coordinatori, tutti con stipendio da dirigente”, denuncia periodicamente Il Farnesino, organo del sindacato Flp. Il costo per le casse pubbliche del nuovo accordo sindacale? Cinque milioni, 338 mila e 699 euro per l’anno 2018, compresi gli arretrati. A decorrere dal 2019, 3 milioni e 769 mila euro l’anno.

3 thoughts on “Ultimo regalo di Gentiloni: aumento agli ambasciatori

  1. La “Sinistra” è comprensiva, e bravo Sangue Bleu, salutano con affetto e riconoscenza disoccupati, precari, cassa integrati, esodati.

  2. Padoan:basta la parola.Questo signore quando ha la pancia piena e ha servito gli amici,non pensa agli operai e ai precari.Che questi vivano in povertà a lui che frega,ha sistemato gli ambasciatori!

  3. Casta allo stato puro. Ministro del lavoro, dove sei? Non sarebbe ora che a questi superprivilegiati si día una bella tarpatura? E sulle indennita estere il giornalista stende un velo pietoso….un modo di dire

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