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La dignità tradita dal Pd

(Tommaso Merlo) – Prima hanno falcidiato i diritti dei lavoratori, oggi si scagliano contro chi cerca di ridargli dignità. Quella del Pd è una clamorosa ammissione di colpa. I malconci superstiti del centrosinistra erano e sono tuttora dalla parte dei nuovi schiavisti. Dalla parte di prenditori per cui l’uomo è una materia prima come un’altra che si compra al prezzo più conveniente e si usa fin quanto serve. Schiavi da frustare quando osano alzare la testa e da premiare con miseri oboli quando subiscono in silenzio. Il Jobs Act è stato la rovina di Renzi molto più che il super aereo alla Saddam, molto più che la distruzione della Costituzione travestita da modernizzazione e molto più delle bugie seriali sparate a reti unificate. Quello del Jobs Act è stato il suggello del tradimento della fu sinistra italiana ai lavoratori. Un tradimento storico che ha sdoganato le nuove schiavitù e lo ha fatto nel momento peggiore possibile, nel bel mezzo di una crisi devastante. Un tradimento fatale per il Pd ma non solo. La crescita economia che doveva decollare sulla pelle dei nuovi schiavi, è rimasta a terra. A decollare sono stati solo i conti corrente degli schiavisti. L’uomo più ricco del mondo è il fondatore di Amazon ed è stato portato in tribunale in diversi paesi per il modo disumano in cui sfrutta i suoi dipendenti. Si chiama Jeff Bezos ed è proprio quel pelato a stelle e strisce con cui Renzi ha brindato sorridente a favore di telecamere in nome del miracolo che stava compiendo. Già, il miracolo di distruggere il centrosinistra italiano e la propria carriera politica in tempi record e di lasciare milioni di poveracci sfruttati alle sue spalle. Sembrano passati secoli. Oggi il Decreto Dignità cerca di riparare i danni fatti e cambiare rotta. Si è capito che non è vero che sfruttando gli esseri umani si genera crescita economica. Con le nuove schiavitù ad aumentare sono solo le disuguaglianze e quindi le emergenze sociali. Che Foodora se ne vada dall’Italia e da altri paesi in cui non può fare i suoi sporchi comodi, è un’ottima notizia. Se vuoi che una persona consegni le tue pizze in bicicletta, la devi trattare per quello che è, un essere umano. E se ti rifiuti di farlo, qualcun altro consegnerà le pizze al posto tuo e buona fortuna. La dignità umana non è negoziabile. Non ha prezzo. Ma la cieca arroganza che ha spinto il Pd renziano a partorire il Jobs Act è continuata anche dopo. Nonostante i dati e le testimonianze confermassero il dilagare delle nuove schiavitù, Renzi ed i suoi se ne sono fregati. Hanno sempre negato, hanno minimizzato e puntato il dito contro le opposizioni. Una sordità che li ha spinti a perseverare nell’errore fino a devastarli politicamente. Una lezione da manuale della cattiva politica che va tenuta ben presente in prossimità del varo del Decreto Dignità. Il mondo moderno è una materia complessa e in continua evoluzione come lo è quello del lavoro – salvaguardati i principi di fondo – una volta decisa la rotta, un buon pilota non smette mai di scrutare il cielo ed è sempre pronto a tutte le necessarie correzioni. La buona politica non smette mai di ascoltare. E se deve scegliere tra cittadini e qualche lobby di schiavisti, non ha dubbi. La buona politica è intellettualmente onesta e pronta anche ad ammettere i propri errori perché il suo scopo è risolvere i problemi concreti dei poveri cristi e non giocherellare col letamaio del potere. Presi i comandi, Renzi si è fatto sopraffare dal suo bulimico ego fino a far schiantare il Pd e tutto il centrosinistra italiano. E ancora oggi, insieme ai malconci superstiti di quella tragedia collettiva, invece di vergognarsi, hanno il coraggio di strillare dai banchi dell’opposizione facendo finta di voler difendere quei lavoratori che hanno brutalmente tradito.

7 thoughts on “La dignità tradita dal Pd

  1. Buon pomeriggio,
    quanto scrive oggi il giornalista è noto a tutti, o quasi. Tuttavia è bene, di quando in quando, richiamare alla memoria. Soprattutto è bene, come fa Merlo in questa circostanza, dare il giusto nome alle cose. E imputare a Renzi e ai suoi lacchè tutte le cattive politiche messe in opera dal febbraio 2014 al 4 marzo scorso. La sinistra non c’entra nulla con la devastazione di quegli anni. Punto.

  2. Colpa di Renzi o no,nessun altro gli ha impedito di fare scempio dell’Italia.Renzi aveva e ha grandi capacità,aveva iniziato bene quando parlava di rottamazione. Poi ci ha preso in giro con la boiata della vendita si ebay delle auto blu e intanto aveva comprato delle BMW nuovissime. Ha continuato a fare cose strane e ora piange…lacrime d’oro ma piange!

    • Lei dice:”Renzi ha fatto scempio dell’Italia” e tuttavia gli attribuisce “grandi capacità”…
      La rottamazione funzionava così, per esempio: fuori D’Alema, dentro Casini che pure è stato partorito a Montecitorio… E dentro Gentiloni e Fedeli e Giacchetti e tanti altri con alle spalle 20-30-40 anni di Camera o Senato. Perché? Perché D’Alema era un avversario politico, Casini e compagnia no… L’obiettivo della pseudorottamazione era in primis liberarsi degli oppositori. Calcolo e pura demagogia, quindi.

  3. Eppure il Bel Paese lo aveva trovato semplicemente “divino”, il Bischero di Rignano. Cari 40,8% come vi sentite…ora. Un poco….Bischeri! ?

  4. E’ Renzi un traditore o sono i suoi compagni di partito e i milioni di elettori che l’hanno
    votato (e tutt’ora, incredibilmente, continuano a farlo) degli emeriti “pirla” ?
    Renzi ha svolto, diligentemente, il compito che i suoi mandanti gli hanno affidato: distruggere ciò che era rimasto della rappresentanza politica dei lavoratori.
    L’ha fatto con entusiasmo, forse troppo, e tutt’ora è rimasto a presidiare il fortino per
    accertarsi che nessuna opzione di “rinascita” possa avere successo.
    Affonda negli anni novanta, con Clinton e Blair come “front men”, la conquista della governance dei partiti socialisti europei da parte del Capitale globalizzato, ma l’evidenza
    delle conseguenze di questa “mutazione genetica” si sta manifestando solo oggi, e sta
    portando al rigetto, in tutta Europa, dei partiti ex-socialisti.
    Sarebbe stato compito della Stampa svelare i retroscena dell’ascesa al potere di uomini
    come Renzi, Hollande, Cameron o dell’ultimo “pupillo” del Capitale: Macron, ma per farlo
    la Stampa dovrebbe essere libera e non di proprietà, nella quasi totalità, di quello stesso
    potere di cui avrebbe dovuto svelare le malefatte.

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