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Il De Profundis al “governo del cambiamento” (M.Travaglio)

(pressreader.com) – Quando partì il “governo del cambiamento”, scrivemmo che era legittimo, visto che univa i due vincitori (parziali) dalle elezioni e rappresentava – diversamente dai quattro precedenti – la maggioranza degli italiani.

Oltretutto era l’unico governo possibile, dopo il (sacrosanto) rifiuto dei 5Stelle di allearsi con B. e il (demenziale) diniego del Pd, cioè di Renzi, di rinnovarsi profondamente e di dialogare con loro su pochi punti per un’intesa a tempo (la soluzione più auspicabile dopo il 4 marzo). L’unica alternativa erano elezioni subito, dall’esito scontato e terrificante: vittoria del centrodestra a trazione leghista e governo Salvini con B. riabilitato e dunque ministro, magari della Giustizia.

Poi però aggiungemmo che quel “governo Frankenstein” avrebbe avuto un senso soltanto se avesse cambiato profondamente le cose, almeno su alcuni annosi problemi italiani: mancanza di lavoro, precariato, povertà, corruzione, evasione fiscale, conflitti d’interessi ecc. Sulla carta, che a governare fossero le uniche due grandi forze politiche che negli ultimi 7 anni erano rimaste fuori poteva essere un vantaggio, anche se la Lega è il partito più antico (più ancora di Forza Italia), ben incistato nel sistema di potere che ha retto l’Italia nella Seconda Repubblica.

E che proprio di lì – nonostante il maquillage di Salvini – sarebbero sorti i maggiori ostacoli al cambiamento. La riuscita e la durata del Salvimaio, che unisce due forze popolari, ma con idee e basi sociali diverse se non opposte, dipendevano dalla fedeltà al contratto. Ma soprattutto dalla capacità di Salvini di uscire dalla sua campagna elettorale permanente. E di mettersi a fare le cose, profittando delle mani libere dell’alleato non (o non ancora) lobbyzzato.

In questi tre mesi, quella condizione non si è verificata. Salvini non ha alcuna intenzione di risolvere i problemi, ma solo di usarli. È sempre in giro a farsi propaganda. In questo somiglia spaventosamente a B. e Renzi: l’amministrazione, primo dovere di un ministro-vicepremier, forse lo annoia, forse non gl’interessa proprio. Vinta un’elezione, già pensa a come stravincere quella successiva. Fermarsi a lavorare sui dossier è un’inutile perdita di tempo che lo distoglie dal perenne giro d’Italia per conquistare altri voti a suon di sparate. E anche di errori grossolani. Come l’assurdo braccio di ferro sulla Diciotti, che alla fine l’ha visto cedere dopo aver inflitto a quei 167 disperati un inutile surplus di sofferenze; ma, quando finalmente avrebbe dovuto spiegare la retromarcia ai suoi fan, è arrivata provvidenziale l’arma di distrazione di massa.
Cioè l’incriminazione giudiziaria, ottimo pretesto per parlar d’altro. O come la tragicomica alleanza col fascista ungherese Viktor Orbán, un Salvini senza porti e senza mare: lui i migranti non li vuole a casa sua, li preferisce a casa nostra.
Se la nuova Europa passa da quell’asse, peggio per noi, ma anche per Salvini. Altro che “prima gli italiani”: semmai, prima gli ungheresi e i loro compari di Visegrad.

I 15mila milanesi in piazza a Milano a fine agosto, al seguito di una sinistra che pareva morta, dovrebbero suggerirgli qualche pensiero. Anche molti elettori di centrodestra non vogliono aver nulla a che fare con quel truce e trucido figuro e mai hanno sognato – se non come incubo – un’alleanza con certa gentaglia.

Intanto Conte e Moavero tessono pazientemente, fra mille difficoltà, la tela diplomatica e ottengono ogni tanto qualche piccolo risultato per risalire la china degli accordi-capestro firmati dagli scriteriati predecessori, sui migranti e non solo. E la linea dura sull’immigrazione, pur fra mille contraddizioni e forzature, ha portato a un nuovo crollo delle partenze dei barconi e dunque delle morti in mare, anche se le condizioni dei campi-lager in Libia restano agghiaccianti.

Ma le cose buone fatte da un governo che è anche il suo e dalla maggioranza che è anche la sua (taglio dei vitalizi alla Camera, dl Dignità, un Dg indipendente alla Rai, revisione delle concessioni di beni pubblici a partire da quella regalata ad Autostrade&Benetton) sembrano non interessare Salvini. Che anzi le vive come un fastidio e un inciampo alla sua scorribanda demagogica e solitaria di Cazzaro Verde solo contro tutti.

A questo punto è evidente che la maionese è impazzita. I 5Stelle non possono passare il loro tempo a fermare la mano dell’alleato e a prenderne le distanze. Né lasciarsi logorare da un partner che non ha alcuna intenzione di governare e ogni giorno, cinicamente, li sputtana.

La catastrofe di Genova, poi, ha dimostrato che le lobby – orfane dei vecchi sponsor e complici – puntano tutto sulla Lega per salvare i loro privilegi: infatti i governatori nordisti Fontana, Zaia, Fedriga e Toti han subito fatto cambiare idea a Salvini sulla ri-nazionalizzazione di Autostrade: preferiscono tenersi buono il mondo confindustriale, che li usa come ultimo baluardo per le sue greppie.

Prima o poi, anzi più prima che poi, se nulla cambia, Di Maio & C. dovranno porsi seriamente il problema del che fare: cioè se e quando staccare la spina. Anche perché presto o tardi, più presto che tardi, prima delle Europee 2019 o subito dopo, lo farà Salvini.

Ps. Di questo e di tanti altri temi parleremo alla festa del Fatto, che inizia stasera alla Versiliana: è un appuntamento (ormai il decimo) che ci dà la carica per iniziare bene ogni nuova stagione del nostro giornale e per captare le voci e gli umori della comunità dei nostri lettori. In attesa di cominciare, ringrazio tutti gli ospiti che hanno accolto l’invito. Iniziando da Carlo Verdone, che sarà con noi stasera, e da Max Gazzè, che ha aggiunto la tappa di domani del suo Alchemaya Tour a Marina di Pietrasanta apposta per noi. Buona festa a tutti.

“Tempo scaduto?”, di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 30 agosto 2018

24 thoughts on “Il De Profundis al “governo del cambiamento” (M.Travaglio)

  1. Io non ce li vedo i 5S staccare la spina ad un governo in questo momento, molto popolare. Ma è pur vero quello che scrive il direttore Travaglio: Salvini non lo si sopporta più! Studiare i dossier, scrivere un decreto legge per assumere tanti disoccupati per velocizzare l’analisi delle richieste d’asilo onde distinguere il grano dal loglio, avviare programmi di integrazione per i migranti legittimi sotto la tutela e l’occhio vigile del Ministero degli Interni non gli interessa. Che ce ne facciamo di uno così? I 5s, tanto per cambiare, si trovano tra l’incudine e il martello.

  2. Caro Travaglio, si metta il cuore in pace e li lasci lavorare, l’alleanza M5S -Pd è una sua perversione e non avrebbe portato a nulla.
    Sarebbe opportuno che oltre a captare gli umori dei vs lettori captaste anche quella degli altri italiani. Forse potrebbe aiutarvi ad essere meno saccenti e più obbiettivi.

    • Sono pienamente d’accordo con Lei nel definire “perversione” l’alleanza tra M5S e PD, perversione a cui stranamente il nostro Travaglio, di solito lucido, sembra sia
      ancora affezionato.
      Quale covo di vipere sia sempre stato il PD lo si sapeva e tanto più risulta evidente oggi che, una dietro l’altra, stanno emergendo alla luce del sole le immani porcherie
      che costoro, nel segreto dei loro covi, hanno consumato a danno degli Italiani.
      Salvini è un trucido individuo, con un pelo sullo stomaco che gareggia in lunghezza
      con quello di Renzi, ma almeno sappiamo chi è, che cosa vuole, e fino a che punto
      possiamo fidarci della sua parola.
      Per parafrasare: è uno che se deve colpirti ti mena una randellata in fronte e, se sei
      in guardia, puoi pararla e restituirla, mentre Renzi e i suoi ti aspettano di notte, in un vicolo buio, e ti pugnalano alle spalle.
      Anche Travaglio, come tutta la stampa, continua battere sul tasto della presunta
      “ingenuità”, “inesperienza” dei 5S (che sarebbe come a dire: imbecillità!) e si mostra sicuro che prima poi finiranno per essere divorati dal “mostro” che stanno
      crescendo in seno.
      Potrebbe anche succedere, chi può negare una eventualità del genere, ma se
      ci si prende la briga di esaminare il percorso politico del Movimento nel corso degli
      ultimi 5/6 anni, bisogna oggettivamente ammettere che questi neofiti tanto ingenui,
      tanto sprovveduti poi non sono.
      Sono loro al governo come partito di maggioranza, mentre i “partitoni” così astuti,
      esperti, capaci, ammanigliati con tutti i poteri, sono attaccati alla canna del gas e
      si muovono come zombie sulla scena politica, dicendo e facendo di tutto per far
      crescere l’appeal non solo di Salvini, ma anche degli odiati 5S.
      E’ dal giorno 4 Marzo che i geni di PD, FI, LEU non azzeccano una sola mossa o dichiarazione utile alla loro sopravvivenza (ingenuità o imbecillità?), per cui, forse,
      più che il M5S, dovrebbero essere loro i destinatari degli avvertimenti di Travaglio
      relativi alla “pericolosità” del Salvini Mannaro.

      • Lucido e bravo! ma allora non ero solo io che vedo la perversione nel cazzaro rosso marcolino…

  3. Una curiosità: alla festa del misFatto il nostro marcolino adorante del renzismo trasformista, si presentarà con la maglie o con la nuova topa bona ?!?!

  4. Veramente questo “marcolino cazzaro rosso”, è di una disonetà intellettuale da vomitare…
    Scrive “Conte e Moavero tessono pazientemente la tela diplomatica e ottengono ogni tanto qualche piccolo risultato… E la linea dura sull’immigrazione, pur fra mille contraddizioni e forzature, ha portato a un nuovo crollo delle partenze dei barconi e dunque delle morti in mare,”…
    Sarà perchè ha pisciato in culo a marcolino che Salvini è indagato per la faccenda della Diciotti…

    • Due commenti che si commentano da soli……………….
      “Essere ignoranti della propria ignoranza è la malattia dell’ignoranza.” (A.B. Alcott)

      • Sveglia, son scappati con la cassaforte, e tu sei ancora lì che tieni il sacco, votando sti sinistronsi !!!!
        …dalla ignoranza si può uscirne studiando: è dalla idiozia come la tua che non c’è scampo !!! (A.B. Alcott)

  5. come martellarsi i coglioni
    ma dove cazzo volete andare,
    votare?
    legge elettorale?
    e per cosa???
    per Salvini?
    così al buio ancora a votare,
    con tutti i cazzi che abbiamo,
    ma voi siete fuori di zucca.

  6. …il cazzaro rosso marcolino scrive: “I 15mila milanesi in piazza a Milano a fine agosto, al seguito di una sinistra che pareva morta, dovrebbero suggerirgli qualche pensiero.!
    Più di qualche pensiero veramente !!! per protestare contro il vertice Salvini-Orban, entrambi contrari all’arrivo dei migranti, a Milano i sinistronsi in piazza intonavano “Bella ciao”. “Una mattina mi sono alzato ed ho trovato l’invasor”. Ma sono scemi o ci fanno?

    • Guarda che Travaglio non è mai stato di sinistra, anzi diverse volte in pubblico ha detto di essere di destra. La destra di un paese normale non questo schifo.

      • Pensa te, con tutta la merda che tira sulla Juve, dice di essere perfino Juventino….ahahahahahahhahah

  7. Meno male che Travaglio pare si sia reso conto di aver fatto qualche castroneria nel difendere quei due partiti indifendibili. Sicuramente non migliori di quelli che li hanno preceduto. Sarebbe bene che il Dott. Travaglio lo dicesse in maniera esplicita; così non fosse, sarebbe solo il solito personaggio che lancia il sasso e nasconde la mano.

    • Comunque sveglia amico mio: Travaglio non ha mai difeso “quei due partiti indifendibili.” No, Travaglio ha sempre difeso solo e soltanto il 5s.

  8. Caro Travaglio mi può dire cosa c’è di sbagliato in questo discorso di Orban? Grazie!

    LIBERTÀ ECONOMICA
    «Una nazione forte non vive con i soldi di qualcun altro. Ringrazia istituzioni come il FMI per il loro aiuto e le saluta: rispedisce indietro i loro pacchi e spera di non doverle più incontrare. Questo è ciò che ha fatto l’Ungheria. Prima del 2010, i governi socialisti avevano agganciato la sopravvivenza della nazione al FMI; il problema è che una macchina può supportare la vita di un paziente aiutando la sua sopravvivenza, ma alla fine il paziente rimane fisicamente legato ad essa».

    LA TRAPPOLA DEL DEBITO
    «Un paese è forte se le sue finanze sono in ordine. Nessun paese è forte se il suo deficit di bilancio è eccessivo; se le sue imprese sono alla mercé dei creditori; se la sua popolazione è stata attirata nella trappola del debito come fu quella ungherese con i prestiti in valuta estera».

    «Passo dopo passo, l’Ungheria è riuscita ad affrontare tutte queste questioni (…) e oggi cresciamo quasi il doppio della media dell’Unione Europea (…) e siamo in grado di fornire posti di lavoro per tutti coloro che vogliono lavorare. Pochi paesi del mondo sono in grado di farlo. Noi siamo uno di questi. Nel 2010, su una popolazione di 10 milioni di abitanti, solo 3,6 milioni di ungheresi avevano un lavoro e solo 1,8 milioni pagava le tasse (…). Oggi in Ungheria 4,4 milioni di ungheresi lavorano e 4,4 milioni pagano le tasse».

    • perfetto ,, ma partotravaglio la sa lunga lunga solo parole bal bla ,, la crescita pil del 4 % l’anullamento della crisi il riportare la disoccupazione sul 5 %
      sono cose reali ,, fatte in ungheria magari fossi cosi anche in mafiaitaglia !!

  9. ASSET STRATEGICI
    «Un piccola nazione come l’Ungheria (che non è grande come la Germania o gli Usa), è forte solo se possiede le industrie strategiche che determinano il suo destino. Oggi lo Stato ungherese possiede la maggioranza nel settore energetico, in quello bancario e nel settore dei media. L’Ungheria ha speso circa 1000 miliardi di forini per riacquistare la proprietà nei settori strategici e nelle società prima scioccamente privatizzate».

    Viktor-Orban-AP-640x480DEMOGRAFIA
    «Per una nazione che vuole essere forte, il declino demografico dev’essere fuori questione. Una nazione che non è in grado di sostenersi demograficamente è destinata a scomparire».

    «Molti di voi hanno notato che in Ungheria spendiamo una grande quantità di soldi sulle politiche per la famiglia. Volete sapere da dove prendiamo questi soldi? Li prendiamo dalle multinazionali sotto forma di tasse speciali».

    In tutto, spiega Orbán circa 500 miliardi di fiorini (quasi 2 miliardi di euro) prelevati da banche, assicurazioni, società energetiche e telecomunicazioni e poi indirizzate a politiche demografiche e di supporto familiare.

    IMMIGRAZIONE
    Il tema dell’immigrazione per Orbán si lega al tema della dissoluzione dell’Europa e dei suoi popoli:
    «La domanda principale per il prossimo decennio è se l’Europa resterà quella degli europei; se l’Ungheria rimarrà il paese degli ungheresi, la Germania dei tedeschi, la Francia dei francesi, l’Italia degli italiani. Chi saranno i cittadini europei?».

    «Qualcuno sostiene che l’integrazione risolverà il problema. Ma non siamo a conoscenza di alcun processo di integrazione riuscito. (…) Dobbiamo ricordare ai difensori della “integrazione riuscita”, che se persone portatrici di visioni contrastanti vengono a trovarsi nello stesso paese, non ci sarà integrazione, ma caos».

    «È del tutto evidente che la cultura dei migranti è in opposizione radicale alla cultura europea; e idee e valori in conflitto si escludono a vicenda. Pensiamo al rapporto uomo-donna nella cultura islamica: per gli europei hanno gli stessi diritti mentre per i musulmani ciò è inaccettabile. Questi due approcci non possono coesistere, ed è solo una questione di tempo che uno o l’altro prenda il sopravvento».

    «L’immigrazione non può essere una risposta ai problemi economici. È come se dei naufraghi in mezzo all’Oceano inizino a bere l’acqua del mare: non smorzeranno il problema della loro sete ma l’aumenteranno».

  10. SOLIDARIETÀ
    Orbán colpisce e affonda la deformazione ideologica e ipocrita dell’Europa:
    «C’è una parola che emerge spesso nella politica europea: solidarietà. Ma la solidarietà non è un fine in sé, ma solo un mezzo. Il fine dell’Europa è fare in modo «che i popoli nati qui vivano in pace, sicurezza, libertà e prosperità, in linea con i propri valori. Questo dovrebbe essere il fine, l’obiettivo dell’Europa. La solidarietà è solo un mezzo per ottenerlo».

    E poi un passaggio che servirebbe da lezione ai timidi e paurosi governanti italiani:

    «L’Ungheria si è difesa – e ha difeso l’Europa allo stesso tempo – contro il flusso migratorio e l’invasione; e per farlo ha speso 260-270 miliardi di forini. L’UE ha rimborsato solo una piccola parte di tale somma. L’Unione europea non dovrebbe parlare di solidarietà fino a quando non rimborserà all’Ungheria quanto deve. Fino ad allora, suggerisco di esercitare più modestia».

    orban sorosL’IMPERO SOROS
    «A Bruxelles è stata forgiata un’alleanza. I membri di questa alleanza sono i burocrati di Bruxelles, la loro élite politica e un sistema che può essere descritto come “Impero di Soros”. Quest’alleanza è stata forgiata contro i popoli europei. E dobbiamo riconoscere che oggi George Soros può perseguire più facilmente gli interessi del suo impero a Bruxelles di quanto non possa farlo a Washington o a Tel Aviv».

    «Come al solito, quando l’élite si rivolge contro il proprio popolo, c’è sempre la necessità che gli inquisitori lancino procedimenti contro chi esprime il parere della gente» (…) Per questo non dobbiamo pensare alla lotta di fronte a noi come una cospirazione globale, ma dobbiamo descriverla e considerarla nel modo più ragionevole possibile (…) esiste un PIANO SOROS che lui stesso ha descritto. Il piano si compone di quattro punti:

    «Ogni anno centinaia di migliaia di immigrati – se possibile un milione – devono essere trasferiti nel territorio dell’Unione Europea dal mondo musulmano»
    «Ciascuno di essi deve ricevere un importo di 15.000 euro (…) in modo da mantenere un flusso continuo (…) ciò che nella terminologia politica europea è chiamato “fattore di attrazione” (…) un importo superiore al salario medio annuo ungherese»
    «I migranti devono essere distribuiti tra i paesi europei nell’ambito di un meccanismo obbligatorio e permanente»
    «Deve essere istituita un’Agenzia europea per l’immigrazione che prenda tutti i poteri decisionali svuotando di ruolo gli stati nazionali»
    Questo è il PIANO SOROS.

  11. L’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA
    «Noi europei possiamo sopravvivere solo se riacquistiamo la nostra sovranità dall’Impero di Soros. (…) Una volta riconquistata la sovranità, dobbiamo riformare l’Unione Europea. Nell’ambito di un programma comune i migranti che sono giunti in Europa illegalmente devono essere trasportati in un luogo diverso dal territorio dell’Unione europea anche se questo può sembrare duro».

    «I partiti democristiani in Europa non sono più cristiani: cercano di soddisfare i valori e le aspettative culturali dei media liberal e dell’intellighenzia. I partiti socialdemocratici non sono più socialdemocratici: hanno perso il proletariato e ormai sono i difensori della globalizzazione di una politica economica neo-liberale».

    «l’Europa attualmente si sta preparando a consegnare il proprio territorio ad una nuova Europa, meticcia e islamizzata (…). Perché questo accada è necessario continuare la de-cristianizzazione dell’Europa. La priorità deve essere data alle identità di gruppo piuttosto che alle identità nazionali e la governance politica deve essere sostituita con la burocrazia».

    NOI IL FUTURO
    «Oggi l’Ungheria è l’ostacolo primario all’attuazione del piano Soros (…) Per questo ci sono forze in Europa che vogliono vedere un nuovo governo in Ungheria così da indebolire il blocco dell’Europa centrale che si oppone al progetto di islamizzazione».

    Poco prima Orbán aveva rivendicato l’importanza di Visegrád Four, l’accordo tra Varsavia, Praga, Bratislava e Budapest, che «fa parlare con una sola voce gli entusiasti polacchi, i sempre cauti cechi, i sobri slovacchi e i romantici ungheresi»

    «Venticinque anni fa qui in Europa centrale credevamo che l’Europa fosse il nostro futuro; oggi ci sentiamo di essere il futuro dell’Europa».

    da “l’anarca” , il blog di Giampaolo Rossi

  12. scusate non sono piu mafiaitagliano come voi avendo raggiunto faticosissimamente altri lidi dove l liberta di parola ,, senza offendere nessuno esistono ,,, la cecita’ vostra di paese censurato a tutti i livelli come una albania anni 50 e’ oltre a non riportare mai notizie estere ,, non vivere nel mondo , ma esservi rinchiusi in un mafiabozzolo dove parlate il bla bla ma non capire semplicemnte come la sinistra abbia venduto con gladionapolitano che e’ il vero artefice nascosto dell ultimo 20 ennio ,, mafiaitaglia intera alla UK e US incarettando a prezzi di usura i comuni e lo stato derubando imprese nazionalizzate svuotanto depredando la totale economia e mettendola al giogo UK US
    come e’ possibile che vi perdiate il gioco grosso e sporco che c’e dietro ,, il conte che va in america a disdire gli f35 e ritorna che ne avra comperati altri 3000 hahahahahaa
    il riuscire un attimo ad alzare la testa ,, a far lavorare i carabinieri che sono una polizia militare e nulla c’entra con il civile ,, se solo un attimo l’orgoglio di essere mafiaitagliano salvini lo tira su ,, giustamente lo seguono tutti ,, come e’ possibile che non capiate che renzi e’ un assassino come napolitano che a fronte di 4500 suicidi di imprenditori veneti in crisi firmavano per 3 sommergibili 4 incrociatori e f35 ad un prezzo mafioso e come e’ possibile che dimetichiate ,, la bassezza di portare in pasto la costituzione italiana alle newcon americane con benigni pure come capocomico
    come e’ possibile che dimenticate il mettersi a 90 con l’europa su tutto , perfino senza cremina anale che poteva sollevare il bruciore del sforamento del 3 %
    queste sono le cose che la gente sa e che partotravaglio non e’ capace di cristalizzare nel suo cerebro
    il ritornare ad alzare il livello del testosterone e iniziare a spingere carozzine con bambini e non solo bambine !! questo e’ il cambiamento , riprendersi il coraggio di esistere e lottare ,, no bla bla prot prot scoregge dette per anni , ma frasi semplici e reali fatti numeri e cose ,,, non idee prot scoreggin

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