Campania/Cronaca/Interno

Lo Sponz Fest è maturo. E l’Irpinia deve solo decidere di raccoglierne i frutti

“Il vuoto è una grande risorsa, forse la più grande. Ma è importante riempirla di bellezza, di cultura, di contenuti.” Vinicio Capossela

 

(Marco Bennici – glistatigenerali.com) – Lo Sponz Fest è arrivato quest’anno alla sua sesta edizione ed è logico che sia il momento di cominciare a fare qualche bilancio, anche in vista delle prossime edizioni. Alcuni dati diffusi della Confcommercio della Campania nei mesi scorsi consentono di fare alcune prime valutazioni. Tanto per cominciare, quali ricadute economiche può generare un evento del genere, la cui caratteristica è quella di svolgersi in un contesto territoriale estremamente poco infrastrutturato e in cui anche i servizi ricettivi presenti sono destinati tradizionalmente a quelle poche centinaia di persone che nel corso dell’anno vi si affacciano solo per poche settimane? Lo Sponz Fest, infatti, genera per i comuni che lo ospitano dei picchi in termini di arrivi che fino ad oggi non erano mai stati sperimentati prima. Questo afflusso concentrato di persone quali ricadute produce sul sistema produttivo locale?

Lo Sponz si posiziona come evento di turismo culturale e mira già dalle sue prime edizioni alla valorizzazione di alcune zone dell’Alta Irpinia, Calitri in primis, andando a puntare l’attenzione anche su luoghi abbandonati da restituire alla comunità locale. E la lista di luoghi rigenerati in questi sei anni di attività comincia a essere nutrita: la stazione ferroviaria Conza-Andretta-Cairano dismessa nel 2010 e rimessa in sesto a partire dall’edizione 2014, l’altopiano del Formicoso trasformato in un’arena che ha ospitato un memorabile concerto all’alba, la rupe di Cairano, il Sentiero della Cupa, la stazione di Calitri Scalo, e quest’anno il vallone cupo nella zona di Gagliano. E i numeri di queste prime sei edizioni dello Sponz sono estremamente interessanti. Scorrendoli è evidente come sia cresciuto in maniera esponenziale il conto degli artisti coinvolti e dei concerti, delle passeggiate storico-naturalistiche e delle persone che hanno partecipato a esse, dei ragazzi impegnati come staff dell’evento, e delle presenze stimate, arrivate con l’edizione 2017 addirittura a trentacinquemila, e nel 2018 a venticinquemila nonostante il maltempo che ha colpito l’Irpinia nel periodo del festival. Di conseguenza, nei giorni dell’evento, risultano in costante crescita anche le prenotazioni presso alberghi e bed and breakfast della zona e le consumazioni nei locali di ristorazione.

Giovani, adulti e over 60, lo Sponz Fest sembra piacere un po’ a tutti, soprattutto data la variegata offerta del suo programma fatto di eventi di musica e cultura, di momenti per la degustazione di enogastronomia locale e di camminate a contatto con la natura della regione irpina da cui questo evento trae linfa e ispirazione. E c’è anche il web a certificare quanto lo Sponz sia in grado di fare da attrattore per tutti i comuni coinvolti e per le regioni che lo ospitano. Analizzando Google Trends è evidente come le ricerche relative sia alle chiavi ‘Sponz Fest’, ‘festival Irpinia’, ‘festival Vinicio Capossela’, sia alla chiave ‘Vinicio Capossela’ subiscano nel mese di agosto, quando si tiene appunto l’evento, un’impennata notevole. A livello di provenienza, i visitatori allo Sponz Fest arrivano per circa il 70% da Campania e zone limitrofe, mentre il restante 30% è costituito da persone provenienti dalle altre regioni d’Italia e dall’estero. Alcuni dei commercianti che ho sentito affermano che nei giorni dello Sponz riescono a incassare quello che normalmente guadagnano in tre mesi.

Molto interessante è il fattore moltiplicatore che in questi anni lo Sponz Fest ha dimostrato di poter attivare sul suo territorio di azione. A fronte di un investimento di 300.000 euro nel 2017, di cui 140.000 provenienti prevalentemente da risorse regionali, lo Sponz è stato in grado di generare 1.140.000 euro di spesa diretta effettuata dai visitatori sul territorio, quasi quattro volte tanto rispetto all’investimento iniziale. In media, per l’anno 2017, è stata stimata una spesa media diretta di circa 25 euro al giorno per persona nei giorni dello Sponz da parte dei visitatori non pernottanti e di 50 euro per quelli che hanno usufruito di un alloggio. E’ naturale che le strutture ricettive di Calitri e degli altri comuni aderenti allo Sponz registrino il tutto esaurito nei giorni del festival già a cominciare dai primi mesi dell’anno. E nonostante questo le varie forme di ospitalità spontanea possono essere una soluzione per chi volesse partecipare alle prossime edizioni dello Sponz.

Interessanti sono anche le ricadute che si sono cominciate a registrare lungo tutto il corso dell’anno. Per esempio a livello di presenze turistiche, come confermano alcuni consiglieri comunali e alcuni esercenti, sono molte le persone che in autunno e primavera raggiungono nel fine settimana Calitri per visitare il paese e acquistare alcuni prodotti tipici locali, in particolare caciocavallo, prodotti di panetteria, vino e olio. E i ristoranti del centro storico confermano questo trend positivo, e la clientela sembra gradire particolarmente i piatti della cucina calitrana, le cannazze, i cingoli e la ‘vraciola. I turisti arrivano di continuo, confermano alcuni esercenti, soprattutto nei fine settimana, gente che è stata allo Sponz e poi torna con calma quando c’è meno confusione per visitare il centro storico e le altre bellezze di Calitri. Tra questi visitatori ci sono anche tanti giovani. Molti di questi turisti dopo aver visitato Calitri decidono di spostarsi nei paesi limitrofi come Aquilonia, il parco archeologico e la diga di Conza della Campania.

Su Air Bnb si possono contare per la zona di Calitri ben 57 sistemazioni con vari posti letto, alcune delle quali devono anche il loro nome allo Sponz, e questo numero è cresciuto sistematicamente negli ultimi anni. Questo flusso di persone che stanno arrivando sull’onda dello Sponz sta indirizzando anche molti esercizi commerciali di questi paesi a rifarsi il look secondo canoni estetici più all’avanguardia, come suggerisce Enzo Tenore, un architetto di Aquilonia che sta attualmente seguendo vari negozi in questa fase di restyling e che ha seguito tutte le installazioni delle ultime edizioni dello Sponz. Una particolare attenzione al commercio dei prodotti locali sembrano avere i clienti delle autolinee Di Maio il cui flusso verso Calitri nei fine settimana nel corso dell’anno è aumentato proprio da quando esiste lo Sponz.

Lo Sponz Fest è riuscito insomma a portare in Irpinia un evento di carattere nazionale, accettando la sfida nonostante tutta una serie di difficoltà, soprattutto logistiche, che queste zone interne dell’osso appenninico possono presentare. Sulla scia del suo successo si sono cominciati a registrare in zona tutta una serie di eventi di carattere artistico-culturale tra cui vale pena citare il festival La Luna e i Calanchi di Aliano alla sua quinta edizione quest’anno. Allo Sponz Fest e al suo direttore artistico Vinicio Capossela deve molto anche la tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta riattivata in questi anni proprio in occasione dello Sponz grazie anche al contributo dell’associazione in Loco Motivi e all’impegno in prima persone di Vinicio Capossela stesso. Questa tratta ferroviaria viene oggi utilizzata anche in occasione di altri eventi irpini.

Lo Sponz in questi anni ha davvero raccolto l’attenzione di tutti i media nazionali, contribuendo non poco anche al rilancio dell’artigianato e del commercio locale. Una operazione marketing territoriale davvero ben riuscita, a cui vanno i meriti della creazione di una sorta di brand cappello di cui possono oggi beneficiare la varie realtà territoriali coinvolte. E di questa originalissima forma di promozione del territorio sembrano aver goduto gli effetti positivi molte aziende della zona sia di carattere agroalimentare che artigianale. L’evento è nato come una pura provocazione, approfittare di un vuoto per riempirlo di bellezza, questa la filosofia che sta dietro questa iniziativa. Una provocazione colta però fino a un certo punto, secondo Emma Basile, operatrice del settore immobiliare della zona, che sostiene che a Calitri e in Irpinia, nonostante lo Sponz, manchi in genere nel corso dell’anno una rete di servizi, di informazioni e di operatori in grado di generare la domanda per un turismo di nicchia che da questa parti potrebbe benissimo svilupparsi. Lo Sponz compie sei anni, è ormai un evento maturo. Adesso, secondo molti degli operatori che ho avuto modo di sentire, tocca all’amministrazione e agli esercenti stessi fare un salto di qualità.

Anche secondo il professor Vito Teti, docente di antropologia culturale presso l’Università della Calabria, e relatore all’ultima edizione dello Sponz per la Libera Università per Ripetenti, il lavoro da fare adesso per raccogliere i frutto di questo importante evento è soprattutto nelle mani dell’amministrazione comunale, dei commercianti e delle imprese del luogo e dei giovani. Lo Sponz Fest è nato come una provocazione, nel tentativo di mostrare un territorio per come potrebbe essere costantemente nel corso dell’anno. In territori come questo, dice Vito Teti, è necessario innanzitutto ricreare un tessuto imprenditoriale, la cui base potrebbe essere sicuramente di carattere agroalimentare-turistico, artigianale e legata alle tecnologie del web. Per questo potrebbe essere utile attrarre in loco alcuni master universitari di alta specializzazione che possano spaziare sui temi della promozione turistica locale, della valorizzazione di prodotti tipici e della integrazione tra architettura e territorio. Utili in questo senso possono essere anche iniziative di alternanza scuola-lavoro come quelle attivate nei mesi scorsi dalla sartoria artigianale di Salvatore Caruso. A un ulteriore rafforzamento dello Sponz Fest, sempre secondo Vito Teti, potrebbe contribuire notevolmente la realizzazione di alcuni eventi esterni di promozione e presentazione di questo festival in alcune delle maggiori città italiane. Tutto questo senza dimenticare attività di connessione tra le associazioni giovanile del tipo ‘Io resto in Irpinia’ che potrebbero mettersi in rete con altre associazioni similari esistenti a livello nazionale. Insomma, volendoci lavorare, il materiale a disposizione è moltissimo. E Calitri adesso, anche grazie allo Sponz Fest e a Vinicio Capossela, si merita di sognare la linea ferroviaria Napoli-Rocchetta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.