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“E allora Gentiloni?”. Farsa in un atto della Ue

Infatti per accelerare i tempi  ed applicare la multa nel più breve tempo possibile basterebbe riferirsi agli sforamenti di bilancio del 2017, quindi quelli avuti in pieno governo Gentiloni. La commissione aveva ritenuto non conforme il deficit previsto in quel bilancio, ma aveva in pratica salvato il governo decidendo di non applicare alcuna sanzione, mentre ora sembra decisa a ritornare sui sui passi per unire il governo successivo. La sfacciataggine di queste cosiddette istituzioni non ha più limite visto che vogliono punire l’attuale esecutivo per le presunte colpe di quello precedente  e mette in rilievo al di là di ogni ragionevole dubbio la natura pretetestuosa e ideologicamente reazionaria dell’Europa. Siamo di fronte allo stesso coordinamento ordoliberista  che si è palesato a suo tempo contro la Grecia, ma che non presuppone alcuna concertazione reale, alcuna unione effettiva tanto che non viene punito né il  deficit più ampio della Francia (2,8% contro il 2,4 dell’Italia) né tanto meno il surplus tedesco. che rendono l’euro ancor meno sostenibile e in ogni caso appare sostanzialmente illegittimo rispetto alla regola del 3% di sfioramento del deficit sul pil.

Credo che l’unico modo di far terminare questa ignobile farsa è che l’Italia ponga il proprio veto sul bilancio europeo  di cui è già contributrice attiva, nel senso che versa più di quanto ottiene per circa sei – sette miliardi l’anno di media. A questo punto Bruxelles e la sua nomenklatura di lobbisti, banchieri e speculatori si troverebbe di fronte a un bivio: o insistere sapendo bene di sancire lo sfascio dell’Unione (persino Prodi dice che senza l’Italia l’Europa non va da nessuna parte)  o fare marcia indietro. E’ possibile che qualcuno sia tra i Paesi più deboli, massacrati dalla Ue. che tra quelli più forti timorosi di dover ripagare il prezzo del mancato riequilibri non veda l’ora che questo accada anche se l’impalcatura del potere finanziario ed economico multinazionale tenterà fino all’ultimo di mantenere uno status quo enormemente vantaggioso per i poteri forti e umiliante per il lavoro. Il problema però è se esistano piani per affrontare questa situazione, se sono stati approntati sistemi di moneta fiscale, se sono stati presi accordi con Usa, Cina, Russia e/o altri soggetti per il sostengo del Paese (credo che per diversi motivi si aprirebbe una gara senza esclusione di colpi in questo senso, a patto di saper manovrare con intelligenza e attenzione). Dopotutto siamo in un mondo globale o dentro un nazional europeismo? Purtroppo temo che tale piano non esista se non nelle intenzioni.

In attesa che molta gente risolva il dilemma di cui non vede né l’entrata né l’uscita, va detto che la questione, pur nei suoi paradossi, anzi proprio in virtù di questi, non si pone nei termini della simpatia o antipatia  verso un esecutivo: Bruxelles sta semplicemente punendo gli elettori di qualsiasi parte e dimostra di non sopportare la democrazia quando non è un semplice megafono confirmatorio delle elites. E’ contro di questo che si deve combattere e chi non lo ha compreso o finge di non averlo compreso si merita quello che accadrà, anche se ai piani intermedi ci si illude che il destino dei ceti popolari non sia il loro o quello dei loro figli: pensano che mandandoli alle suole americane o nelle università private (come accade per la maggioranza dei soloni a pagamento di giornali e televisioni anche se non amano farlo sapere in giro) o a confricare  in lontananza con l’ Erasmus rimarranno a galla. Non intuiscono la tempesta che si prepara su un occidente marcito fino al midollo.

One thought on ““E allora Gentiloni?”. Farsa in un atto della Ue

  1. L’Armageddon prossimo venturo.
    I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse hanno già slanciato i cavalli: il rombo dei loro zoccoli
    s’avverte in lontananza e sempre più s’avvicina.
    Sarebbe facile fare dell’ironia a buon mercato sul tono catastrofico delle ultime frasi del
    pregevole articolo di ilsimplicissimus, ma, se smettiamo un momento di starnazzare tutti
    come oche, davvero potremmo udire quei tonfi pesanti, cadenzati, implacabili.
    Purtroppo, nel corso della Storia, l’umanità ha dimostrato di non essere in grado di
    affrontare e gestire col “ben dell’intelletto” le grandi crisi epocali: l’ha fatto sempre e solo
    con la forza, la ferocia, l’inganno, il tradimento, la stolida presunzione del “got mit uns”.
    Lo scenario è andato cambiando nel corso dei millenni ed anche la feroce stupidità
    umana s’è evoluta: ha indossato il doppio petto, il Rolex al polso, pronuncia felpate minacce in quattro o cinque lingue parlate con fluidità… ma mantenendo in fondo all’animo la stessa protervia predatoria dell’ominide armato di clava che sfonda la testa
    al suo vicino per rubargli la preda.

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