Cronaca/Editoriali/Interno/Politica/Tommaso Merlo

Il partito dei Pirl

(Tommaso Merlo) – In Francia protestano i poveri cristi, in Italia i ricchi. Ottimo segno. Lo chiamano partito del Pil quello che si è radunato a Torino blaterando a favore della TAV e delle grandi opere. E cioè il partito dei ricchi, delle lobby, delle confederazioni di prenditori. Lorsignori piagnucolano col cappello in mano. Vogliono i soldi, già, i nostri soldi, come da tradizione. Vogliono la mammella dello stato da cui mungere come la vecchia politica gli aveva sempre garantito. È il partito dei Pirl, quelli che prima leccavano i piedi a Silvietto poi sono passati alle cene da mille Euro col Genio Fiorentino al motto di “Francia o Spagna basta che se magna”. È il partito dei Pirl, quelli che alla vigilia di ogni manovra economica usavano bussare alla porta dei politicanti di turno presentandogli la lista della spesa. Lo chiamavano “assalto alla diligenza” e ci ghignavano pure sopra. Appalti, garanzie, concessioni, trattamenti di favore e ovviamente fiumi di cemento. Poi è arrivato lo tsunami del 4 marzo e i Pirl sono rimasti senza agganci nei palazzi, senza amici, senza numeri di telefono da chiamare. E se non bastasse quei pazzi dei gialloverdi si sono messi in testa di fare una manovra economica che invece di dare soldi a loro, li da ai poveri cristi per una volta. Roba da non credere. I Pirl ci hanno messo mesi per assorbire il colpo. Mesi in cui hanno sperato nel boicottaggio mediatico al governo, hanno sperato nelle burocrazie internazionali, hanno sperato in rovinose marce indietro e tentato di allacciare rapporti con la Lega, ma il tempo era poco e snasando la malparata – alla vigilia dell’approvazione della manovra in parlamento – hanno ceduto uscendo allo scoperto e mettendosi a piagnucolare in piazza come plebei qualsiasi. Roba mai vista. A sentire il partito dei Pirl la loro inedita mobilizzazione è ovviamente nell’interesse del paese, nell’interesse generale dei cittadini. Ci mancherebbe altro. I Pirl vogliono la TAV e le grandi opere e quant’altro ma le vogliono per il nostro bene, le vogliono affinché il nostro futuro sia più roseo. Già, non vogliono la TAV e le grandi opere per specularci sopra come al solito e magari cambiare yatch e rinnovare la mega villa al mare, macché, i Pirl sono altruisti, sono persone dal cuore d’oro che si sacrificano per l’interesse della collettività. Come sempre del resto. Qualcuno gli ha chiesto perché non sono mai scesi in piazza per denunciare la storica e devastante corruzione intorno agli appalti pubblici. E perché non hanno mai protestato contro il fatto che le opere pubbliche in Italia costano una fortuna rispetto ad altri paesi e ci mettono il triplo del tempo. E perché l’Italia sia ricoperta di ecomostri e opere inutili che hanno devastato il paesaggio e l’ambiente. E perché in Italia i ponti crollano e i fiumi esondano e regioni intere hanno una rete stradale e ferroviaria da terzo mondo. Ma su questo i Pirl hanno fatto scena muta alla pagliacciata di Torino. Non possono dire che vogliono solo ricattare il governo per rientrare nei palazzi da padroni, non possono dire che vogliono la loro solita fetta di torta e barattare il loro silenzio con nuove mangiatoie in cui abbuffarsi alla faccia dei poveri cristi. Non possono dire che sono contro il cambiamento e vogliono tornare all’italietta marcia di sempre che gli ha permesso di arricchirsi coi soldi dei contribuenti. Non possono dire la verità. Poveri pirl.

11 thoughts on “Il partito dei Pirl

  1. Tommaso,
    chissà se il di maio figlio prenderà coscienza della tua analisi e provveda di conseguenza a proporre leggi vere contro la corruzione, l’evasione fiscale e contributiva e, se ne avanza, anche contro il lavoro nero con – magari – l’arresto di coloro che praticano tale delinquenzialità…!!!
    altro che leggi sicurezza e dignità buone per arruffare il popolo bue…!

  2. E Salvini dara’ loro tutto ciò che chiedono, col vostro aiuto naturalmente. Merlo ma non provieni da sinistra?

  3. I “fratelli grembiulini” sono stati costretti a scendere in campo direttamente, mostrando
    le loro vere facce (e i loro appetiti) perché chi ha sempre fatto loro da paravento e prestanome è in via di estinzione… si spera rapidissima.
    Mettetevi nei loro panni (magari di Armani o D&G!), poveretti.
    “Con la Franza o con la Spagna… purché se magna” recita il motto iscritto nel cartiglio
    posto sotto lo stemma: mano rampante in campo altrui, ma improvvisamente quanto
    inopinatamente si sono ritrovati senza una diretta, sia pur occulta, rappresentanza
    politica nelle sfere più alte del potere.
    Che potevano fare?
    Hanno scelto di mostrare, urbi et orbi, di che pasta sono fatti, non rendendosi conto che
    esplicitando le loro richieste di sovvenzioni, sgravi fiscali, spreco di risorse e del
    territorio, indifferenza verso le attese dei cittadini, rischiano di essere definitivamente
    riconosciuti come i veri mandanti della politica di predazione e corruzione che tiene inchiodato al palo il Paese da troppi decenni.
    Ora faranno pressing senza respiro su Salvini e su tutti i leghisti che contano qualcosa;
    li copriranno d’oro, di lusinghe e di promesse (i mezzi non gli mancano) fino a che, con
    l’appoggio anche dei “grembiulini europei”, non saranno riusciti a far naufragare l’unico
    governo che, almeno per una metà, non prende ordini dalle Logge più o meno coperte.
    Prima o poi ci riusciranno, ma devono sapere che il gioco non è più così coperto come
    quello a cui sono abituati e con cui sono ingrassati.
    I cittadini elettori li hanno finalmente visti bene in faccia ed hanno ascoltato le loro oscene lamentazioni: speriamo non dimenticheranno né le une né le altre.

    • Eppure c’è chi li difende a oltranza.
      Ho letto ieri un articolo di Maurizio Blondet (che seguo sempre con interesse), nel quale suddetti signori, erano paragonati ai “gilet gialli”, ossia quella parte del Paese che combatte per i diritti negati e le ingiustizie sociali.
      È scioccante che qualcuno difenda una categoria di parassiti che NULLA ha dato a questo Paese, di ciò che avrebbe dovuto.
      Una categoria di egoisti che ha evaso a dismisura, assunto in nero o peggio, tramite il caporalato legale delle agenzie e con contratti a tempo determinato, per tempi indeterminati. Che non ha speso un centesimo in investimenti, ma centinaia di migliaia di € in borsa, aspettando aiuti dallo Stato, ben più onerosi di quelli promessi ai “parassiti” in attesa del reddito di sopravvivenza. Evadono per sopravvivere, poverini, e far lucidae yacht da servi della gleba sottopagati. E chi ha la pensione o la busta paga? Beh! Noialtri plebei siamo abituati ad arrangiarci, per loro, possiamo anche andare a farci fottere

      • La tua indignazione si rispecchia esattamente nella mia.
        E ancor più mi sento indignato al pensiero che costoro, tramite i bordelli che chiamano “giornali”, son decenni che cercano di convincerci che “non esistono
        più la destra e la sinistra”, che “la lotta di classe è cosa d’altri tempi”, che “tutti
        i popoli, affratellati e festanti, dovranno riconoscere la supremazia del Mercato”, ed
        altre puttanate dello stesso genere.
        Invertendo finalmente i ruoli… son loro che dovremo fottere.

  4. Titolo che più azzeccato non si poteva. Un partito di zecche succhiasangue padronali e piatti (come le loro esistenze e i loro obbiettivi)Basterebbe (poco) tipo pensare che chi lavora per te non è un numero ma un (un uomo)….. E il più delle volte riesci a “trovare” capacità straordinarie da chi non valuteresti un centesimo. Troppo complicato e impegnativo per loro. P.s al posto del pirl avrei scritto direttamente pirlun. il m.degli int cosè un “pupo”? gli manca solo il ciuccio. Mi sa, di si.

  5. Altro editoriale strepitoso di Merlo.
    Sfilano le termiti della Repubblica rivendicando i loro famelici appetiti di sempre… quelli che hanno affondato il Paese.
    Invocano nuove razzie della cosa pubblica: dopo la polpa, già fagocitata, adesso reclamano gli ossi.
    Che qualcosa resti a galla non lo possono proprio tollerare.
    La loro mission? Fino all’ultimo relitto…

  6. Peccato. Erano tutti insieme nello stesso posto, un’occasione mancata per far fuori un po’ di zecche tutte insieme, speriamo che alla prossima volta qualcuno ci pensi. Non tutti gli attentati vengono per nuocere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.