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La Cina batte gli Usa e conquista la Luna. Il resto del mondo fa finta di non vedere

(Pietrangelo Buttafuoco) – La Cina è sull’altra faccia della Luna, quella che nessuno vedrà mai. Per la prima volta nella storia, la ricerca astronomica dell’uomo – più specificatamente l’Agenzia spaziale cinese – arriva laddove fino a oggi solo Cyrano de Bergerac, Astolfo e Giacomo Leopardi erano riusciti, far propria la luna.

I primi due – entrambi uomini d’arme – arrivano lì, sopra la nostra testa, con i loro viaggi. Per incantarsi d’amore, vi vola, il nasuto spadaccino; per recuperare il senno d’Orlando paladino – in groppa all’Ippogrifo – vi galoppa il secondo. E tutti e due sostano, il tempo che ci vuole, nella parte a tutti noi buia: the dark side of the moon, per come cantano i Pink Floyd.

Il poeta di Recanati, nelle Operette Morali, la fa scivolare lungo la manica della galabia del Profeta (su di Lui la Pace), per così baloccarsi di delicata malia e ruotarne il verso, sia ponente che crescente, affinché ella, la signora luna, segni il tempo delle donne, degli uomini e dei popoli tutti, accostandosi alla punta dei minareti.

La Cina, dunque, riesce a far allunare il lander Chang’e-4 nell’emisfero nascosto di Selene. La terra della Muraglia – l’unica opera dell’uomo visibile a occhio nudo dalla luna – fa quindi un passo in più rispetto ai russi che nel 1959, con la sonda Luna3, scattarono le prime immagini. Da quel marchingegno volante, dopo l’assestamento, oggi ne sta venendo fuori un rover, ossia un robot, per perlustrare l’ambiente circostante e seminarvi patate, cavoli e, perfino, collocarvi uova di baco da seta eppure – come fosse una quisquilia buona al più per allunati – di questa impresa immane non se ne parla.

Fosse un fumetto – già solo l’idea di piantarvi tuberi e broccoli, ararla come terra fertile, – sarebbe già faccenda di Archimede Pitagorico, invece è scienza vera. E siccome è una realtà fatta di ricerca, analisi, tecnica e ingegno se ne parla poco in Occidente, anzi, niente, perché prevale – ahinoi – la necessità di minimizzare la portata epocale dell’impresa giusto per non mancare di rispetto al riflesso condizionato. Va da sé che se fosse stata la Nasa, ossia gli Usa – presso l’informazione più autorevole e pregiata – non ci sarebbe stata altra narrazione che l’epica, con relativo omaggio al genio a stelle e strisce, magari già con un trattamento hollywoodiano e con speciali tivù, anzi, con serie televisive fichissime per fare di ogni facente parte della missione, fosse pure lo stagista addetto alle fotocopie, come minimo un Argonauta.

Il riflesso condizionato che ci fa volgere all’omertà del sorvolare sull’avventuroso cammino del lander Chang’e-4 è quello di un nostro disagio mentale. È la difficoltà di accettare che una civiltà di cui a malapena riusciamo a comprendere gli involtini primavera primeggi, oggi, nella gara di conquista delle stelle. E non se ne parla, appunto. Col risultato che un miliardo e mezzo di cinesi sanno di essere nella parte nascosta della luna, dove la Cina vola. La restante parte di mondo – la minoranza – sul fatto in sé, restando indietro, sorvola.

da Il Fatto Quotidiano del 14 gennaio 2018

11 thoughts on “La Cina batte gli Usa e conquista la Luna. Il resto del mondo fa finta di non vedere

  1. assolutamente meglio far finta di non vedere perché ai cinesi se dai un dito, di si pigliano tutto….

  2. Non ne sapevo nulla!
    E mi inquieta molto che imprese così fondamentali, non solo non siano opera di cooperazioni, ma che addirittura vengano taciute.
    Le risorse vanno esaurendosi, nuove potenze emergono ed esigono indipendenza dal dollaro.
    L’America è prepotentemente aggrappata alla sua posizione di centro dell’universo, visto che la sua ricchezza regge solo se regge la supremazia del dollaro…
    … Tanto più è di grande portata l’impresa (e passata inosservata), tantopiù mi preoccupa

  3. La tecnologia necessaria ad “allunare” risale al 1969.
    Esattamente cinquant’anni fa.
    In questi tempi di evoluzione tecnologica esponenziale cinquant’anni equivalgono
    ad un’era geologica.
    Non per sminuire l’impresa cinese, ma sarebbe come dedicare oggi grandi titoloni ad
    un aereo che supera il muro del suono.
    La “conquista” della Luna da parte di USA e Russia è stata accantonata perché i
    vantaggi che se ne sarebbero potuti trarre erano incommensurabilmente più bassi
    dei costi.
    Quindi applausi ai Cinesi, scienziati e popolo, ma rimaniamo nei commenti coi piedi
    sulla Terra.

    • Scusa, se ti riferisci al mio commento,
      anche io ho capito che la loro intenzione è di coltivarci, sulla luna.
      Se è vero non è proprio una cosina da nulla.
      Ma ripeto, è la prima volta che leggo la notizia

  4. Non solo la grande muraglia cinese non è visibile ad occhio nudo dalla luna, ma, a quanto riferiscono numerosi astronauti, non lo è nemmeno dalla stazione spaziale internazionale, che orbita a circa un millesimo della distanza. L’ignoranza di chi scrive certe boiate invece si vede benissimo.
    E Pink Floyd scritto con la “i” normale non si può vedere.

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