Cronaca/Interno/Politica

Il “partito dei rosiconi” che ridicolizza il reddito di cittadinanza

LIVORE – BOSCHI TWITTA SUI FANNULLONI, RENZI VA IN MOTOSCAFO MA A SINISTRA C’È IMBARAZZO: “AVREMMO DOVUTO FARLO NOI”

 

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Maria Elena Boschi riassume il reddito di cittadinanza così, su Twitter: “Dice Di Maio che da oggi cambia lo Stato Sociale. La colonna sonora infatti diventa ‘Una vita in vacanza’”. Sarebbe a dire: per l’ex ministra – che cita il tormentone dell’ultimo Sanremo – i beneficiari della misura contro la povertà sarebbero in pratica degli inguaribili fancazzisti. È una delle più raffinate reazioni “di sinistra” all’approvazione del reddito di cittadinanza (e non sorprende che le risposte al tweet della Boschi siano moltissime e furibonde). L’altra è quella di Matteo Renzi, che esprime la sua critica alla riforma dei 5Stelle con un video a bordo di un motoscafo a Venezia.

Insomma: il giorno dopo l’opposizione s’è svegliata con un certo senso di smarrimento. Il Salvimaio – conflittuale, pasticcione, contraddittorio quanto si vuole – ha portato a casa le due leggi su cui si è giocato quasi tutto in questi primi 7 mesi: reddito di cittadinanza e pensione con “quota 100”.

Il colpo è oggettivamente duro. Il polso allo smarrimento dell’elettore democratico lo si può tastare leggendo l’editoriale di Massimo Giannini su Repubblica: “Il governo del cambiamento mantiene la parola data (…) Lo fa con un’enfasi insopportabile (…) Lo fa con stile discutibile (…) Ma lo fa, contro tutto e contro molti”. Con il Fatto, Giannini articola il suo ragionamento: “Il Pd, con Gentiloni, aveva approvato una misura che assomiglia al reddito di cittadinanza, il Rei. Ma l’ha fatto in dosi omeopatiche, non si è mai spinto ad approvare una forma di tutela universale. È normale che ora si chieda: ‘Perché il reddito di cittadinanza non l’abbiamo pensato noi?’. Dal punto di vista politico i Cinque Stelle hanno fatto una cosa di sinistra”.

MARIA ELENA BOSCHI: “Dice Di Maio che col reddito di cittadinanza da oggi cambia lo Stato Sociale. La colonna sonora infatti diventa ‘Una vita in vacanza’.”

Stefano Fassina è un uomo di sinistra, ma notoriamente su posizioni più radicali rispetto a quelle del giornale di riferimento degli elettori dem. Descrive la reazione dei suoi ex compagni di partito con una sola parola: “Stupida”. Anzi due: “È pure autolesionistica. Sembra che non si rendano conto di quanto la disperazione sociale possa far apprezzare il reddito di cittadinanza. È una misura forse insufficiente, effimera, precaria. Insomma, ha dei limiti e dei problemi, ma è considerata importante da milioni di persone in condizione di povertà. E anche la bandiera della Lega sulle pensioni va in quella direzione: quota 100 manderà mezzo milione di persone in pensione prima”. Ancora più assurdo, secondo Fassina, che l’opposizione si limiti ad augurare sciagure: “Prima tifavano per lo spread, ora tifano contro il Pil e a favore della recessione”.

Il sociologo Domenico De Masi con i Cinque Stelle ha avuto alti e bassi, per usare un eufemismo. Ma sulla reazione dei “progressisti” all’approvazione del reddito di cittadinanza è molto chiaro: “Ma come si fa a pensare quello che ha scritto la Boschi? Come si fa? È la prima volta che si pensa a 5 milioni di poveri. Per una persona che ritiene di essere di sinistra e di avere a cuore le diseguaglianze sociali, quella di giovedì dovrebbe essere una giornata importante. E poi ci sono delle affinità evidenti con il reddito di inclusione voluto da Gentiloni, da Renzi e dalla Boschi. Con la differenza non trascurabile che il reddito di cittadinanza riguarda 5 milioni di persone invece che 800 mila. E otterranno 780 euro invece che 220. Capisco le critiche da destra, quelle del Pd proprio no”.

Parla anche la politologa del Pd Elisabetta Gualmini, in passato vicina a Renzi, ora sostenitrice della mozione Zingaretti. Lei il partito non l’ha lasciato, ed evita accuratamente la polemica con l’ex premier e con l’ex ministra delle Riforme. Ma riconosce: “Il reddito di cittadinanza in sé è una misura positiva, il problema semmai è il resto della manovra, che non lo sostiene con gli investimenti e la crescita. Di certo la sinistra non può e non deve cedere il tema delle diseguaglianze e della redistribuzione agli altri partiti. Avremmo dovuto valorizzare il Rei”.

3 thoughts on “Il “partito dei rosiconi” che ridicolizza il reddito di cittadinanza

  1. questi politici vergognosi si sono accapparrati poltrone per rovinarci e mangiare caviale .. altro che pop corn magari si fossero accontentati del pop corn , sti ladri impuniti che finiranno nel” porto delle nebbie “dei magistrati di Roma, saranno per caso ancora tutti persi nelle nebbie di Roma , la cloaca d italia
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