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Vittorio Feltri: “Il Venezuela si arrangi per conto suo”

(Vittorio Feltri – Libero quotidiano) – Giornali e tv da parecchi giorni parlano del Venezuela che cinque italiani su dieci non sanno nemmeno trovare sulla carta geografica e che della sua storia, anche politica, non conoscono un accidenti. Leggiamo che Maduro (nomen omen) è un comunista retrogrado, un feroce dittatore che sta mandando in malora la sua gente, e non stentiamo a credere che ciò sia vero. I marxisti ci hanno sempre ripugnato.

L’Unione Sovietica e i Paesi dell’ Est facevano ribrezzo a noi già all’ epoca in cui qua i rossi dettavano legge e minacciavano di rubare il timone alla Dc e alleati. Pertanto non possiamo essere ora simpatizzanti di un despota che mena il torrone a Caracas, affamando il popolo.

Vorremmo che qualcuno lo facesse secco e ripristinasse una democrazia decente. Sappiamo che si tratta di una impresa non all’ altezza dei venezuelani, incapaci non soltanto di darsi un regime liberale, ma perfino di sfruttare il loro enorme giacimento di petrolio e di vivere all’ altezza delle proprie risorse.

Se una nazione sprofonda nel caos e nella violenza i cittadini hanno qualche responsabilità. Maduro sarà stato presumo eletto da costoro o almeno agevolato nell’ impossessarsi del potere. Il trono suppongo non lo abbia raccattato per strada bensì conquistato coi voti. E chi glieli ha dati i consensi?

Ciò detto occorre sottolineare che il Sudamerica da decenni è un bordello: il Venezuela non è una eccezione che abbia facoltà di risollevarsi con l’aiuto degli italiani.

Figuriamoci, i nostri compatrioti emigrati laggiù sono una aggravante ai fini dei disordini sociali e politici. Pure a noi Guaidó piace di più del citato dittatore, tuttavia non possiamo imporlo al vertice dello Stato. Solamente i locali sono in grado di sovvertire la situazione, lo facciano. Se ne sono capaci. E si impossessino delle leve economiche allo scopo di liberarsi non solo degli oppressori, ma anche dalla miseria che li attanaglia. Maduro non è piovuto dal cielo, qualcuno lo ha catapultato in cima alla struttura di comando. Si tratta di abbatterlo. E farlo non è alla nostra portata. I padroni del destino di un Paese sono coloro che ci campano.

5 thoughts on “Vittorio Feltri: “Il Venezuela si arrangi per conto suo”

  1. Veramente io sono anni che sento parlare della crisi del Venezuela . Feltri dimostra di aandare pian piano verso la decadenza senile

  2. Articolo in puro stile “feltresco”.
    Non una parola sulle cause che hanno portato il Venezuela a buttarsi nelle braccia di
    una dittatura comunista e che si stanno ripresentando pari pari.
    Le vergognose ingerenze della Casa Bianca nelle politiche e nelle economie di TUTTE le nazioni del Sud America, considerate e trattate come colonie, vanno taciute in nome di quale lealtà?
    Mi piacerebbe saperlo da Feltri.

  3. A parte che Feltri ha la dote innata di irritare chiunque non la pensi come lui, o che sia anche solo un po moderato, io gli da ragione nel merito.
    Prima di tutto, Maduro NON HA VINTO LE ELEZIONI, ma siccome è un dittatore, del risultato delle urne se ne frega e va a diritto per la sua strada. E poi il Venezuela, non è nella merda per colpa degli americani (è sempre colpa di qualcuno il fallimento dei regimi rossi), infatti, all’inizio, stavano molto ma molto bene. Poi, siccome i regimi rossi hanno l’abitudine di sostituire gente qualificata con i leccapiedi, è inevitabile che l’economia finisca in perdita. Per anni e anni, flotte di persone sono state mantenute dallo stato per fare lezioni di marxismo, senza produrre una beatissima cippa e vivendo a sbafo grazie al prezzo del petrolio, che era alto, mentre le industrie andavano a farsi friggere e chi aveva soldi e talento se ne andava.
    Il Venezuela si è deindustrializzato per incompetenza dei lacchè e per la corruzione che in certi regimi prospera che è una meraviglia. Poi il prezzo del petrolio è calato e son venute fuori le magane. Altro che colpa degli americani! Un mio amico ci lavora e mi racconta queste cose da un sacco di tempo.

    • Io non di Sud America ne so pochissimo,
      e sarà pur vero quello che hai detto sul regime,
      ma le ingerenze americane, in Sud America ci sono state (e ci sono) eccome.
      A differenza della Francia, l’America non ha imposto al Sud America la sua moneta (non ne ha bisogno, visto che di fatto, l’ha imposta a tutto il mondo con le transazioni), nondiméno, grazie alla Cia, ha sempre tramato e neanche tanto nell’ombra (ricordo la destituzione di Allende) con operazioni di boicottaggio, ogni qualvolta le cose non andavano (o non vanno) secondo il loro gradimento, proprio come fa la Francia nelle colonie africane.
      Anzi, direi che in questo momento, l’interesse USA per il sud America sia particolarmente interessante. Sarà che il Venezuela ha vasti giacimenti di petrolio?

  4. per una volta Feltri ha detto una cosa sensata, é il Venezuela che ha votato Maduro ! ed è il Venezuela che deve cambiare il paese! no interventi , mo basta
    !

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