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I vescovi danno del “parassita”a chi è povero

(di Silvia Truzzi – Il Fatto Quotidiano) – Navigator (e non era facile) non è la peggior parola che accompagna il dibattito sul reddito di cittadinanza, giunto ormai a livelli pornografici. Dopo mesi di “fannulloni” (in apertura anche mercoledì di Libero) e “divanisti” (su tutti i giornali), ci mancava “parassiti”. Ed è stupefacente che a pronunciarla, questa parola, siano i vescovi: “Tra i rischi del Reddito di cittadinanza c’è quello di attenuare la spinta a cercare lavoro o a convincere a rinunciare a offerte di lavoro che prevedano una retribuzione non distante da quanto previsto dal Reddito”, hanno detto i rappresentanti dell’Ufficio nazionale per la Pastorale sociale e del Lavoro della Cei e il Comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani in audizione alla Camera. La scomunica si conclude così: “È enorme il rischio di aumentare queste forme di cittadinanza non solo passiva ma anche parassitaria nei confronti dello Stato”.

È l’effetto “spiazzamento” o “scoraggiamento” denunciato da Confindustria e dall’ex presidente dell’Inps Tito Boeri: 780 euro, ci hanno spiegato, è più o meno lo stipendio medio degli under 30 ed è superiore al salario di quasi il 45% dei dipendenti privati del Sud. Ora che lo dicono anche i vescovi, i giornali (quelli “della reazione”, come avrebbe detto Peppone) giubilano perché finalmente c’è qualcuno che fa opposizione al populismo. E porta perfino la tonaca e ha in mano il Vangelo dell’ama il prossimo tuo come te stesso.

C’è un’offesa più svilente di “parassita”? No, ma del resto lo squallore a cui il Paese è giunto si misura dal fatto che se cinque milioni di poveri vengono sbeffeggiati quotidianamente a reti unificate nessuno se ne accorge mentre se un cantante famoso negli anni Ottanta viene ridicolizzato in televisione perché forse la moglie gli fa le corna, l’opinione pubblica s’indigna. Ora i destinatari del reddito di cittadinanza sono persone povere che non hanno un lavoro: e i poveri, ci risulta, dovrebbero essere al centro del messaggio evangelico tanto che la Chiesa è molto attiva nelle attività caritatevoli. Escludendo che siano i vescovi (occupati in ben altre questioni morali) a temere di perdere il lavoro, resta incomprensibile la ragione per cui vogliono colpevolizzare i destinatari del reddito, additandoli come parassiti. La nostra Costituzione è, nella prima parte, informata del principio di solidarietà e inclusione. Non solo il lavoro è fondamento del patto sociale che ci governa (la Carta, appunto), ma il lavoratore ha diritto (articolo 36) a una retribuzione sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa (cari Vescovi, non i 780 euro del reddito). E in caso di disoccupazione involontaria (articolo 38) è previsto che sia lo Stato a provvedere. Del resto, per farci capire, San Paolo (Tessalonicesi 3,1) la regola la enuncia chiaramente: “Chi non vuol lavorare, neppure mangi”.

La malizia del dibattito è tutta nell’alea della volontarietà: non lavori perché non ti sei dato abbastanza da fare, perché non sei disposto a fare sacrifici, a guadagnare una miseria, a essere precario per tutta la vita. La classe lavoratrice non esiste più, esistono i singoli più o meno capaci di cavarsela in una contrattazione che, ovviamente, non è mai un gioco alla pari. Nessuno che si domandi a chi conviene questo mercato del lavoro così frammentato in termini di diritti e sempre meno tutelato, dove chi lavora non riesce troppo frequentemente a mantenersi. Nessuno che punti il dito contro chi alimenta la ferocia di un capitale mai sazio di profitti, ormai completamente libero di agire perché le tutele dei lavoratori sono state via via smantellate (grazie, anche ma non solo, ai compagni del Pd).

Così è normale che il ministero del Lavoro pubblichi un bando in cui cerca consulenti qualificati (almeno 5 anni di esperienza in diritto nazionale, europeo, societario, bancario, dei mercati e intermediari finanziari) a titolo gratuito: tanto fa curriculum. Si lavora di più, si guadagna di meno, talvolta non si guadagna proprio. In questo quadro soffiare sul fuoco della guerra tra poveri fa il gioco di quelli che una volta si chiamavano padroni e ora sono i padroni del mondo: loro sono flessibili perché ci mettono una notte a delocalizzare una fabbrica. Volete che non siano flessibili anche le bocche di quelli che ci lavorano? Solo che la guerra tra poveri interessa solo quando si tratta di immigrati, per via del pericolo razzismo: è vero, siamo un Paese razzista, soprattutto perché tolleriamo ghetti e baraccopoli dove i migranti vengono sfruttati dai caporali per 5 euro al giorno.

Siamo sicuri che sia evangelico stare dalla parte degli sfruttatori e prendersela con gli ultimi chiamandoli “parassiti”?

18 thoughts on “I vescovi danno del “parassita”a chi è povero

  1. i parassiti per antonomasia… che danno del parassita ai poveri veri…?
    non c’é più religione…!!!

    • A quando sul fatto Quotidiano attacco a religione non cattolica?Per comportamenti collusivi con poteri che disfano e ridisfano il mondo ,????

  2. La chiesa è il parassita per antonomasia che succhia il sangue all’italia e agli italiani, grazie ai patti lateranensi. Da sempre la migliore alleata di mafiosi e pedofili, dai suoi esponenti non si poteva aspettare niente di meno.

  3. Io sono credente ma non sopporto i preti,i prelati e via dicendo.Perché?Vivono del loro stipendio pagato da noi e in più chiedono l’elemostina in chiesa.Chi sono gli sfruttatori e i parassiti!

  4. Le Chiese… tutte le Chiese… anche quella cattolica… hanno parassitato la società
    fin da quando erano rappresentate da sciamani con sonaglini e piume di pollo.
    Certo sentire questi inutili mangiapane ad ufo, vestiti di porpora e d’oro, accusare i “poveri” di essere loro i parassiti, ti fa venir voglia di dar ragione a chi diceva che la religione è l’oppio dei popoli e i sacerdoti ne sono gli spacciatori.

    • Piero, io sono cattolico ma ho trovato più accoglienza disinteressata dalla chiesa Valdese che non dalla Cattolica……..non ti dico altro.

  5. Questi prelati mi fanno schifo parlano male dei poveri li chiamano parassito dovrebbero essere quelli che portano la parola del Signore Gesù ma sono tutti per i soldi ch3 incassano avendo immigranti in ogni Monastero, Convento,Seminari, Ostelli della chiesa, e tutte le proprietà della chiesa incassano €880 Milioni all’anno gli va stretto che il governo gli taglia gli immigranti con la chiusura dei porti hanno eliminato la POA pontifica opera di assistenza che aiutava ai poveri che chiamano parassiti pe4che non hanno lavoro non come loro sono i veri parassiti nel mondo. BASTA COL 8 X MILLE a questi parassiti che sono tutti obesi si mangiano tutto loro si dimenticano della legge del Signore di aiutare i poveri.

  6. Certamente parlano loro del clero, loro SI sono dei fannulloni che per non lavorare si sono messi il pigiama e nascosti al convento con la malatia del celibato che li porta ad essere pedofili,abusando dei più deboli e senza voce.

  7. Ci sono poveri buoni e poveri meno buoni, ricchi buoni e ricchi meno buoni, ebrei buoni ed ebrei meno buoni, santi buoni e santi meno buoni, da meno infinito a + infinito. La bontà di misura sul rispetto e la condivisione. Pace a tutti buoni e meno buoni.

  8. La chiesa è in conflitto d’interessi: meno poveri ci sono, meno gente va a cercare il loro aiuto. Semplice. Nella miseria umana alla chiesa è sempre andata benissimo.

  9. Sentire queste parole da chi è vescovo mi duole. Io non lo accetto ed allora sono io che sento il dovere di accusare voi di essere i veri parassiti di questo paese. Ne ho avuto prova quando sfruttate la gente a farvi servire e riverire senza dare un compenso perché da voi mascherato come volontariato. Ne avrei altre da dire ma e meglio che mi taccio.

    • Non sono affatto stupito che ladri e pedofili definiscano “PARASSITI i poveri e non abbiano mai usato il termine “SFRUTTATORI” riferendosi ai ricchi. Sono invece stupito dal fatto che una giornalista come la Truzzi definisca “compagni” i pidiessini. Non si fa’cosi’Silvia.I compagni sono persone per bene, non quei balordi! ( tu lo sai vero?)

  10. Parlate proprio voi che siete la feccia dell’umanità!!! Vivete di lusso e di vizi che non oso nemmeno nominare perché fanno parte di mente contorta e animo sporco. Guarda un po’ da quale pulpito viene la morale, da chi nella vita non ha fatto mai bene a nessuno, persone che dovrebbero solo donare e invece sono avidi fino al midollo. Ricordatevi che Gesù è nato povero e viveva nella povertà, voi invece fate l’opposto accattoni che non siete altro. Vergognatevi e Pentitevi, anche se giurerei che non lo fareste mai.

  11. Mi sembra che il razzismo ora si stia orientando a discapito delle nostre classi deboli, i poveri vengono accusati di lavorare in nero, di essere disonesti, fannulloni ecc. Poi da quale pulpito la chiesa ha il coraggio di giudicare.. é vergognoso.. la vecchia classe dirigente si occupano di TAV e immigrazione, non pronunciano una parola a favore dei disoccupati e dei disagiati che sono milioni nel paese per conseguenza dei governi corrotti precedenti, preferirebbero vederli morire, gli unici che fanno una politica onesta e giusta a favore di tutti i cittadini e lo stanno dimostrando sono
    i 5 stelle, ma per questo sembra che diano fastidio perciò con la complicità della stampa e strategie tipo la tav stanno cercando di distruggerli..

  12. Dico solo questo il Vaticano a sempre riciclato danaro sporco della mafia tanto e vero che il capo della banda della maiana è stato sepolto dentro il Vaticano. Non dico altro.

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