Cronaca/Interno/Politica

Salvini vuol fare l’amerikano e la Lega si spacca sulla Cina

LA VIA DELLA SETA – A FAVORE DELL’INTESA CON PECHINO IL M5S E IL SOTTOSEGRETARIO DEL CARROCCIO AL MISE, GERACI. MA GIORGETTI, REDUCE DAGLI USA, VUOLE BLOCCARE TUTTO

 

(di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Un altro voto parlamentare per risolvere l’ennesima spaccatura nel governo gialloverde è all’orizzonte. Stavolta, la materia del contendere è il Memorandum d’Intesa sulla Via della Seta con la Cina, che il governo italiano dovrebbe firmare il 22 marzo con il presidente Xi Jinping, in visita in Italia. Con i Cinque Stelle nettamente a favore e la Lega tentata dal no, con qualche divisione al suo interno.

Pareva cosa fatta, con il nostro Paese che si candidava a essere il primo del G7 a siglare l’accordo. Ci ha lavorato il ministero dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio in primis, durante la sua visita in Cina. E a Palazzo Chigi stanno finalizzando il negoziato, dopo che il premier Giuseppe Conte ha annunciato che anche lui sarà a Pechino al secondo summit sulla Via della Seta. Ma la Lega appare più sensibile ai richiami degli States e di Donald Trump, che – attraverso il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, Garrett Marquis – hanno dato un vero altolà all’Italia. A quel punto, si è mobilitato prima di tutto Giancarlo Giorgetti, che è appena tornato dagli Usa. E ha iniziato un lavoro di relazione e di persuasione dentro il Carroccio, per spiegare che un accordo bilaterale con la Cina potrebbe essere più dannoso che utile. Per dire, sarebbe stato lui a ispirare il tweet di domenica del sottosegretario leghista alla Difesa, Raffaele Volpi: “Vanno privilegiati, dando stabilità e continuità, i rapporti con gli alleati storici condividendo amichevoli prospettive e opzioni @GMarquis45”.

Ieri il sottosegretario a Palazzo Chigi, dopo il Consiglio federale del partito, ha detto: “Il Memorandum dovrà sicuramente contenere nobili intenti per migliorare relazioni economiche e commerciali tra Italia e Cina, ma non impegni che possano creare interferenze di ordine strategico per il consolidato posizionamento del Paese”. Dichiarazione in stile giorgettiano, che però lascia trapelare tutte le perplessità del sottosegretario. Un altro che sta seguendo attentamente il lavoro sul dossier è Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri, ma anche uno dei “ponti” storici tra Lega e Usa. Anche per lui un tweet prudente, ma esplicito: “Ogni decisione di politica commerciale è una decisione di politica estera. Questo è ancor più vero per #MoUwithChina. Cautela e approfondimento prima di tutto. Timeo danaos et dona ferentes”.

Matteo Salvini, in origine su posizioni più laiche, ieri alla fine ha fatto una dichiarazione in linea: “Se si tratta di aiutare imprese italiane a investire all’estero, noi siamo disponibili a ragionare con chiunque. Se si tratta di colonizzare l’Italia e le sue imprese da parte di potenze straniere, evidentemente no”. Il timore è che l’accordo serva in realtà a consegnare l’Italia alla Cina, sotto forma di privilegi commerciali dubbi. Si prende tempo. E i Cinque Stelle hanno buon gioco a far notare che la Lega è divisa. A dirlo è Stefano Buffagni all’Huffington Post: “Sulla Via della Seta è la Lega a spaccarsi. È stato un loro sottosegretario, Geraci, a essere tra gli attori principali dell’intesa. Possibile che non abbia informato i vertici di quel che si stava scrivendo?”. Michele Geraci è sottosegretario allo Sviluppo economico ma anche Edoardo Rixi, viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, è favorevole.

Ora si tratta di capire quale sarà il punto di caduta. In particolare, la polemica politica riguarda il 5G. E se il Mise assicura che non fa parte del Memorandum, ai piani alti della Lega chi l’ha letto fa notare che anche le “telecomunicazioni” sono comprese tra le materie di cui tratta.

Fonti di Palazzo Chigi assicurano che viceversa il 5G non fa parte dell’accordo e ci tengono a dire che il negoziato si pone all’interno della normativa Ue e delle linee della strategia Ue-Cina. L’iniziativa “non vale a ridisegnare il quadro dei rapporti politici e la collocazione euro atlantica del nostro Paese”, si chiarisce ma “il governo italiano è interessato a tutte le iniziative dirette a sviluppare infrastrutture per la connettività euro-asiatica, quale volano per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile”.

Oggi Conte è atteso al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il Copasir, per parlare della Rete 5G. Con ogni probabilità, verrà dunque affrontato il tema della sicurezza delle telecomunicazioni anche alla luce dei timori espressi dagli Stati Uniti sui colossi cinesi delle telecomunicazioni – Huawei e Zte – scesi in campo per lo sviluppo delle infrastrutture su cui viaggerà la tecnologia 5G.

2 thoughts on “Salvini vuol fare l’amerikano e la Lega si spacca sulla Cina

  1. “Vanno privilegiati i rapporti con gli alleati storici…” dice il sottosegretario Volpi.
    Vero! I Padroni vanno sempre ossequiati e mai contraddetti, soprattutto se sono
    cattivi e vendicativi.
    Non sia mai che gli venga voglia di “esportare la democrazia” anche nel nostro Paese!

  2. Corea, India, Giappone… sono contrari alla Via della Seta, perchè è ovvio che è uno strumento di conquista commerciale che avvantaggerà soltanto i cinesi
    La cosa (non tanto) sconcertante è che M5S e Lega sono (sarebbero?) entrambi CONTRO la globalizzazione e poi vanno a calare le braghe davanti ai cinesi che sono noti commercianti (truffatori) disonesti, che praticano il dumping, la vendita sottocosto sovvenzionata dallo stato, anche per decenni, anche per cent’anni, ma poi quando si ritrovano monopolisti, fanno i prezzi che vogliono, come ad esempio per la seta: ci hanno messo un secolo di “dumping” per distruggere la capaciatà italiana di produrre seta ed ora la vendono a peso d’oro.
    La Cina corrompendo i politicanti occidentali (ed italiani) al verbo della “Globalizzazione” ha distrutto l’industria italiana dei tessuti, dell’elettronica di consumo, il calzaturiero, gl’elettrodomestici… ed ora dovremmo agevolare l’invasione cinese?
    Se il 22 questo Governo dovesse firmare, allora mi verrebbe in mente solo una parola: TRADITORI.

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