Cronaca/Interno/Politica

Quali sono i poteri della nuova commissione d’inchiesta sulle banche

Il mandato è molto ampio. Potrà analizzare i profili di gestione degli istituti di credito, ma anche le norme delle autorità di vigilanza. Fino alle agenzie di rating e ai derivati sottoscritti da enti pubblici.

DI COSA DEVE OCCUPARSI

La commissione potrà analizzare i profili di gestione degli enti creditizi, le condizioni per l’istituzione di una procura nazionale per i reati bancari e finanziari, la normativa in materia di incompatibilità e conflitto d’interesse delle autorità di vigilanza, il recepimento e l’applicazione agli istituti di credito cooperativo della disciplina europea in materia di vigilanza e requisiti prudenziali. E poi il percorso dell’unione bancaria a livello europeo con la relativa disciplina, l’attività e le norme emanate dalle autorità di vigilanza, ma non solo. La commissione dovrà anche occuparsi del sistema dei confidi, delle agenzie di rating, dei sistemi di informazione creditizia, dell’utilizzo degli strumenti derivati da parte degli enti pubblici. E poi debito pubblico, in relazione alla disciplina sulla cartolarizzazione delle sofferenze e alla relativa garanzia statale, fondazioni bancarie e norme in materia di tutela del risparmio.

I RAPPORTI CON LA MAGISTRATURA

Alla commissione non possono essere opposti il segreto d’ufficio, il segreto professionale o il segreto bancario, fatta eccezione per il segreto tra difensore e parte processuale nell’ambito del mandato. La commissione può inoltre ottenere copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organi inquirenti. L’autorità giudiziaria può ritardare, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti e documenti richiesti. Una volta venute meno le ragioni del rinvio, tuttavia, deve trasmettere i documenti.

DA CHI È COMPOSTA

La commissione sarà composta da 20 senatori e da 20 deputati, che dovranno dichiarare l’assenza di precedenti incarichi di amministrazione o di controllo o rapporti di collaborazione e di consulenza continuativa con gli enti creditizi e le imprese di investimento oggetto dell’inchiesta. Tutti i componenti sono vincolati al segreto sulle attività della commissione.

LE RELAZIONI DA PRESENTARE ALLE CAMERE

La commissione deve presentare ogni anno al parlamento una relazione sull’attività e sui risultati dell’inchiesta, con eventuali proposte di modifica relative alle materie oggetto delle indagini. Prima della conclusione dei lavori, la commissione deve presentare alle Camere una relazione sull’attività svolta. Sono ammesse relazioni di minoranza. Il presidente della commissione deve inoltre trasmettere alle Camere, dopo sei mesi dalla costituzione della commissione stessa, una relazione sullo stato dei lavori.

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