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Gli scippatori a Cernobbio e i derubati applaudono

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Certo dovessimo dar retta alla saggezza popolare, espressa in proverbi più che in comportamenti,  dopo le cronache da Cernobbio del Corriere, toccherebbe correre a voltare 5Stelle. Gli schizzinosi ospiti dello Studio Ambrosetti (ai quali, cito, si offre là l’opportunità di ascoltare alcuni dei principali responsabili europei ed i migliori osservatori al mondo) che coprono gran parte dell’arco oligarchico e cleptocratico non vedono l’ora di liberarsi di questo governo. Interpretando il pensiero del motore d’Italia tramite  un voto digitale anonimo «sull’operato del governo», scrive l’editorialista,  la risposta  di quelli che un anno fa al 53% avevano espresso un giudizio positivo sull’operato del governo Gentiloni,  è stata univoca come di rado capita in questi casi: il giudizio unanime   di  oltre otto top manager e imprenditori su dieci  è che l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte sta lavorando male.

Insomma, conclude articolo, il governo resta popolare fuori da Villa d’Este ma lì dentro l’uno per cento degli italiani quegli “uomini in giacca e cravatta, sono sempre più convinti che stia portando l’Italia in un vicolo cieco. E lo dicono in maniera sempre più aperta”

Ogni giorno abbiamo quindi la dimostrazione che la lotta di classe non è morta, è viva e la conducono i padroni contro gli sfruttati con una tale protervia e violenza che prendono per pericolosi rivoluzionari o almeno insurrezionalisti perfino Conte e Di Maio, perseverando nel volerci persuadere  come dei bravi papà che lo fanno per noi, per il bene di quella marmaglia di ragazzini scapestrati, dissipati e pigri, che hanno troppo voluto e troppo consumato in spese voluttuarie e che adesso si ritrova con le pezze al culo e si affida a incompetenti  guaglioni fotocopie dei loro elettori e dunque altrettanto immaturi e ignoranti.

Gli  imprenditori italiani che delocalizzano, che investono nella roulette finanziaria  invece che in tecnologia, innovazione e sicurezza,  che attentano alla salute e all’ambiente, che usano lo stato come ente assistenziale e gli istituti di credito come bancomat per le loro pretese di azionisti assatanati, sarebbero in pensiero per noi bambocci malcresciuti che vorrebbero le loro pensioni maturate invece di approfittare delle opportunità offerte dai fondi privati spesso promossi e gestiti dagli stessi datori di lavoro, che aspirano a curarsi negli ospedali pubblici invece di investire in assicurazioni o in  quel nuovo brand sindacale, quel “welfare contrattuale’ che apre la strada alla trasformazione della rappresentanza e della negoziazione in attività di gestione di  fondi pensione, mutue integrative ed enti bilaterali, in sostituzione privatistica dello Stato sociale, o. che vorrebbero recarsi al lavoro in qualcosa di meglio e più veloce di un carro bestiame invece di godere delle magnifiche sorti e progressive  dell’alta velocità.

L’aspetto peggiore è che questa oscena narrazione fa presa se guardiamo al risentimento acido e rancoroso con il quale in questi giorni in giro per i social si dà addosso ai risparmiatori truffati dalle banche che non dovrebbero essere risarciti, nella loro qualità di speculatori arrischiati puniti per la loro avidità e, si direbbe, per il loro sconsiderato dilettantismo borsistico, che certi avventurismi vanno lasciati a gente pratica.

Personalmente   conosco l’istituto del risparmio solo per via dei temi che la mia generazione e quelle precedenti erano sollecitate a scrivere annualmente a nome e per conto dell’Ina. Un anno mi aggiudicai il premio che l’Istituto donava ai più meritevoli:  una  polizza, che fu subito negletta dalla mia famiglia appartenente a una dinastia di poco avveduti dissipatori dei guadagni conquistati lavorando,  e  il salvadanaio a forma di casetta,  ambitissimo ma che mi venne subito tolto per darlo, così dissero, a una bambina meno abbiente. E che soldi ci mette dentro se è meno abbiente? Chiesi, meritandomi una reprimenda. Lo ricordo per dire che non voglio fare qui una difesa d’ufficio dei gabbati., ma per dire che da sempre – Berlusconi adottò lo slogan secondo il quale ci potevamo salvare  dalle cravatte europee per via dei fondamenti sani – gli italiani godono della fama di parsimoniosi avveduti, sollecitati a farlo in vista di investimenti in mattone nelle varie Milano 1 e 2 e così via, ma anche in spese in sanità privata, dentisti, chirurghi e clinici anche quelli nel novero del padronato caro allo Studio Ambrosetti.

In tempi di restrizione dei consumi, la roulette – quasi russa – della finanza adotta l’ideologia dell’austerità per raccomandare sobrietà salutista: mangiare meno, farsi l’orto di guerra, stimolare la prole a cogliere le opportunità dell’avvicendamento scuola-lavoro, accontentarsi di qualsiasi lavoro umiliante e precario, ridurre talento, aspettative e desideri alla pura e semplice garanzia di sopravvivenza in nome dalla necessità. Stato dal quale ci hanno persuasi  che si possa uscire recandosi alla Las Vegas globale, partecipando al gioco d’azzardo che promette di sbancare il tavolo verde puntando il poco sottratto ai bisogni in saccoccia.

A ben altri dovremmo dare la colpa, alla cupola che governa il totalitarismo economico e finanziario, ai suoi sacerdoti che officiano le liturgie a Wall Street e pure al cinema indicando nuovi miti e eroi negativi, ai suoi croupier indottrinati nell’arte del ricatto e dell’intimidazione, che contrattano fidi e scoperti in cambio della sottoscrizione di impegni degni dei racket, ai suoi cravattari aguzzini che imboniscono i pensionati per sottrargli la liquidazione e  scommetterla nelle trecarte truccate, mentre  lo Stato e noi tutti siamo chiamati a concorrere al salvataggio dei casinò criminali grazie a provvedimento di emergenza (nel 2017 in una notte il governo  ha stanziato ben 5 miliardi per il salvataggio di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, al tracollo per essersi esposte in favore di una clientela d’alto bordo).

Perché a questo sono ormai ridotti lo Stato senza sovranità, un Parlamento a potere sempre più ridotto malgrado sia stato salvato in extremis da ulteriori espropri di competenze e ruolo che si presta a accontentare i clan compresi quelli famigliari degli speculatori, a farsi camerieri in livrea del capitale privato e degli operatori del mercato azionario,  tenuti sotto schiaffo dalle agenzie di rating, in qualità di estorsori,  costretti a acquisire le parti infette del sistema per scaricarli dalle perdite assorbendole in vista di un futuro migliore.

Sconsiderati e sventati, questo si, golosi e imprudenti, questo sì, irresponsabili e ingordi i piccoli risparmiatori che quando hanno preso non si sono interrogati sulla provenienza di quei soldi infetti. Ma anche plagiati e truffati, loro. E imbecilli noi che ci caschiamo a prestarci a un’altra guerriglia tra poveri invece di ribellarci quando ci vengono a dire che non ci sono i soldi per l’assistenza, per la tutela del territorio, per le case all’Aquila e Amatrice, per le scuole che crollano e l’istruzione pubblica che è sempre più negletta, per la ricerca ridotta a meno della scatola del “Piccolo chimico”, per le bonifiche e il Mezzogiorno, mentre ci sono per le armi, quelle che sparano in guerre imposte dall’impero per offesa e “difesa” dai poveracci peggio di noi, e le altre, quelle mosse dalle bad company, imprese che si spostano per sfruttare eserciti di lavoratori senza garanzie e diritti, istituti creditizi che obbligano la nostra banca, lo Stato attingendo alle nostre tasche, a far fronte alle loro operazioni sporche.

Così i poveracci sono tutti colpevoli, quelli di volerci guadagnare noi di farci sfruttare, che a volte condannarsi a essere vittime è un peccato.

7 thoughts on “Gli scippatori a Cernobbio e i derubati applaudono

  1. Gli esperti di Ambrosetti House of Europe, per come li ho conosciuti io negli studi previsionali del settore turistico, hanno l’attendibilità di un lettore dei tarocchi.

  2. La brava Anna Lombroso ha dimenticato di ricordare qunto lo Stato Italiano ha dato a Montecatini Paschi.Tra Monti e Gentiloni credo che si superino i 7 miliardi.Mai visto un pairone che lotta per il suo servitore!

  3. Cernobbio, poteri forti… e M5S

    L’articolo dimentica che l’inventore, fondatore, ideologo e capo assoluto del M5S, ovvero il sig. Casaleggio Gianroberto, è stato oratore privilegiato al Forum Ambrosetti.

    -Casaleggio G. e Grillo inoltre fondavano il Think tank group con Confapri, network di imprenditori nordest neoliberisti filoleghisti di Artom e Colomban (quest’ultimo poi imposto come assessore a Roma).
    -Casaleggio D. invitava ad Ivrea -negli anni passati- come oratori i rappresentanti delle multinazionali (Google ecc) e i membri di Trilaterale:
    P. Magri, segretario TRILATERALE (Assolombarda);
    F. Vaccarono, AD Google Italia (capitalizzazione superiore ai 500 miliardi di dollari);
    N. Bedin, ospedale San Raffaele di Milano (di proprietà di uno dei più grandi gruppi di ospedali privati: 18 centri ospedalieri) ecc…
    -Grillo ad aprile 2008incontrava segretamente l’ambasciatore USA per annunciare la nascita del M5S, incontro svelato dopo la desecretazione dei fax Usa (da IL FQ);
    stranamente (?) dopo questo incontro nel 2009 chiedeva la tessera del Pd;
    -2013, appena eletti in Parlamentoi 5S si recano, prima dell’insediamento, in processione all’ambasciata Usa (caso unico al mondo!);
    Roberta Lombardi: con Crimi e una delegazione 5S andremo a conoscere l’ambasciatore, che aveva definito i 5S un modello per riforme e cambiamento (da IL FQ).
    -Di Maio, nel 2017 prima di andare al Forum Ambrosetti (come faceva Casaleggio), incontrava segretamente la Trilaterale (fondata da Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti e notabili, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski) italiana ed europea:
    il 22 aprile “Di Maio a pranzo all’Ispi con: C. Secchi, presidente italianoTrilateral; P. Magri, direttore Trilateral Italia, Mario Monti presiedente onorario Trilateral UE, i vertici di aziende che finanziano la Trilateral come Intesa San Paolo…” (IL FQ).

    Suvvia…

    • certo non sono gran che…!
      però, perlomeno, non rubano e quando lo fanno vengono buttati fuori dal partito a calci in c…!!!

      • -De Rosa: “conciliazione giudiziale” da parlamentare con il dipendente licenziato: risarcito l’ex collaboratore in cambio del silenzio: “Le Parti si impegnano reciprocamente a mantenere strettamente riservato il presente accordo e non diffonderne né il testo né il contenuto a terzi”. Il silenzio, come si conviene in questi casi, è d’oro” (da IL FQ).
        E’ (ri)candidato alla Regione Lombardia: capolista e rieletto.
        -Bernini (ex parlamentare M5S) condannato (da parlamentare) a risarcire 75mila€ al lavoratore licenziato illegalmente; ricandidato (anche se non rieletto).
        -Dario De Falco eletto con i 5S a Pomigliano si fa un gruppo tutto suo.
        Anomalia? Forse.
        Ma lui è l’amico del leader ed è il suo braccio destro. Quindi può e dopo 2 condanne per diffamazione è chiamato a Roma, dal vecchio amico Di Miao, a capo della sua segreteria: 100mila € l’anno…mentre è ancora consigliere comunale.
        -L. Pasquaretta, già portavoce della sindaca Appendino (da cui si è dimesso dopo un’indagine a suo carico per peculato) viene assunto come collaboratore dalla Vice ministra Castelli (nonostante detta inchiesta); solo dopo un’ulteriore indagine per estorsione si annulla la collaborazione con la viceministra.

        Il M5S ha accettato nel governo e nei posti di sottogoverno: indagati, condannati e prescritti…
        al di là della appartenenza alla Lega di costoro… non è come i partiti accusati dai 5S di avere alleati dei condannati?

        Di Maio
        (Deputato, Vice Presidente del Consiglio, Ministro del Lavoro e Ministro dello Sviluppo, Socio Fondatore e Capo del partito M5S)
        e Casaleggio
        (Presidente Ditta Casaleggio Associati, Presidente Ass. G. Casaleggio, Presidente Ass. Rousseau e Socio Fondatore del M5S)
        hanno raccontato per due anni bufale sul ruolo dello stesso Casaleggio nel M5S (rispondevano: semplice iscritto);
        dal processo di Genova è scaturito che Casaleggio è Socio Fondatore del M5S;
        ha scritto assieme all’altro Socio Fondatore l’atto fondativo che lega indissolubilmente M5S a Rousseau (presieduta a vita da Casaleggio).
        E’ normale che i Fondatori di un partito al governo raccontino per due anni bufale a elettori e cittadini?

  4. Maurice vuoi dire che anche i 5 stelle sono marci?Penso che qualcosa hanno dovuto accettare per politica ma ancora sono convinta che lavorino per il popolo.Vedremo cosa accadrà. A me sinceramente non convince Salvini!

    • Ho solo fatto presente che i fondatori del M5S raccontano bufale ai cittadini ed elettori; prima per quasi 10 anni sul ruolo di Casaleggio G.;
      ed ora per due anni su ruolo dell’erede per via dinastica, ovvero Casaleggio.;
      Cosa sarebbe accaduto se fosse fosse accaduto in un paese “normale”?

      Inoltre anche una delle prime aderenti al M5S, Elena Fattori, vice presidente commissione Agricoltura Senato, oggi denuncia la pantomima del presunto libero voto su Rousseau (un voto che serve solo ad avallare solo quello che decide il Signore della Piattaforma, ovvero Casaleggio D.) ed eventualmente quelle del “portavoce”, ovvero il presunto capo politico (ovvero Di Maio)…

      La senatrice ha finalmente scritto quello che vado sostenendo da anni:
      a decidere tutto nel M5S è Casaleggio, che ha ereditato il partito per via dinastica dal padre;
      denunciando come il voto su Rousseausia manipolabile e al fatto che i dati non siano affatto protetti… avvallando quanto sostenuto dal Garante!
      Scatterà a breve l’espulsione?

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