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È arrivato il conto

Spiace per Nicola Zingaretti, che è appena arrivato alla segreteria del Pd e non ne ha certo selezionato la classe dirigente. Ma quello che sta accadendo con lo scandalo della (in)sanità in Umbria, il rinvio a giudizio della deputata Micaela Campana per falsa testimonianza su Mafia Capitale e la fine delle indagini sul governatore calabrese Oliverio & his friends è la resa dei conti finale di un equivoco durato troppo a lungo, dai tempi di Tangentopoli: quello della “diversità morale” del partito della sinistra. Una diversità che aveva una ragion d’essere ai tempi del vecchio Pci, più per l’onestà personale (indiscutibile) di Enrico Berlinguer che per la correttezza (molto opinabile) delle sue classi dirigenti. Mani Pulite dimostrò che il Pci-Pds era pienamente integrato nel sistema della corruzione. E fu solo per la tenuta stagna dei cassieri-faccendieri alla Primo Greganti se lo scandalo coinvolse solo dirigenti locali, quasi tutti dalla corrente filocraxiana che si faceva chiamare “migliorista” (e tutti chiamavano “pigliorista”). Infatti Greganti, in cambio del suo preziosissimo silenzio sugli anelli superiori della catena, fu sempre protetto dal partito, tant’è che ancora cinque anni fa faceva il bello e il cattivo tempo nel sistema degli appalti per l’Expo di Milano. Ma, nell’immaginario collettivo, anche se decine di ex Pci furono arrestati e condannati per tangenti, la sinistra riuscì a perpetuare la leggenda della sua diversità: un po’ perché i suoi rubavano perlopiù per il partito, senza lo scandalo supplementare degli arricchimenti personali; un po’ perché l’altro fronte era dominato prima dal Caf e poi dal campione mondiale dell’illegalità, Silvio B. che non temeva confronti.

Il centrosinistra s’impegnava allo spasimo per stargli appresso e tenere i suoi ritmi, ma non ce la faceva: e così, per 25 anni, è riuscito a gabellare da “mele marce” (in un cestino sano) e da “compagni che sbagliano” la miriade di amministratori locali e nazionali presi con le mani nel sacco. A ogni elezione l’appello al fronte comune anti-Caimano funzionava, almeno fra chi non fuggiva nell’astensione: il giorno del voto milioni di persone, imprecando e giurando che era l’ultima volta, accettavano di subire il ricatto e si turavano il naso sugli scandali del centrosinistra per non ritrovarsi nella Cloaca Maxima. Il bipolarismo penale fra berlusconiani e menopeggisti è durato fino al 2013, quando il sistema è diventato tripolare con l’avvento dei 5Stelle. Che proprio della questione morale facevano una delle loro bandiere. Infatti i due vecchi poli si misero insieme al seguito di Letta, Renzi e Gentiloni.

Prima direttamente con B., poi coi suoi cascami (alfanidi e verdiniani). Per la prima volta in 25 anni il centrosinistra che aveva sempre finto di opporsi a B., salvo poi chiedere i voti contro di lui e sopravvivere a se stesso grazie a lui, dimostrò quanto era simile a lui. Al punto da governare per cinque anni (e riformare la Costituzione e la legge elettorale) con lui o chi per lui. Così, alle elezioni del 2018, il ricatto “votateci o vince B.” smise di funzionare. Infatti il Pd si ritrovò a tifare espressamente per lui, in vista di nuove “larghe intese” contro il nuovo spaventapasseri creato ad arte per gabbare gli elettori più gonzi e trascinarli un’altra volta alle urne con gli occhi tappati e il naso turato: i “populisti”. Contro di loro si invocava un nuovo fronte comune senza andare troppo per il sottile, un’Union Sacrée per stomaci forti dal Pd a FI. Lo spauracchio funzionò all’incontrario: Pd e FI ai minimi storici, M5S e Lega ai massimi.

Finalmente liberi da tutti i ricatti (prima “votate Dc sennò vince il Pci”, poi “votate B. se no vincono i comunisti”, infine “votate Pd se no vince B.”), gli elettori hanno ritrovato la vista e l’olfatto, e si sono divisi secondo le proprie inclinazioni: uno strano e confuso movimento post-ideologico di centro, che però assorbe molte battaglie disertate dalla sinistra, cioè i 5Stelle; e una destra estrema, popolare, demagogica e xenofoba che si identifica fideisticamente in un capo rude e parolaio, ma empatico e abile a spacciare la vecchia Lega per una novità. Ed ecco questo governo Frankenstein che ha senso solo come espiazione di tutti i precedenti. Convinti di aver visto tutto il peggio possibile, gli elettori rifiutano i tentativi dei partiti sconfitti di ricondurli all’ovile con nuovi ricatti: tipo “votateci sennò torna il fascismo”, “votateci perché siamo competenti”, “votateci perché siamo cambiati”. Il fascismo era una cosa seria (purtroppo), la Lega è una mezza farsa. Di competenza se ne vedeva poca anche prima, altrimenti non saremmo da 30 anni sull’orlo della bancarotta. Quanto al cambiamento, be’, un pregiudicato mezzo rintronato di 82 anni che si ricandida in Europa parla da sé. E Zingaretti, col poco tempo che ha avuto dal congresso alle Europee, ha cambiato poco o nulla. E lo scandalo dell’Umbria, come se non bastassero quelli in Campania, in Basilicata, in Calabria ecc., sembra fatto apposta per fotografare un partito sopravvissuto a ogni “rottamazione” e rimasto fermo a Tangentopoli. Ma ormai nudo, senza più il trio Craxi-Forlani-Andreotti e la Banda B. a fare da schermo e da alibi. Le carte dell’inchiesta sui concorsi truccati nella sede del Pd umbro, sui disabili costretti a farsi raccomandare dal partito per non essere scavalcati da quelli con tessera e padrino, sui direttori generali di stretta osservanza che “se mi intercettano mi scoprono cinque reati all’ora”, richiederebbero ben altro che le giaculatorie di padre Zinga sulla “fiducia nei magistrati” e sul “senso di responsabilità della governatrice Marini” (che finalmente se n’è andata). Sennò la gente scuote il capo e, casomai si fosse riavvicinata al Pd, scappa a gambe levate.

“È arrivato il conto” di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 17 Aprile 2019

15 thoughts on “È arrivato il conto

  1. Proviamo con questa raccomandazione: 《italiani votate per i ladri》altrimenti vincono quelli onesti. (Il Bel Paese)

    • Quoto!!! ormai lo sanno anche i sassi cosa sia un comportamento da onesti e cosa no. Infatti almeno per la propaganda c’è stato il “senso di responsabilità” della presidente umbra

  2. “… sui disabili costretti a farsi raccomandare dal partito per non essere scavalcati da quelli con tessera e padrino…”
    ma davvero c’é qualcuno che pensa che il “funzionamento del sistema” sia così solo alla sanità umbra?

  3. Ecco, adesso ditemi voi dove era il cambiamento, tanto invocato dal marciolino travagliato, per fare un governo del Pd con M5s ?!?!
    Ci ha fratturato i cabassisi per mesi interi per poi scrivere quello che anche il Toni Bao del paese sapeva, senza aver fatto il militare a Cuneo !!!
    Ecco la credibilità del parolaio spin doctor pentaballe !!!

    • ..non è questione di credibilità..a suo tempo abbiamo cercato in tutti i modi possibili, immaginabili di salvare Marco ma non ci siamo riusciti, Merlo lo abbiamo salvato in corner

      • Credibilità invece: non so con che faccia di bronzo il marciolino scriva questi pseudoarticoli… si sputtana da solo !!!

      • sono “pseudoarticoli” nella tua testa marcia. Si chiamano editoriali.
        La faccia di bronzo è quella dei cazzoni/leccaculo che continuano a delirare di “giustizialismo” e le solite puttanate per difendere i ladri.

        Tu ti sei sputtanato ormai da parecchio tempo.

    • Lei scrive baggianate,e le scrive anche malissimo. E ed è pure convinto di essere originale…un penoso copia e incolla del peggior Brera con un po’ di Emilio Fede.

    • Tu fingi di dimenticare che Travaglio questa unione la auspicava sì, ma con un Pd “derenzizzato” e comunque rinnovato profondamente nella classe dirigente, cosa che non è mai avvenuta nè allora nè adesso con Zingaretti. Non è proprio lo stessa cosa.

  4. Buongiorno PIPPOSONDAGGISTI!! come la và quest’oggi? come facciamo adesso a dare il pd al 25% ed il m5s al 15%? voglio proprio vedere quali carambole farete, fatemi godere!! Ahahahahahahahah

  5. Travaglio non nomina i vari processi giudiziari del Zinga e le figure di merda durante gli interrogatori nel processo a mafiacapitale

  6. «per gabbare gli elettori più gonzi»

    quelli non mancano mai. E il 26 maggio ne avremo la conferma, purtroppo.

  7. Travaglio non tiene conto del fatto che molti ex elettori di berlusconi oggi votano pd.
    E molti ex di centrosinistra sono passati alla lega. Non è una coincidenza, infatti, che salvini sia diventato il paladino degli eveasori fiscali.

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