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Il metodo Raggi

L’ufficio stampa di Virginia Raggi non me ne voglia, ma penso che andrebbe licenziato in tronco. Le sue funzioni possono essere svolte egregiamente, e soprattutto gratuitamente, dall’intera stampa italiana. Da quando, quasi tre anni fa, la Raggi fu eletta col 67% dei voti, non passa giorno senza che l’“informazione” la mostrifichi con ogni mezzo, come mai era accaduto a un politico incensurato e onesto. Ripetono che va giudicata sugli scarsi risultati della sua giunta (fra errori, ritardi, inefficienze e gaffe, si potrebbe riempire una Treccani). Ma poi mirano a ben altro: dipingerla come una delinquente, una corrotta, una fascista mascherata, una sgualdrina. Perché lo sanno benissimo che darle dell’incapace non basta: in una città sgovernata per decenni da incapaci e ladri o complici di ladri che l’hanno grassata e spolpata fino al midollo, se non si dimostra che ruba anche lei l’accusa di inefficienza non basta. Pazienza se mai è stata sospettata di corruzione e dall’unico processo, per falso, l’hanno assolta.

L’Espresso è appena uscito con una copertina al cui confronto la famigerata “Patata bollente” di Vittorio Feltri su Libero diventa un’innocua goliardata. La sua foto è deturpata per trasformarla in una vecchia megera: infatti la pagina Facebook del settimanale è subissata di commenti indignati, anche di storici lettori che mai hanno votato 5Stelle ma ora minacciano di farlo, per reazione. Se qualcuno avesse azzardato qualcosa di simile per una Boldrini, una Boschi, anche una Carfagna, avremmo le piazze invase di femministe, appelli del MeToo, raffiche di denunce per sessismo, mobilitazioni della Federazione e dell’Ordine, diktat del Garante. Invece tutti zitti: contro la Raggi si può tutto. Il mostro in copertina serve a riempire il vuoto pneumatico di contenuti: quelli delle “frasi choc” della sindaca registrate di nascosto da quel gentiluomo dell’ex presidente Ama Lorenzo Bagnacani, che girava col registratore in tasca per incastrarla con qualche voce dal sen fuggita. E invece, partito per suonare, è finito suonato. Le “frasi choc” che gli diceva la sindaca in privato sono le stesse che pronuncia pubblicamente da mesi in interviste, dichiarazioni, discorsi in Consiglio comunale. E che gli stessi giornali che ora menano scandalo riferivano puntualmente nelle cronache dal Campidoglio. Il 12 febbraio, tre mesi prima che uscissero gli audio, il Messaggero titolava: “Paralisi Ama, il Cda non arretra. Raggi: ‘Così si va in tribunale’. Scontro aperto, la sindaca a Bagnacani: ‘Devi cambiare subito i conti del 2017’”.

Il Corriere, il 19 febbraio: “Raggi caccia cda Ama e Bagnacani: ‘Carenti e sleali’. Un elenco di accuse: ‘Tradito anche il rapporto di fiducia’. Si parla anche del flop della differenziata”. E Repubblica, stesso giorno: “Rifiuti, Raggi ammette lo sfascio: ‘Livelli critici, via il vertice Ama’. Il Comune non vuole riconoscere gli ormai famigerati 18 milioni di crediti per servizi cimiteriali svolti tra il 2008 e il 2016 e richiesti da Ama”. Ora nelle “frasi choc” carpite da Bagnacani e finite alla Procura e all’Espresso, la Raggi dice le stesse cose: raccolta rifiuti “fuori controllo” in “alcune zone”, bilancio inapprovabile per quei 18 milioni di crediti fantasma. Proviamo a immaginare se un qualunque sindaco o politico venisse intercettato da un manager pubblico: quanti sarebbero quelli che si preoccupano dei problemi dei cittadini e chiedono a di risolverli, stilare bilanci veritieri, non premiare amministratori inefficienti, e quelli che invece chiedono favori per sé, posti per parenti e amici, mazzette o finanziamenti elettorali? Eppure il non-scandalo Raggi viene usato dalla stampa per pareggiare e oscurare l’indagine per corruzione sul leghista Siri e il faccendiere Arata, legato a un complice di Messina Denaro, supportando l’assalto di Salvini al Campidoglio. Per fortuna chi ancora ha voglia di informarsi non ha l’anello al naso: quando vede la copertina mostrificante e legge le “frasi choc” della Raggi, capisce bene il gioco sporco. Del resto, di ciò che dice e fa in privato la Raggi, sappiamo tutto: pur non essendo mai stata intercettata dai pm, ha dovuto render conto delle chat con i suoi collaboratori, da Marra in giù, a cui sono stati sequestrati i cellulari. Migliaia di conversazioni private finite sui giornali, da cui non è uscita una parola diversa da ciò che ha sempre detto in pubblico. Tant’è che, per sputtanare lei e Di Maio su Marra, il trio Repubblica-Corriere-Messaggero dovette taroccare le chat col taglia e cuci.

Il “metodo Raggi” (infinitamente più grave del “metodo Boffo” feltriano, che almeno partiva da un fatto vero: una sentenza per molestie) toccò il punto più basso e comico col “caso Spelacchio”: centinaia di titoli, mai visti per la trattativa Stato-mafia, sull’albero di Natale del Comune. Doveva diventare il simbolo del malgoverno di Roma (altro che Mafia Capitale, altro che 14 miliardi di debiti creati dai sindaci “capaci”), invece fu un altro boomerang: un’ondata di simpatia per l’abete sfigato e per chi l’aveva messo lì. Fu allora che ci sorse un sospetto: che i giornaloni li paghi la Raggi per nascondere le sue vere colpe. Ora, dopo la canea sullo “scoop” dell’Espresso e la prima pagina pasquale di Repubblica su “Raggi indagata per lo stadio” (per la denuncia di un ex 5S, una delle 600 subite in 3 anni, che l’accusa di abuso d’ufficio per il mancato voto del Consiglio comunale sullo stadio, regolarmente previsto per l’estate dopo lo stop seguito all’inchiesta Parnasi), il sospetto diventa certezza: il mandante delle campagne anti-Raggi è la Raggi. Ancora qualche piccolo sforzo e i giornaloni potrebbero riuscire in un’impresa disperata persino per lei: farla rieleggere.

“IL METODO RAGGI” di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 23 aprile 2019

52 thoughts on “Il metodo Raggi

  1. Alla prima edizione tenutasi nella città di Creten il premio ☆Settimanale deficienza naturale☆ ha visto consegnato il “ciondolino d’oro” a L”Espresso (Da Milano) – al secondo posto si è classificato “Sette” (Bobtail).

    • Ad onorem la “carotina d’oro” a EDS, per imparare a come si scrive il nome del direttore Damilano…

      • Ad honorem (con l’ H, please).
        Per imparare come si scrive e non : per imparare a (?) come si scrive.
        In una riga hai commesso due errori.
        Prima di distribuire “carotine d’oro” a qualcuno, forse ti converrebbe rileggere ciò
        che scrivi onde evitare figure barbine. 👹

      • @pietro ciulla, maestrina inde.fessa, con pennacchio rosso.
        … vero, H mi è rimasta nel polpastrello del dito medio. Nella seconda ossevazione, non vedo errore. Si poteva scrivere meglio: …per imparare a scrivere il nome ecc.
        …ciao ex Pd.idiota

      • Ah, un conto è fare un errore di distrazione, un conto è non conoscere nemmeno il nome esatto di cui si scrive !!!

      • le sue giustifazioni sono di livello adolescenziali.comunque si è capito chi è lei

  2. L’espresso vomitevole sulla raggi, però travaglio dovrebbe criticare anche gli scoop bufale dello stesso settimanale sui finanziamenti russi alla lega ed al congresso per la famiglia di verona delle settimane precedenti !

    • Mi dispiace ma non leggi Travaglio tutti i giorni, avrà scritto almeno 10 editoriali sulle fake news di Stampa Repubblica Espresso riguardo gli aiuti russi a Lega e M5S.

  3. Tutto giusto. Purtroppo ci sono pochi “Marco Travaglio” che scrivono. Una cosa però me la chiedo da tempo. La Raggi ed il M5S non sono proprio capaci a dare un tocco di luce alla propria immagine. Il Movimento ha cominciato da poco se non altro seguendo Salvini che se ne intende.
    Ma la Raggi proprio no.
    L’ho incontrata due volte di domenica. Con un cagnolino, da sola, vestita in un modo che non la potevo proprio riconoscerla. E’ stata mia figlia di 12 anni a dirmi “Virginia, papà, guarda c’è Virginia Raggi”. Io non ci credevo. Per questo l’apprezzo ancora di più. Ma sono sicuro che i più non apprezzano. Noi siamo la generazione dell'”homo videns” e conta molto ciò che i nostri occhi guardano.
    E quella ignobile copertina è un valido esempio. Quella copertina è su tutte le strade d’Italia davanti le edicole.
    Anche chi non comprerà quella rivista vedrà una megere non certo Virginia Raggi.
    Ci si chiederà, ma come rimediare a questo scempio?
    Ma è mai possibile che non si debba sapere più nulla del destino dell’ex procuratore Raffaele De Dominicis, un magistrato della Corte dei Conti, il quale ha combattuto la corruzione nella pubblica amministrazione per anni, appena nominato assessore dalla Raggi, è stato messo in “castigo” e iscritto nei registri degli indagati per abuso d’ufficio.
    Quest’uomo aveva fatto il magistrato per trent’anni e SOLO dopo la nomina è finito tra gli indagati.
    Io devo ancora sentire le parole della Raggi su questa VERGOGNOSA e oscura, questa sì, vicenda.

    • Salvini è un cazzaro naturale, ma, senza nulla togliere al suo essere davvero bravo nell’apparire, molto del merito va ai media, che danno risalto a ogni sua nutella e minimizzano le vicende di cui, se gli chiedessero veramente conto, con la stessa severità fin qui mostrata quando c’è di mezzo un 5stelle qualunque, sarebbe ad un passo dalle dimissioni.
      Ai 5stelle non si chiede di apparire, una buona parte di chi li vota guarda più alla sostanza che alla forma, e la durezza di giudizio a cui vengono sottoposti, se non fosse stata riservata unicamente a loro nella storia recente, oltre a stridere per l’esiguità dei fatti contestati, infinitesimali rispetto a chiunque altro abbia governato o ancora governa negli ultimi decenni, sarebbe la norma in qualunque democrazia dove media e politica sono due binari ben distinti, auguriamoci che si possa trovare la maniera per far sì che valga anche per tutti gli altri, in futuro.

  4. Infatti io mi domando che fine fanno i sinistronzi che la menano col femminicidio, la discriminzione, l’acoglienza etc, quando di mezzo c’è una cinque stelle. Quando lombrouso picchiò una 5S, tutti zitti, persino l’insopportabile boldrini. Idem adesso. L’italia meriterebbe di stare al 180 posto per la libertà di stampa, semplicemente perchè di stampa vera quasi non c’è nè, ma solo propaganda.

  5. Tutto questo ha un nome: Marco Damilano direttore de l’Espresso.
    Un personaggino che si solazza, assieme al marcolino travagliato, nel salottino rosso della Bindergruber rossa. Meditate gente , meditate …

    • Ma non ti sfiora l’idea che la presenza di Travaglio in quel salottino serva proprio a bilanciare, sia pure in parte, una trasmissione che è militarmente schierata contro l’attuale esecutivo?

  6. È vero che Marco DaMilano a volte ha scritto anche contro la Lega ma in quei casi era un tentativo di attacco a tutto il governo in questo caso invece è “ad 5stellum”…comunque non mi toccate DaMilano che secondo me è bellissimo, sembra uno Stronzo di Riace

    • Lei NON ha mai letto né L’Espresso né alcun altro media…

      –Le inchieste de L’Espresso su Salvini:
      -I legami pericolosi tra il partito di Matteo Salvini e la ‘ndrangheta
      “La mafia è un cancro” continua a ripetere il vicepremier. Ma i documenti ottenuti da L’Espresso dimostrano che il responsabile del Carroccio a Rosarno, dove il ministro ha registrato un risultato record alle ultime elezioni, è stato per anni in società con uomini legati alle cosche: dal clan Pesce ai Bellocco…
      http://espresso.repubblica.it/inchieste/2018/07/10/news/i-legami-pericolosi-tra-il-partito-di-matteo-salvini-e-la-ndrangheta-1.324749
      -Soldi della Lega, ecco i documenti che incastrano Matteo Salvini
      Una lettera di diffida. Un file del Senato. E i rendiconti interni al partito. Pubblichiamo le carte che smentiscono la versione del ministro sullo scandalo che fa tremare il Carroccio…
      http://espresso.repubblica.it/inchieste/2018/07/04/news/soldi-lega-la-lettera-che-incastra-salvini-1.324561
      –L’indagine chiamata “Mafia Capitale” è nata dopo varie inchieste giornalistiche del Gruppo L’Espresso-LaRepubblica del 2010-2012- 2014 e dopo che Marino -appena eletto- portasse i libri contabile del Comune alla Magistatura e alla Ragioneria di stato, che hanno anticipato le inchieste della magistratura;
      ecco alcuni titoli di allora de L’Espresso:
      -I quattro re di Roma: Carminati, Fasciani, Senese e Casamonica. Ecco i boss che si sono spartiti il controllo della città. Mettendo a freno omicidi e fatti di sangue troppo eclatanti per garantire il silenzio sui propri traffici (2012);
      -Cinque anni di pessima amministrazione, clientele, scandali, figuracce e promesse mai realizzate. Una per una, tutte le responsabilità che inchiodano il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto (2013);
      -I fasciomafiosi alla conquista di Roma. Ex terroristi e colletti bianchi uniti dall’ideologia e dal denaro. E ormai più forti dei tradizionali clan. Ecco l’inedita rete di potere che oggi controlla la Capitale (2014) ecc…

      Povera Italia…

      • Poveri saputelli: mezzo(in latino “medium”) di comunicazione di massa; mezzi – plurale – ( in latino MEDIA) di comunicazione etc.
        Le citazioni,in qualsiasi idioma, sono pericolosissime. Meglio scrivere come si mangia.All’italiana

  7. Le nomine della Sindaca…
    -La Raggi appena eletta richiamava dall’aspettativa Marra, nominandolo al vertice (al vertice dell’apparato burocratico comunale);
    criticata aspramente anche da una parte dei 5S lo promuoveva a capo di tutto il personale (26mila dipendenti)… il resto è storia recente.
    -La Raggi nominava avv. Lanzalone (già consulente 5S a Livorno) come intermediario con Parnasi per il nuovo stadio e poi lo nominava Presidente Acea… finito agli arresti.
    -La Raggi nominava Serini, commissario Ipa (ente previdenza dipendenti comunali), finito indagato.
    -La Raggi più recentemente ha nominato:
    F. Giampaoletti direttore generale del Campidoglio ma anche lui (ancora in carica) va sotto inchiesta per tentata concussione;
    Stefano Donnarumma, AD di Acea, ora iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Congiunzione Astrale”…

    Premesso che tutti sono innocenti fino a condanna…
    Come nota un articolo di NQ: “Raggi caccia la gente da AMA e dallʼassessorato competente da quando è arrivata in Campidoglio:
    il primo a essere mandato via, Daniele Fortini, era stato protagonista di uno scontro su Malagrotta e i TMB di Cerroni con Paola Muraro, poi dimissionata;
    il secondo, Alessandro Solidoro, è durato appena trenta giorni;
    poi si è conclusa (con lite legale annessa) lʼera di Antonella Giglio e ora è toccato a Lorenzo Bagnacani e allʼassessora Pinuccia Montanari,
    dimessasi in solidarietà con il suo protetto.

    Eppure in tutto questo turbinìo Roma è rimasta “una mer da” lo stesso (come afferma la stessa sindaca).
    Ma soprattutto: se nomini continuamente gente che si rivela (come dici tu) incapace, allora è chiaro: il problema sei tu”.

      • Povero Paese…
        Perché non ha mosso le stesse obiezioni a tutti quelli sopra che esaltano Raggi e Travaglio?
        Suvvia… Lei è pretestuoso, potrei scrivere con un nome di fantasia e… Lei sarebbe contento?
        Perché non cerca di confutare nel merito?
        PS: Ho scritto le stesse cose sotto l’articolo di Travaglio -su Facebook- può andare a controllare… Povero Paese!

      • Perché infame? Riporta le esatte parole della Raggi:
        Roma “è fuori controllo”, i Romani se si affacciano alla finestra “vedono merda”!
        Non ho capito, dove sarebbe l’infamia…
        PS: infamia: calunnia o menzogna che rechi grave offesa all’altrui reputazione!

      • il sinistroso fasullo non si smentisce, pure sostenitore del turbocapitalista de benedetti che tarocca le foto degli avversari politici !

    • @maurice 1,
      scusi é, tnto per capire!!! quando hai tempo ci fai sapere quali sono i reati contestati… alla Raggi e al MoV…?
      no perché diversamente sarebbe meglio tacere che, facilmente, si fa una figura migliore…!

  8. Bravo travaglio, il solito bla bla bla dei giornaloni cattivi che maltrattano il giglio di campo innocente. Litania che va bene per il gregge grillo/padano, che non aspetta altro che le tue elucubrazioni quotidiane, per poi prodursi nelle proprie eiaculazioni vergali, per un orgasmo mentale ininterrotto. Oltre al metodo raggi da te descritto, c’è un altro metodo raggi, quello descritto da Pinuccia Montanari (non certo una anti grillina) con una dovizia di particolari, da non avere niente da invidiare/imparare dai suoi, immondi, predecessori. Di destra e/o di sinistra. Naturalmente, parlare di questo metodo non porterebbe acqua al mulino grillo/padano. Per di più, il gregge, nonché i professoricchi sanniti, potrebbero non capire. Anzi, sicuramente, non capirebbero. Ma sarebbe giornalismo indipendente. Attualmente dimenticato da travaglio. A proposito di blog, citato da travaglio per avvalorarsi, dovrebbe visitare il suo ‘travaglio forever” per constatare la quantità infinita di immondizia che vi si riversa.
    PS c’è un grillo\padano del gregge, si chiama ggionni ddio (a Benevento lo definirebbero n’omm’ e nu ddio), vorrebbe suicidarsi, ma non ci riesce. travaglio potrebbe fare un editoriale che gli spiegasse come fare. Potrebbe spiegargli, per esempio, che qualora volesse tagluarsi le vene, non dovrebbe usare il rasoio elettrico. Che nell’impiccaggione, il sapone non serve per lavare la corda. E così via, finché st’omm’ e stu dio non coroni il suo sogno.

    • Quante scioccaggini scritte da chi non ha nemmeno il coraggio, il fegato di firmarsi con NOME e COGNOME. Ma, forse, per lui il fegato è solo quello alla veneziana, come nella famosa battuta dell’ufficiale austriaco nel film “La grande guerra”.

    • @pietro,
      ma é vero o é uno spargi merd che, anzichè a corrente, va a peti…?
      bisognerebbe rassegnarsi: l’antico marciume di mafia capitale oramai appartiene al passato remoto…!
      necessiterebbe un bagno di umiltà (e un mare di scuse) e farsene una ragione…!

  9. L’attacco giornaliero alla Raggi e alla sua giunta, con tanto di sfogatoio livoroso esercitato da integerrimi leoni da tastiera, continua senza sosta. Siamo diventati tutti esperti amministrativi, revisori di conti dei bilanci comunali e delle partecipate, dal giorno dell’insidiamento della giunta Raggi. Infatti prima non eravamo in grado di fare gli esperti finanziari e criticare i bilanci redatti dagli esperti competenti e dalla classe dirigente delle giunte precedenti, perché i bilanci erano sconosciuti ai media, segretati ai cittadini e nessuno,compreso l’attuale ministro dell’interno che tanto si sta prodigando per gli italiani onesti (prima degli italiani mafiosi), non si era mai preoccupato di conoscerli o di chiedere conto ai sindaci precedenti. Ora, che ne dite di un po’ di autocritica, tanto per non passare da disonesti?

    • Solite litanìe casaleggiane…

      Marino appena eletto porto i “libri contabili” del Comune alla Magistratura e alla Ragioneria di Stato del Ministero, tanto che una parte delle indagini scaturirono da lì… dicendo che non avrebbe intrapreso alcuna iniziativa senza prima un rendiconto dei due Enti…

      Sarebbe interessante capire il perché la Raggi -in contrasto con una parte del M5S- nonostante le rivelazioni dei media sui “rapporti” tra Marra e il “palazzinaro”, invece di metterlo in posizione “innocua” (come aveva fatto Marino, tanto che era andato in aspettativa) l’aveva ulteriormente promosso a Direttore Generale del Personale (cioè di tutti i 23-26mila dipendenti)…

      • Egregio Maurice1, vorrei tanto risponderle nel merito, ma tanti anni fa mi hanno insegnato a non trattare con gli sconosciuti. Inizi, per gentilezza,a palesarsi coi suoi VERI nome, cognome e Città. Paolo Diamante Roma

      • sig. Diamante Paolo (ammesso e non concesso che sia il vero nome e cognome)…
        Difficoltà a leggere o a comprendere un testo breve?
        Ho scritto chiaramente: “Povero paese…
        Ho scritto le stesse cose sotto l’articolo di Travaglio -su Facebook- può andare a controllare…
        Povero Paese!”
        Ha bisogno di un disegnino?

      • il solito bufalaro, marra fino al giorno prima dell’arresto era incensurato , 3 lauree, ex ufficiale della guardia di finanza , nominato commendatore da napolitano, marino ha avuto mezza giunta coinvolta in mafia capitale e poi è stato sfiduciato dal pd !

      • Per il sig. Colui (ecc…).

        Il FQ nel 2012 scriveva: illegittima la nomina di Raffaele Marra.
        –“Due pronunce dei giudici amministrativi hanno definito illegittima la nomina di Raffaele Marra da parte della presidente Polverini. Ma lui non solo continua a percepire lo stipendio, ma ha indetto anche un bando interno…
        Il dott. Marra – riporta la memoria depositata dal Direr – è privo dei requisiti richiesti e, comunque, ha certamente meno requisiti di dirigenti interni”.
        Malgrado le sue quattro lauree, erano in quindici i dirigenti regionali che avevano requisiti migliori dell’ex ufficiale della Guardia di Finanza ed ex direttore del Dipartimento Casa del Comune di Roma”.

        –Lombardi (M5S) nell’estate 2016 e a settembre attaccava duramente Marra:
        «Virus che ha infettato il Movimento»
        Raggi rispondeva: Se se va Marra me ne vado anch’io.

        –Il 22 novembre 2016, un mese dopo dopo la pubblicazione dell’ultima inchiesta dell’Espresso, la deputata Lombardi si presentava in procura per depositare una durissima denuncia-querela proprio contro Marra, braccio destro della sua compagna di partito.
        Un esposto di una decina di pagine di fuoco, in cui la deputata grillina chiede senza giri di parole ai magistrati di indagare sulla casa acquistata dalla moglie di Marra dalla Fondazione Enasarco (quella per cui è stata individuata la corruzione tra Marra e Scarpellini), sui rapporti tra Marra e l’altro costruttore Fabrizio Amore (oggi imputato in Mafia Capitale), sui possibili episodi illeciti della gestione delle emergenze abitative quando Marra era dirigente del dipartimento della Casa.

  10. Molti adepti casaleggiani si lamentano sulla qualità dell’informazione in Italia, ma…

    nel Rapporto sulla libertà di stampa c’è una vera e propria accusa la M5S…
    “l’Italia è al 43esimo postoLa scalata di tre posizioni però non elimina una delle problematiche principali che vive la stampa in italia.
    Nel suo rapporto annuale Reporters sans frontières infatti scrive che «per rispondere alle gravi minacce di morte contro i giornalisti, attribuibili a reti mafiose o organizzazioni estremiste» sono «quasi una ventina» i cronisti italiani sotto scorta permanente, il doppio rispetto all’anno scorso. Rsf continua spiegando che «il livello di violenza espressa contro i professionisti dell’informazione della penisola si aggrava soprattutto in Campania, Calabria, Puglia e in Sicilia, ma anche a Roma e dintorni».
    Molti giornalisti italiani sono stati apertamente criticati e insultati per il loro lavoro da rappresentanti politici, in particolare da alcuni membri dei M5s.
    L’ong francese ha anche denunciato come «molti giornalisti italiani» siano stati «apertamente criticati e insultati per il loro lavoro da rappresentanti politici, in particolare da alcuni membri dei M5s, che non hanno esitato a chiamarli ‘sciacalli senza valore’ e ‘prostitute’. Per questo, alcuni di loro cedono oggi alla tentazione di autocensurarsi per evitare pressioni da parte dell’universo politico».

    Inoltre il Garante ha richiamato ufficialmente sia a dicembre che a febbraio Rai, La7 e Sky invitando le emittenti a trasmettere notiziari e format maggiormente imparziali ed equilibrati, in quanto sbilanciati a favore dei rappresentati politici del M5S e Lega.
    Osservando che la presenza di Salvini e Di Maio avvenisse quasi sempre senza alcun contraddittorio:
    ”La novità più radicale che osserviamo, tra giugno e novembre del 2018, sta nel doping di notizie che riguardano il governo e i due vicepremier.
    Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il modo in cui i due vicepremier impongono il loro modello comunicativo:
    troppo spesso, i loro interventi sui media sono senza un reale contraddittori”.
    Il presidente Rai in Commissione -non potendo smentire tali dati:
    -ovvero l’occupazione da parte del duo Salvini/Di Maio di oltre il 60% sia nei Tg che nei format- rispondeva e allora i precedenti?
    Povera Italia

      • Ed ecco il solito casaleggiano che -più realista del re- considera dei perfetti idioti gli eletti M5S che in Commissione NON hanno contestato i dati inoppugnabili del Garante (ovvero l’occupazione da parte del duo Salvini/Di Maio di oltre il 60% sia nei Tg che nei format) ma…
        mettevano in discussione solo il fatto che il Tg2 fosse occupato quasi tutto dalla Lega…

        Ed ecco il solito casaleggiano che NON ha mai letto il rapporto di Rsf (chiaramente ripeteva come un pappagallino quanto scritto sul sacro blog), altrimenti si sarebbe accorto che in detto rapporto da più anni si mette in evidenza il comportamento del duo Grillo/Casaleggio contro i giornalisti…

        Povero paese, non c’è speranza!

    • «adepti casaleggiani si lamentano sulla qualità dell’informazione»

      per scrivere una frase del genere, devi essere proprio un grosso pezzo di merda.
      Spero per te che ti paghino bene, altrimenti saresti anche un grandissimo coglione.

      • Spett: Redazione,
        è possibile permettere detti commenti (vedi sopra)?
        Credo che un limite dovrebbe essere posto!

  11. Egregio Maurice1, finché non avrà il fegato – non quello alla veneziana – di palesarsi con nome,cognome e città, ciò che racconta sono solo chiacchiere da tastiera.

    • Lei mi fa pena…
      se dicessi di chiamarmi Luigi Rossi di Milano piuttosto che Gianfranco Bianchi di Trento… cambierebbe per Lei qualcosa sui quanto ho scritto?
      Povera Italia!

      • Come dicono da queste parti: “famo a fidasse”. IO, mi fido. Se fossero i suoi veri nome, cognome e città l’apprezzerei. Se no, no e rimarrebbe solo il chiacchierone da tastiera.

    • questo altri non è che uno dei tantri stronzetti che ammorbano la rete con i loro commenti contro grillo, il M5S, la raggi, travaglio, scanzi e tutti quelli del fatto quotidiano.
      Gli stessi che una volta sputavano veleno e merda contro di pietro, santoro, vauro e de magistris.
      Per fortuna, così come su youtube, sono una minoranza.

  12. Così, tanto per avere un riepilogo: com’è che la pensano certi commentatori sulle intercettazioni? Non erano una specie di barbarie? Qua, sembra non averlo noato nessuno, ma escono in prima pagina del settimanale più venduto virgolettati di registrazioni di colloqui privati tra soggetti. Per carità, sarà sicuramente tutto legale, anche per la privacy, non lo so e non sono un esperto, diciamo che mi suona un po’ strano ma do’ per buono che sia così.
    Però, almeno, abbiate il coraggio di ammettere che è sacrosanto raccontare tutto quello che è possibile sapere su un funzionario pubblico, ma che valga per tutti, di qualunque colore, come ho sempre sostenuto e a maggior ragione per la Raggi. Se davvero valesse per tutti, saremmo al primo posto per libertà di stampa.

  13. per il sig. Paolo Diamante (?)

    Medium, Media ecc…
    “Non si può pretendere di sancire negli usi e nei testi non specialistici (per es., articoli di giornale o di politica che trattano di informazione, spettacolo, rete; interventi in rete dell’esercito di utenti di blog, partecipanti a forum di discussione, iscritti a mailing list, per limitarsi agli italiani scritti) l’obbligatorietà della distinzione medium singolare/media plurale, che non sembra in realtà prendere piede, in quanto media singolare e plurale si avvia a inserirsi nella serie di usi prevalenti di mass media, new media e social media indeclinati… cioè “un media, il media””;
    da Lingua Italiana dell ‘Enc. Treccani – Cultura.

    Povero Paese.

    • Egregio Signore, ho paura di annoiare gli altri lettori con questo scambio con lei. In ogni caso:
      “media ‹mìidië› s. pl., ingl. [propr. «mezzi (di comunicazione)», plur. di medium che è dalla forma neutra dell’agg. lat. medius «medio»], usato in ital. al masch. pl. – Forma ellittica, frequente nell’uso internazionale, dell’espressione ingl. mass media: i giornali e gli altri media; la diffusione dei media più moderni. Talvolta il termine è adoperato inesattamente come sing.: la televisione è il media piu seguito dal pubblico (ma v. medium2).
      http://www.treccani.it/vocabolario/media_res-ff79f96d-0024-11de-9d89-0016357eee51/
      Poi, se la Treccani è in contraddizione con se stessa, è cosa notevole e divertente.

      • Scusate entrambi, ma a me, alle elementari, hanno insegnato che, in italiano, le parole straniere di uso comune non si coniugano. Il che, a pensarci, è un’ovvietà, altrimenti, per esprimersi correttamente in italiano, otre a conoscere il latino, bisognerebbe masticare un po’ di tutte le lingue del mondo: se devo ordinare due kebab o due sushi devo sapere anche il turco e il giapponese?

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