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I finti tonti

“Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”. Nulla di meglio di questo verso di Lucio Dalla per descrivere le reazioni al discorso – normalissimo e dunque eccezionalissimo – di Giuseppe Conte sul sottosegretario Armando Siri. Sia quelle, positive, di tanti commentatori del web che si congratulano con il premier sinceramente stupiti per averlo sentito pronunciare parole mai dette prima da un premier, almeno negli ultimi trent’anni. Sia quelle, negative, dello stesso Siri, di Salvini, dei suoi gemelli berlusconiani e dell’ampia corte che circonda il Cazzaro Verde: una corte che va ben oltre i confini della Lega e del centrodestra, e abbraccia anche i rosiconi di centrosinistra che non vogliono dare atto a Conte di non essere il burattino che descrivevano e di aver fatto una cosa giusta.

L’altra sera, per dire, auscultato solennemente a Piazza Pulita come l’Oracolo della Pizia di Delfi, quel simpatico furbacchione di Sabino Cassese spiegava che non si vede perché Siri debba lasciare il governo visto che è “soltanto indagato”: cioè fingeva di non capire che il premier ha cacciato Siri non in quanto inquisito, ma in quanto marchettaro, cioè postino di una norma ad aziendam per favorire Arata e il suo socio occulto Nicastri (pregiudicato per corruzione e imputato per mafia). E le stesse cose scriveva ieri sul Messaggero quell’altra lenza di Carlo Nordio, pm per fortuna in pensione, facendo anche lui il finto tonto, concentrandosi sull’indagine penale anziché sul conflitto d’interessi e sproloquiando di “presunzione di innocenza” e “giacobinismo”.

Un cumulo di corbellerie che riescono addirittura a superare quelle uscite dalla bocca di Siri, altro finto tonto di cui il Corriere ha raccolto lo sfogo post-licenziamento: “Non mi possono usare come carne da macello per la campagna elettorale delle Europee”, “resto al mio posto perché sono convinto di poter dimostrare la mia totale innocenza”, “la flat tax l’ho inventata io e non è ammissibile che adesso venga scaricato così”, “tutto questo giustizialismo alla fine si ritorcerà contro Conte” e via delirando.

Non male anche Claudio Tito che, su Repubblica, ne deduce che il governo “si poggia su una contraddittoria intesa tra nemici” che “litigano costantemente perché non sono d’accordo su niente”: non male per chi ha passato 11 mesi a raccontarci che 5Stelle e Lega sono la stessa cosa, “le due destre” unite in un solo “esplosivo laboratorio populista”, dunque guai se il Pd si lascia infettare dal contagio nero-grillino.

Uno legge e ascolta tutti questi sproloqui e una domanda gli sorge spontanea. Ma che c’è di strano se il premier non si fida più di un sottosegretario (per giunta ai Trasporti, non all’Ambiente) che per otto mesi è andato in giro per ministeri e commissioni parlamentari a vendere un emendamento-marchetta commissionatogli da un suo compare, per giunta spacciandolo per un nobile aiuto alla green economy? Se l’ha fatto gratis, è in conflitto d’interessi. Se s’è fatto pagare o promettere tangenti, è pure un corrotto. Ma, anche se fosse archiviato o prosciolto dai giudici, il conflitto d’interessi resterebbe grande come una casa. Dunque Siri non potrebbe rientrare al governo neppure allora.

Mentre questi onanisti del nulla menano scandalo per un fatto assolutamente normale in qualunque democrazia, la premier britannica Theresa May caccia su due piedi non un sottosegretario qualunque, ma il potentissimo ministro della Difesa a cui deve la sua carriera politica: Gavin Williamson. E non perché sia certa che abbia fatto qualcosa di male, ma perché lo sospetta di avere spifferato al Daily Telegraph le decisioni assunte a porte chiuse dal Consiglio per la Sicurezza Nazionale sul ruolo del colosso cinese Huawei nel progetto 5G in Gran Bretagna. Contro Williamson non ci sono indagini penali né prove: solo una telefonata, dopo la riunione, fra il ministro e un giornalista, di cui si ignora il contenuto. E se Williamson avesse risposto al cronista di non potergli rivelare ciò che si era deciso? È quel che sostiene lui, affermando di essere stato incastrato da un rivale interno ai Tory e che il vero spifferatore è ancora da scoprire. Ma la premier è stata irremovibile: perché non si fida più di lui e perché, con un sospetto così grave, rischiano di non fidarsi più di lei e del suo governo i cittadini di Sua Maestà.

Intanto l’ex vicepresidente Usa Joe Biden, ora ricandidato alla Casa Bianca, chiedeva le dimissioni del ministro della Giustizia William Barr per le sue reticenze, omissioni o bugie sul Russiagate e il rapporto Mueller: neppure Barr è indagato per alcunché, eppure rischia il posto, anche per aver rifiutato di riferire per la seconda volta alla commissione parlamentare. Dunque, secondo Biden e tutti i democratici, “ha perso la fiducia del popolo americano”.

Sono le stesse ragioni enunciate da Conte per spiegare, a prescindere dall’indagine penale, la rimozione forzata di Siri: “I cittadini devono continuare a fidarsi della politica e delle istituzioni” e di chi tenta di piazzare marchette per gli interessi privati di un amico non può fidarsi né il premier, né gli altri ministri, né l’opinione pubblica.

Ma esiste, in Italia, l’opinione pubblica? A giudicare da chi dovrebbe informarla e formarla, si direbbe di no: è tutta una guerra per bande. Il trionfo del Partito Preso descritto l’altro giorno da Antonio Padellaro. Il Partito Preso che se ne infischia dei fatti e giudica tutto secondo le convenienze di amici o nemici. Chi ripeteva a pappagallo che Salvini è il padrone del governo e Conte è una marionetta priva di vita e personalità propria, ora che arriva l’ennesima smentita preferisce sorvolare, per non ammettere di aver mentito. Sennò poi, magari, gli tocca pure cambiare idea.

“I FINTI TONTI” di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 4 maggio 2019

15 thoughts on “I finti tonti

  1. Mi chiedo PERCHÈ i Sabino Cassese fanno, o sono, finti tonti. Eppure le basi non sono sconosciute a questi meschini personaggi.

    • Evidentemente i Sabino Cassese e compagni hanno paura di perdere privilegi che hanno avuto fino a ora.Perché Fubini racconta fesserie e lo tengono ancora al Corriere?Perché,nonostante il Corriere venda poco,qualcuno lo foraggia. Chi?Fubini lo sa noi no.Gli altri giornalisti tengono famiglia,guadagnano bene e molto e se ne fregano del resto d’Italia. Alla fine siamo sempre stati un paese egoista,i nostri politici ci hanno dato l’esempio:bisogna pensare a se stessi,alla propria famiglia e agli amici e agli amici degli amici.I 5 stelle vorrebbero mettere fine a tutto questo ma fino a quando avremo questa stampa e questi conduttori TV schierati col vecchio, difficimente si potrà arrivare all’obbiettivo agilmente.Ma con calma,si arriverà!

    • La gaffe di Sabino Cassese è particolarmente odiosa: lui, da tecnico, non può non sapere.
      Del resto, non è alle prime armi o speranzoso di entrare in società.
      E’ un ottuagenario con una brillante carriera alle spalle: se ancora non può sentirsi padrone di se stesso, vuol dire che è irrimediabilmente colluso con il potere.
      Eppure si atteggia spesso a fustigatore dei costumi politici: sia pure a giorni alterni ed in base alle proprie convenienze.
      Ma si possono avere ancora convenienze da difendere alla sua età?
      Non ha scusanti.

  2. Lo dico e lo ripeto, in italia giornalisti non ce ne sono. Solo pennivendoli e p*tt*ne. Per accorgersene basta ascoltare un tg qualunque o leggere un giornale che non sia il FQ (e anche di quello si salva sì e no 3/4, per colpa di gente come padellaro, sansa e altri forzapiddioti rolexati). E’ inutile indignarsi, da noi non c’èun problema di libertà di stampa, non c’è praticamente stampa.-

  3. Per Travaglio è facile .Il suo smisurato talento gli ha permesso di esserci anche quando (cioè sempre) i poteri forti gli erano tutti contro.Ma la maggior parte ,e lo dico senza ironia ,come devono campare se non facendo da curva sud giornalistica (scusate la parola)di chi li paga ,e spesso anche molto bene ,per dire bugie?Io al loro posto non dormirei sonni tanto tranquilli perchè il futuro potrebbe anche non prevedere più una sistemazione per le lingue specializzate anche nel caso di cambi al potere.

  4. Mi domando se questo Siri sia un nipote o un parente del defunto cardinale Siri di Genova. Non credo che sia un particolare irrilevante.

    • Non è parente del cardinale Siri.È di Genova e ha saputo vendersi molto presto alla politica.Purtroppo il problema non è Siri ma chi decode di fare ministro e altro persone non immacolate.E aggiungo:a che pro?Torno a pensare che sotto ci sono interessi che noi non sappiamo ma loro,i politici,si.Salvini è un vecchio volpone è in politica da 20 anni,poi se pensiamo a quanti soldi girano nelle alte sfere, postiamo capire quali siano gli interessi.La Lega sta restituendo 600 mila euro al mese.Ci rendiamo conto?

      • Occhio ai conti. La Lega sta restituendo circa 50mila euro al mese, non 600mila, infatti ha ottenuto una rateizzazione in ben (e dicasi BEN!) 80 anni, ovviamente senza interessi, e se fra 80 anni con 50mila euro ci comprerai un panino al salame, o se si scioglieranno prima, fa niente, tanto la maggior parte di noi non sarà in grado di contestarlo.
        Se non ti vengono in mente abbastanza insulti per questo odioso privilegio, basta che domandi a chiunque sia mai dovuto entrare in banca per chiedere un prestito.
        Oltretutto, il privilegio in questione è doppiamente odioso perchè 80 anni, oltre ad essere un orizzonte che va quasi sicuramente oltre la vita di Salvini che quindi scarica sulle generazioni di leghisti futuri una responsabilità che, invece, gli compete, sono anche il doppio della vita del partito più longevo, il triplo della media. Come se a una persona fosse concesso un prestito di oltre 200 anni.

  5. di chiunque sia parente o protetto sta nel posto sbagliato : dovrebbe vergognarsi poiché ci sono registrazioni parlamentari delle sue vergognose proposte per tassarci ulteriormente a favore di amici suoi ! se non basta ,
    qualcuno che é fuori grazie alla legge Basaglia ancora discetta a sproposito.

  6. Deve essere sfuggito al delirante Travaglio che Siti resta al suo posto. Non si era mai visto nessuno inventare tante balle e forzare così tanto i fatti alle proprie false credenze.

    • No, la questione Siri è archiviata. Conte ha intenzione formalmente di revocarlo al prossimo CdM.
      Ovviamente, lui può far benissimo finta di niente.
      Finché, presentandosi un mattino al Ministero dei Trasporti, gli uscieri non chiameranno per lui un TSO, voglia o non voglia il guitto berlusconiano tendente al nero, al secolo Matteo Salvini.
      Ma come si deduce dal tuo commento il più pericoloso tra i deliri è quello pensare che siano gli altri a delirare…
      Come l’automobilista che viaggiando in autostrada riceve dalla radio un segnale di allerta perché è stato segnalato uno squilibrato che sta guidando contromano: ma lui scaltramente avverte la polizia stradale per denunciare che praticamente tutti stanno guidando contromano.

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