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Andrea Scanzi: “Ops, mi è caduta Cortona”

(Andrea Scanzi) – Ho vissuto a Cortona quattro anni, dal 2011 al 2015. Sono stati anni guerreggianti e bellissimi, la vita mi è cambiata tredici volte almeno. Tutto era troppo: troppo veloce, troppo intenso, troppo frenetico. Non di rado troppo bello, e menomale. Poi sono tornato nella mia Arezzo, dove ho avuto la fortuna di nascere secoli fa, e per quanto ci stia poco – meno almeno di quanto vorrei – è stata una delle scelte più ispirate della mia vita. A Cortona, e tutte le terre rare che la circondano, sarò sempre riconoscente. È un concentrato di bellezza prodigioso. Viva!

Ieri Cortona è “caduta” per la prima volta in più di settant’anni. È “caduta” nel senso che il centrosinistra è riuscito a perdere pure lì. Non è bastata la campagna elettorale chiusa venerdì 24 maggio con Veltroni e la presenza in piazza di Jovanotti (come semplice cittadino e non sul palco) accanto al candidato sindaco (foto sotto). Non riesco a stupirmi. È accaduto quel che era successo ad Arezzo nel 2014, con l’aggiunta della “prima volta a destra” (Arezzo ci è già passata tante volte e l’attuale sindaco Ghinelli parte favorito anche per il voto previsto nel 2020). Nel 2014 Arezzo era la città più renziana d’Italia (brrrr): un anno dopo gli aretini ne avevano già i coglioni pieni. Daje. A Cortona è successa la stessa cosa. Nel 2014 è arrivata la giunta “nuova”. Ho avuto il tempo di vederli all’opera: da lontano, però, perché per loro non ero puro e avevo la scabbia. Guai a chiamarmi agli eventi culturali, anche se dopo Lorenzo ero “quello famoso”, salvo poi bestemmiare in aramaico quando han visto che il “mio” Arezzo Passioni Festival faceva migliaia di presenze mentre i loro strombazzati (e finanziatissimi) eventi non si rivelavano esattamente dei successi planetari. Fenomeni veri. Fatte salve meritorie eccezioni e considerati alcuni rovesci drammatici (i problemi di salute, fortunatamente superati, che hanno debilitato la sindaca), quello che ho visto – da lontano, perché come detto avevo la scabbia – è stata quasi sempre la solita mandria renziana di rampanti senza doti, polli di allevamento miopi e arroganti, bravi a star sugli zebedei anche ai muri, privi di qualità significative e perfetti per regalare una realtà magica alla Lega, che anche solo quattro anni fa appariva forte quanto la Castelli a rubamazzo. La cosa ulteriormente grave, vissuta anche ad Arezzo, è che quando facevi notare i disastri renziani ai tanti bravi esponenti Pd locali (Veltroniani, Dalemiani, Venusiani), loro ti davano ragione di nascosto ma poi scrollavano la testa come a dire: “Purtroppo è ineluttabile, questo è il nostro Partito…”. Un mix colpevole tra Don Abbondio e un surreale “fedeli alla linea” fuori tempo massimo. Lo stesso atteggiamento che vedo su scala nazionale, quando osservo l’ineffabile Zinga fare Ponzio Pilato sul caso Lotti/CSM o sulle continue esternazioni insensate della Diversamente Lince di Rignano, che anche ieri – come ha notato Tito Barbini, lui sì cortonese illuminato di sinistra – ha pensato bene di chiamare “cialtroni” coloro che al ballottaggio sarebbero stati l’ago della bilancia. Genio sempiterno, che non per nulla ispira questa ciurma (non sempre, per carità) di scappati di casa tronfi e ignoranti, capaci unicamente di allontanare milioni di elettori (che a loro preferiscono financo Salvini) e perfetti per regalare città & nazione alla destra. Cortona come Forlì, Piombino (Piombino!!!) come Agliana, Ferrara come tante altre. Un suicidio scellerato e continuo, che il Pd attuale finge di non vedere esultando per il 14 a 3 nei ballottaggi in Toscana, facendo cortei mosci per un’elezione europea in cui è riuscito a prendere meno voti di Renzi nel 2018 (non era facile), oppure gioendo per il martirio infinito di quel che resta (poco, a oggi) dei 5 stelle. Quasi che l’unico sogno rimasto al Pd fosse godere delle sconfitte grilline, un po’ come quei tifosi che consci di non poter vincere mai si fanno le pippe a nastro quando l’avversario storico perde. Una sorta di mini-orgasmo per interposta persona. Il massimo della mestizia.

Amo Arezzo e Cortona. Guai a chi me le tocca. Proprio per questo auguro buon lavoro al nuovo sindaco Meoni: Cortona merita il meglio e, in tutta onestà, del colore politico di chi amministra mi interessa sempre meno. L’importante è che siano onesti e capaci. Quanto agli sconfitti: quelli bravi (e ce ne sono) si rimbocchino le maniche e facciano opposizione vera; quelli tronfi e disastrosi, invece, si dedichino copiosamente e oserei direi compulsivante alla nobile nonché antica pratica locale dello sculacciare i billi della Valdichiana. Magari, almeno quello, vi riesce. Anche se non vorrei essere nei panni dei poveri billi.

2 thoughts on “Andrea Scanzi: “Ops, mi è caduta Cortona”

  1. “… del colore politico di chi amministra mi interessa sempre meno..”. Questa è la frase più intelligente di tutto l’articolo. I cittadini di un comune premiano chi ha amministrato bene e silurano chi ha ignorato i problemi. Magari questa regola si estendesse anche alle politiche….

  2. Ciao io non sono una tua fan anzi non condivido niente delle tue idee però ti faccio i complimenti per l’articola hai Fotografato appieno tutto bravo!

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