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Salario minimo: tutti contro Di Maio

(di Roberta Labonia) – In Italia sta nascendo uno strano movimento trasversale, che mette d’accordo Guelfi e Ghibellini, Montecchi e Capuleti: sono coloro contro il salario minimo orario a norma di legge. Dalle opposizioni, ai Sindacati, a Confindustria, dalle associazioni di categoria, finanche all’Ocse che proprio oggi ha sparato a zero contro il provvedimento, tutti ma proprio tutti, sono allineati e compatti nel boicottare il disegno di legge di Luigi Di Maio che prevede una paga oraria minima lorda di 9 euro sotto la quale nessun contratto di lavoro potrà scendere (tale norma, con diverse soglie, vige già in 22 Paesi europei, noi con 9 euro lordi ci collocheremmo 4° insieme al Belgio). Ed oggi, ciliegina sulla torta, anche il diversamente “alleato” di Governo Salvini, tronfio della sua recente puntata in U.S.A., ha minacciato il suo omologo vice premier: “prima si fa la flat tax, dopo il salario minimo” che tradotto dal salvinese suona più o meno così: prima vediamo se abbozzi sulla flat tax erga omnes che ho in mente io poi si vede…

Ma qual’e’ il denominatore comune che in Italia coalizza tutta questa bella gente nell’osteggiare una norma che dovrebbe essere l’A B C di ogni Paese democratico rispettoso dell’equita’ sociale e della dignità dei suoi lavoratori? La risposta è intuitiva: la difesa ad oltranza del datore di lavoro, anche quando questo ha stretto con i suoi lavoratori un “patto leonino” dove a guadagnare è solo lui; anche quando ai suoi lavoratori lascia solo l’umiliazione di una misera sopravvivenza.

Primo: garantire gli utili alla proprietà, dal padroncino fino alla multinazionale mordi e fuggi, che deve assicurare i dividendi ai suoi azionisti nel rispetto della regola aurea della remunerazione del dio “Capitale” già, il capitale…. Dei lavoratori poco ci cale a costoro (sindacati inclusi che ai datori di lavoro ormai da decenni fanno da notai) anzi, da quando il cambio fisso euro imposto ha inibito svalutazioni competitive del cambio, non è restato che svalutare i salari a questi signori del capitale, che se poi milioni di lavoratori facevano sempre più fatica ad arrivare a fine mese non è mai stato problema loro, almeno non dei precedenti Governi, né dei Sindacati, sempre più supini e conniventi.

Non meravigliamoci quindi se oggi contro Luigi Di Maio s’è mossa tutta l’artiglieria pesante, lui è uno che sta rompendo le uova nel paniere al sistema “turbocapitalista imperante” (per dirla alla Fusaro), anzi, diciamolo, è un gran rompicoglioni.

l’Italia è un Paese dove, ci dice l’ISTAT, i “working poors” (lavoratori poveri), sono ben 17 milioni di persone (!), un Paese che ha i livelli salariali fra i più bassi d’Europa, dove in alcune aree si contrattualizzano stipendi pari a meno di 520 euro mensili (circa 3.25 euro l’ ora) per 40 ore settimanali.

In Italia si è strutturato e legittimato un sistema che va nella direzione opposta a quello che è il dettato della nostra Carta Costituzionale dove, all’art. 36, afferma che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

E non aspettatevi che prima o poi qualcuno interpelli la Consulta impugnando contratti di lavoro iniqui, quella se mai la interpelleranno a breve i signori del pensiero unico, con un ricorso avverso l’ incostituzionalità dello strumento dei “trojan”.

Quelli si che violano diritti, i loro di svolgere impuniti le loro losche trame di potere.

4 thoughts on “Salario minimo: tutti contro Di Maio

  1. il disegno di legge é del Movimento non di di maio…!?!?!
    basta con la retorica del capo. ricordo che il termine “capo” = dux (latino) e führer (in tedesco).
    basta con gli uomini soli al comando…!!
    anche autorevoli magistrati e altri dicono che l’uomo solo al comando é più duttile al potere corrotto e corruttivo del sistema liberista predatorio…!!
    di disgraziati esempi ne é piena la letteratura internettiana, da ultimo la recentissima vergogna che coinvolge molta magistratura e pezzi di m… del pd-l di stampo renzusconiano…!

  2. E tutti gli sforzi fatti da Monti in poi per svalutare il lavoro dove andrebbero a finire?
    Il 5 Stelle porta avanti battaglie giuste, ma la fiscalità andrebbe rivista nel suo complesso.
    E siccome nessuno vorrà mettere la mani negli orticelli di nessuno…

  3. Politicamente parlando Di Maio è il frontman del Movimento che irterloquisce con tutti i corpi intermedi e politici, quelli appunto che lo stanno boicottando. Che dietro di lui ci sia il Movimento è pleonastico. Non a caso lui, come tutti i rappresentanti del Movimento nelle istituzioni sono dei portavoce non degli “onorevoli”

  4. @Tonino
    Chi impersona meglio, secondo Lui, il personaggio di ” Uomo solo al comando “:
    Di Maio o Salvini ? Risposta ovvia !!!

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