Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

Una proposta da corte marziale

(Bartolomeo Prinzivalli) – Non esiste sciagura peggiore che conferire potere di legiferare a degli incompetenti, starebbero a vivacchiare nell’incapacità senza metter mano a nulla nella migliore delle ipotesi, nella peggiore invece potrebbero convincersi di migliorare il Paese tenendo fede alle promesse fatte in campagna elettorale; è il caso del salario minimo, un’idea talmente assurda e controproducente da essere fortunatamente avversata da tutti quelli che se ne intendono, che ne capiscono, che avrebbero da perderci.

In trincea ci sono le opposizioni con Pd e Forza Italia, con elmetto e moschetto, pronti alla pugna se necessario: dare dignità ai lavoratori a discapito dei grandi imprenditori pare proprio un’eresia, come si potrebbe creare occupazione aumentando i salari di operai e dipendenti? Semmai il contrario, bisogna investire sulle imprese, vere portatrici di voti, imbastendo contratti di tipo padronale modello servitori della gleba ed incentivando la produzione, poi in caso di merce invenduta perché nessuno è in grado di comprarla (purtroppo è così, se la gente non viene pagata poi non compra, forse per ripicca, che bastardi) si potrebbero elargire contributi per la costruzione di ulteriori magazzini in cui stiparla.

Individui economicamente emancipati ed autosufficienti tendono ad usare il libero arbitrio in cabina elettorale, e non è mai una buona cosa.

Appena dietro i suddetti partiti, a pianificare strategie belliche troviamo quelli di Confindustria, inviperiti per l’onta subita dal solo pensiero che tale proposta possa trovare compimento. Pagare di più un operaio? E poi come potrebbero mantenere il proprio tenore di vita in tempi di crisi? La direzione opposta è quella corretta, più precariato, meno diritti e concorrenza al ribasso fra lavoratori stessi, in lotta fra loro a chi si offre per meno. Qua c’è in ballo la quinta Lamborghini, qua si mette a rischio la tessera dello yacht club, del circolo velico e degli amici del golf, altro che bocciofila. Piuttosto dovranno passare sul loro cadavere, o su quello dei prestanome.

Nelle retrovie ad impartire ordini ci sono i mercati in fibrillazione, stranoti per i problemi alle coronarie che li fanno sussultare anche per lo scoppio di un petardo, se non per uno starnuto.

Come potrebbero gli investitori stranieri portare qui le proprie attività sapendo che gli italiani vogliono essere pagati? Come se non gli bastasse la gratitudine per avergli dato un modo per passare il tempo, Che ingrati. A questo punto meglio delocalizzare in Bangladesh, vero competitor del Bel paese a cui lo stesso dovrebbe uniformarsi per risultare appetibile.

In tenuta mimetica ma ben lontani dal conflitto abbiamo i super ricchi, quelli alla Briatore per intenderci, il cui sogno è vedere l’Italia trasformarsi in un gigantesco resort per Vip, con corsie preferenziali, lusso sfrenato e soddisfazione di ogni tipo di desiderio per chi possa permetterselo, e per questo occorre manodopera a basso costo oltre che disposta a tutto. Se già il sindaco di Gabicce si stracciava le vesti imputando la carenza di schiavi in riviera al reddito di cittadinanza (coadiuvato da un Renzi che ormai si limita a videomessaggi una tantum tipo Al Baghdadi), non occorre molta immaginazione per intuirne la reazione al salario minimo, ossia lo strappo compulsivo delle sopracciglia a mani nude, e senza anestesia.

Ma in prima linea ci sono loro, i sindacati, vera carne da cannone in ogni scontro che si rispetti; o meglio ci sono i sindacalisti, furiosi e bellicosi perché non convocati al tavolo delle trattative. Se il governo si mette a fare il loro lavoro cercando di restituire diritti e dignità al popolo loro a che servono? Vuoi vedere che sti stronzi pensano di togliergli il potere sugli iscritti? Mai! Piuttosto sciopero ad oltranza, con cappellini, bandierine e panino al sacco prelevati da Villa Arzilla per sfilare in cortei nelle vie del centro, in compagnia. Una botta di vita. Ovviamente un operaio che manifesta contro reddito di cittadinanza e quota 100 avrebbe solo bisogno di un buon analista, ma per permetterselo il salario minimo sarebbe utilissimo, quindi non se ne esce.

Alla luce di ciò si capisce che si stia parlando di una proposta da corte marziale, e che gli autori meriterebbero un processo a L’Aia, per crimini contro l’umanità…

3 thoughts on “Una proposta da corte marziale

  1. Renzi = Al Baghdadi… da scompisciarsi!
    Per quanto riguarda i Sindacati, se si depurano gli iscritti dai pensionati rimangono quattro gatti che, come giustamente suggerisce Bartolomeo, avrebbero bisogno di
    uno psicoanalista… ma bravo!
    Vedere in corteo tutta ‘sta gente che manifesta contro sé stessa è come assistere ad
    una commedia di Kafka o di Ionesco… o sono tutti seguaci di Von Masoch?

  2. finalmente uno che usa le parole come una lama per tagliare le carni putride di quell’Italia sindacale, politica e prenditoriale – e non solo a quanto si legge ultimamente sui giornali – corrotta e marcia…!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.