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La congiura dei fatti

(di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 2 luglio 2019) – Ormai è chiaro ed evidente: c’è un complotto della realtà che si diverte, per motivi imperscrutabili, a mettere in cattiva luce i giornaloni e a smentire ogni giorno le loro profezie di sventura. Prendete l’“Italia isolata sulle nomine Ue” (titolone unico dell’ultimo mese): pare che ora, senza il voto dell’Italia, non si riesca a formare la nuova Commissione. Quindi isolata un par de ciufoli. Prendete la procedura d’infrazione contro l’Italia. Data per certissima nella versione classica autunno-inverno, sventuratamente sfumò a dicembre. Ma poi, quando ormai nemmeno le cassandre in servizio permanente effettivo ci speravano più, ricicciò nel modello primavera-estate. La annunciò in pompa magna Repubblica il 5 giugno: “Dall’Europa arriva la bufera… La Ue piega il governo… smonta i numeri… apre la procedura per debito… martedì si esprimeranno gli sherpa dei governi”. L’Apocalisse era questione di ore. Del resto lo diceva già Totò a Peppino e a Mezzacapa: con le bùfere non si scherza: “Sono per la strada, dappertutto… entrano nei palazzi, salgono le scale…”. E Mezzacapa: “Acqua, vento… e nebbia!”. Totò: “Ah, questo m’impressiona! Tutto, ma la nebbia!”. Mezzacapa: “A Milano, quando c’è la nebbia, non si vede”. Totò: “Perbacco… e chi la vede?… Se i milanesi, a Milano, quando c’è la nebbia non vedono, come si fa a vedere che c’è la nebbia a Milano?”.

La scorsa settimana, in stereofonia, Repubblica e Stampa titolavano entusiasti e patriottici: “Procedura più vicina”. E descrivevano il premier Conte come un uomo disperato, in preda agli attacchi di panico, forse persino spettinato, nell’ansia di rinviare l’amaro calice: “Conte lavora al rinvio della procedura di infrazione” (Repubblica, 27.6). Ma gli altri, quelli bravi, mica ci cascano: eh no, “accelerano”. Poi, all’improvviso, la gelata: “Conti, Italia rimandata ad ottobre. L’Europa congelerà la procedura” (Repubblica, 28.6). E la controgelata: “Procedura Ue, nessun rinvio” (Repubblica, 29.6). Anzi, addirittura: “Conte mette fretta all’Europa”, “Conte sulla procedura: si apre o si chiude, non si può restare appesi” (Corriere, 29.6). E Mattarella? Non parlava, ma era descritto a far di no col capino, sconsolato dinanzi al governo degli incapaci che ci porta dritti al default e fuori dall’euro. Poi purtroppo Mattarella ha parlato: “Non vedo ragioni per aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia. Il disavanzo è passato dal 2,4 al 2,1 tra il 2017 e il 2018, l’avanzo primario dall’1,4 all’1,6. Una condizione dell’economia italiana di grande solidità. Il governo sta presentando ciò alla Commissione per dimostrare che i conti saranno in ordine”. Tradimento! Ma allora lo dica, il presidente, che vuole suicidi di massa nelle migliori redazioni. Dev’essere in combutta con l’Istat, che ha comunicato i dati sull’occupazione. A maggio è salita al 59%, il valore più alto da quando sono disponibili le serie storiche (il 1977): +67 mila occupati su aprile e meno disoccupati (al 9,9%, -0,2% in un mese, il dato più basso da febbraio 2012, anche fra i giovani: -0,7 in un mese). E i lavoratori dipendenti con contratti stabili aumentano più di quelli a termine (+27 mila contro +13 mila). Anche qui è chiara come il sole la congiura ordita da imprenditori e salariati, che si son messi d’accordo per sputtanare la Confindustria, lo sciopero generale di Cgil-Cisl-Uil e i migliori quotidiani al seguito, con i loro oracoli sui milioni di posti sterminati dal dl Dignità, dal famoso “blocco di centinaia di cantieri” (Tav in primis) e dalle frasi dissennate di Giggino Di Maio contro Atlantia e Mittal, tipiche della “cultura anti-impresa e anti-lavoro” del M5S.

“Le imprese: ‘Non faremo più assunzioni. E a rimetterci saranno sempre i lavoratori’” (Stampa, 29.6.2018).

“Decreto imbecillità: Di Maio fa la guerra ai precari per facilitare la disoccupazione” (Libero, 3.7).

“Tante regole e poca dignità” (Repubblica, 3.7).

“Di Maio fa saltare 100 mila posti di lavoro” (Giornale, 4.7).

“Imprese e calcio contro il decreto sui contratti. ‘Meno occupati’” (Corriere, 4.7).

“Salvare le imprese dalla gogna populista. Mobilitarsi. Molta Cgil, poca dignità. Il decreto Di Maio è un colpo non al precariato ma all’occupazione. La Gigi Economy è la cultura del sospetto applicata al mondo dell’economia. Contro un nuovo orrendo pauperismo di massa” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 4.7).

“Il dl Dignità è un disastro. Un mix di incompetenza e populismo. Aumenteranno i disoccupati” (Carlo Calenda, 5.7).

“Berlusconi smonta il dl Dignità: ‘A rischio un milione di posti’” (Giornale, 9.7).

“Sul fronte del lavoro, nei freddi numeri della Ragioneria dello Stato non si vedono all’orizzonte benefici occupazionali, ma addirittura il rischio che restino a casa 8 mila persone l’anno” (Repubblica, 12.7).

“Di Maio brucia 80.000 posti. E lo scrive pure. Il decreto Dignità farà calare il numero di occupati” (Libero, 14.7).

“Il ‘miracolo’ gialloverde. Bruciati in pochi giorni 500 mila posti di lavoro” (Giornale, 15.7),

“Siamo passati dalla promessa di un milione di posti di lavoro all’assicurazione di bruciarne almeno mezzo milione” (Nicola Porro,

ibidem). “Non è il decreto dignità, è il decreto disoccupazione. Di Maio non è il ministro del lavoro, è il ministro della disoccupazione”
(Matteo Renzi, 24.7).

“Dl Dignità. Una mamma è la prima vittima: ‘Perdo il lavoro’” (Repubblica, 27.7).

“Allarme Federmeccanica: il 30% delle imprese non rinnoverà i contratti per il decreto Dignità. Almeno 53 mila persone non potranno essere riavviate al lavoro per il limite massimo dei 24 mesi” (Stampa, 6.12).

“Già persi 600 mila posti di lavoro” (Giornale, 22.12).

“Il lavoro al tempo dei gialloverdi. Incertezza e burocrazia. Gli industriali giudicano il dl Dignità firmato Di Maio. Che ha prodotto un incremento minimo. E precario” (Espresso, 17.3). E questi sono gli esperti. Poi ci sono gli incapaci e i loro complici: i fatti.

13 thoughts on “La congiura dei fatti

  1. Poco cambia ormai tra la politica, il calcio e le trasmissioni della De Filippi. Litigi ottusi tra opposte fazioni di non udenti, con una totale cesura dai fatti, che non contano. Per questo un nullafacente (la definizione è sua) agli Interni e leader di un partito di riconosciuti mariuoli (almeno x 49 milioni) prospera nei consensi, basandosi sulla ignoranza dei fatti da parte dei cittadini con scarsa memoria storica.
    Lo diceva Mussolini a proposito dell’ignoranza:”un popolo di pecore lo si governa meglio

  2. Il primo nella classifica degli insopportabili è proprio quella specie di conduttore “giornalista”, ruffiano, di N. Porro. Seguono a ruota i colleghi cosiddetti “giornalisti” asserviti delle testate,una volta, considerate autorevoli. (È la Stampa, (S) maiuscola, Bellezza)

  3. Non sarà perché i nostri Eroi dicono una cosa e ne fanno un’altra dopo essere stati bacchettati da tutti e da tutto? (deficit programmato che passa dal 2,4 al 2,04, flat tax che di flat non ha nulla,reddito di cittadinanza molto più basso di quanto dichiarato e così via?)
    Prima se ne vanno meglio è!

  4. Salvini è ben tollerato da tutte le opposizioni perché a) hanno un obiettivo su cui i propri supporter possono scagliarsi, dando loro da fare, visto che, le idee latitano da quelle parti.. un nemico quanto è prezioso per vegetare!
    b) finalmente per loro, grazie a questo ritorno da derby (sinistra o pseudo tale contro destra o pseudo tale), c’è il ritorno al tanto amato bipolarismo destra/sinistra (quelli che fingono di litigare di giorno e poi si accordano di notte e poi un po’ per uno in braccio alla mamma Italia per spolparla)
    c) Finalmente per il nano malefico, per la PD Production, per banchieri,per confidustria e per sindacati la situazione sta schiacciando il M5S che aveva osato destabilizzare il sistema che era così comodo per tutti.. e che rischiava di non poter essere più recuperato.
    d) ma se non ci fosse Salvini.. come si farebbe con le elezioni.. non sono pronti! È come quando ti addormenti e non hai nulla di pronto in casa e hai gli invitati che ti chiamano per dirti che tra mezz’ora sono lì!! Il panico vero!! E tu sei costretto a dirli: “ragazzi.. ma perché stare in casa?! Ce la facciamo una pizza?!”.. ecco, loro sono felici che la pizzeria “La Ruspa” sia aperta e abbia posto! Per cui, sta vincendo il più classico Gattopardismo che si potesse ipotizzare. Il ‘nuovo’ (si fa per dire è da un tot in politica e si vede) Salvini, col partito più vecchio e scafato d’Italia che si dà l’aria del ‘nuovo che avanza’. Poi,ognuno ha ciò che si merita. Comunque sulla Sea Watch ha pure ragione.. lui ed il governo italiano.

    • Condivido. Ahimè sulla sea watch ha 100 volte ragione carola vattelapesca ha compiuto un atto criminale alla luce del sole, non ho bisogno di della cassazione per sapere che chi invade un territorio sovrano e quasi ammazza i finanzieri è un criminale. DEve andare in galera, punto. Magari ci va con orfini e compagnia bella, che l’hanno accompagnata.

  5. Ruba un pezzo di legno / e ti chiameranno ladro.
    Ruba 49 ml di € e ti voteranno il 36% degli aventi sondaggio. (E’ il Bel Paese)

    • Ruba 27milioni come Lusi/margherita/ulivo e per i sinistronsi tutto perdonato…
      Ruba 107milioni (nostri soldi) per ripianare debiti giornale l’Unità del partito Pds ed è tutto perdonato…
      49milioni come pezze d’appoggio, magari false come fanno tutti gli altri (eccetto M5s) e il solito somaro ti ricorda quanto cretino sia…

  6. Così va il micro cosmo dei giornali di contro regime. Tutti a sputtanare gli ultimi arrivati a Palazzo, facendo finta che quelli di prima ci hanno lasciato in eredità un paradiso terrestre. Che ipocrisia.

  7. Come writers and critics
    Who prophesize with your pen
    And keep your eyes wide
    The chance won’t come again
    And don’t speak too soon
    For the wheel’s still in spin
    And there’s no tellin’ who
    That it’s namin’
    For the loser now
    Will be later to win
    For the times they are a-changin’
    Bob Dylan
    …nessuno si vende, ma tutti, dico TUTTI hanno un prezzo e padrone !!!

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