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Maurizio Belpietro: “Il metodo Strache per far fuori Salvini”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – Più ci si addentra nell’ affaire russo e più si capisce una cosa e cioè che c’ è chi ha sperato e forse ancora si illude di far fuori Matteo Salvini con lo stesso metodo con cui è stato fatto fuori Heinz-Christian Strache, leader di Freihitliche Partei Osterreichs, il Partito austriaco delle Libertà. Per Strache fu costruito un trappolone con promesse di soldi russi, proprio come si sarebbe voluto fare con Salvini. Invitato in una villa a Ibiza, da misteriosi emissari di un oligarca vicino a Putin, Strache fu filmato mentre discuteva di petrolio e finanziamenti al suo partito e il video a un certo punto comparve in Germania, sui siti di alcuni giornali, tra questi l’ equivalente tedesco dell’ Espresso, costringendo il vicecancelliere viennese alle immediate dimissioni.

Ecco, con Salvini lo schema doveva essere identico. Farlo partecipare a un incontro, per poi incastrarlo. Qualche cosa però deve essere andato storto, perché alla fine, all’ Hotel Metropol, luogo di mille intrighi, invece del capitano leghista si è presentato solo Gianluca Savoini, un ex giornalista della Padania che da anni ruota intorno alla Lega attribuendosi un ruolo di consigliere.

Un tipo in grigio, sempre pronto a partecipare, soprattutto quando si parla di Russia, di cui, per via di una moglie nata da quelle parti, si sente un grande esperto. Savoini era l’ uomo dei grandi affari e delle ottime relazioni? Lo racconta bene Irina, l’interprete moscovita (il grande consulente infatti non spiccica una parola di russo) in un’intervista al Corriere della Sera, quando per spiegare il personaggio dice che un giorno le fece una scenata perché si era dimenticata di citarlo in una intervista. Commento di Irina: se uno è davvero potente come vuole far credere certo non se la prende se non è citato.

Qualcuno però deve aver creduto che Savoini fosse un personaggio chiave per incastrare Salvini e così è scattata la trappola del Metropol. Una hall aperta al pubblico e alle orecchie indiscrete per concludere un affare riservato da 65 milioni. Tonnellate di petrolio, le prime delle quali avrebbero dovuto arrivare via mare già nel novembre scorso. Dove sono finite queste navi, che avrebbe dovuto rifornire l’Eni, nessuno lo sa.

La società petrolifera smentisce di aver mai stretto accordi commerciali del genere, ma questo è un dettaglio per il circo mediatico che punta alle dimissioni di Salvini per scardinare la Lega. Nessuno si interroga su chi abbia avuto interesse a registrare il colloquio e poi a renderlo pubblico. Nessuno si chiede se i giornalisti dell’ Espresso, che per primi parlarono di questa storia, davvero ascoltarono dal tavolo di fianco la conversazione tra Savoini e i suoi misteriosi emissari.

Possibile captare un discorso in lingue diverse senza destare sospetti e riuscire a riportarlo senza errori? I colleghi del settimanale debenedettiano sono in grado di dimostrare di non essere stati loro a registrare il colloquio e di non essere stati loro a consegnarlo alla Procura? E in questo caso, se la registrazione non arriva da loro, che pure hanno dichiarato di essere stati presenti, chi altri ha realizzato l’ audio per poi consegnarlo alla magistratura? Come è poi possibile che la segretissima operazione che doveva pompare milioni nelle casse della Lega fosse nota ai giornalisti e anche ad altri che poi precostituirono una prova fonica delle registrazione?

Le domande, per ora, sono destinate a restare senza risposta, soprattutto fino a che non sarà chiaro come sia stata acquisita la registrazione da parte della Procura. Nel frattempo si scopre che uno dei partecipanti all’ incontro è un avvocato massone, affiliato a una loggia francese. E guarda caso i francesi sono anche i più acerrimi nemici di Salvini, perché sull’ Europa, sull’ Italia e sulla Libia, Emmanuel Macron ha progetti che non coincidono esattamente con quelli del capitano leghista.

Far cadere il vicepremier, ossia l’unico uomo forte italiano rimasto su piazza, per l’Eliseo sarebbe un gran colpo. Per ora, proprio da Parigi, torna a farsi vivo un desaparecido della politica, ossia quell’ Enrico Letta che, oltre a dirigere in Francia una scuola politica e ad aver conquistato una Legion d’ onore transalpina, è anche una possibile risorsa da mettere a Palazzo Chigi in un eventuale governo tecnico dopo quello pentaleghista. Letta, in un’ intervista a Repubblica, indovinate che cosa dice? Ovvio, no? Chiede le dimissioni di Salvini. La trappola per l’ Italia, insomma, è pronta.

19 thoughts on “Maurizio Belpietro: “Il metodo Strache per far fuori Salvini”

  1. Belpietro ,lascia alla magistratura il compito di rispondere a dubbi,di cercare prove,ecc. Tu invece dovresti spiegarci perché il ministro austriaco dopo poche ora dall’uscita della notizia si è dimesso e invece il nostro dopo settimane è ancora lì a separare cazzate.

    • Ma Salvini cosa c’entra con Strache ? Per caso l’hai visto ubriaco che si faceva incastrare da un’esca russa (informarsi bene

      • Forse, che farsi finanziare da ogni genere di schifo criminale su e giù per il mondo, non è molto sovranista. Non fa nulla. Briga con ogni genere di mafia. Non lavora, le politiche dell immigr sono quelle di Minniti, i porti sono aperti,il suo decreto scritto da 4bertucce non serve a un cazzo, genera irregolari, e con i suoi colleghi di partito Zingaretti e Berlusconi non sta facendo altro che isolare i 5s radicalizzando la scena politica in una finta battaglia destra/sinistra, nartra vorta. I sooooldi accattoni ladri 49 milioni. Ladraaaa sei una Ladraaaa. Lega Ladrona, morti di fame andate a lavorare, sporchi ladriiii

      • Per sua fortuna non è un adone, altrimenti avrebbero montato il più efficace scandalo sessuale, visto che le altre balle non le beve nessuno

  2. Un autentico cumulo di scemenze!
    Quindi per l’amico Belpietro, tornato ai vecchi amori per le bufale, la vittima designata del trappolone petrolifero avrebbe dovuto essere il Capitan Truce in persona.
    Cioè: Salvini avrebbe dovuto essere così idiota da accettare di sedersi intorno al tavolo
    con sconosciuti all’interno di un albergo in cui chiunque avrebbe potuto riconoscerlo,
    filmarlo e poi, con tutta calma, ricattarlo o sputtanarlo?
    Caro Belpietro, evidentemente il livello di comprensione della realtà dei tuoi lettori è
    tornato ad essere quello dei bei tempi, quando il Sire di Arcore regnava incontrastato
    circondato e blandito dalla corte dei suoi lecchini, se ti permetti di pubblicare simili sciocchezze.
    La realtà è molto più semplice e leggibile, anche se a te non piace: quella riunione di “affari” è solo una delle tante che l’entourage leghista organizza senza sosta in ogni angolo d’Italia e del Mondo senza guardare in faccia i suoi interlocutori, siano essi
    appartenenti alle mafie italiche o a quelle di altri paesi.
    Tutto va bene… tutto fa brodo… purché arrivino tanti dané nelle casse del partito e nelle
    capaci tasche dei “procacciatori” leghisti sguinzagliati in giro come una muta di cani affamati che per troppo tempo sono rimasti a stecchetto.
    Il giochino di far apparire il Truce come un perseguitato politico e giudiziario (Ce l’hanno
    tutti con lui perché è piccolo e NERO!) da parte del Mondo intero per il momento funziona ancora ma presto anche i meno brillanti si accorgeranno che Salvini non è
    Calimero e non basterà immergerlo nel detersivo per sbiancarlo: lui non è nero perché
    è sporco… è sporco perché è NERO!

  3. Certo che Belpietro ha proprio un incredibile senso dell’ironia per i nomi dei suoi giornali: prima “Libero” quando era palesemente schierato con Berlusconi e ne giustificava l’operato con ridicole arringhe, ora “La Verità” quando non fa altro che cavalcare la propaganda e giustificare l’ingiustificabile. La destra non dovrebbe essere per la massima tutela della legalità, rigida e intransigente verso chi sgarra? Ecco, che cambi il nome del suo giornale in “Propaganda”. L’importante è sempre servire il potente di turno, di libertà poca, verità solo quando si cercano gli scheletri nell’armadio dei nemici.

    • Quanto siete impietosi nel prendervela con l’ottimo Belpietro e con il suo giornale: La Verità.
      Non sapete, infatti che la traduzione letterale di quel quotidiano in Russo è “PRAVDA”?
      Io mi ricordo perfettamente della Pravda dell’URSS e dei suoi articoli sul PCI ( per i più giovani Partito Comunista Italiano). È una storia evolutiva bellissima. Da sx a dx, spesso a spiegare l’inspiegabile. Appunto.

  4. Belpietro ha perfettamente ragione ;in questa storia per buttare scompiglio si stanno dicendo valanghe di scemenze ,ho letto tutta la traduzione del dialogo è solo un’accozzaglia di pasticcioni

    • Taci Scimmia, giustificheresti stupri e rapine pur di stare in pace con la tua schifosissima coscienza. Gretta, retrograda, animale.

      • Quando si dice “saper leggere tra le righe”, ovvero: il senso recondito dei termini…

      • Sei un grande Gatto, a volte mi chiedo se tu non scriva da un asteroide o 20000 leghe sotto i mari, le condizioni estreme influiscono sui nostri processi cognitivi e cadiamo vittime di illusioni. Io sono sicuro che ai tuoi occhi ciò che hai scritto assuma una qualche parvenza di coerenza logica, però credimi, non si capisce na fava. Prova di nuovo magari, limitando le frasi fatte per favore, o l affastellamento di paroloni un tanto al chilo per dare parvenza di pensiero illuminato. Ti rema contro. Traspare l inverso. Un bacio

      • Diventa sempre imbarazzante spiegare l’ “evidenza” (l’ironia, per chi non sa “leggere tra”) a chi non capisce ‘na fava! …Alla faccia del bicarbonato! PS: i tuoi baci mi preoccupano…

  5. Belpietro ha trovato un altro da leccare,prima era Berlusconi ora è Salvini.Ci aveva preso un giro ultimamente è sembrava essere rinsavito riportando le notizie nel verso giusto.Il lupo perde il pelo ma non il vizio di…leccare!

  6. LIA67 mi ha anticipato nel commento che avevo in mente.a paola mi piacerebbe sapere se ha qualche critica da fare alla sua lega, per lei va sempre tutto bene da quelle parti

  7. Salve “giornalista Direttore indipendente” molti lettori pensavano che la convalescenza giornalistica dipendente fosse finita, evidentemente non è così.
    (Dai capelli rossi)

    • Quanto siete impietosi nel prendervela con l’ottimo Belpietro e con il suo giornale: La Verità.
      Non sapete, infatti che la traduzione letterale di quel quotidiano in Russo è “PRAVDA”?
      Io mi ricordo perfettamente della Pravda dell’URSS e dei suoi articoli sul PCI ( per i più giovani Partito Comunista Italiano). È una storia evolutiva bellissima. Da sx a dx, spesso a spiegare l’inspiegabile. Appunto.

  8. le bufale le spara Travaglio , persino Sergio Romano ex ambasciatore a Mosca e gran firma del Corriere della Sera afferma che la Russia non tratta mai con i singoli partiti ma solo con gli Stati esteri . Si informi Travaglio noto russofobo e tutti i suoi tifosi a prescindere che s’aggirano sul web .

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