Cronaca/Interno/Politica

La firma di Giorgetti sulla fine del governo

(hemeticulous.altervista.org) – Nulla di imprevisto, non per Giorgetti. Il sottosegretario ha lasciato palazzo Chigi, cinque giorni fa, dopo aver preparato l’innesco per scatenare la caduta del governo. Ha istruito il capo Matteo Salvini, che da tempo prepara la trappola ai Cinque Stelle e rimbalza di spiaggia in spiaggia. Ha confortato gli interlocutori stranieri, per contenere la solita agitazione dei mercati finanziari. Ha ottenuto una rassicurazione dal Quirinale: in assenza di nuove maggioranze o ampi rimpasti, l’ipotesi elezioni in autunno è plausibile.

Giorgetti è un leghista antico, più federalista che sovranista, più strategia che propaganda. Non dice, fa intuire. Un giorno fa trapelare che si dimette, un altro che si lavora duro, un altro ancora che la pazienza è finita.

Negli ultimi mesi, mentre Salvini era oberato dalla campagna elettorale permanente, Giorgetti ha riportato la Lega nel campo atlantico, al fianco degli americani. E poi gli americani non sopportano le convulsioni dei pentastellati sui progetti energetici (gasdotto Tap) e militari (caccia F-35) che da anni legano Roma agli Stati Uniti. Giorgetti è il riferimento leghista degli americani, tant’è che l’ambasciatore Lewis Eisenberg s’è rivolto al sottosegretario per tentare di resuscitare il decreto legge, affossato dai Cinque Stelle, che serviva a bloccare l’avanzata italiana di Huawei.

SALVINI HA OCCULTATO la sbandata russofila, ma Washington ha una memoria indelebile, non dimentica. Con le garanzie di Giorgetti e gli affronti del Movimento, adesso la Lega, però, è un buon alleato per gli americani. Il sottosegretario ha scortato Salvini verso il voto in autunno con solide argomentazioni: è il momento di incassare il consenso perché uno scandalo (vedi Savoini al Metropol) può rovinare la scalata; i Cinque Stelle li abbiamo spolpati a sufficienza (grazie all’aiuto di giornaloni e televisione); le opposizioni non sono organizzate e non aspettiamo che si organizzino. Illustrata la teoria, attuata la pratica, martedì Giorgetti s’è rifugiato nel misticismo montanaro (è in vacanza nel nord leghista, tra le montagne in Valchiavenna. povera stella) per assistere, con una gradevole temperatura, al tramonto del governo gialloverde. Il tradimento è servito. Fanculo il popolo Italiano. Prima gli interessi della Lega, poi gli Americani, poi (forse) gli Italiani.

6 thoughts on “La firma di Giorgetti sulla fine del governo

  1. Infatti sono così ben voluti dagli americani che l’ Ambasciatore usa convoca di Maio e non Giorgetti. Inutile fare analisi politiche se non si conoscono i fatti.

  2. Pingback: La firma di Giorgetti sulla fine del governo – Stopcensura.info

  3. Non solo Giorgietti, A manovrare Salvini (che è ondivago) c’è pure Buongiorno che lui presenta come l’avvocato nostro. Buongiorno ha difeso Andreotti che poi è diventato sua mentore consigliandole di entrare nel partito di Berlusconi e lasciandole in eredità il prestigioso studio in Roma. Passata per fini ora è con Salvini ma sempre là le batte il cuore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.