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Le sigarette elettroniche sono sicure?

L’Associazione nazionale produttori fumo elettronico è intervenuta commentando il caso della morte sospetta negli Usa: «Decesso legato all’uso di marijuana. Nel nostro Paese regole rigide, no ad allarmismi».

 

Man smoking electronic cigarette.

(lettera43.it) – Tra gli svapatori si è diffusa un po’ d’ansia. Colpa della notizia arrivata da Oltreoceano sulla morte di una persona che sarebbe correlata all’uso di sigarette elettroniche. Ma com’è la situazione in ItaliaUmberto Roccatti, presidente di Anafe, l’Associazione nazionale produttori fumo elettronico aderente a Confindustria, è tornato su quel caso che era stato descritto da Sky News come «primo decesso di un uomo negli Usa causato dall’utilizzo di una e-cig».

«DECESSO NON RICONDUCIBILE A UN NORMALE DEVICE»

«Quella morte, al di là degli aspetti ancora da chiarire, non si può certo attribuire all’utilizzo della sigaretta elettronica», ha detto l’Anafe. «In questo caso, infatti, a essere stato fatale è con ogni probabilità l’uso di marijuana, peraltro proveniente dal mercato illegale. L’utilizzo che in questo caso ne è stato fatto non è di certo riconducibile a un normale e, soprattutto, consapevole utilizzo del device». I pazienti che hanno avuto problemi negli Usa hanno infatti reso noto di aver usato prodotti per svapare contenenti nicotina o Thc, la sostanza psicoattiva della cannabis.

«IL FAI DA TE È UNA PRATICA PERICOLOSA»

Roccatti ha aggiunto che «è importante fare chiarezza e rassicurare i consumatori. Nel nostro Paese le regole sono rigide e ogni prodotto immesso sul mercato è sottoposto ad analisi estremamente approfondite. Ma soprattutto, il consumatore finale è sempre ben informato sui rischi del fai da te, pratica pericolosa che scoraggiamo con forza. Per questo motivo, ribadiamo l’importanza per i consumatori di rivolgersi solo ai punti vendita autorizzati dove è possibile acquistare prodotti sicuri e certificati».

«IL TABAGISMO PROVOCA 8 MILIONI DI MORTI L’ANNO»

I diversi casi di persone finite in ospedale negli Stati Uniti con problemi respiratori avevano infatti probabilmente acquistato gli “svapatori” per strada. «Se da una parte è necessaria la dovuta cautela sulla vicenda, considerato che sono in corso le indagini da parte delle autorità, dall’altra si deve anche ricordare che, di tabagismo, muoiono circa 8 milioni di persone al mondo ogni anno ed è questo il vero allarme di cui si parla sempre troppo poco», ha dichiarato il presidente di Anafe.

I TEST SULLA REALE PERICOLOSITÀ DELLE E-CIG

Insomma «creare un allarme ingiustificato sulla e-cig vuol dire instillare ulteriori dei dubbi nella testa di quei milioni di fumatori che ancora non riescono a sottrarsi alla dipendenza da nicotina e vedono una concreta speranza proprio nella sigaretta elettronica che, come riconosciuto da autorevoli autorità sanitarie, come quelle inglesi, e importanti esponenti della comunità scientifica, è del 95% meno dannosa delle sigarette tradizionali», ha concluso Roccatti. Anche se alcuni test eseguiti sui topi nella New York University e pubblicati sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas) avevano dimostrato che le sigarette elettroniche danneggiano il dna. In Italia invece era intervenuto l’Istituto superiore di sanità già nel 2014: «Le e-cig non sono innocue».

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