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Tutti fuori

(pressreader.com) – di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 18 Ottobre 2019 – Anche Raffaele Cantone, presidente uscente dell’Anac, paga il suo tributo al mantra del momento: “Non è con le manette che si vince l’evasione, così come la corruzione”. Se fosse vero, saremmo a cavallo: abbiamo il record negativo di detenuti per corruzione ed evasione. Secondo un report del Consiglio d’Europa del 2018, i colletti bianchi detenuti in Italia per reati finanziari e contro la PA sono 363, contro i 1.971 della Spagna, i 2.268 della Francia, i 6.511 della Germania, gli 11.091 della Gran Bretagna. Se il carcere non serve a combattere la corruzione e l’evasione, siamo il paese che le combatte meglio. Resta da spiegare perché abbiamo il record europeo della corruzione e dell’evasione, ma queste sono quisquilie. Prendiamo dunque per buono l’assunto che le manette non servono: perché nessuno lo applica mai ai reati di strada? Eppure, se è vero che tangentisti e grandi evasori (esponenti dell’upper class) non temono la galera, dovrebbe essere ancor più vero che non la temono ladri, rapinatori, spacciatori, sequestratori e assassini (quasi sempre appartenenti alle classi subalterne): al carcere sono abituati perché ci entrano e ne escono di continuo; e hanno molto meno da perdere in termini di reputazione e disagio.

Ora, avete mai sentito un politico, un commentatore, un Cantone sostenere che “il carcere contro l’omicidio, il sequestro, lo spaccio, la rapina, il furto non serve”? Eppure, usando le statistiche a cazzo come per la corruzione e l’evasione, si riuscirebbe persino a dimostrarlo: le carceri sono piene di condannati per reati di strada, che però continuano a essere commessi, spesso da chi è appena uscito di galera. Perché non depenalizzare pure quelli, come l’evasione? Se volessero essere coerenti, quelli del “no al carcere per gli evasori” dovrebbero proporlo. Ma non lo faranno mai. Sarebbero linciati. Dovrebbero spiegare come pensano di punire e neutralizzare quei gentiluomini. E soprattutto sono imbevuti della più cancerogena delle “culture” italiane: il finto garantismo riservato ai ricchi e ai potenti che – come il patriottismo per Samuel Johnson – è l’ultimo rifugio dei farabutti. Quell’incultura, dal berlusconismo al salvinismo, è consustanziale alla cosiddetta “destra”; ma negli ultimi anni ha infestato anche larga parte della sinistra. A pag. 4 trovate un illuminante intervento di Giorgio Napolitano, che elogiava in Parlamento le manette agli evasori per conto del Pci senza che nessuno strillasse all’abominio. Bei tempi, quando la sinistra sapeva ancora cos’è la sinistra, prima di adottare il motto di Trilussa: “La serva è ladra, la padrona è cleptomane”.

27 thoughts on “Tutti fuori

  1. Cazzo,sono decenni con sta tiritera delle tasse troppo alte e della galera per gli evasori, possibile che a nessuno viene in mente di prendere paro paro il sistema fiscale americano e le pene ad esso connesse e copiarlo?..
    Metti 20 tasse, chiare e tonde per chi intraprende, ne fai pagare meno, se evadi e ti becco è galera sicura, per anni. Stop.

    • Totalmente d’accordo…e se poi copiassimo da altri anche come funziona la giustizia, la sanità, la pubblica amministrazione, le infrastrutture, la tutela del territorio, etc. sarebbe ancora meglio.

  2. Marco Travaglio è chiarissimo come al solito ed espone le sue idee, a mio modesto parere quasi sempre condivisibili, con chiarezza e con valide argomentazioni. Mi domando: chi non lo condivide perché risponde solo “non con le manette si combatte l’evasione fiscale” , e non contraddicendo con valide motivazioni le sue idee ? Ed inoltre perché non dicono (quelli che hanno governato negli ultimi 25 anni e non hanno fatto nulla specie in questo settore), quali misure adotterebbero che, secondo loro, valide per combattere questo male che ci affligge? Oppure pensano che l’evasione fiscale in Italia non esiste?!!!!

    • Non vogliono andare in galera..ieri sera a “Dritto e rovescio” Berlusconi era terrorizzato dall’introduzione delle pene per “solo” 50.000 euro di evasione..ahahahah me lo volete far morire di crepacuore

      • Il male non è che lui sia terrorizzato, ma che ancora molti lo seguono, ignorando quello che ha combinato negli ultimi 25 anni !!!!!!1

    • Jerome perchè compri le mutande bianche pur sapendo che poi diventano marroni a causa della tua scarsa igiene ( fisica e mentale ) ?????
      Comprale direttamente marroni.
      Se non altro eviti di far figuracce….

      • Ciao puttano? Ti brucia il q.lo quando parlo dei tuoi idoli LADRONI? E come mai?
        Sorvolo sulla frase sconclusionata con la quale avresti voluto fare chissà quale ironia. Anche da questi particolari si deduce il deprimente valore intellettuale dei destronzi. Battute sceme in versione volgare del già pessimo palcoscenico che era il Bagaglino. Mai un’arguzia, un’ironia solare, un calembour basato sullo sberleffo del potente, una metafora, del sarcasmo o un paradosso. NIENTE.
        Dritto sul pecoreccio suino e vomitevole.
        Sarete sempre delle merde da non calpestare, da isolare per la puzza e l’inconsistenza flaccida e nauseabonda.
        Che ti sia da monito per il futuro a pensare bene, no…per un fascio leghista l’uso del neurone è un ossimoro.
        Allora vaffanq.lo che faccio prima. Sintetico ed efficace. E a quelli come te non dispiace.

  3. “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”

    Sono moltissimi i miscredenti evasori.

  4. “Quell’incultura, dal berlusconismo al salvinismo, è consustanziale alla cosiddetta “destra”; ma negli ultimi anni ha infestato anche larga parte della sinistra…”: saremmo (io e il mio cane: non è maiestatis…) curiosi di sapere con più precisione, quale sia l’esigua parte restante della sx che non è stata ancora infestata. Grazie.

  5. “Quell’incultura, dal berlusconismo al salvinismo (perché? col democristianismo e il craxismo era diverso?), è consustanziale alla cosiddetta destra; ma negli ultimi anni ha
    infestato anche larga parte della sinistra. (cit.)”
    Travaglio sbaglia a premettere un “cosiddetta” alla parola destra invece che alla parola
    sinistra.
    Forza Italia è sempre stato un partito di destra e non gli è certo bastato autodefinirsi
    di centro per esserlo veramente.
    Anche il PD, dopo aver estirpato e buttato nel cassonetto le radici popolari, è un partito di destra (le sue politiche lo dimostrano ampiamente) che s’è camuffato da partito di sinistra per riuscire più agevolmente a fottere, a loro insaputa, le classi subalterne.
    Sui vari gruppuscoli della sinistra massimalista che sono nati, han condotto vita grama,
    si sono scissi infinite volte, sono morti e poi sono risorti ricominciando l’eterno ciclo delle
    chiacchiere inconcludenti, è meglio stendere un velo di pietoso silenzio.
    E allora? Dov è finita la sinistra? E’ un fuoco spento o, da qualche parte, ci sono braci che ancora ardono ed aspettano solo il soffio che le ravvivi e faccia sprigionare la fiamma?
    Le istanze della sinistra, per intenderci quelle che mettono il benessere della comunità
    dinanzi agli interessi dei ricchi e potenti, ci sono ancora e sono state raccolte da un Movimento di cittadini che sta provando a dar loro corpo e voce.
    Si definisce “né di destra, né di sinistra”, ma abbiamo visto quanto le autodefinizioni
    siano ingannevoli: ciò che conta è ciò che nei fatti si è e come si opera, non ciò che si dice di essere.
    La controprova si ha tutti i giorni nella lotta senza quartiere che la VERA destra conduce
    contro di loro con un cannoneggiamento incessante di tutti gli organi di (dis)informazione in loro possesso.
    Per questi motivi ritengo sia importante che i pochi giornalisti non asserviti agli interessi
    di Lorsignori facciano chiarezza sulla composizione degli schieramenti politici e sui loro scopi reali, smettendo di usare i termini “destra” e “sinistra” a casaccio.

  6. Verissimo il partito a difesa dei più deboli non è più il PD, erede di un PCI ampiamente dimenticato, ma il 5S che ha un programma sensibile alle esigenze popolari. A riprova, infatti, il PD prende voti tra i ceti privilegiati e il 5S conquista consensi nelle zone tradizionalmente vicine al vecchio PCI !!!! Concordo pienamente con: “ciò che conta è ciò che nei fatti si è e come si opera, non ciò che si dice di essere” !!!!!

  7. Travaglio come sempre parla chiaro. La galera fa paura a chi ha molto da perdere e non vedo in Italia alternative alla lotta contro l’evasione.

  8. Ah che spassoso il marciolino. Do you remember Lotti? Parlami di te, vecchia megera…
    —–
    Tonnellate di sabbia sul mercato delle vacche del CSM…
    Mentre i comuni
    mortali per corruzione vengono arrestati per molto ma molto meno affinché confessino e chiamino in causa altri, il magistrato Palamara non è finito in carcere per le ragioni opposte… hanno paura i suoi colleghi che Palamara parli raccontando tutto quello che ha fatto “infangando” ulteriormente la categoria che sarebbe nella merda vera se i giornali ne parlassero…

    • Guarda, voglio andare contro i miei principi antifascisti e darti PARZIALMENTE ragione.
      Perché ricordo molti magistrati e studiosi del diritto assassinati, da mafiosi o terroristi.
      Soprattutto una coppia. Giovanni Falcone di sinistra e Paolo Borsellino di destra. Entrambi fatti saltare in aria dalla mafia ma su mandato di politici e potenti di Stato.
      In particolare Paolo Borsellino nella sua ultima intervista a dei giornalisti francesi parlava di un vostro idolo di destra che era in odore di mafia, un certo SILVIO BERLUSCONI. Che sapeva, lui si, distinguere i magistrati pregiudizialmente comunisti che gli fossero ostili, indipendentemente da loro reale pensiero, da quelli buoni che lo accontentassero. Tipo il corrotto Renato Squillante, morto da prescritto perché nonostante una condanna in appello la Cassazione decise di rinviare il processo da Roma a Perugia. O il giudice Metta, che si lasciò corrompere da Previti per conto di Scilvio, affinché risolvesse l’arbitrato sulla Mondadori a favore del piduista pregiudicato piuttosto che di CdB.

      Processo Mondadori

      Sentenza di I grado, 29 aprile 2003
      Il Tribunale condanna:
      Cesare Previti – 11 anni di reclusione
      Attilio Pacifico – 11 anni
      Vittorio Metta – 13 anni
      Giovanni Acampora (limitatamente alla vicenda Mondadori, essendosi proceduto a stralcio per la vicenda IMI-SIR) – 5 anni e 6 mesi.
      Renato Squillante: 8 anni, 6 mesi
      Primarosa Battistelli: 4 anni
      Felice Rovelli: 6 anni
      Assolve Filippo Verde perché il fatto non sussiste.

      Appello, 7 gennaio 2005
      Inizia il processo di Appello dinanzi alla seconda sezione della Corte di Appello di Milano (presidente Roberto Pallini, consiglieri Marta Malacarne e Sergio Piccinni Leopardi)
      Sentenza di appello, 23 maggio 2005
      Per la parte relativa al processo Mondadori tutti gli imputati sono assolti “perché il fatto non sussiste”; per la vicenda Imi/Sir sono emesse le seguenti condanne:
      Previti – 7 anni
      Pacifico – 7 anni
      Metta – 6 anni
      Squillante – 5 anni
      Battistella – 2 anni
      Rovelli – 3 anni

      Cassazione, 4 maggio 2006
      Le sentenze di assoluzione provunciate per il processo Mondadori sono annullate con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Milano. Quanto alla vicenda IMI/SIR:
      Previti – 6 anni (pena rideterminata, essendo annullata la sentenza limitatamente alla corruzione di Squillante)
      Pacifico – 6 anni (pena rideterminata come sopra)
      Metta – confermata la condanna a 6 anni
      Squillante – sentenza annullata perché il fatto non sussiste
      Battistella – sentenza annullata perché il fatto non costituisce reato
      Rovelli – sentenza annullata per intervenuta prescrizione
      Appello (processo Mondadori), 23 febbraio 2007
      La sentenza dispose:[9]
      Cesare Previti (avvocato Fininvest): accusato di corruzione giudiziaria, condannato a 1 anno e 6 mesi.
      Attilio Pacifico (avvocato Fininvest): accusato di corruzione giudiziaria, condannato a 1 anno e 6 mesi.
      Giovanni Acampora (avvocato Fininvest): accusato di corruzione giudiziaria, condannato a 1 anno e 6 mesi.
      Vittorio Metta (ex giudice): corruzione, condannato a 2 anni e 8 mesi.
      Cassazione, 2007
      Previti, Pacifico e Acampora – 1 anno e 6 mesi
      Metta – 2 anni e 9 mesi

      Suca sfigato.

  9. Un partito che, come il Pd, in queste ore si mette di traverso perché contrario alle manette ai grandi evasori mentre non ha mai battuto ciglio contro lo sconcio del morto di fame che viene processato per direttissima per aver rubato una mela e poi finisce pure dietro le sbarre in quanto recidivo, incarna il volto ipocrita ed arcigno dell’élite che ha sempre nutrito disprezzo per le masse, ponendosi sistematicamente sopra la legge: o meglio, promuovendo leggi che non disturbassero il manovratore ma ne perpetuassero la leadership.
    Ma ormai, grazie al MoVimento (e non solo…), le cose sono cambiate: la contrapposizione politica non è più tra destra e sinistra ma tra oligarchia e popolo, tra globalismo d’èlite e sovranismo populista.
    Con un particolare: il populismo va declinato e declamato con lealtà e schiettezza, non con lo scopo inconfessabile di portare il fieno del consenso popolare proprio nella cascina dell’élite, come hanno fatto in questi anni in modo spregiudicato e subdolo i due gemelli diversi del berlusconismo, Renzi e Salvini.
    Che hanno parlato al ventre molle del Paese solleticando gli istinti peggiori, peraltro favoriti in ciò da un clima di emarginazione culturale prima ancora che di esasperazione sociale, conseguenza della recessione economica, fondato su due capisaldi: il degrado della cosa pubblica (dal welfare all’istruzione, dalla sanità alla giustizia, alle infrastrutture) in nome di una malintesa responsabilità europea e la disinformazione di sistema, appaltata ai potentati economici.
    Il populismo, in bocca al Rottamatore o al Traditore in camicia verde, è diventata quindi una parolaccia, il turpiloquio messo in campo dalla nomenklatura per esorcizzare la paura di perdere lo scettro, inquinandone il significato originale.
    Tuttavia, di fronte ad un popolo che, grazie alla rete, ha trovato un modo alternativo di informarsi e, soprattutto, di formarsi, disdegnando la subcultura propalata dagli oligarchi, la partita del potere è tutt’altro che decisa.
    E’ per questo che sentire Cantone difendere i grandi evasori dalle manette o Salvini sfilare domani in piazza a loro sostegno, rappresenta per molti di noi paradossalmente un’insperata iniezione di fiducia: vuol dire che, nonostante i Golia della disinformazione scorrazzino indisturbati nell’etere pubblico e sulla carta stampata, ci sono tanti piccoli Davide che, grazie alla rete, sono in campo pronti a contrastarne i potenti mezzi di distrazione di massa.
    Per la prima volta nella storia delle società di massa, l’élite si trova costretta a scendere in campo direttamente ed a giocare a carte scoperte.
    E sono carte truccate…

    • Questo si chiama parlar chiaro!
      Ci hanno sfranto i cabbasisi con la fola della fine delle ideologie al solo scopo di
      indurci a pensare che la vecchia lotta di classe fosse ormai un retaggio del passato,
      un anacronismo da buttare nel cassonetto della storia.
      Il ragionamento è semplice: se non sai e non ti rendi conto di essere sotto attacco,
      nemmeno ti attrezzerai per difenderti e sarai facile vittima degli eterni appetiti dei potenti.
      Sarai come la rana messa nella pentola d’acqua fredda: chi manovra il fuoco alzerà
      la fiamma un poco alla volta e la povera rana finirà bollita senza neanche accorgersene e senza tentare di saltar via dalla pentola.
      Beh… l’acqua è quasi arrivata a bollire… cosa aspettiamo a rovesciare la pentola?

  10. Il M5S minaccia da diversi giorni la crisi, fino ad arrivare a scrivere oggi sul blog ufficiale:

    “Senza il voto del MoVimento 5 Stelle, infatti, non si va da nessuna parte.
    Questo è quello che hanno chiesto i cittadini nel 2018 e noi non tradiremo mai la parola data agli italiani”;
    rivendicando la “flat tax” e “quota 100”.

    Naturalmente il sig. Travaglio… non parla di dette minacce!

    • naturalmente tu devi cambiare discorso.
      Alle 16:11 lotti e palamara, adesso questa roba qui che non c’entra una mazza con l’editoriale di travaglio. Ed è riportata sul sito del fattoquotidiano, quindi non hai idea delle scemenze che scrivi.

      Come sempre, la fai fuori dal vaso.

      • Il FQ per due giorni non ha mai messo nel titolo del quotidiano online la posizione di Di Maio (uguale a quella di Renzi) che si oppone alla misura di Conte di portare il limite del contante a mille euro per contrastare l’illegalità e l’evasione…

        Per due giorni IL FQ riportava solo la posizioni del democristiano Renzi;
        solo alle ore 18 odierne il quotidiano del sig. Travaglio si è degnato (in ritardo di due giorni) di riportare la notizia: ovvero che il M5S si sta spaccando (con minacce di abbandono del Mov) sulle questioni: flat tax, quarta 100 e limite del contante!

        Questi i fatti, il resto… ciancia da bar casaleggiano!

  11. Scusate se copio ed incollo, ma non ho voglia di riscrivere tutto.

    Cosa si intende per grandi evasori? Questione logica per chi pretende di essere onesto.

    Primo caso: io sono un piccolo commerciante o un artigiano, guadagno 50’000 euro l’anno.
    Ne dichiaro solo 20’000. Non vado in galere e non mi sequestrano niente.

    Secondo caso: Sono un industriale, o un commerciante all’ingrosso, guadagno 500’000 euro l’anno. Ne dichiaro 200’000. Sui 300’000 euro che non ho dichiarato dovrei pagare (diciamo) il 40%, ovvero 120’000 euro. Questa è la cifra che ho evaso (maggiore di 100’000 euro), quindi vado in galere e mi sequestrano i beni.

    Ma perché? moralmente è la stessa cosa.
    Al massimo, volendo mettere un limite di punibilità penale, dovrebbe essere percentuale, non assoluta.
    O no?

    O siamo, come al solito, tutti onesti col culo degli altri?

  12. Disquisendo sull entità dell evasione (piccola, media, grande) e sulle relative sanzioni applicabili in rapporto all entità, non si fa che perdere tempo. L’evasione c’è, esiste e ogni giorno ne siamo consapevoli, talvolta complici e addirittura autori.Così come siamo consapevoli delle porcate che i governi che si sono succeduti in questi decenni non hanno fatto altro che tollerare il fenomeno quando non addirittura favorirlo con leggi e condoni. Inutile chiedere agli italiani di combattere l’evasione. Gli italiani sono cresciuti con il nero, che è nel DNA della nazione, che infatti è in vetta alle classifiche dell evasione e della corruzione. Nazione infetta, legalità morta.

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