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Le “colpe” di Virginia Raggi

(Roberta Labonia) – Oggi è un venerdì nero per Virginia Raggi, la Sindaca di Roma. Contro di lei la triade Cgl, Cisl, Uil ha chiamato in piazza, per scioperare, i dipendenti delle partecipate del Comune, le principali, circa 20. Parliamo di oltre 30 mila persone. Sono a rischio il funzionamento degli autobus e metro, la raccolta rifiuti, il funzionamento delle scuole, dei musei, delle farmacie comunali. Insomma, uno sciopero generale come a Roma non si era ancora visto. Quello che non s’era visto fare, da parte dei Sindacati, quando a Roma è esploso lo scandalo del maxi processo “Mondo di Mezzo” (ex Mafia Capitale) e suoi filoni, che ha coinvolto pezzi da ’90 del centro destra e del centro sinistra, sta accadendo oggi contro la gestione di Virginia Raggi.

A far scattare la protesta è ufficialmente la gestione, da parte del Campidoglio, delle sue società partecipate. Le motivazioni, lei vai a leggere, sono pretestuose e confuse. Maurizio Landini, segretario generale Cgl: “le aziende partecipate non funzionano”. Giampaolo Pavon, Cisl Lazio: “noi vogliamo difendere le partecipate e il loro carattere pubblico”. Alberto Civica, Uil Lazio: “stanno facendo morire le società partecipate”. Solo chi non conosce Roma e la travagliata storia delle sue partecipate o chi è animato da profonda disonestà intellettuale può dar credito a queste affermazioni.

La “moda” della creazione di società partecipate sotto la forma di società di capitale, da parte di Enti locali e territoriali, ha preso piede negli anni ’90, in coincidenza con la trasformazione degli enti pubblici economici nazionali in società di capitali, nella convinzione che le logiche di mercato avrebbero portato ad una più efficiente gestione dei servizi pubblici. Niente di più sbagliato. Oggi a testimoniarcelo impietosamente sono le relazioni della Corte dei Conti. Dall’uso si è passato all’abuso e a Roma (ma non solo), questo abuso ha generato dei veri e propri “carrozzoni” a partecipazione pubblica che la Corte dei Conti per prima ha individuato come fonte di sperperi di denaro, contenitori inefficienti, in alcuni casi tecnicamente falliti, ma tenuti in vita artificialmente a botte di ricapitalizzazioni (soldi di noi romani), dalle Amministrazioni capitoline che si sono avvicendate, per alimentare un bacino di voti e le loro logiche clientelari. L’ultimo scandalo “parentopoli” che ha coinvolto l’ex sindaco Alemanno (oggi condannato a 6 anni di reclusione in un filone del processo ex Mafia Capitale, sta lì a confermarcelo).

Quali sono, quindi, le “colpe” della Raggi? Presto detto, sono quelle che dovrebbero essere negli obblighi di ogni serio ed onesto gestore della Cosa Pubblica: con l’ausilio del suo Assessore al Bilancio, insediatasi al Campidoglio, ha iniziato a guardare dentro i numeri delle sue partecipate e ha tirato fuori la verità: partite farlocche che in realtà, da anni, nascondevano veri e propri buchi di bilancio, costi di gestione eccessivi, inefficienti gestioni dei servizi e del personale. E ha iniziato, responsabilmente, il suo iter di risanamento.

La Raggi ha salvato Atac dal fallimento, la società di Trasporti romana, avviandola con successo al concordato preventivo. L’ha riportata in attivo mantenendone i livelli occupazionali. Sulla travagliata Ama, l’azienda incaricata della raccolta dei rifiuti romani, ha operato una riconciliazione dei conti e individuato partite di credito verso il Comune non dovute, e ora ne pretende la radiazione, un’operazione indigesta ai vari CdA della partecipata romana perché porterebbe alla luce perdite occultate per anni. Non solo, Raggi ha messo sotto la lente l’operato della controllata di AMA (avete presente le matrioske?), la Multiservizi che si occupa di raccolta rifiuti non domestici, dopo che un servizio de “Le Iene” ha portato alla luce il sistema truffaldino attraverso il quale si assicurava incassi non dovuti. Ora gli Amministratori, presi con le mani nel sacco e sotto inchiesta, stanno minacciando il licenziamento di 3.500 dipendenti, e sono stati subito formalmente diffidati dalla Sindaca ad operare senza l’autorizzazione del Campidoglio. Che non arriverà mai. Ma questo i media non lo dicono.

Altro motivo del contendere fra Campidoglio e Sindacati è Roma Metropolitane (gestione del trasporto sottoterra romano), che Virginia Raggi ha avviato alla liquidazione perché ormai fallita, un pozzo senza fondo di perdite. Pensate, in Comune s’era generato un iter consolidato: per anni la controllata, con decreto ingiuntivo, usava intimare al Comune di Roma la sua ricapitalizzazione per coprirsi le perdite e il Campidoglio, su foglio in ciclostile, eseguiva gli ordini. Così, ad occhi chiusi, soldi persi, soldi nostri pure quelli. E poco è valso alla Sindaca assicurare la ricollocazione del personale (circa 200 persone), presso altre strutture capitoline. Si è montato, pretestuosamente, un caso.

Queste la colpa della prima Sindaca donna di Roma, la colpa di aver fatto ciò che i suoi ingordi predecessori non hanno avuto il coraggio di fare, o meglio, la CONVENIENZA a fare. In questo film dell’assurdo che va in onda in questi giorni a Roma ballano diversi attori: tutti, con motivazioni diverse, che metto sul banco dei veri imputati: i Sindacati, soggetti autoreferenziali, rivelatisi sostanzialmente irrilevanti o assenti quando si è perpetrato il furto con destrezza dei diritti dei lavoratori, vedi Job Act, Legge Fornero e suo corollario di esodati, e che ora nel Lazio si stanno giocano la risalita dei tesseramenti sposando la causa di coloro che per anni hanno alimentato sprechi e ruberie alle spalle dei romani.

Salvini e la sua propaganda pompata dai social e dai media. In queste ore il leghista dalle oscure trame oltre confine, di cui non vuole dare conto agli italiani, uno che da sempre ha fatto della politica un mestiere, uno che non è servitore dello Stato, ma che, una volta al Governo, ha dimostrato di servirsi dello Stato per le sue mire di potere, uno che fino a ieri si diceva cittadino dello Stato della Padania, sta battendo ogni quartiere di Roma per metterla a ferro e fuoco e rivoltarla contro un Sindaco onesto e servitore della sua comunità. Vuole prendersi la sua poltrona per perpetuare lo scippo a quei romani che oggi, inconsapevoli, lo sostengono.

Colpevoli noi romani che sappiamo come stanno realmente le cose, me compresa che forse, invece di difendere in piazza la mia Sindaca, ora sto scrivendo queste righe. E ci metto anche i vertici del Movimento 5 Stelle, che avrebbero dovuto meglio tutelare la sua Sindaca-Coraggio e che, quando l’ha fatto, forse, l’ha fatto troppo tardi.

10 thoughts on “Le “colpe” di Virginia Raggi

  1. Ormai c’è la triste consapevolezza che un sindaco come la Raggi, Roma non se lo merita. Purtroppo i cittadini romani poco o nulla hanno fatto per difenderla dagli attacchi pretestuosi che le sono arrivati dai palazzinari romani e da quel mondo di mezzo che ha visto i propri lucrosi intrallazzi venire meno da quando siede al Campidoglio.
    Vergognoso l’atteggiamento dei sindacati, in primis la CGIL, che mentre non fiatavano mentre Roma era saccheggiata dalla criminalità organizzata e i vari governi diversamente piddini smantellavano uno ad uno i diritti dei lavoratori, adesso alzano improvvisamente la testa per tutelare… udite udite, gli interessi degli indifendibili!
    Troppo debole il M5S che non solo non ha saputo costruire una rete di protezione solida nei confronti della sindaca ma, soprattutto, non l’ha sostenuta con la forza e l’entusiasmo che si sarebbe meritata.
    C’è tuttavia ancora tempo per rimediare agli errori compiuti dal MoVimento e riabilitare una donna simbolo che ha davvero fatto quello che aveva annunciato ai cittadini di Roma di voler fare, come l’intervento della Labonia documenta indiscutibilmente.
    “Fate presto!” è l’accorato appello che va rivolto ai pentastellati, affinché si rendano conto che con Roma si giocano buona parte della loro credibilità residua, presi di mira come sono da sempre dai media del regime tangentocratico.
    Che non vede l’ora di riprendere le malversazioni, affidandosi al Salvini o alla Meloni di turno.

  2. Ho sempre apprezzato e difeso V.Raggi. Oramai quel che c’era da dire è stato detto. Se i Romani preferiscono i sistemi precedenti, peggiori di quelli di Alarico e del sacco della Città
    , non c’è niente da aggiungere. Peggio per me e per loro. Che nessuno, però, poi si azzardi a lamentarsi. Grandissimi

  3. Romani volete Alemanno, Buzzi, Carminati il 416 bis della Capitale per 5 anni dico 5 anni, senza che nessuno abbia proferito parola riguardo codesti galantuomioni… OK li rivolete?? Allora Teneteveli e buon pro vi faccia !!

  4. @Roberta,
    dici: “…Colpevoli noi romani che sappiamo come stanno realmente le cose, me compresa che forse, invece di difendere in piazza la mia Sindaca, ora sto scrivendo queste righe. E ci metto anche i vertici del Movimento 5 Stelle, che avrebbero dovuto meglio tutelare la sua Sindaca-Coraggio e che, quando l’ha fatto, forse, l’ha fatto troppo tardi….”!!!
    bene, speriamo che, da oggi, darai una mano a quelli che nel MoV lottano per cacciare coloro che intelliggono coi nemici (oramai chiaramente identificati… anche da te). come hai appena fatto chiudendo il tuo chiarissimo e condivisibilissimo articolo…!!!

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