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Prima gli indiani

(pressreader.com) – di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 6 novembre 2019 – Ha ragione Padellaro, l’altro ieri, all’annuncio ricatto dei padroni delle ferriere di Arcelor Mittal, il governo avrebbe dovuto inviare suoi uomini nei tg e nei talk a spiegare le cose come stanno e a contrastare con i fatti la propaganda dei due Mattei e delle loro penne da riporto. Ma il problema vero, come sempre, è l’“informazione”, che ancora una volta è riuscita a superare se stessa. Chi non sa a chi e a cosa servono i giornaloni, penserà a un esercito di creduloni che si bevono tutti quanti la favoletta dei poveri imprenditori indo-francesi traditi dal governo cattivo che vuole mandarli in galera per le colpe dei predecessori. Chi invece conosce il mondo editoriale e chi c’è dietro sa bene la verità (confermata ieri dalla stessa Mittal): dal 2012, quando i giudici sequestrarono l’Ilva come arma del delitto usata da (im)prenditori-serial killer per fare strage di operai e residenti in cambio di profitti da favola, c’è uno scontro all’ultimo sangue (degli innocenti) fra chi vuol produrre e guadagnare in spregio al Codice penale e al diritto alla salute e alla vita tutelati dalla Costituzione, e chi tenta di riportare la legalità nel Far West chiamato Taranto. Da allora si sono succeduti sei governi (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e Conte 2). I primi quattro hanno varato la bellezza di 11 decreti salva-Ilva che in realtà salvavano prima i Riva, poi i commissari governativi, infine i compratori indo-francesi sempre elogiati da Calenda (contro una cordata italiana molto migliore), con vari scudi impunitari (alcuni bocciati dalla Corte europea). Il governo giallo-verde levò l’immunità a Mittal, salvo poi ripristinarla parziale e graduale sotto il solito ricatto “O ce la ridate o ce ne andiamo”. Infine, in Senato, la maggioranza giallo-rosa, su proposta M5S ma col voto decisivo di Pd, LeU e renziani, ha finalmente posto fine a quello scempio giuridico, stabilendo che anche Mittal, gestendo una fabbrica italiana, è sottoposto alla Costituzione e al Codice penale italiani. E quei signori, che avevano rilevato l’Ilva con un contratto senz’alcuna immunità e promesso 1,15 miliardi di investimenti per il risanamento ambientale, salvo poi licenziare l’ad che aveva osato impegnarsi, hanno testualmente dichiarato: “L’eliminazione della protezione legale e i provvedimenti del Tribunale di Taranto rendono impossibile eseguire il contratto”. Primo caso al mondo di un gruppo imprenditoriale che pretende di operare violando le leggi del Paese che lo ospita, con un salvacondotto che gli conferisca licenza di inquinare e uccidere impensabile perfino nel terzo o quarto mondo.

Ora Renzi e il Pd, che l’avevano appena giustamente cancellato, vorrebbero ripristinarlo per “togliere l’alibi a Mittal”. Cioè ANCHE SE sanno già che Mittal racconta balle, perché aveva già deciso tutto a tavolino, essendo interessato non a rilevare e rilanciare l’Ilva, ma soltanto a tenerla ferma, ridimensionarla e poi chiuderla, evitando che cadesse in mano a concorrenti che avrebbero potuto disturbare il suo monopolio sulle acciaierie del resto d’Europa. Ma, anziché trarne le conseguenze e fare fronte comune per inchiodare questi signori ai loro impegni e smascherare la loro propaganda, Pd e Renzi si associano ai ballisti del centrodestra e dei giornaloni che fingono di credere alla leggenda della fuga per lo scudo scomparso. E danno la colpa indovinate a chi? Ma naturalmente ai 5Stelle, che dopo vari tentennamenti hanno finalmente riportato Taranto in Italia e nella legalità. Resta da capire che fine abbiano fatto i “sovranisti”, quelli che “prima gli italiani”.

Questa storia sarebbe perfetta per la loro narrazione: un gruppo mezzo indiano mezzo francese pretende di violare impunemente le nostre leggi col permesso dello Stato, cioè di fare ciò che non sarebbe consentito loro né in India, né in Francia, né in nessun altro angolo del mondo civilizzato. E lo dice pure, anzi lo mette per iscritto, incolpando il Parlamento e la magistratura italiani di intralciare i suoi propositi illegali (solo chi intende delinquere chiede il permesso di farlo, anche perché l’idea che qualcuno, in uno Stato di diritto, rischi di finire indagato per delitti commessi da chi c’era prima non ha alcun senso: la responsabilità è personale). Un sovranista degno di questo nome risponderebbe: provate a fare nei vostri Paesi ciò che vorreste fare nel nostro. Ma qui casca l’asino: i nostri sovranisti se la prendono col governo italiano, dando ragione al gruppo straniero che tratta l’Italia come una colonia da spolpare e avvelenare. E i giornali, naturalmente, dietro.

Tutti: di destra, di centro e di sinistra. Repubblica parla di “attacchi tardivi del Pd alla linea dura imposta dal M5S” e chiama “colpevoli” non quelli che pretendono la licenza di uccidere, ma quelli che gliel’hanno levata. Il Messaggero fa anche meglio: addita al pubblico ludibrio i “quattro populismi” che avrebbero offeso il sacro cuore di Mittal: “Grillini, dem, Cgil e toghe”. Sul Corriere, il solito Fu(r)bini dice che “la politica industriale ha perso la bussola”, come se la politica industriale fosse garantire a una multinazionale l’impunità su omicidi e inquinamenti. Il Sole 24 Ore boccia il no allo scudo penale come “demagogia”. Per La Stampa, è colpa delle “politiche ambientali” del governo. Per il Foglio , dell’ “ambientalismo ideologico”, del “giustizialismo chiodato ” e della “decrescita infelice”. Poi c’è il trio Giornale-Verità-Libero, con i titoli-fotocopia “L’Ilva chiude per colpa di M5S e Pd”, “Capolavoro giallorosso”, “L’Ilva assassinata dalla scempiaggine M5S”. E le colpe di Arcelor Mittal e di chi gli ha gentilmente offerto l’Ilva? Non pervenute.

Bei tempi quando i Riva si compravano i giornalisti. Oggi vengono via gratis.

35 thoughts on “Prima gli indiani

  1. Bene a parte averci illuminato (come sempre) ed averci esposto la Verità rivelata, in concreto cosa suggerisce il sig. Travaglio per disinnescare questa bomba sociale? Nulla, fa solo il polemico con i soliti giornaloni…

    • Che discorso stupido. I giornalisti devono raccontare i fatti,mica proporre soluzioni. Per quelle eleggiamo e paghiamo profumatamente i politici.

    • Abbiamo in ItaGlia una lunga lista di illustri polemici: Falcone e Borsellino; Pertini; Longanesi; Flaiano; Montanelli; Pirandello; Sciascia; Calvino; Da Vinci… E un’altra di altrettanti illustri “concretizzatori”: Salvini; Berlusconi; Topo Gigio Veltroni; Renzi; Mussolini; Riina; Al Capone…

    • Non è compito dei giornalisti dare soluzioni, loro devono garantire un informazione veritiera e imparziale…. Travaglio lo fa, e credo che come lui ce ne siano pochissimi. Saluti

    • @ Paolino, Gatto e Oh Mamma: Il giornalista Travaglio avrà pure una sua opinione, come noi tutti, potrebbe anche esporcela, non vi pare? Quante volte nei suoi articoli ha “suggerito” al governo, alla maggioranza, al M5S cosa si doveva e non si doveva fare? Quindi quando gli gira lo fa, quando capisce che camminare sulle sabbie mobili non gli conviene fa “l’informatore” ovvero colui che trasmette informazioni. Il Fatto che queste informazioni siano le uniche che contengono la Verità, beh ci credono sono coloro che ci vogliono credere….

      • Io ti leggo e capisco che: “Bene a parte averci illuminato (come sempre) ed averci esposto la Verità rivelata, in concreto cosa suggerisce…?”. Poi ti leggo di nuovo e capisco anche: “Travaglio avrà pure una sua opinione, come noi tutti, potrebbe anche esporcela, non vi pare?” Allora mi domando: ma dove cazzo vorrà mai andare a parare questo ECOBRAVO?

      • “Il Fatto che queste informazioni siano le uniche che contengono la Verità, beh ci credono sono coloro che ci vogliono credere….”
        Prova a confutarle, altrimenti meglio tacere. Che sia stato tolto lo scudo penale è una verità assodata, che tale scudo offra la possibilità di agire fuorilegge è un’altra verità e che tutti i giornali e politici abbiamo incolpato per questo il M5S è di nuovo una verità. E allora cosa vai blaterando?

      • Certo che ho i nervi scoperti, personalmente a chi racconta menzogne o altera la verità pubblicamente, io metterei l’ergastolo al 41bis come per i peggiori criminali mafiosi, perché questo sono.

  2. ecco uno che in caso di corna vuole la soluzione da chi lo mette al corrente del tradimento della moglie

  3. Ah la faccia tosta del travagliato…
    “Da allora si sono succeduti sei governi (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e Conte 2). ” … e la colpa di di chi sarebbe se la “patata” (il ministro che si occupava) l’hanno avuta sempre in mano loro, cioè Pd e 5 stalle ?!?1
    … se il renzino o il giggino bibitaro avessero fatto meno promesse elettorali e più fatti, invece questo succede perchè badano solo ad essere ben incollati alle poltrone!!!

    • Si chiama Lobotomia !!! Non capisci, ma non è colpa tua. Parli senza una parte del Cervello.
      M5S a VITA !!!!

    • In effetti, sarebbe bastato promettere tutto il possibile, l’impossibile e anche il loro contrario, dire un giorno una cosa e un giorno l’altra, dare ragione all’ilva, ai riva, ai tarantini, agli indiani, ai francesi e anche a mia nonna, e poi, una volta al governo, non fare assolutamente un cazzo di niente, che il problema si sarebbe certamente risolto da sè, come, del resto, hanno fatto tutti i governi precedenti. Tanto poi ci pensano i giornali a non parlarne più, e se di un problema non se ne parla più, il problema sicuramente o è risolto o non è mai esistito.
      Loro saranno pure incollati alle poltrone (da meno tempo di chiunque altro, però, strano), ma tu con la tastiera ci vai anche a letto.

      • “Adesso basta sangue”, ma non vedi… Non stiamo neanche più in piedi… un po di pietà Mentre tu.. invece fumi con grande tranquillità “Cosi’ sta a me che debbo parlare”” fidarmi di te”… “Lucio Dalla” Lp “Henna”

  4. Pensano che siamo imbecilli e stato scritto che lo scudo serviva il tempo necessario per mettersi in regola per evitare che i magistrati gli bloccassero la produzione?

  5. Se l’Ilva è un’industria strategica per il Paese, lo Stato deve acquistarla, farci gli investimenti necessari per il risanamento ambientale e dare un taglio a questo penoso spettacolo della ex quarta potenza più industrializzata al mondo che si trova oramai alla completa mercè di un gruppo privato.
    Ovviamente Arcelor Mittal, scudo o non scudo, con l’acquisto dell’Ilva non ha mai avuto alcuna intenzione di puntare su Taranto ma, com’è nella naturale vocazione dei colossi multinazionali, di eliminare un diretto concorrente, peraltro appropriandosi della sua quota di mercato.
    Se il Paese contasse qualcosa in Europa farebbe in modo, trattandosi di un investimento strategico, che la copertura finanziaria di quest’operazione resti fuori dal patto di stabilità.
    E’ questa l’unica soluzione decente del dossier Ilva, a meno che non si possa riaprire, a causa del grave inadempimento contrattuale della multinazionale francoindiana, i termini di una gara per l’aggiudicazione dell’impianto ad una nuova cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti.

    • …ad una nuova cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti. !!!
      Allora paghi tu, noi e i soliti fessi, bravo. Vedi come li risolvono i problemi, i giuseppi dei pidioti e dei grullilesi !!!

      • Presto avremo modo di vedere come li risolverete voi leghisti del cazzo, i problemi…a proposito, quando la Lega era al governo con Berlusconi cosa ne pensavi dell’ILVA? O dormivi?

    • A me avevano insegnato, all’Università – troppi anni fa – che quando un’azienda non crea ricchezza, bensì la distrugge, FALLISCE. Illva, Alitalia, hanno distrutto i soldi delle nostre tasse: si chiudano. Basta mafiosi, basta pseudo imprenditori, basta operai che preferiscono ammazzare se stessi, le proprie famiglie, la loro terra, pur di non tornare alla zappa e all’agricoltura. Cose che fanno bene alla salute e dove esistono tante eccellenze.

      • Nel caso di Ilva, la premessa è che si tratta di un’industria strategica; ovvero, che il Paese non ne possa fare a meno per non dipendere da altri stati: senza un approvvigionamento autonomo di acciaio, è impensabile svolgere un ruolo significativo in campo economico; e non solo…
        In altri termini, senza disporre più della siderurgia nazionale, per strangolarci e quindi zittirci sui tavoli internazionali, in primis a Bruxelles, per i nostri partners diventerebbe un gioco da ragazzi. Altro che sbattere i pugni sui tavoli che contano…
        Come si può capire la questione è estremamente delicata.
        Un discorso analogo si è sempre fatto, in fondo, per Alitalia: in un paese a forte vocazione turistica, in cui grazie al saldo attivo della bilancia turistica si paga d’inverno la bolletta del riscaldamento, possiamo privarci di una compagnia di bandiera nazionale che ci può garantire rotte preziose e lucrosissime sul mercato internazionale del turismo, anche se ci costa molto? Probabilmente no!
        Ma i media questo tipo di ragionamento non lo propongono mai all’opinione pubblica: eppure sarebbe necessario per farle prendere una posizione consapevole e, magari, condivisa.
        Può un Paese come l’Italia privarsi di assets strategici di questa rilevanza, anche se ci possono costare tanto se vengono malgestite? La risposta è no!
        A margine, secono alcuni analisti la rinuncia di Arcelor Mittal all’Ilva, a breve termine le sarebbe favorevole, risparmiando alla multinazionale franco-indiana molta liquidità, ma nel medio-lungo termine potrebbe rivelarsi un boomerang.
        Insomma, ci dobbiamo mettere nell’ordine delle idee che se vogliamo essere l’Italia e non la repubblica delle banane occorre assumersi certe responsabilità e accollarci determinati oneri.
        E’ lo stesso ragionamento, fatti i debiti mutamenti, che si potrebbe fare per altri servizi essenziali come la sanità: dato che ci costa un’esagerazione, smantelliamo il servizio pubblico?
        Ma quale ambizione economica possiamo nutrire nel consesso internazionale se non abbiamo un sistema sanitario efficace ed efficiente che curi i nostri concittadini?
        Come si può comprendere, delle migliori intenzioni è lastricata la via dell’inferno.
        La cosa però più riprovevole, però, è un’altra: come mai i media martellano continuamente sulla vertenza Ilva ma nessuno mette in evidenza qual è la vera posta in gioco?
        Diamoci una risposta.

    • In altre parole: nazionalizziamo la produzione dell’acciaio!
      Beh? E perchè no?
      Sarebbe ora che i neoliberisti “col culo degli altri” cominciassero a prendere gli schiaffoni che meritano.
      In quanto alla “libera” informazione, siamo arrivati ad un tale livello di distorsione
      ed acquiescenza ai voleri dei Padroni che non è più corretto considerarci un Paese
      democratico.
      L’emergenza “disinformazione” o viene affrontata in qualche modo, o possiamo
      smetterla di considerare il nostro Paese come facente parte di un consesso di nazioni (parzialmente) libere e (parzialmente) democratiche.

      • Egregi, lo sapevate che da un 6 mesi a questa parte la Svezia è invasa da giovani TEDESCHI in cerca di lavoro? Lo sapevate che non è assolutamente vero che la Svezia stia diventando un Paese ” cash free” dove si paga in modo diverso dal contante? Giusto per darvi un’idea di riflessione…

    • “Adesso basta sangue”, ma non vedi… Non stiamo neanche più in piedi… un po di pietà Mentre tu.. invece fumi con grande tranquillità “Cosi’ sta a me che debbo parlare”” fidarmi di te”… “Lucio Dalla” Lp “Henna”

  6. La sostanza è che un’impresa chiede allo stato di essere esentata dalle leggi per poter inquinare (e quindi uccidere, proprio come 007, solo che lui ne ammazzava molti meno) risparmiando sui costi.
    Il fatto che ci sia un dibattito su questa cosa è terrificante.

    I mezzi di disinformazione di massa subito si schierano a favore degli indiani, ma non sicuramente gratis, quelli gratis neanche respirano … è che così da un lato appoggiano il capitale e dall’altro attaccano i 5s, due piccioni con una fava.

    Unica nota positiva è che mi chiedevo ultimamente se per caso il M5S non stesse diventando casta, e ora invece basta vedere 5 minuti di floris e compagni di merende per capire che tutti i media si sono rischierati apertamente contro il M5S, il che per me è una certificazione di onestà e utilità per il popolo, quel 99% di sfigati senza santi in paradiso che tira avanti il paese, col paraocchi e sotto la frusta del cocchiere occulto.

    • “Adesso basta sangue”, ma non vedi… Non stiamo neanche più in piedi… un po di pietà Mentre tu.. invece fumi con grande tranquillità “Cosi’ sta a me che debbo parlare”” fidarmi di te”… “Lucio Dalla” Lp “Henna”

  7. Chi di noi conosce nel dettaglio l’oggetto del contendere se non attraverso un’informazione francamente molto partigiana, da qualsiasi parte la si voglia apprendere? La realtà incontestabile è che sia ILVA sia Alitalia rappresentano fallimentari modelli di gestione (ILVA ed Alitalia perdono giornalmente quasi 3 milioni di euro) per cui diventa assai difficile trovare potenziali investitori che si sobbarchino dell’impresa e quando si riesce a trovarli, la politica e le forze sindacali, l’una per non perdere voti e l’altro per non perdere la faccia, si prodigano nella ricerca di vincoli che impediscono l’attuazione di qualsiasi piano di risanamento, che inevitabilmente comporta la riduzione di personale. Diversamente ILVA e Alitalia continueranno ad essere carrozzoni alimentati dai contribuenti. Questa non è strategia, ma squallido opportunismo politico.

  8. “Adesso basta sangue”, ma non vedi… Non stiamo neanche più in piedi… un po di pietà Mentre tu.. invece fumi con grande tranquillità “Cosi’ sta a me che debbo parlare”” fidarmi di te”… “Lucio Dalla” Lp “Henna”

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