Cronaca/Giustizia/Interno

No-Tav: in cella a 73 anni per aver partecipato a una protesta del movimento

Condannata a un anno per un blocco autostradale del 2012, la prof in pensione Nicoletta Dosio sceglie di non chiedere misure alternative: “Sarebbe come scusarsi”

 

(di ANDREA GIAMBARTOLOMEI – il Fatto Quotidiano) – Aveva partecipato a una protesta del movimento No Tav nel 2012, come molte altre volte. Stava dietro a uno striscione con su scritto “Oggi paga Monti” mentre altri militanti, dopo aver oscurato le telecamere, obbligavano i casellanti ad alzare le sbarre del casello autostradale di Avigliana, sulla Torino-Bardonecchia, permettendo agli automobilisti di passare. La società autostradale Sitaf aveva lamentato un danno di 777 euro. Ora Nicoletta Dosio, 73 anni, professoressa di Latino in pensione, si prepara a entrare in carcere per scontare la condanna a un anno di reclusione per violenza privata (sugli automobilisti) e interruzione di pubblico servizio.

Ieri scadevano i termini per chiedere di scontare la pena con misure alternative (ad esempio i domiciliari o l’affidamento in prova al servizio sociale), ma la pasionaria di Bussoleno ha chiesto ai suoi avvocati, Valentina Colletta ed Emanuele D’Amico, di non ricorrere al Tribunale di Sorveglianza. “Ho scelto liberamente – ha spiegato ieri mattina davanti al Palazzo di giustizia –. Sono anziana e posso permettermelo, ma da parte mia chiedere le misure alternative vuole dire chiedere scusa e adeguarsi al verdetto”. Altri 11 condannati dei circa 300 manifestanti hanno chiesto misure alternative perché la sentenza non prevede la sospensione condizionale nonostante molti siano incensurati.

“IO CREDO CHE NOI, io e gli altri undici condannati, abbiamo fatto il nostro preciso dovere, che rivendico fino in fondo”, ha aggiunto Dosio. Le sue parole e il suo pensiero sembrano un discorso di altri tempi. “Il carcere non è un luogo di riscatto, ma un luogo di pena e quindi ho timore, ma più forte del timore sono la rabbia e l’indignazione per l’ingiustizia. Proprio per questo ho deciso di mettere a disposizione la mia vita – ha detto ai presenti –, ma ho deciso di portare avanti la mia lotta con serenità. Questa è una resistenza”. Non si sente una martire: “Noi siamo antieroi per eccellenza”.

Non è la prima volta che si mette contro la giustizia. Nell’estate 2015 Dosio, in passato candidata con Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, aveva protestato contro alcune misure cautelari imposte in seguito alla partecipazione a un’altra protesta: le era stato imposto l’obbligo di firma, ma l’ha violato non presentandosi mai ai carabinieri, ragione per cui poi le fu dato un obbligo di dimora, altro ordine violato che portò a un inasprimento, i domiciliari mai rispettati, motivo per il quale era poi stata condannata in primo grado a otto mesi con la condizionale.

Neanche adesso vuole interrompere la sua protesta radicale. “Anche in prigione troverò la solidarietà tra detenuti. Come scrisse Rosa Luxemburg: ‘Mi sento a casa mia in tutto il mondo, ovunque ci siano nubi, e uccelli, e lacrime umane’”. Questa serie di condanne definitive sono il preludio di una situazione che si aggraverà nel 2020, quando arriveranno davanti alla Cassazione molti altri processi nel corso dei quali i militanti No Tav sono stati condannati.

8 thoughts on “No-Tav: in cella a 73 anni per aver partecipato a una protesta del movimento

  1. Tanto di cappello a questa signora neanche più giovanissima, che ha più attributi lei di 10 soggetti maschili presi a caso dalle strade, me compreso.

  2. Un grazie di cuore alla gentile e coraggiosa signora, una lezione per il genere maschile e per “l’amata” classe dirigente.

  3. Un grazie di cuore alla gentile e coraggiosa signora, una lezione per il genere maschile e per “l’amata” classe dirigente.

  4. Se la politica è in vendita (tranne forse il M5S … ultimamente ero un po’ scettico e non mi fido più di conte fino a che non lo vedrò far qualcosa di inequivocabilmente positivo, ma vedere le tv tornare ad avventarsi su di loro come un sol omino mi ha rassicurato. Se gli organi di propaganda del potere preparano trasmissioni\agguato, tanti contro uno, a una forza politica, significa inequivocabilmente che questa sta resistendo), lo stato finisce per fare gli intressi del miglior offerente.
    E il miglior offerente sono mafie lobby e logge, per cui lo stato finisce per processare chi tenta, fra l’altro anche troppo civilmente, di difendere gli interessi del popolo.
    Il TAV è un grande banchetto, per allestire il quale vale la pena spendere parecchi soldi per corrompere e pubblicizzare.

    Questa donna fa la cosa giusta, ci sono persone che non riescono a ingoiare i rospi.

  5. Nello stesso giorno leggiamo dell’indecente comportamento omertoso del politico più
    importante (e più votato!) dell’Italia degli ultimi trent’anni e di questa gentildonna, Nicoletta Dosio, che preferisce affrontare il carcere, per ribadire il suo anelito alla libertà
    di manifestare il proprio dissenso, piuttosto che venire a patti con una giustizia che definire “strabica” è assolutamente riduttivo.
    Abbiamo visto le sue gambe e abbiamo sentito la sua voce, troppo codardo per metterci
    la faccia su quella formuletta: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, tipica dei mafiosi irriducibili che si rifiutano di collaborare con quello Stato di cui sono sempre stati nemici.
    Non un giorno di carcere ha fatto chi è stato definito “delinquente abituale” ed è tutt’ora
    l’uomo più inquisito e processato della storia d’Italia.
    Fiducia nella Magistratura?
    E come si può avere fiducia in un Ordine Giudiziario che lascia regolarmente impuniti i
    potenti e i loro complici, anno dopo anno, decennio dopo decennio, fino ad avvenuta prescrizione o morte per vecchiaia dei malviventi… quelli veri, non quelli come Nicoletta Dosio.
    Mi si obbietterà: “Ai Magistrati compete solo di far rispettare le Leggi emanate dal Potere
    Legislativo.”
    Giusto… ma troppe volte assistiamo ad una vera e propria complicità da parte delle Corti
    che si palleggiano competenze e responsabilità in un estenuante ping-pong che, alla
    fine, porta invariabilmente alla non punibilità dell’imputato eccellente per avvenuta prescrizione.
    Com’è che il terribile reato della Prof. Dosio non è stato lasciato morire per prescrizione?
    Com’è che i comportamenti illeciti, ma “socialmente pericolosi” solo per Lorsignori, dei
    cittadini comuni vengono invece puntualmente sanzionati, in stridente contrasto con quanto succede per gli oligarchi?
    E’ solo colpa delle leggi tagliate su misura per loro, o ci sono larghi strati della Magistratura che usano una Bilancia della Giustizia con un piatto solo?
    Un esempio?
    Dopo centinaia di cassonetti dati alle fiamme, decine di autobus bruciati, discariche e
    impianti resi inservibili, atti di vandalismo e di sabotaggio continui e decine di denunce presentate nel corso degli ultimi tre anni, solo ora la preclara Procura di Roma avvia indagini ed apre fascicoli.
    Come mai?
    Non esiste più l’obbligatorietà dell’azione penale o il Dott. Pignatone e i suoi numerosissimi sostituti erano troppo impegnati ad indagare ed incriminare i partecipanti
    a cortei e manifestazioni di dissenso?

  6. Se non ricordo male, Socrate preferì bere la cicuta e morire piuttosto che disobbedire alle leggi di Atene. La signora, combatte male una giusta battaglia. Se hai l’obbligo di dimora o di firma, rimani e firmi. in democrazia, ti batti per cancellare le leggi ingiuste, non le infrangi. Se no, sei anche tu un fuorilegge come B. e tanti altri condannati.

    • @ Paolo Diamante
      concordo su l’obbligo di dimora e firma ma dissento sulla opportunitè da parte dei giudici nel merito di comminare tali provvedimenti sappamo tutti che le leggi il più delle volte sono soggette a interpretazioni degli stessi: se mai a questi ultimi il compito di battersi per farle alienare e non al singolo cittadino col potere di farsi ascoltare come voce nel deserto !!!

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