Agroalimentare/Cronaca/Interno

Amatriciana, istruzione per l’uso

(Lara DE LUNA – repubblica.it) – La lotta contro l’italian sounding, le contraffazioni e le mistificazioni che sono i principali nemici del nostro patrimonio agroalimetnare ed enogastronomico tradizionale ha numerose forme. Compresa quella legislativa. E’ quello che sta accadendo in seno all’Unione Europea per una delle ricette più amate d’Italia, quella dell’Amatriciana: l’UE ha appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la richiesta di iscrizione di questa specialità come Specialità tradizionale italiana a partire dal suo disciplinar per impedirne le falsificazioni e promuoverne la tutela.

Meriteranno il marchio di riconoscimento e tutela solo le ricette che ne tutelino la specificità legata “agli ingredienti impiegati e al metodo di preparazione utilizzato tradizionalmente nel comprensorio dei Monti della Laga”, luoghi nei quali tradizionalmente nasce questo piatto storico del Centro Italia.  Questa richiesta riconosce, di fatto, non solo il ruolo popolare e sociale odierno della ricetta – divenuta simbolo della riscossa un intero territorio dopo il sisma del 2016 – ma anche importanti fattori storici e culturali, tipici della complessità del nostro patrimonio tradizionale. Si riconosce quindi che la popolazione di Amatrice ha dato vita ad uno dei piatti più conosciuti della tradizione italiana rielaborando ed arricchendo un’antica preparazione pastorale, con l’introduzione del pomodoro intervenuta all’inizio del 1800.

Le specifiche della Gazzetta ufficiali entrano nel merito della ricetta: il guanciale dovrà essere di tipo Amatriciano dal 18 al 30%, il pecorino del tipo Amatriciano o Romano DOP del Lazio grattugiato, il pomodoro in passata o in pelati in pezzi dal 69 all’81 %. Sarà vietato l’uso “di ingredienti quali aglio, cipolla o pancetta”, mentre invece la proposta prevede l’utilizzo di pepe e peperoncino quanto basta.

Coloro che vorranno sollevare obiezioni alla registrazione avranno tre mesi per farlo. Nel caso di assenza di riserve e obiezioni, a partire da febbraio l’eccellenza agroalimentare italiana potrà essere iscritta nel Registro europeo delle Denominazioni d’origine e Indicazioni geografiche (Dop -Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg) di cui l’Italia è leader in Europa.

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