Cronaca/Inchieste/Interno

Una mensa scolastica su 5 è da incubo

(Lorena Loiacono – leggo.it) – Una mensa su 5, a scuola, è da incubo. Il pranzo dei bambini è servito tra piatti scadenti, cibi conservati male e locali non a norma: la fotografia scattata dai carabinieri del Nas è impietosa. Da settembre ad oggi i militari hanno controllato 968 aziende che operano nella ristorazione scolastica e tra queste ben 198 hanno evidenziato irregolarità: il 20%. Sono state contestate 25 violazioni penali e 247 amministrative con sanzioni per un valore di 204 mila euro.

Il Nas di Roma ha controllato 25 mense riscontrando 4 irregolarità di tipo amministrativo per un totale di 4mila euro di sanzioni mentre il Nas di Milano, che comprende anche Varese e Como, ha portato avanti le ispezioni in 65 mense evidenziando 21 irregolarità amministrative per un totale di 15.500 euro di sanzioni. A livello nazionale in 21 casi è anche stata disposta la sospensione dell’attività o il sequestro per rilevanti carenze igienico-sanitarie e strutturali.

Sono stati anche sequestrati oltre 900 kg di derrate alimentari tra carni, formaggi, olio, frutta ed ortaggi per assenza di tracciabilità, per le cattive condizioni sanitarie cdi conservazione e per gli ambienti inadeguati.

Tra i cibi sequestrati c’è anche una buona fetta di prodotti di scarsa qualità, di livello inferiore rispetto a quanto previsto e concordato nelle gare d’appalto, per lucrare sul prezzo della materia prima. Spesso sono gli alimenti Dop o biologici ad essere sostituiti con altri di minore valore economico e senza denominazione di origine. E’ emerso anche l’utilizzo di carne e vegetali surgelati o congelati al posto di quelli freschi, previsti invece dal contratto.

Le violazioni penali più ricorrenti riguardano proprio la frode e gli alimenti in cattivo stato di conservazione. Tra le infrazioni di carattere amministrativo sono emerse invece le carenze strutturali dei locali, la mancata tracciabilità degli alimenti, l’assenza di menù esposti all’utenza in caso di presenza di allergeni e la mancanza di aree riservate alla preparazione degli alimenti per diete “speciali”.

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