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Doppio filo

(Pietrangelo Buttafuoco) – Mattia Santori, il segretario nazionale delle Sardine, sveglia in molti il ricordo di un altro bel giovane dotato di carisma: Alessandro Di Battista. Una differenza di sostanza tra i due c’è: Di Battista, tra i leader del M5S, non ha mai avuto il sostegno del cucuzzaro tivù e giornali.

E neppure adesso – con Beppe Grillo succube del Pd – lo ha avuto perché Di Battista non appoggia il Giuseppi che tanto piace alla gente che piace. Sardine comprese. Ed ecco la differenza: il Dibba è l’irriducibile, il Mattia, invece, è un riducibile riconducibile. A doppio filo col regime.

4 thoughts on “Doppio filo

  1. A Buttafuoco anche Lei come il “Filosofo” di Bisceglie è un nostalgico del salto attraverso il cerchio infuocato. Cialdino.

  2. Ha ragione da vendere.
    Presto o tardi il fenomeno Santori sarà candidato e raccoglierà i dividendi lasciando a bocca asciutta i boccaloni al seguito.
    Film già visto, tanto per fare un solo esempio, l’innefabile Mario Capanna.
    Dalla contestazione H24, l’eskimo e la spranga, alla cravatta reggimental, la giacca di cashmere e la difesa ad oltranza del vitalizio.
    Tutti tengono famiglia anche i Katanghesi ed i pescetti azzurri.
    Quelli veramente da tso, sono i fans al seguito ed i gretini di turno.
    Poi ci chiediamo perché si scivola sempre più in basso.

  3. Le “Sardine” altro non sono che una maschera (tutta pianificata a tavolino) dietro alla quale si nasconde il PD col suo vetusto apparato partitocratico di feudi e baroni. Un PD che non ha più il coraggio di esporre i propri simboli (come sta facendo ipocritamente con Bonaccini alle regionali dell’Emilia Romagna, che è del PD ma nei manifesti si presenta senza i simboli e i colori del suo partito) perché divenuti impopolari grazie alla nutrita collezione di disastri politici e di scandali giudiziari in cui è coinvolto. Le “Sardine” sono nate (guarda caso a Bologna, culla della vetero-partitocrazia piddina) come “l’arma segreta” del PD per arginare l’ascesa della destra alle regionali di Emilia Romagna e Calabria (regioni cruciali, anche perché se il PD perdesse l’Emilia Romagna, molto probabilmente cadrebbe anche l’attuale governo M5S-PD-LEU). E guarda che coincidenza: la priorità dichiarata delle “Sardine” è fare campagna d’odio in piazza contro la Lega e la destra proprio nelle due regioni, Emilia Romagna e Calabria, dove il PD ha paura di perdere col voto di gennaio 2020.

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