Cronaca/Giustizia/Interno/Politica

Dal primo gennaio stop alla prescrizione: le cose da sapere

(lettera43.it) – Mitigare ad un livello «fisiologico» lo stop alla prescrizione, che il governo ha invece abolito da inizio 2020: è l’obiettivo della proposta di legge presentata in parlamento dal Pd. Ecco un quadro della situazione.

CHE COSA È LA PRESCRIZIONE

La prescrizione prevede che un reato sia estinto, dunque che il relativo processo penale che lo riguarda abbia fine, «decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria». Dunque, trascorso un certo periodo, il reato non può più essere perseguito, e chi è sospettato di averlo commesso non è più processato. Ciò in base alla convinzione che, passato un determinato numero di anni, non sia più nell’interesse della comunità perseguire alcuni reati oppure non ci siano più le condizioni per farlo. Fanno eccezione i reati di particolare gravità, per i quali è prevista la pena dell’ergastolo.

LA NORMA DELLO ‘SPAZZACORROTTI’

In base a quanto previsto dalla cosiddetta legge Spazzacorrotti, dal primo gennaio 2020, il corso della prescrizione viene sospeso dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado. Ciò accadrà sia in caso di condanna che di assoluzione.

LA PROPOSTA DEL PD

dem propongono una sospensione dei tempi della prescrizione di due anni per l’appello e di un anno dopo la Cassazione, ai quali si possono aggiungere altri sei mesi se c’è il rinnovo dell’istruzione dibattimentale, per un totale di 3 anni e sei mesi. Il Pd lega la sua proposta al fatto che è in appello che oggi si prescrive il numero dei reati, mentre è trascurabile il loro numero in Cassazione.

7 thoughts on “Dal primo gennaio stop alla prescrizione: le cose da sapere

  1. Occorrerebbe mitigare ad un livello “fisiologico” il senso di ripugnanza verso chi fa proprie le istanze degli “impuniti”.

    • Intendi dire che il “senso di ripugnanza” ha raggiunto livelli patologici e quindi
      deleteri per chi lo prova?
      Forse hai ragione, ma quanto più forte sarà l’avversione e la ripugnanza verso tali comportamenti e verso le persone che li attuano, tanto più forte sarà la spinta a curarsi eliminando il bubbone che ci sta uccidendo giorno dopo giorno.

  2. Il problema è tutto qui: “…trascorso un certo periodo, il reato non può più essere perseguito, e chi è sospettato di averlo commesso non è più processato…”. Anche chi ha confessato il crimine, quindi si va bel oltre il sospetto, scaduti i termini per i reati più gravi verrà punito con un colpetto sulle mani.
    La prescrizione è oggi un salvagente per i criminali e non c’è nessun argomento valido che possa contrastare questa semplice verità.
    La convinzione: “…che, passato un determinato numero di anni, non sia più nell’interesse della comunità perseguire alcuni reati oppure non ci siano più le condizioni per farlo….”, oggi è totalmente ribaltata, perché l’unica comunità che non ha interesse affinché il processo vada avanti e la stessa che non ha interesse che il processo esista ed è la comunità più corrotta: quella politico-affaristica.
    Come per le intercettazioni è l’ennesimo problema che attanaglia coloro, che entrano in Parlamento promettendo di fare propri i problemi della comunità, e che invece passano il tempo a fare dei propri problemi, un problema della comunità.
    Ma la cosa più deprimente e desolante non è la reazione dei politici, quanto la mancanza di reazione della maggior parte gli elettori che ancora una volta, lasciano che i peggiori la facciano franca, alleati dei peggiori in Parlamento. Spero le Sardine facciano una manifestazione per questo che è un giusto principio ed è realmente apartitico, perché essere apartitici non significa non prendere una posizione. Altrimenti manifestare contro le destre e generalizzare se la sinistra vuole le stesse cose è esattamente la vittoria del bipolarismo e la morte del diritto. Quelli che invece fanno una legge sacrosanta? Lasciati soli e trattatati da idioti. I soldi pubblici sono sacri, lì dentro ci sono sacrifici delle famiglie, il tempo dei genitori lontani dai figli, le continue rinunce nella prospettiva di un futuro migliore, e sono queste cose che vengono bruciate sotto il nome di corruzione o di slogan da mentecatti come “l’Italia del Sì contro l’Italia del No”, ecco perché i politici peggiori sono quelli che convincono la gente a pensare che la giustizia non sia la vera priorità di questo scalcinato paese, confidando nella prescrizione della coscienza..

  3. Patologica è l’ossessione del Partito Democratico per ripristinare l’impunità con una prescrizione che fino a oggi ha falcidiato in media 150 mila processi all’anno, lasciando impuniti i colpevoli.

  4. Florilegio
    DAVIGO E LA PRESCRIZIONE.
    “La prescrizione come l’Italia ce l’ha solo la Grecia: questo vuol dire forse che tutti gli altri paesi violano i diritti umani? O forse siamo noi che abbiamo una prescrizione un po’ scombinata? Noi avevamo tempi di prescrizione persino più lunghi degli altri Paesi prima dell’inizio del processo ma sono brevissimi dopo. Per es. per un reato punito fino a 5 anni di reclusione, la prescrizione è di 5 anni che possono diventare 7 anni e mezzo con gli atti interdittivi. Il pm in un anno deve fare le indagini e andare a giudizio. Ogni atto che intercorre fa slittare la prescrizione. Ma in 7 anni e mezzo fare questo processo è impossibile. Bonafede ha previsti tempi brevi che non saranno realistici finché la legge prevede così tanti appelli. Occorre che se uno fa un appello lo faccia a suo rischio e pericolo. In Francia si prevede una pena maggiore sennò l’appello serve solo a perdere tempo”.
    .
    GRATTERI:
    “Nulla deve essere messo nel congelatore. La riforma deve andare avanti e deve decorrere dal primo gennaio 2020. La prescrizione dopo la condanna di primo grado è giusta per tutte le parti del processo, soprattutto per le persone offese che non possono subire una simile mortificazione e non avere alcuna risposta dalla giustizia, spesso dopo anni di attesa e spesso anche per condotte molto gravi che in certi casi hanno portato pure alla morte di un congiunto.ribadisco che è bene che questa riforma parta – prosegue – perché c’è tutto il tempo poi per fare modifiche fondamentali per velocizzare le fasi delle indagini preliminari e quella del dibattimento. Ma nessuno si domanda perché fascicoli rimangono fermi negli armadi dei pm e dei giudici per 4,5 anni e anche più. Questa è la madre di tutte le domande. gli effetti del blocco della prescrizione si avranno solo tra quattro anni. La verità è che si continuerà a fare i processi come adesso. Il magistrato sarà costretto a lavorare tantissimo, come sempre”
    .
    Pietro: Felice Casson, magistrato in pensione, esponente del PD : “Il PD un tempo era per lo stop quantomeno dalla sentenza di primo grado, se non dalla richiesta di rinvio a giudizio, perchè condividevamo l’idea che la prescrizione così com’è l’abbiamo solo in Italia ed è un male. Poi sono prevalse evidentemente altre esigenze : io resto della mia idea originaria, che poi è quella dell’attuale ministro Bonafede, che approvo in pieno: francamente sono assai contrario a rinviare l’entrata in vigore della riforma”.
    Non ci sarebbe da aggiungere nulla.
    Però visto che hanno raccolto le firme in un batter d’occhio per il referendum sulla riduzione dei parlamentari si potrebbe votare anche sulla prescrizione. Vediamo cosa ne pensano i cittadini-elettori.
    .
    Optic2007: Mi pare ovvio il motivo per cui non legiferano prr velocizzare i processi e non vogliono il blocco della prescrizione…sono delinquenti mica scemi
    .
    Lucio: IL BLOCCO DELLA prescrizione serve per riportare il paese all’onestà.
    Chi non ci sta, si condanna da solo a essere disonesto. L’essenziale, per la sopravvivenza dei 5s, i grillini non devono cedere di un millimetro. Poi: i ladroni che pescano bene nella politica sporca, facciano ciò che vogliono, se sono proprio convinti che l’era spudorata in cui stiamo vivendo possa continuare in eterno.
    .
    Paolo Dagnino: Che altro aspettarsi da schieramenti politici che negli ultimi decenni attraverso centinaia e centinaia di loro esponenti indagati, rinviati a giudizio e giudicati, hanno assecondato e condiviso una criminalità organizzata divenuta a pieno titolo classe dirigente del paese ?
    Una insulsa e disdicevole classe dirigente (sia politica che imprenditoriale) ha per decenni bivaccato sulle Istituzioni permeandole di malaffare.
    In nessun paese mediamente civile una simile consorteria potrebbe essere tollerata.
    Si sta rendendo necessaria una nuova resistenza.
    Alfonso Bonafede non mollare !
    .
    Francesco: I grillini le proposte le hanno, sono gli altri che non ne hanno e vogliono mantenere la prescrizione.
    Già solo togliere la prescrizione ridurrebbe la mole di lavoro ai tribunali. Non avrebbe più senso tirare per le lunghe costosissimi processi se si toglie il salvagente della prescrizione.
    .
    Alessandro.
    La casta difende la casta, oggi come ieri !!
    Verdini era uscito indenne dal processo di secondo grado nell’ambito del processo per la Scuola Marescialli di Firenze. Verdini, che era stato condannato in primo grado a due anni di reclusione, ma era stato prosciolto con una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.
    Il Pd ha tanto allungato i termini per la prescrizione, che Berlusconi nel 2017 è andato assolto per prescrizione nella compravendita dei senatori !!
    ” La seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha dichiarato la prescrizione del reato di corruzione nei confronti di Silvio Berlusconi e dell’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola al termine del processo per la presunta compravendita dei senatori che portò alla caduta del secondo governo Prodi, nel 2008.
    In primo grado entrambi erano stati condannati a tre anni. Il procuratore generale, nella sua requisitoria, aveva chiesto che fossero confermate le responsabilità di entrambi gli imputati e, contestualmente, la prescrizione dei reati. “

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