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Le “perle” della settimana

(pressreader.com) – di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano – Novità epocali. “Dovremmo chiamarci ‘Democratici’. Togliere la parola partito” (Roberto Morassut, Pd, Il Messaggero, 12.1). E sostituirla con “dipartito”.

Hard rock. “Mi piace questo Zingaretti rock” (Dario Nardella, sindaco Pd di Firenze, Repubblica, 12.1). Sesso, droga e rock &roll, ma soprattutto la seconda.

Tutta invidia. “Berlusconi sferza Conte: ‘Figuracce internazionali’” (il Giornale, 11.1). Gelosone.

Autostrade Spa. “Se nel Pd fanno come Corbyn, ci aprono un’autostrada. Spostandosi sulla piattaforma di Corbyn o di Sanders, si perde. Noi siamo un’altra cosa: radicalmente riformisti” (Matteo Renzi, senatore e leader Italia Viva, Corriere della sera, 12.1). Infatti il Labour Party di Corbyn ha preso il 32.1% e Renzi è al 3.

Le belle famiglie. “‘Nessuna attenuante per i coniugi Renzi: non hanno dato segni di ravvedimento’” (la Verità, 8.1). Continuano a non smentire di essere proprio i genitori di Matteo.

Un decennio bellissimo. “È stato un decennio esaltante: sindaco, premier, adesso #ItaliaViva. Ma anche a livello sportivo sono felice. L’ho cominciato con la Maratona di Firenze nel 2010, l’ho chiuso oggi sciando sui 4 passi sul Sellarondai” (Renzi, Twitter, 30.12.19). Dai che si ride per altri dieci anni.

L’alternativa. “Davvero il carcere, previsto dal diritto penale, è compatibile con i principi di umanità? Forse è ora di trovare soluzioni alternative” (Luigi Manconi, Repubblica, 10.1). Casa Manconi non sarebbe male.

Il golpe Rousseau. “Casaleggio non voleva distorcere questa democrazia. Voleva proprio abbatterla” (Luca Bottura, Repubblica, 12.1). Uahahahahahahah.

Geometria. “Casini su Hammamet: ‘Craxi uomo retto’” (Il Riformista, 11.1). Questo confonde la retta con la tangente.

Witness. “Posso testimoniare che poche altre volte nella vita ho avuto la fortuna di un’amicizia sincera e disinteressata come quella di Craxi” (Silvio Berlusconi, presidente FI, 12.1). Per una volta, non deve neppure corrompere il testimone.

Suicidio assistito/1. “I socialisti stanano il Pd: venite con noi a onorare Craxi” (il Giornale, 8.1). Un’ottima alternativa alla solita clinica svizzera.

Suicidio assistito/2. “Anche Silvio in campo per la Borgonzoni” (Libero, 8.1). Povera Lucia, stava andando così bene.

La banda degli onesti. “‘Quei rapporti tra Usa e pm’. Le ombre sulla caduta di Craxi. ‘Presunto colpevole’ di Marcello Sorgi: Mani Pulite monitorata dagli Stati Uniti. Serwer, allora diplomatico in Italia: non facemmo nulla per proteggere i politici amici… Leggendo queste pagine non si riesce a credere che Tangentopoli possa essere stata soltanto il frutto di un’inchiesta giudiziaria. Senza il concorso di fattori internazionali, non si azzera una classe dirigente, non si destabilizza il Paese” (Mario Ajello, il Messaggero, 12.1). Ma va’ a ciapà i ratt.

La Craxeide/1. “Noi e il tempo di Craxi. Le lacrime per Moro. La mutazione del Psi. L’io esuberante. Le monetine. Una morte che sembra senza fine. E il racconto di una generazione cresciuta con il suo corpo. E il suo fantasma” (Giuseppe Genna. L’Espresso, 12.1). C’è proprio tutto, mancano solo le mazzette.

La Craxeide/2. “Noi adulti bambini non ci perdiamo un’immagine di Craxi, respiriamo nelle sue immagini, moltiplicate dagli schermi… Due corpi che non smettono di pulsare, uno di Aldo Moro, l’altro di Benedetto Craxi detto Bettino, l’uno a subire un processo popolare in nome di un popolo inesistente e l’altro che non intende subire il processo del popolo… Dopo la sua morte la narrazione si è fatta impossibile. Noi l’abbiamo ucciso? Si è ucciso da sé? Non è mai morto?” (Genna, ibidem). Ma soprattutto: Genna si sente bene?

Il titolo della settimana/1. “Facciamo quadrato: non si processa la politica” (Il Riformista, 8.1). Mo’ me lo segno.

Il titolo della settimana/2. “Se Travaglio provasse a prendere qualche lezioni dalla Bonino” (Il Riformista, 9.1). Grazie, come se avessi accettato.

Il titolo della settimana/3. “Processo a Salvini: il 60% degli italiani sta con il Capitano” (Libero, 10). Vince sempre Barabba.

Il titolo della settimana/4. “5S, Di Maio non lascia anzi raddoppia: con lui una donna leader” (Annalisa Cuzzocrea, Repubblica, 11.1). Quindi cambia sesso?

5 thoughts on “Le “perle” della settimana

  1. Il titolo della settimana/2. “Se Travaglio provasse a prendere qualche lezioni dalla Bonino” (Il Riformista, 9.1). Grazie, come se avessi accettato.

    ahahahahahahaha oddio sto a mori’

    pure l’ultima su di maio, c’ho le lacrime agli occhi… pero’ poverino, co tutto il male che gia’ gli vogliono e gli augurano lasciatelo almeno continuare ad essere maschietto…

    cmq al tizio che si fa domande se sia il caso di tenere in carcere criminali socialmente pericolosi, io nel dubbio un controllino antidoping glielo farei…

  2. Caro travaglio solo tu puoi commentare queste “perle”. Quello che manca davvero in Italia e’ la cultura e quindi la capacità di “discernere”. Complimenti!!!

  3. “Dovremmo chiamarci ‘Democratici’. Togliere la parola partito”

    Fino al 2007 si chiamavano DS (Democratici di Sinistra). Ci sono voluti 13 anni, ma alla fine l’hanno ammesso che non sono di sinistra.

  4. Travaglio, la sua satira è sempre simpaticissima e, soprattutto, azzeccatissima!
    Una boutade meglio dell’altra!

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