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Il bottino di Bettino

(pressreader.com) – di Marco Travaglio – il Fatto Quotidiano – Nel giorno del pellegrinaggio ad Hammamet con figli d’arte, complici, coimputati, miracolati, noti ladroni o aspiranti tali (chi non è capace a rubare invidia tanto chi ci riesce), scassinatori, pali e addetti al piede di porco, ci uniamo anche noi al ricordo dell’indimenticabile statista pregiudicato morto latitante 20 anni fa. Purtroppo il nostro è il ricordo di chi ricorda, non di chi s’è scordato tutto o non sa nulla, come l’intera stampa italiana, che da giorni riempie paginate su Bettino senza mai citare il bottino. L’inviata del Corriere sul luogo del delitto e del relitto, per dire, si domanda pensosa se Craxi fosse “latitante, come accusano gli esponenti del M5S (sic,
ndr) o esule, come vorrebbe la figlia” e si risponde che “l’enigma ancora divide. Ma il tempo della damnatio memoriae può dirsi finito”. Invece è appena cominciato, a giudicare dalla sua, di memoria, e da quella degli altri “giornalisti” all’italiana.

Segnatevi questa data: 29 settembre 1994. Mentre il premier Silvio B. compie 58 anni, il pool Mani Pulite fa arrestare Giorgio Tradati, vecchio amico di Craxi e uno dei prestanome dei suoi conti esteri. Il 4 ottobre il pm Antonio Di Pietro lo fa deporre al processo Enimont. E il suo racconto rade al suolo la difesa di Craxi sui “finanziamenti irregolari alla politica”: “Nei primi anni 80, Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière). Funzionava così: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto… il prestanome”. Lì cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 sono già 15 miliardi. E altri 15 su un secondo: quello che Tradati, sempre su input di Bettino, intesta a un’altra panamense (International Gold Coast) presso l’American Express di Ginevra. Ma stavolta c’è una variante: un conto di transito, il Northern Holding, messo a disposizione da un funzionario della banca, Hugo Cimenti, per rendere meno individuabili i versamenti. Come distinguevate – domanda Di Pietro – i bonifici per Cimenti da quelli per Craxi-Tradati? Risposta: “Per i nostri si usava il riferimento “Grain”, che vuol dire grano…”. Risate in aula. Poi con Tangentopoli tutto precipita. “Intorno al 10 febbraio 1993 Bettino mi chiese di far sparire il denaro dai conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani Pulite. Ma io rifiutai… avrei inquinato le prove… E fu incaricato un altro. I soldi non finirono al partito… Hanno comprato anche 15 chili di lingotti d’oro (poi ritrovati dai giudici elvetici, per un valore di 300milioni di lire, ndr).

Craxi rimpiazza Tradati e affida i suoi conti a Maurizio Raggio, ex barista di Portofino, strano personaggio con interessi in Italia e all’estero, fidanzato con la contessa Francesca Vacca Agusta, vecchia amica di Craxi. Raggio si precipita in Svizzera, svuota i conti e si ritrova fra le mani 40 miliardi di lire. Di Pietro sguinzaglia i carabinieri a Portofino, dove vive con la contessa a Villa Altachiara. Troppo tardi. La coppia se l’è già svignata in motoscafo, prima a Montecarlo, poi in Messico. Cimenti intanto conferma ai pm: Raggio ha lasciato sui conti solo un milione di dollari e trasferito il resto su depositi alle Bahamas, alle Cayman e a Panama. Intanto Tradati continua a raccontare: “I prelievi dai conti svizzeri di Craxi servivano anzitutto per finanziare una tv privata romana, la Gbr di Anja Pieroni (una delle amanti, ndr)… e acquistare un appartamento a New York e uno a Barcellona”.

Donne e motori. Il resto lo racconta Raggio, arrestato il 4 maggio ’95 in Messico, dal carcere di Cuernavaca.

In poco più di un anno di latitanza, ha speso 15 miliardi su 40. Il resto, l’ha riportato a Craxi, latitante ad Hammamet, che gli ha detto come e dove spenderlo. La sua deposizione verrà autenticata dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Milano, nelle sentenze del processo All Iberian confermate dalla Cassazione (Craxi e B., condannati in primo grado e prescritti in appello). Ecco quella d’appello: “Craxi dispose prelievi… sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tivù (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire… Dispose l’acquisto di una casa e di un albergo (l’Ivanhoe, ndr) a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitù, l’autista e la segretaria”.

A Tradati diceva sempre: “Diversificare gli investimenti”. E Tradati eseguiva, con varie “operazioni immobiliari: due a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”. Senza dimenticare gli affetti familiari: una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba) bisognoso di soldi per una mostra itinerante e una fondazione dedicate al santone indiano. Intanto il Psi è finito in bolletta per l’esaurimento delle mazzette e prima il tesoriere Vincenzo Balzamo, poi i segretari Giorgio Benvenuto e Ottaviano Del Turco, non sanno più come pagare i dipendenti. Ma Craxi se ne infischia e tiene tutto per sé. Poi vengono le spese di Raggio: 15 miliardi per “il mantenimento della sua detenzione” in Messico e la latitanza in Centroamerica con la contessa e certe distrazioni piuttosto care: 235.000 dollari “per un’amica messicana”; e una Porsche acquistata a Miami.

Case, aerei e Bobo. Il resto rimase nella disponibilità di Craxi, che da Hammamet commissionò a Raggio alcune spesucce: l’acquisto di “un velivolo ‘Citation’ del costo di 1,5 milioni di dollari”, l’estinzione di un “mutuo personale” acceso da Raggio (circa 800 milioni di lire), le parcelle degli avvocati e una raffica di “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti”: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair Al Katheeb; 80 milioni di lire alla Bank of Kuwait Ltd “in pagamento del canone relativo a un’abitazione affittata dal figlio di Craxi in Costa Azzurra”. Il povero Bobo – spiega Raggio – “aveva affittato una villa sulla Costa nell’ottobre-novembre 1993, per sottrarsi al clima poco favorevole creatosi a Milano”.
Dunque, conclude il Tribunale, i conti di Craxi servivano “alla realizzazione di interessi economici innanzitutto propri” e “Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari, così da mettere in difficoltà lo stesso Balzamo… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti, se non per soccorrere finanziariamente Gbr, in cui coltivava soprattutto interessi ‘propri’”. E, da vero uomo d’affari, “si informava sempre dettagliatamente (con Tradati, ndr) dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi”.

I tesori nascosti. Le rogatorie dalla Svizzera confermano che Tradati non mente. E dimostrano che sui conti di Craxi, nel 1991, mentre l’amico Bettino imponeva la legge Mammì scritta su misura per la Fininvest, Berlusconi bonificava 23 miliardi di lire in più rate tramite la società occulta All Iberian. Nessuna risposta, invece, avranno le rogatorie del pool sugli altri tesori di Craxi: quelli gestiti da altri tre prestanome – Gianfranco Troielli, Mauro Giallombardo e Agostino Ruju – su conti e società fantasma fra Hong Kong, Singapore, Bahamas, Cayman, Liechtenstein e Lussemburgo. Tutti miliardi rimasti inaccessibili, almeno ai giudici. Chissà mai chi ci campa a sbafo da 26 anni.

55 thoughts on “Il bottino di Bettino

  1. Avrebbero abbastanza rotto. I socialisti, dico, e anche travaglio. Hanno un’idea? La caccino fuori. Vogliono piangere? Lo facciano. Ma frignare a vuoto è un po’ troppo. È venuto ad Hammamet Zingaretti? Non è venuto ad Hammamet Zingaretti? C’è venuto ad Hammamet Zingaretti, certo che c’è venuto. Non si mette in vista ma c’è eccome, sta là in fondo sulla spiaggia, proprio l’ultimo a destra, tutto solo, è quello col berrettino, le tessere nuove e il cartellone davanti: ”Castelli di sabbia vendesi”.
    Ah, c’era anche Di Maio come ministro degli Esteri. Gli son corsi incontro, la portiera si aprì da sola, e non scese nessuno…

      • Che ce ne frega se si è fottuto tutti questi soldi, ma sicuramente non avrebbe permesso tutte le privatizzazione che sono state fatte.
        Con la classe politica di allora eravamo la quarta potenza economica mondiale, forse a qualcuno questo non piaceva, adesso siamo paragonabile ad un paese in via di sviluppo

      • Molinaro Giuseppe: sa cosa sta pagando l’Italia in questi anni? La politica dei ladroni degli anni 80/90. Ovviamente lei è uno dei tanti che non capisce assolutamente quali conseguenze a lungo termine possa avere una politica fiscale disinvolta come quella che Craxi praticò senza pensare che il futuro avrebbe riservato agli Italiani come lei un paese ” in via di Sviluppo” .Adesso si goda i frutti dell’operato di Craxi prima, di Berlusconi dopo, per finire con le uscite di Renzi che comunque è un dilettante rispetto a Craxi, sia chiaro.

    • “Informato” de che?
      Non c’è bisogno di informarsi per mettere insieme quattro supercazzole senza alcun senso.
      Non penserai mica di essere spiritoso, vero?

      • Non mi sembra proprio che Travaglio abbia fatto dello spirito..ha scritto solo la VERITÀ. Craxi non è la vittima, anzi.

      • Risposta per MARIA GRAZIA@.
        Guardi che il mio commento non era riferito all’articolo di Travaglio, ma al commento di un CURIOSO INFORMATO che finge di non essere informato
        per niente e sproloquia frasi senza senso.

    • Scusa, Curioso, ma ti rendi conto che questa battuta, oltre ad essere vecchia di quarant’anni, viene da L’Unità?

    • E quindi caro curioso informato cosa vorrebbe dire, che intorno al ladrone Craxi si sono costruiti castelli di sabbia o che cosa. Chiunque abbia un minimo di memoria storica obbiettiva e buon senso, sa perfettamente che Bettino Craxi era un ladro, uno di più grossi ladroni nella storia della repubblica, nessuno potrà mai cancellare quest’evidenza e non c’è niente che si possa fare per redimerlo. Altro che castelli di sabbia.

  2. Il sindaco PD Giuseppe Sala propone una “targa ricordo” per il pregiudicato Craxi sotto la sua abitazione.
    Forse spera in una parte del bottino.

    • Macchè! Non è l’avidità che spinge Giuseppe Sala a manifestarsi senza pudore quale ammiratore del Grande Ladro (si può dire “ladro” se c’è una sentenza definitiva che lo certifica?).
      E’ una condivisione politica, etica e morale col suo eroe.
      Il Sindaco di Milano non ha bisogno di aspettare le briciole del bottino altrui:
      all’occorrenza (Expo docet!) è capace di fare da solo!

  3. Ogni tanto penso al Presidente Pertini: Capo del CSM, Capo delle FFAA, eroe dell’antifascismo e del CLN, exPresidente della Camera. Socialista anch’egli.
    NON NE SAPEVA NIENTE.
    Dei morti si deve solo dire bene:” de mortuis nisi bonum”. Però la rabbia c’è lo stesso.

    • E no! Pertini era un gaglioffo come tutti gli altri. Magari non rubava personalmente, però lasciava rubare gli altri, e chiudeva un occhio, anzi tutti e due. Questo era il bel tomo che da presidente della camera regalava ai dipendenti già super pagati anni di anzianità. Tanto, pagava pantalone. Io toglierei tutte le intestazioni di piazze ed altre piacevolezze anche a Pertini, se qualcuno poi intende incensare Craxi, merita uno sputo in un occhio, come minimo

    • PAOLO DIAMANTE ROMA, mi sembra un po’ ingeneroso il tuo giudizio su Pertini. Lui era una persona integerrima, non puoi dire che fosse perfettamente a conoscenza dell’entità del fenomeno, dell’entità del Bottino di Bettino. E se ne era a conoscenza per quale motivo non avrebbe dovuto denunciare il fenomeno? Forse il timore che il PSI, il partito in cui credeva, si sarebbe screditato a tal punto da sparire?
      Se anche ci fosse stata una sua debolezza nel denunciare scandali interni al suo partito, stiamo lontani anni luce dal concetto di collusione col sistema. Per l’idea che mi sono fatto io di Pertini, credo che se ne avesse avuto la forza li avrebbe cacciati via tutti a calci in culo.

  4. “Tenebre” Anja Pieroni…..strega del girone infernale craxiano sono lo specchio dell’arroganza e dell’impunità, del padre di Berlusca e del berlusconismo. Alla faccia dei pensionati, degli ammalati, e di tutto il popolo italiano, che li ammirava ed ancora li ammira nella loro criminale protervia ed impunita iattanza…

  5. “Il bottino di Bettino”, che capacità di sintesi 🙂
    Grande Travaglio!
    Altro che finanziamento, se pur illecito, del partito. Bettino si teneva il BOTTINO, rubava per se. Nella lingua italiana si chiama ladro uno così, non statista.
    Ho sentito M.Sorgi presentare il suo libro “presunto innicente” e c’è mancato poco che vomitassi. Dal momento che Di Pietro confidò ad un funzionario del governo americano che presto sarebbero, lui e gli uomini del pool, arrivati a Craxi, questa è la prova che c’era un complotto tra americani e magistratura italiana. E quindi Craxi potrebbe essere innocente. Un bambino di 5 anni ragiona con un maggior senso logico.
    Che schifo di stampa, urge legge su editoria.
    Fa bene Travaglio a ricordare, in questo Paese di smemorati (veri e finti), che Bottino (personale) e Bettino sono un binomio inscindibile.

  6. Seduti, composti, silenziosi, in attesa di nuove mirabolanti magie,bocca aperta e sguardo fisso..
    Sul palco si alternano nuovi e vecchi illusionisti, maghi, uno spettacolo senza fine, sparisce di tutto, banche, elefanti, giraffe, lingotti, diamanti, un OOOOoooohhh,
    precede sempre l’applauso scrosciante dell’elettore pagante.

    • Bellissime parole che rappresentano perfettamente una parte del fenomeno e dell’elettorato pagante. La parte restante l’esclamazione di sorpresa ce l’ha quando non sparisce nulla:”OOOoooohhhh, nun se so’ rubbati un cazzo!!!”
      🙂

    • hai reso benissimo l’immagine…
      basta cambiare gli illusionisti o anche il palcoscenico ed abbiamo sempre lo stesso spettacolo,,
      è sempre attuale ad ogni latitudine d’Italia con qualsiasi personaggio…
      sempre di economia si tratta….della propria….

    • Wow, UNTU! Oggi è Domenica e hai voluto farci un regalo derogando dalla tua abituale prosa ipersintetica.
      Bravo! Continua così!👏😃

  7. Sapete, le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. Ma quando i figli rompono costantemente le palle senza un minimo di pudore chiedendo il riconoscimento del gran ladro come grande statista, allora fan veramente uscire dai gangheri. Si godano quel che resta delle ruberie paterne, ma spariscano, loro d le loro mosche cocchiere. L’avidità è di per se vergognosa, ma quando si unisce alla pretesa di rispettabilità diventa ributtante

  8. DA NON CREDERE.
    Da quella mummia silente su Raitre, Giorgetti, storico LEGHISTA, ex consigliere della banca leghista finita in bancarotta Credieuronord, ha appena dichiarato che NON ESISTONO SENTENZE DI CONDANNA SULL’ARRICCHIMENTO PERSONALE DI CRAXI.
    Ha inoltre affermato che la Borgonzoni (CHI L’HA VISTA?) sarebbe vittima fi sessismo.
    SONO DEI MISTIFICATORI!!!
    Se c’è un partito che alimenta ODIO E SESSISMO sui social quello è la Lega.
    Boldrini, Segre, la Cristallo in Calabria,la De Micheli, la Raggi, la Gruber, solo per citare alcune famose.
    Fanno PENA, perché sono dei MISERABILI.

  9. Con l’intervento di UNTU, quasi “felliniano” (manca la musica di Rota), subisce un’impennata un dibattito già di per sè notevole. L’età mi rende difficile imparare a memoria i dati travolgenti di Travaglio per sbatterli in faccia al primo minus habens che sentirò rimpiangere Craxi. Mi consolo con una nota fuori tema ma non troppo: quando ci libereremo di Salvini, e faremo un bilancio delle molte irritanti bugie, dei comportamenti tracotanti, del nulla che c’è dietro le sue sparate da “miles gloriosus” (dice che ha difeso i confini del suo Paese: ma chi c’era al di là della frontiera? gli Unni? i Saraceni? i Lanzichenecchi?), delle sue critiche alla politica estera di Conte e Di Maio (bella la sua, affidata a Savolini fra le prostitute dei saloni di un albergone russo), bisognerà almeno riconoscergli che su Craxi non ha fiatato. Oppure sì, e io non lo so? In tal caso mi scuso

  10. Che ce ne frega se si è fottuto tutti questi soldi, ma sicuramente non avrebbe permesso tutte le privatizzazione che sono state fatte.
    Con la classe politica di allora eravamo la quarta potenza economica mondiale, forse a qualcuno questo non piaceva, adesso siamo paragonabile ad un paese in via di sviluppo

    • Veramente non sai nulla di storia
      Ti ricordo che con enimont quel maiale voleva privatizzare anche eni regalandola a gardini in cambio di 70 miliardi di. Lire versati sul suo conto personale allo ior
      Per non parlare delle privatizzazioni della iri di prodi fatta sotto il governo del duo craxi andreotti
      Prima di sparare cazzate studia

    • Sei di un’ignoranza sesquipedale!
      Quanti anni hai, 20?
      Rileggiti l’articolo di travaglia di 3/4 giorni fa sulle sue gestioni criminogene, che, afronte di uno smisurato arricchimento personale, fecero esplodere il debito pubblico, con crescita annua del deficit sul 12/13%, un deficit primario, al netto degli interessi,
      al 5%, mentre oggi registriamo un avanzo. Un megalomane che sfruttava il suo peso miserrimo del 12/13% come ago della bilancia fra DC e PCI.
      E le partecipate pubbliche erano UNA FOGNA. Assumevano personale sulla base di clientelismo elettorale e accumulavano perdite che lo Stato doveva ripianare ogni anno con ricapitalizzazioni.
      Lo stato produceva Gelati, Panettoni, con il marchio Motta, pelati, con Cirio-Bertolli-De Rica, società raggruppate da Prodi nella SME e privatizzate. M poi Crazi si mise di traverso facendo intervenire Berlusconi che promise spot gratis a Barilla e Ferrero e corrompendo giudici attraverso Previti.
      L’Alfa Romeo era un altro bidone di Stato. Prodi a voleva vendere agli americani di Ford, ma Craxi fece di tutto per resistere e piazzarla alla Fiat, che NON VOLEVA CONCORRENTI IN CASA sia per questioni di mercato che di contributi. Infatti le costruirono GRATIS lo stabilimento di Melfi e trovava sempre apparecchiata la Cassa Integrazione Guadagni quando non riusciva a vendere.
      Mi ricordo che l’Alfa Romeo, dopo la fallimentare joint venture con la Nissan che aveva prodotto quell’aborto chiamato Arna, aveva in cantiere modeli progettati negli anni 70. Alfa 6, Alfetta, GTV, La 75,la 90 nata già vecchia. Mentre la 164 era frutto di una joint venture con Fiat e Saab, utilizzando lo stesso pianale della Croma, della Thema e della 9000.
      Ma che ne sai di che baracconi erano questi colossi ultraindebitati. In Germania Volkswagen era semi pubblica e in Francia Renault. Ma BMW, Mercedes, Peugeot-Citroen, Ford, Volvo, Opel GM erano private.

  11. Il più grande ladro di Italia che insieme al più grande delinquente d’Italia Andreotti in vent’anni hanno distrutto il paese creando una voragine di debito pubblico e di legalità che non verrà mai sanata
    Tutti coloro che erano ad hammamet sono ladri come lui
    In un paese civile si dovrebbe festeggiare l’anniversario della. Morte di un ladro come craxi

    • la “povera” Contessa era veramente diventata povera, ma sapeva dove c’era molto denaro e che traffici erano incorsi. Pensate veramente che i canali dei politici ladri non siano gli stessi della malavita organizzata? Io ho conosciuto la “contessa” ai tempi di St Moritz e ho visto quali persone e quali politici frequentavano lei e il marito Corrado Agusta, lei era una miracolata che aveva un grande spirito godereccio e di baldoria ininterrotta e attorno alla coppia e al figliastro Rocky si era radunata la fauna “internazionale” del jet set e della “Milano da bere”. Fate un pò voi ….

  12. Confesso che non so esattamente come siano andate le cose. In un video sull’interrogazione di Craxi, al pool mani pulite, dichiarò che tutti i partiti avevano rubato. Chi sa dirmi quanto e su chi indagarono? Secondo me, Craxi fu fatto fuori dopo che si permise di schierare i Carri armati contro gli arei americani a Sigonella. L’ordine partì dall’alto. I politico Craxi dava fastidio.

    • VAI A CAG…idiota di un.imbecille!!!!!ma quanti ignoranti che pretendono di piallare la verità.
      Carri armati? testa di pialla erano un plotone di carabinieri, gli unici che potevano entrare svolgendo un’attività di polizia militare in un’ area della Naval Air Station dell’U.S. Navy.
      Secondo te la più grande potenza economica e militare aveva timore di una pulce come l’Italia? Ma sai quante basi ha gli Usa in Italia? E lo sai che l’Italia ha perso una guerra con una RESA INCONDIZIONATA???? Sai che Caxxo vuol dire? Reagan fece solo una concessione a Craxi a Sigonella, poi il Cinghialone (esaltato dai soliti giornali genuflessi) aveva assolutamente torto poichè ha liberato degli assassini che avevano abbordato una nave italiana e ucciso un paraplegico di religione ebraica.
      Di cosa caxxo parli “il politico dava fastidio” ma a chi? solo agli onesti..

    • Foramed: Scusami, non si capisce dove vuoi andare a parare. Siccome Craxi sostenne che tutti rubarono, vorresti redimerlo o cosa. A parte il fatto che è sufficiente la sentenza del caso ” All Iberian ” per dimostrare quanto fosse ladro Bettino Craxi, per il resto ti basta la storia del Debito pubblico e della politica disinvolta che mise in atto per capire quanto sia stato devastante ed a lunga gittata il danno compiuto e perpetrato immediatamente dopo da personaggi a lui cari di cui è inutile parlare visto che sono anche implicati nei più gravi procedimenti giudiziari della storia della Repubblica. La questione di Sigonella è una prova ulteriore di quanto fosse intellettualmente disonesto Bettino Craxi. Egli permise che un terrorista assassino, Abu Abbas, visto l’omicidio di Leon Klighoffer un innocente su una sedia a rotelle, la scampasse. Cinque mesi dopo, lo stesso Craxi pentito concesse segretamente agli americani di Reagan la base di Sigonella affinché si potesse comodamente attaccare la Libia di Gheddafi. Alla faccia dello statista orgoglioso di qualche mese prima. Avrebbe meritato tante di quelle pernacchie da ricoprirlo. L’unica cosa di Craxi che all’epoca infastidiva la galassia di corrotti che gli gravitava intorno, fu la sua immensa ingordigia, ragione unica per cui la parabola di Bettino Craxi si concluse come sappiamo tutti. Quantunque in tanti si sforzino per mistificare la storia, Craxi era un ladrone e non c’è niente che cambierà mai questo.

      • Che non voleva spartire il bottino con nessun altro.
        Era pure un puttaniere di alto rango.
        A parte quell’Anja Pieroni romana,con Silvio spesso e volentieri abbordava il mignottame che invadeva le tv private, tipo le ragazze della trasmissione Drive In, certificato da intercettazioni telefoniche.
        O la sua storia con Miana Pozzi.
        È insopportabile l’aria saccente, vendicativa e rancorosa della figlia Stefania.
        Continua a starnazzare menzogne per una riabilitazione postuma del padre.
        E pazienza se i ladrocini che l’hanno condannato si basavano su testimonianze e elementi probatori utili a scoprire tanti miliardi rubati e usati per ARRICCHIMENTO personale.

    • Se proprio si vuol fare della dietrologia a tutti i costi, Craxi è stato fatto fuori perchè si è scordato di dividere il bottino con i complici, vittima della sua stessa avidità. Se dopo che hai rubato cento miliardi non solo ne ancora, ma hai anche il coraggio di non dare la loro parte ai tuoi compagni, vuol dire che hai perso il senso della misura, per cui è ora di toglierti dalle spese. E questo sarebbe il grande statista? Ok, se era davvero così grande, pensa cosa avrebbe potuto fare se non avesse rubato.

      • Forse Craxi li ha dovute dare in parte agli americani di Regan (vecchio attore e stantman dei palinsesti postumi di via col vento). Comunque come racconta e insegna Gianni Rodari di una storia si possono narrare infiniti finali.

  13. Forse Craxi li ha dovute dare in parte agli americani di Regan (vecchio attore e stantman dei palinsesti postumi di via col vento). Comunque come racconta e insegna Gianni Rodari di una storia si possono narrare infiniti finali.

  14. Sarebbe ora che questo sig. Travaglio la smettesse di seminare odio a destra e a manca e di lasciare in pace i morti xche nessuno e’ perfetto nemmeno lui, come disse 2000 anni fa’ qualcuno: chi non ha peccato scagli la prima pietra.

  15. Gli anni di questa politica sono stati caratterizzati da un diffuso malcostume politico-amministrativo di prevaricazione e favoritismi come quello che personalmente ho subito in provincia di Venezia, di cui il Berlusconismo è stato il legittimo erede

  16. Registrazione audio di “XXXII congresso del Partito Radicale”, registrato a Roma il sabato 28 febbraio 1987
    Intervento di 15 minuti su: CRAXI,ARMI,DROGA, FINANZIAMENTO OCCULTO ed il giudice Carlo PALERMO.
    Dovrebbe partire in automatico dal minuto 50,00 circa.
    A questo intervento non c’è mai stata alcuna risposta,anche indiretta.
    IL PADRE PUTATIVO DI BERLUSCONI,IL RIFORMISTA CRAXI.
    Ed i politicanti tutti credettero che il suo sacrificio ad Hammamet li avesse salvati dalla perdizione,così come molti credono che la crocefissione sul Golgota abbia salvato il mondo,ma gli accadimenti sfondano il trascendente ed entrano nella:
    “CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA”.
    E vai con il divenire!
    https://www.radioradicale.it/scheda/20402/xxxii-congresso-del-partito-radicale?f=0&fbclid=IwAR2C8iERp2RI2aw4uAJy2DqBe0oCr62OPyAJU8M3AsipshbXpSk_TFrj0Ao&p=0&s=2950&t=3885

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