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Napoli: domani 1° febbraio riapre il museo Duca di Martina

Tempi ancora lunghi invece per la riapertura della villa Floridiana

” Anche se nella nota di risposta inoltratami nel giorni scorsi dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo si esordisce affermando che l’evento sarebbe stato pubblicizzato attraverso la stampa, in verità l’unico accenno che ho fin qui reperito circa la riapertura del museo Duca di Martina, chiuso in uno al parco della Floridiana, dal 23 dicembre dell’anno scorso, riapertura che avverrà a partire da domani, 1° febbraio, con accesso dal solo ingresso di via Aniello Falcone, 171, a parte quella da me diffusa, con un comunicato stampa, è quello che si trova sul sito internet del polo museale della Campania nella colonna dedicata agli avvisi. Ben poca cosa dunque “. E quanto sottolinea Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che, all’indomani della chiusura aveva inoltrato una nota al riguardo indirizzata,  al Ministero del dicastero per conoscere i tempi di riapertura sia del museo che della villa Floridiana.

” Inoltre – aggiunge Capodanno – non si è ritenuto neppure di pubblicizzare idoneamente l’evento, per esempio, con un manifesto affisso sui cancelli che, purtroppo,, resteranno chiusi ancora dell’ingresso di via Cimarosa. C’è solo un foglio, formato A4, posto insieme ad altri su una transenna posta obliquamente e distante dal cancello, sul quale, aguzzando la vista, si può leggere appunto che il museo riapre dal 1° febbraio con il “consueto orario”, vale a dire dalle 9:30 alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:15. Non si è neppure ritenuto di scriverlo anche tradotto in inglese, visto che buona parte dei turisti che vengono al Vomero per ammirare le collezioni di ceramiche esposte nel museo in questione, non conoscono la nostra lingua  “.

” Per quanto riguarda invece la riapertura al pubblico del parco della Villa Floridiana, con accesso anche da via Cimarosa, tutto tace – puntualizza Capodanno -. Dopo aver ricevuto la già richiamata nota di risposta dal Ministero, nella quale, genericamente si affermava che i lavori per la potatura e  la messa in sicurezza delle alberature lungo il viale principale sarebbero state completate entro l’estate, mentre peri  lavori i di manutenzione e messa in sicurezza del resto del parco, si era ancora nella fase di “assegnazione dei fondi necessari”, presumibilmente i due milioni di euro, annunciati sin dal marzo dell’anno scorso, ho chiesto espressamente che venisse precisato il cronoprogramma di massima di entrambi gli interventi, sollecitando la loro esecuzione in tempi rapidi, ritenendo inaccettabile che per la riapertura, seppure parziale del parco, unico polmone a verde pubblico a disposizione di un territorio abitato da quasi 50mila residenti, bisognasse aspettare fino all’estate, vale a dire almeno altri cinque mesi”.

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