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Friggiamo il capitone ancora per un po’

(Giuseppe Guastella – il Corriere della Sera) – Stanno studiando le rogatorie da fare in alcuni Stati stranieri, a partire dalla Russia, ma c’ è anche la Germania e forse anche la Gran Bretagna, e devono ancora terminare lo studio dei documenti acquisiti o sequestrati: ai pm milanesi non sono bastati sei mesi per chiudere l’ inchiesta su una presunta corruzione internazionale che avrebbe dovuto portare 65 milioni di dollari nelle casse della Lega di Matteo Salvini e, quindi, come era agevole prevedere a causa della complessità della vicenda, ne hanno chiesti al gip altri sei per poter continuare a lavorare sul caso.

È un lungo lavoro di approfondimento quello che stanno facendo gli investigatori della Guardia di Finanza nell’ inchiesta che ruota intorno alla figura di Gianluca Savoini, presidente dell’ associazione LombardiaRussia, un uomo molto vicino al segretario del Carroccio. I detective stanno esaminando la grande quantità di materiale sequestrato nei mesi scorsi durante le perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici degli unici indagati accusati di corruzione internazionale che sono, oltre allo stesso Savoini, l’ avvocato romano Gianluca Meranda e l’ ex bancario toscano Francesco Vannucci.

Altro tempo è ancora indispensabile per esaminare il contenuto dei cellulari e dei pc sequestrati dagli uomini della Gdf, diretti dai pm Donata Costa, Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, coordinati dall’ aggiunto Fabio De Pasquale. Proprio nelle memorie dei telefonini dei tre è stata trovata la fotografia di una bozza di un accordo per la compravendita in Russia di prodotti petroliferi da importare in Italia che avrebbe dovuto fruttare una percentuale del 4% per le casse della Lega e un’ altra del 6% a personaggi russi che la Procura di Milano interpreta come la promessa di una maxi tangente destinata a pubblici ufficiali in grado, per il loro ruolo, di aprire i rubinetti delle compagnie statali della Russia. L’ affare, però, non è mai andato in porto.

«La richiesta di proroga delle indagini su Savoini? Un tema che non mi appassiona. Non ho soldi in Russia, in Lussemburgo o in Svizzera», commenta Matteo Salvini, mentre i pm indagano anche su alcuni file audio trovati nel telefonino di Meranda in cui più di una volta si farebbe riferimento a lui, anche se in modo generico e, da quanto trapela, senza alcun collegamento all’ affare sfumato.

3 thoughts on “Friggiamo il capitone ancora per un po’

  1. Cioè costui, Guastella per il Corriere della Serva, scrive un articolo in cui ci informa, niente di più, niente di meno, che le indagini sul Russiagate nostrano non sono ancora concluse e che ci sono delle rogatorie internazionali in corso.
    E questa sarebbe una notizia?
    A quando un ponderoso articolo per informarci che l’acqua è bagnata?
    Ma questi “pseudo” giornalisti li pagano pure?

      • W la LEGA!
        Che non si inscatola!
        Rosicate gente Rosicate.
        Giuseppi stai sereno arriva
        La brigata Mattei….

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