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Vittorio Feltri: “Il circo ripugnante degli snob”

(Vittorio Feltri – Libero quotidiano) – Marcel Boulenger (1873- 1932) fu provetto spadaccino, amico di Gabriele D’ Annunzio, giornalista e scrittore raffinato. Sconosciuto all’ editoria italiana per decenni, oggi è al centro di un piccolo caso editoriale, con tre libri pubblicati nel giro di pochi mesi.

L’ ultimo arrivato è Elogio dello snobismo (Odoya). Un pamphlet di poche ma grintose pagine in cui Boulenger elogia per stroncare e mette dunque alla berlina un tipo umano ancora molto diffuso: lo snob. Prima di tutto: cosa significa snob? Questa parola, che usiamo in modo scontato, ha un’ origine misteriosa e dibattuta. L’ ipotesi a lungo più accreditata, forse a torto, è che snob sia la contrazione di sine nobilitate, espressione latina che all’ università di Oxford indicava gli studenti di famiglia non aristocratica. Sui registri era abbreviata in «s.nob».

Secondo questa definizione, lo snob è il borghese che vorrebbe far parte della nobiltà. Tuttavia parole molto simili a snob sono presenti in lingua islandese (snopr) e in antico sassone (snab). Lo snob è uno spaccone e si vanta di qualità che non possiede. Inoltre è un campagnolo trapianto in città dove prova a scimmiottare lo stile di vita dell’ aristocrazia. In tutti i casi, il fenomeno sociale affonda le radici alla fine del XVIII secolo ed è in rapporto con l’ ascesa della borghesia.

Boulenger accoglie e adatta queste definizioni. Lo snob è il borghese che vorrebbe avere le caratteristiche che i nobili sembrano possedere per diritto di nascita: una certa sprezzatura, il gusto innato per il lusso, il cinico senso dell’ umorismo. Purtroppo non è in grado di apprendere ciò che gli aristocratici succhiano insieme con il latte delle balie. Di conseguenza, per essere all’ altezza, lo snob approva senza riserve tutte le fissazioni dell’ alta società e condanna quelle della classe sociale alla quale in realtà appartiene: la borghesia, appunto.

Come il nobile, quando gradisce qualcosa, la definisce «spassosa», «adorabile» e «deliziosa».

categoria dello spirito Il maestro nel descrivere lo snobismo fu Marcel Proust. L’ autore della Recherche ha trasformato il fenomeno sociale in categoria dello spirito (eletto). Gli snob sono affetti da un senso della superiorità che non si capisce da cosa sia giustificato. Boulenger taglia corto con acido sarcasmo: «1° essere ricevuti nei salotti delle persone titolate o molto ricche; 2° riceverle a propria volta; 3° disprezzare chiunque non sia mai invitato nei suddetti salotti». Lo snob ostenta buone maniere ma in realtà si nutre di malcelato disprezzo per le classi sociali «subordinate». Fino a qui il passato.

Ma oggi chi è lo snob? Le cose sono cambiate. Lo snob mantiene intatto un senso della superiorità morale e culturale. Ma lo snobismo non è più elitario. Anzi. Lo snobismo è di massa. Nel mondo della cultura, per esempio, non è l’ eccezione ma la regola. Lo snob si dichiara pericolosamente originale proprio nel momento in cui esprime banalità del tutto scontate nel suo ambiente, anzi: prescritte e richieste dal suo ambiente come lasciapassare e testimonianza di appartenenza al gregge.

Chi ha le idee giuste ha diritto di parola e merita l’ applauso. Chi ha le idee sbagliate deve tacere e merita biasimo. Questo tipo di censura morale si sposa alla perfezione con il politicamente corretto. L’ applicazione pratica è spietata. Le idee che si scostano di pochi millimetri dalla ortodossia spariscono subito dopo essere state tacciate di fascismo, razzismo, xenofobia. Nel mondo dello snob ci sono solo due tipi di pensiero: sinistra e destra, socialismo e fascismo, bontà e cattiveria, bene e male.

La varietà e le sfumature non sono alla portata dello snob, troppo abituato ad aver ragione per aver voglia di confrontarsi.

il cerimoniere Lo snob promuove il suo gruppetto. Piccolo ma sufficiente per essere la voce ufficiale della cultura italiana.

Fabio Fazio ne è il gran cerimoniere. I suoi ospiti sono tutti quanti «spassosi», «adorabili» e «deliziosi». Dotti, sapienti, cantanti, scrittori fanno a gara per ripetersi, ribadire il già detto, esprimere l’ opinione corrente con l’ aria di chi corre verso il plotone d’ esecuzione. Mentre s’ indignano e tuonano contro il conformismo della borghesia, il loro portafogli si gonfia, riempito dalle banconote elargite proprio dalla borghesia allocca pronta ad abboccare.

Lo snobismo si confonde oggi con la mediocrazia. Lo snob si esalta per il romanzo con pretese letterarie (abbiamo detto pretese). Per l’ opera d’ arte che vorrebbe riflettere lo spirito dell’ epoca e invece fa a stento sorridere per cinque minuti prima di finire nel deposito degli oggetti dimenticati perché irrilevanti. Per il film d’ autore vuoto come la testa del regista dietro la telecamera.

Per il saggio del geniale intellettuale che riscrive penosamente gli articoli di giornale, ma almeno gli articoli di giornale non hanno la pretesa di durare, mentre il geniale intellettuale crede di aver staccato il biglietto per l’ immortalità. Venghino signori, venghino. Ecco il campionario delle idee elitarie confezionate apposta per la massa.

11 thoughts on “Vittorio Feltri: “Il circo ripugnante degli snob”

  1. Chapeau dott. Prof. Sig.Affrancato Dal Bisogno, renda noto ai comuni mortali l’etichetta del prestigioso liquido che ha un effetto culturale di simil portata.

  2. E’ sicuro indizio di decrepitezza il ripetere gli stessi concetti, soprattutto se si tratta di frasi fatte, luoghi comuni. Basta rileggersi il “dictionnaire des idées reçues” di G. Flaubert della metà dell’800. The warm water’s discovery.

  3. Il primo snob è proprio l autore dell articolo ( caotico , come sempre) non si capisce o si capisce bene dove voglia andare a parare ! Ha fatto tana .. liberi.. tutti!

  4. Dott. Feltri, l’articolo che il suo giornale pubblica riflette in pieno la situazione miserevole di certi cervelli che, ahimè, vanno per la maggiore ed influenzano pericolosamente il pensiero e l’atteggiamento quotidiano. I risultati, infatti, si vedono. La seguo sempre e le faccio i miei complimenti

  5. Semplicemente perfetto, con la solita sagacia descrive impietosamente la desolante realtà in cui siamo purtroppo immersi. Grazie per non aver timore di ricordarcelo in tutte le occasioni possibili.

  6. Egregio Direttore Feltri, lei ha espresso esattamente il pensiero mio e di moltissimi altri, una disamina incredibile, semplice, lineare dove spiega benissimo l’ipocrisia di molti personaggi. Lei è e rimane un grande, invidiato da tutti i suoi colleghi, lo dimostrano in modo particolare quando la offendono….poveretti.

  7. Direttore lei sempre acuto, la sua visione dei personaggi che popolano questo grande pentolone ché la “sinistra italiana” è come un dipinto in cui lei colloca ogni uno nel posto giusto.

  8. Sono d’accordo, più di snob parlerei di paura del cambiamento,conservatorismo becero che inonda la televisione.Vogliono farci assomigliare tutti come personaggi da spot pubblicitari.
    Una vita obbligata dentro un recinto dove il matto comanda allo psichiatra. Grazie.

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