Cronaca/Interno/Politica

Maurizio Belpietro: “Piovono tasse su pc e cellulari”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – Come si fa a recuperare 10 miliardi per cercare di risalire nei sondaggi quando questi 10 miliardi nelle casse dello Stato non ci sono? Semplice, si alzano le tasse e si fa pagare agli italiani quella che poi verrà spacciata come una manovra che riduce le tasse. Vi sembra una fregatura del contribuente? È esattamente così, ma a inventare il modo per gabbare gli italiani non siamo noi, bensì quel gran ministro dell’ Ingegno che risponde al nome di Dario Franceschini, che potremmo anche definire il responsabile della cultura delle imposte, visto quante ne mette a dimora il suo dicastero.

La prima è già ufficiale e nel più puro stile statalista mira a colpire un settore in espansione, con il risultato che anche una delle poche attività che non sprofondano nella decrescita infelice giallorossa farà la fine già sperimentata da altre branche dell’ economia. Di che parliamo? Ma della tassa ribattezzata Air b&b, ossia di quel trattamento fiscale che mira a spremere chi affitta i propri appartamenti, trattandolo come se non fosse un privato cittadino, ma un’ azienda vera e propria.

Da tempo ci sono persone che hanno messo a reddito le case ereditate o comprate, affittandole per periodi brevi ai turisti o ai manager di passaggio. Persone che, dovendo restare per qualche settimana o mese in città, alla stanza d’ albergo preferiscono un’ abitazione, trovandola più confortevole o anche solo economicamente più conveniente. Grazie alla cedolare secca, che fu introdotta da Giulio Tremonti per far emergere gli affitti in nero, se il locatore non è una società può pagare la tassa sulla pigione non con l’ aliquota Irpef ma versando il 21 per cento, a prescindere dal reddito incassato.

La normativa, varata nel 2011, è stata estesa anche agli affitti di breve durata e ciò ha consentito non solo di prosciugare il nero, ma anche di far crescere un’ attività che si affianca a quella degli alberghi e ora vale nel suo complesso un paio di miliardi di Pil. Beh, che si è inventato il ministro della cultura e della tosatura?

Un tetto agli affitti: chi ha più di tre appartamenti d’ ora in poi non potrà più beneficiare della cedolare secca, ma dovrà essere trattato alla stregua di una multinazionale, cioè pagare di più, vale a dire probabilmente il doppio. In pratica, visto che il settore degli affitti brevi funzionava a dovere, consentendo agli italiani di arrotondare, Erario Franceschini, ministro di un governo nato per evitare l’ aumento delle tasse, provvederà ad affossarlo.

Non contento del danno che potrebbe arrecare, il capodelegazione del Pd al governo si sta però dando da fare per assestare all’ economia un’ altra stangata. Questa volta nel mirino non ci sono le case, ma i telefonini, gli smart watch, i pc e pure i braccialetti contapassi. In pratica, siccome è a caccia di soldi allo scopo di far quadrare i conti della Siae, la Società italiana autori ed editori, il genio che difende le opere d’ ingegno vuole alzare l’ imposta su qualsiasi cosa abbia una memoria digitale, aumentando il prelievo anche del 20 per cento.

In soldoni, significa che quando si comprerà un telefonino, in base alla dimensione della memoria del dispositivo si pagherà di più: sopra i 32 giga si passerà da 5,2 a 6,9 euro. Mentre chi prenderà uno smart watch (finora esente dalla tassa Siae) dovrà versare tra i 2,2 fino ai 5,6 euro. Qualcuno potrebbe osservare che qualche euro in più su un cellulare che ne costa parecchie centinaia in fondo non sia gran cosa. Certo, ma visto che il governo quando promette di diminuire le tasse alla fine nelle tasche degli italiani mette gli spicci, non si capisce perché poi una parte se la debba far restituire usando un sotterfugio come l’ accisa sui prodotti digitali.

Franceschini, insomma, bussa a quattrini come un Gualtieri qualsiasi, forse per smentire una frase attribuita a Tremonti, il quale da ministro dell’ Economia avrebbe detto che la gente la cultura non la mangia (l’ ex ministro ha poi negato di aver mai pronunciato ciò che i giornali gli misero in bocca). Calvario Franceschini vuole invece dimostrare che con la cultura si mangia eccome. Anzi: con la cultura si fanno i milioni. Di questo passo prevediamo un aumento delle tasse anche sui lettori digitali tipo Kindle.

Poi, finiti i prodotti elettronici, si passerà a quelli cartacei, cioè ai libri e ai giornali e magari, perché no, ai quaderni e ai prodotti di cancelleria. In particolare si stangheranno le gomme, perché non si sa mai, che a qualcuno venga la balzana idea di cancellare il governo. Del resto, bastano e avanzano le facce di gomma di certi politici che ad agosto respinsero compatti le elezioni, dichiarando di voler evitare l’ aumento delle tasse. Facce di gomma e anche un po’ di bronzo.

4 thoughts on “Maurizio Belpietro: “Piovono tasse su pc e cellulari”

  1. Certo che chi ha più di tre case da affittare è un poveretto meritevole del reddito di cittadinanza. Belpietro non lo sa che esistono multinazionali o fondi d’investimento che comprano appartamenti, oggi a prezzi stracciati, proprio per metterli a reddito?
    Quanto alle accuse chieda al suo ” caporale di giornata ” che fine hanno fatto quelle sulla benzina che aveva promesso di eliminare?
    Quante frexxxce.

  2. Dio perdonali perche’ non sanno quello che fanno (e quello che dicono/scrivono).
    il buon (si fa per dire) Belpietro parla di cedolare, ma senza avere alcuna cognizione di cosa sia. E nessuna cognizione di matematica. Ne’ di giustizia sociale.
    La prima cosa da dire e’ che la cedolare e’ stata istituita da Berlusconi. E questo gia’ dovrebbe dire molto. O pensate che il Berlusca faccia/abbia fatto gli interessi dei piccoli proprietari? (o degli inquilini???).
    Se pensate questo siete dei gran stolti…
    Se c’era una “sinistra” come si deve, quando (2011) e’ stata istituita la cedolare secca (che altro non e’ che una flat tax sui redditi immobiliari) i sampietrini avrebbero dovuto volare come i passeri…
    Ma una sinistra non esisteva.
    Come non esiste tuttora.
    Ora se siete tra quei pochi che sanno fare 2+2, vi consiglio di andare sul sito del Ministero delle Finanze e scaricarvi (io l’ho fatto) le 296 pagine del file PDF della relazione sulla situazione immobili in Italia (datata 2017).
    Imboscate a pagina 158 troverete due righe illuminanti (SULLA CEDOLARE) che dicono che “il decimo piu’ ricco della popolazione si e’ mangiato il 90% del mancato gettito”.
    Sono stato chiaro?
    Ripeto per i piu’ cocciuti: “il decimo piu’ ricco della popolazione si e’ mangiato il 90% del mancato gettito”.
    Chiaro.
    C’e’ pure il grafico.
    Dove son pure illustrate quelle parole.
    E, da non credere, i (proprietari) piu’ poveri ci hanno pure rimesso con la cedolare.
    Si, ci hanno perso (i piu’ piccoli proprietari).
    Ora per i quelli che parlano di stalinisti, comunisti, senza manco sapere da che parti son girati, vedrò di illustrare quelle 2 righe scritte nella relazione del Ministero:
    “il decimo piu’ ricco della popolazione si è mangiato il 90% del mancato gettito (x la cedolare)”.
    La prima cosa di cui prendere coscienza, è che ci sono stati OLTRE 11 miliardi DI MINOR GETTITO: 11 miliardi in meno di SERVIZI: sanità, etc.
    Praticamente il doppio del “famoso” reddito di cittadinza (a cui io, premetto, son contrario).
    Ma non regalato ai piu’ poveri.
    NO.
    Regalato al decimo piu’ ricco della popolazione.
    Ripeto. Osssssisii ripeto perche’ e’ giusto:
    la cedolare secca e’ costata praticamente il doppio del “famoso” reddito di cittadinza (a cui io, premetto, son contrario).
    Ma non regalato ai piu’ poveri (ripeto: scaricarsi relazione del Ministero.. con i dati.. caro Belpietro…. basta leggere…).
    NO.
    Regalato al decimo piu’ ricco della popolazione.
    Poi bisogna andare a trasformare in numeri quelle parole: il 10% della popolazione si magna il 90% dei risparmi della cedolare.
    E guardare un po’ piu’ da vicino quei numeri.
    Semplifichiamo.
    Ci sono 100 Lire di minor gettito:
    90 Lire se le dividono in 10 persone
    e 10 lire se le dividono gli altri 90
    Quindi 90:10=9
    *Ognuno di quei 10 del club dei fortunati risparmia 9 Lire*
    Poi abbiamo 10 Lire che si dividono gli altri 90
    Quindi 10:90= *0,11 lire a testa*
    Ora bisogna traformare quelle Lire in €.
    Se ipotizziamo un tizio che appartiene a quel 90% di italioti che con la cedolare affittando il proprio appartamento ha ottenuto un risparmio di 300 Euro in un anno, andiamo a verificare quanto invece si ritrova in piu’ in tasca uno che appartiene al club del 10% dei piu’ ricchi?
    Basta impostare una semplice proporzione, roba da terza media:
    0.11:9 = 300: x
    x= 24.300 Euro.
    Chiaro caro Belpietro?
    p.s.: se Franceschini ha proposto una norma di questo genere (niente cedolare per chi ha piu’ di 3 immobili locati) ha fatto una cosa non giusta ma Sacrosanta!
    Ne trarranno (forse) beneficio i piccoli proprietari.
    A casa mia uno che ha un 30 appartamenti non e’ un piccolo proprietario.
    Trovo giusto aiutare il pensionato che si compra una seconda casa con i soldi della liquidazione dopo 40 anni di lavoro e decide di locarla per integrare la misera pensione.
    Trovo giusto aiutare una persona che ha una prima casa, una seconda casa al mare, una terza casa locata .Ergo ok per applicare la cedolare.
    Trovo giusto aiutare una persona che ha una prima casa, una seconda casa al mare, una terza casa in montagna ed altre due case locate.Ergo ok per applicare la cedolare.
    Trovo giusto aiutare una persona che ha una prima casa, una seconda casa al mare, una terza casa in montagna, ed altre tre case locate (e siamo gia’ a 6 case in totale). Ergo ok per applicare la cedolare.
    Non trovo giusto che una persona che abbia una prima casa, una seconda casa in montagna, una terza al lago ed una quarta in campagna ed altri 10/50/100 appartamenti affittati possa usufruire di una “FLAT TAX IMMOBILIARE” ovvero un’aliquota agevolata (cedolare secca.. ad aliquota magari del 10% per appartamenti locati a canone concordato che spesse e’ IDENTICO al canone libero)….
    No, non lo trovo giusto.
    Allora io sarei un comunista, giustizialista, stalinista, statalista etc..etc?
    Caro Belpietro, ma vedi d’anna’….

    (Saluti da Genova)

    • Grandiosa risposta a un Belpietro che evidentemente prendeva un goccetto di troppo mentre scriveva il suo abituale avvelenato pamphlet contro governo e dintorni . Neppure il più sfegatato avversario della maggioranza avrebbe potuto prendere, compos sui, una cantonata del genere

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