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Maurizio Belpietro: “L’uomo che minaccia il Conte bis è a sciare con i ricconi pakistani”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – Più Italia viva cala nei sondaggi e più sale il livello di litigiosità del suo leader.

Sì, il livello di rumorosità di Matteo Renzi è inversamente proporzionale al numero dei voti che gli vengono attribuiti dagli esperti. Tutti concordano che il partito fondato dall’ ex presidente del Consiglio oscilla fra il 3 e il 4 per cento, più o meno ciò su cui nella prima Repubblica poteva contare Pietro Longo quand’ era alla guida del Psdi, vale a dire un terzo o forse un quarto di quanto oggi viene attribuito a Giorgia Meloni e circa un ottavo di ciò che vale Matteo Salvini.

E tuttavia, nonostante sia un peso piuma della politica, non passa giorno senza che i giornali si occupino di lui e di ciò che dice e minaccia di fare. Tutti sanno che se domani si andasse a votare, lui e i suoi andrebbero a casa, perché con uno sbarramento al tre per cento Renzi faticherebbe a portare in Parlamento le sue truppe, ma con un’ asticella al cinque, come da più parti è ipotizzato in caso di nuova legge elettorale, alla Camera e al Senato neppure metterebbe piede.

Tuttavia, nonostante sia evidente che il capitan Fracassa di Italia viva non ha nessuna intenzione di far cadere il governo, pena perdere ogni possibilità di trarre guadagno dalla rendita di posizione che si è creata dopo il ribaltone di Conte, gran parte della stampa ha scelto di dargli corda, come se davvero Renzi avesse intenzione di provocare una crisi e di andare alle elezioni. «Qui viene giù tutto», ha titolato un quotidiano. No, l’ ex segretario del Pd non vuole il voto, vuole solo ricavare il più possibile dalla precarietà della maggioranza. Della prescrizione non gli importa un fico secco e così pure del resto di cui ciancia con frequenza instancabile su giornali e tv.

MATTEO RENZI SULL HIMALAYA PACHISTANO

L’ unico obiettivo della sua incessante opera di demolizione di qualsiasi leadership alternativa alla sua è uno solo: il potere. Che nel suo caso si estrinseca nella possibilità di piazzare i suoi uomini ai vertici delle partecipate statali. Più si avvicina l’ ora di nominare i dirigenti delle aziende pubbliche e più Renzi si agita e alza il tiro per potersi sedere al tavolo dei negoziati forte di un’ arma di pressione. Se fosse per i numeri, a lui e ai suoi toccherebbero le briciole.

Ma l’ ex premier vuole una spartizione alla pari, cioè intende piazzare le sue pedine da protagonista e non da comprimario di governo. Di qui l’ esigenza di mostrare i muscoli e, soprattutto, di attaccare Conte, ossia colui che Renzi considera il suo vero nemico, l’ unico che possa contendergli l’ area centrista che il fondatore di Italia viva intende occupare.

Naturalmente ognuno è libero di coltivare le ambizioni che ritiene e dunque Renzi, se lo desidera, può considerarsi una specie di Napoleone Bonaparte, ossia un condottiero pronto a rimontare in sella e a riprendersi il ruolo che gli spetta nella storia. Tuttavia, nel caso dell’ ex leader del Pd, esiste una particolarità che intendiamo segnalare.

Il fondatore di Italia viva non è solo un politico che aspira ad avere una seconda chance per guidare il Paese, ma è anche un imprenditore di sé stesso, nel senso che dopo essere uscito da Palazzo Chigi, Renzi si è inventato un mestiere, guadagnando milioni (lo dice lui) con conferenze in giro per il mondo e con produzioni televisive da piazzare sulle emittenti di mezzo mondo. Partito con poche migliaia di euro sul conto alla fine del suo mandato al governo, oggi il leader di Italia viva può vantare una villa con piscina (in costruzione) nel cuore di Firenze. Tutto regolare, ovviamente. Ci mancherebbe.

Anche altri leader occidentali dopo aver fatto politica hanno fatto fortuna. Basti ricordare Bill Clinton e Tony Blair e, da ultimo, Barack Obama, che partito come semplice docente, dopo otto anni alla Casa Bianca oggi si ritrova seduto su una pila di milioni. Tutti leader progressisti, in modo particolare del loro reddito. Che però rispetto a Renzi, hanno una caratteristica diversa: ognuno di loro si è messo in affari dopo aver lasciato la politica. Il fondatore di Italia viva no.

 Fa politica, gira il mondo invitato a tenere conferenze e coltiva ogni genere di rapporto, pur rimanendo in Parlamento e provando a condizionare la politica italiana. La foto che pubblichiamo lo riprende in Pakistan assieme a Josè Maria Aznar, la principessa Beatrice di York e un gruppo di uomini d’ affari legati ad Afiniti, una società di intelligenza artificiale, e di certo nel Paese asiatico l’ ex sindaco non è andato per risolvere il problema della prescrizione o della riforma della giustizia.

Noi non vogliamo impedire a Renzi di sciare dove gli pare e neppure di fare il turista. Però, visto il suo attivismo e, soprattutto, il livello dello scontro in atto attorno al governo, forse è arrivato il momento di chiarire i suoi rapporti con certi Paesi islamici che non sono noti per la democrazia. E forse, per l’ uomo che dice di voler salvare l’ Italia, è anche arrivata l’ ora di scegliere se vuole fare politica o fare affari.

Perché se è vero che più alza i toni e più cala nei sondaggi, è anche vero che il rapporto inversamente proporzionale si accompagna ormai da un paio d’ anni a un aumento del suo reddito come mai aveva visto prima.

10 thoughts on “Maurizio Belpietro: “L’uomo che minaccia il Conte bis è a sciare con i ricconi pakistani”

  1. “a un aumento del suo reddito come mai aveva visto prima”
    Chiamalo scemo!
    Gli scemi sono quelli del Circo Mediatico che gli corrono dietro a ogni scoreggia!!

  2. “Tutti leader progressisti, in modo particolare del loro reddito.” geniale definizione di Belpietrodi quei presunti leader progressisti…chapeau…

  3. Ma il problema è sempre lo stesso, la domanda!
    Quello che vale per la TV spazzatura italica, vale per le conferenze di Renzi.
    Personalmente ritengo che Renzi non abbia niente da spiegarmi e men che meno, insegnarmi.
    Evidentemente, essendo Noi la patria dei boccaloni, pensiamo di detenere il primato e forse è vero, avendo il Tizio, rassemblato oltre il 40%, poco tempo addietro.
    Ma evidentemente in giro per il globo non scherzano nemmeno se sono disposti a sganciare milioni per ascoltare le sue perle di saggezza.
    Poco male direbbe qualcuno, peccato che il Signorotto in argomento tenga per le palle l’avvocato pugliese e determini il destino di questo sciagurato Paese.
    Senza di Lui, il Signorotto, si andrebbe ad elezioni, che non risolverebbero niente di esiziale ma almeno ci leverebbero di torno Zinga e Di Maio, oltre al suddetto Avvocato.
    Scusate se è poco!

    • Non comprendo, il Bomba è un impresentabile arrivista cinico e spregiudicato, Di Maio, Zinga, Conte sono da mandare a casa ..e allora? Possibile che ti incanti il Gran Cazzaro?

      • A differenza di altri non mi faccio incantare da alcuno. Questo non significa che non speri nella fine di questo governicchio.
        Ma è tanto difficile da capire?

  4. Magari fosse vero .. Ma, ahinoi ! nutri serie e vane speranze! In galera ci stiamo noi da svariati decenni e manteniamo sti parassiti che hanno vinto il biglietto di ” una vita in vacanza” dopo la ruota della fortuna che li ha eletti !

  5. La fortuna non c’entra, qualcuno li ha eletti.
    Fatevi l’esame di coscienza, ammesso ne abbiate una!
    Sono 70 anni che vi precipitate alle urne ed i risultati si sono visti.
    Pfui!

  6. Un giornalista che ha fatto tutta la carriera al servizio di Berlusconi (Rete4, Il Giornale, Canale 5 ecc…) che critica Renzi (ovvero un ammiratore e seguace di Berlusconi)?
    Suvvia…

  7. I soliti sinistri. Le critiche vanno bene solo se le fanno loro, gli altri devono tacere.
    Vecchia storia, niente di nuovo all’ovest e pure ad est!
    Ci tocca sopportarli con infinita pazienza.
    Oltre ad essere intolleranti sono anche distratti e senza memoria.
    Nelle loro fila hanno militato pennivendoli contigui a Lotta Continua e magari alle BR, che poi dopo un doveroso lavaggio a secco, hanno intrapreso folgoranti carriere in ogni dove.

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